Elio e Faso showmen al Dopofestival e “messaggeri” del baseball

28 02 2008

di MAURIZIO ROVERI

A Sanremo il “vero” Festival è quello che viene dopo. A tarda ora. Ma vale la pena aspettarlo. Appuntamento imperdibile con la buona musica, con l’ironia, con la freschezza e la spontaneità di uno show che ha ritmo, energia, imprevedibilità, simpatia e soprattutto idee.
Il “Dopofestival” di Elio e Le Storie Tese è un momento di televisione gradevolissima. Vorresti che ogni puntata non finisse mai. Un’oretta che scorre via liscia, gustosa, divertente. Tutta da apprezzare. Questa è la dimostrazione più chiara che è ancor possibile fare della TV intelligente. E “nuova”. In semplicità. Come gli Elìì sanno fare.
Leggero, scanzonato, moderno. Questo è il Dopofestival. Spettacolo puro. E, ovviamente, anche molto professionale: c’è tutta la qualità (si vede, si sente, si apprezza) di musicisti straordinari. La creatività di Elio e dei suoi amici non ha rivali.
Fa piacere osservare che un personaggio geniale come Stefano Belisari (in arte Elio) non manca mai di “pubblicizzare” lo sport che ama: il baseball. Leggi il seguito di questo post »

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Cambiare faccia al baseball italiano? Si può: ecco la proposta di Mario Bruno

20 02 2008

Dall’Official website della Juve 98 Torino abbiamo voluto riprendere un interessantissimo articolo di Mario Bruno, grande giornalista, uomo di baseball. Lancia un nuovo segnale, propone l’idea di una formula che cambi faccia ai campionati rendendoli più solidi, più aggressivi, più rappresentativi, più emozionanti. In una parola, più veri. Si tratta di un intervento destinato a far discutere e che volentieri proponiamo ai lettori di Doubleplay, perchè è la riflessione che viene da un personaggio di grande spessore. Mario Bruno, “firma” importante del giornalismo sportivo italiano, è nel baseball da sempre: vi ha giocato, poi per tanto tempo lo ha raccontato dalle pagine di Tuttosport, e da una decina d’anni è il presidente della Juve 98. Seguiamolo:

Fraccari a Torino ha avuto un sereno scambio di opinioni con lo scrivente, Mario Bruno, ed ha espresso un concetto che ci ha lasciato perplessi. Il tema del contendere “siete voi società che dovete spiegarci quale baseball volete”. Un messaggio talmente democratico da diventare poco interessante dal punto di vista politico. Per quanto ci attiene, riteniamo che la Federazione ed il suo governo politico debbano rappresentare inequivocabilmente la base ma debbano pure garantire all’intero sistema quei guizzi, quelle intonazioni, quei passaggi strategici che un presidente di società qualunque non possa avere nel proprio carniere, perchè i suoi confini sono per forza di cose limitati. Leggi il seguito di questo post »





Quando il baseball aveva più pubblico…

31 01 2008

di GIANNI LERCKER

Fare paragoni è sempre un’azione sgradevole, anche quando si cerca di comportarsi in maniera equilibrata. Tuttavia, per capire meglio alcuni aspetti del contorno del baseball attuale, sembra utile farlo.
Il baseball, in Italia, nasce nell’immediato dopoguerra (dopo il 1944), in seguito alle esibizioni di soldati americani presenti in tutto il territorio del paese. In particolare a Nettuno, iniziale piccola nicchia di attività in questo sport, nasce una squadra che per molti anni sarà praticamente sempre al vertice del campionato nazionale. Anche in altre zone dell’Italia sorgono diverse squadre. Si gioca una partita alla settimana e così sarà per molti anni, fino al 1966, stagione nela quale vengono introdotti nel campionato di massima serie i doppi incontri. I giocatori stranieri che si possono utilizzare sono solo due, ma non possono ricoprire il ruolo di lanciatore. Questa modifica è introdotta per aumentare il livello tecnico dei giocatori italiani e porta buoni risultati in tempi non troppo distanti. I giocatori di ogni squadra devono aumentare di numero, particolarmente i lanciatori in quanto le due partite sono vicine: talvolta si disputano nello stesso giorno. Leggi il seguito di questo post »