1 novembre 1948: sessant’anni fa la Libertas Bologna dei Tavoni, Strong, Regazzi, Bianco, Nardi, Masini conquistava il primissimo scudetto del baseball italiano. Vincendo la gara decisiva a Milano

1 11 2008

di MAURIZIO ROVERI

E’ una storia di sessant’anni fa. Ve la raccontiamo. Era l’1 novembre 1948, all’Arena di Milano andava in scena la partita che avrebbe consegnato il primissimo scudetto del baseball italiano. A vincerlo fu una squadra di Bologna, la Libertas. Che in classifica si tenne alle spalle tre squadre milanesi. La Federazione si chiamava FIPAB (Federazione italiana pallabase).
In quel gruppo bolognese che vinse il primo titolo d’uno sport nuovo per l’Italia c’erano i fratelli Tavoni, c’era l’americano Jimmy Strong che – sbarcato ad Anzio con le truppe alleate durante la seconda guerra mondiale – si trasferì poi a Bologna per giocare a basket: portava la canotta numero 5 del Gira, era un principe dei canestri che d’estate prendeva in pugno la mazza risultando per il neonato baseball italiano un personaggio fondamentale negli anni dei pionieri. Umberto Bianco il lanciatore di quella Libertas del primo scudetto. In prima base c’era Giorgio Regazzi, poi diventato giornalista del Resto del Carlino. Nel delicato ruolo di interbase Renato Masini.
Un altro personaggio di primo piano era Sergio Nardi, già conosciuto come musicista, ottimo chitarrista, suonava con Hengel Gualdi (proprio sul finire degli “anni quaranta” Bologna gettava le basi per diventare una capitale del jazz, nel 1949 arrivò al Teatro Duse il mitico Duke Ellington, con la sua Orchestra, e più avanti si sarebbero esibiti Ella Fitzgerald e Oscar Peterson, senza ovviamente dimenticare che da Bologna è passato perfino il leggendario Armstrong e che nella città delle Due Torri ha vissuto Chet Baker).
Ma torniamo al baseball e alla Libertas Bologna del primo scudetto italiano. Franco Tavoni era il trascinatore. Il suo nome è nella storia per essere stato il giocatore che ha realizzato la prima battuta valida e il primo punto della Nazionale Italiana in una partita internazionale. Contro la Spagna il 31 agosto 1952. E sua è stata (assieme a Rizzo, della Lazio) la prima esperienza americana: due mesi in un camp statunitense.

Franco Ludovisi, memoria storica del baseball bolognese, tira fuori il libro dei suoi ricordi: “Siamo alla fine della seconda guerra mondiale e Bologna è liberata dalla truppe alleate. In centro città, all’Albergo Roma, risiedono molti soldati americani e, come tutti gli americani, giocano spesso a baseball: in via D’Azeglio o in via Fusari sul retro dell’albergo. Io abito proprio lì e spesso mi fermo ad osservare questi uomini che con buffi guantoni si passano una palla che sembra una di quelle da tennis. Gli americani, a differenza degli italiani di allora, davano molta confidenza ai bambini. E a me, e ai miei compagni di giochi, non sembrava vero di poter provare anche noi quegli strani guantoni. Dal provarli… ad appassionarsi al nuovo gioco che poteva essere praticato con un manico di una scopa, una vecchia palla da tennis e null’altro, il passo fu breve”.
“Gli americani, non so come, ci spiegarono le regole del gioco – prosegue Ludovisi – e noi cominciammo a praticarlo in Piazza Galileo dove le bombe avevano creato uno spiazzo alla sinistra del Palazzo del Governo”.

Salta fuori un fatto curioso. Quella Libertas Bologna che sessant’anni fa vinceva il primo scudetto del baseball italiano aveva una sorta di inno di battaglia: Ulikà Zakazanà. Racconta Ludovisi: “In polacco vuole dire “non si passa” ed era scritto, unitamente alle frasi inglesi “off limits” e “out of bound”, sui cartelli che impedivano alle truppe di liberazione di entrare nelle zone di Bologna dove c’erano i bordelli. Questa espressione venne assunta dalla Libertas Bologna del 1948 come il proprio hip hip hurrà”.
Splendido, questo aneddoto, nella sua spontaneità.
E v invitiamo a leggere il prossimo articolo: l’intervista che Franco Ludovisi ha fatto a Renato Masini, l’interbase di quella squadra bolognese di sessant’anni fa.  E scoprirete cose importanti. Storie di vita.


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6 responses

1 11 2008
Roberto Buganè

In verità non si trattava della FIPAB, che vedrà la luce solo nel gennaio 1950, ma della LIB, la Lega Italiana Baseball fondata da Max Ott.

3 11 2008
Maurizio Roveri

Effettivamente si trattava della LIB, la lega Italiana Baseball, associazione fondata nel marzo 1948 da Max Ott e la cui costituzione con la stesura dell’anno notarile avvenne volutamente il 12 ottobre 1948, nel giorno del Columbus Day, grande festa degli Americani di origine italiana. Tuttavia quel primissimo campionato italiano di baseball, vinto l’1 novembre dalla Libertas Bologna, verrà poi ufficialmente riconosciuto dalla FIPAB che nacque il 29 gennaio 1950. E nacque dalla unificazione dei due organismi che nel 1949 avevano gestito (con due diversi campionati) il baseball: la LIB al Nord e la FIBS al sud.

3 11 2008
John Rotondo

60 anni…ben 3 volte la mia età, fantastico!!!
Qualcuno dovrebbe pubblicare un bel libro con la storia del Baseball italiano!
Lo comprerei più che volentieri🙂

6 11 2008
Wadi

Interessantissimo articolo, pieno di memorie ed aneddoti.
Emozionate.

Curiosamente, anagrammando LIB, viene fuori IBL

8 11 2008
John Rotondo

E’ vero!!!😀

21 11 2008
franco ludovisi

Una amica polacca si è molto divertita alla lettura dell’aneddoto raccontato “sull’inno di battaglia” della Libertas Bologna nel ’48, ma mi faceva notare però che la scrittura corretta della frase citata è Ulica ( e non Ulika Zacazana ) che vuole appunto dire: non si passa.
Questo per precisione.

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