De Carolis: “Ad oggi Ruggero Bagialemani è ancora il manager del Nettuno”

8 10 2008

Il Direttore Sportivo del Nettuno, Alberto De Carolis, ha chiarito la situazione relativa al manager della Danesi, Ruggero Bagialemani, dopo le notizie uscite ieri della sua sostituzione alla guida tecnica della squadra. De Carolis ha precisato: “In questo momento siamo in pausa di riflessione, ad oggi Ruggero Bagialemani è il nostro manager”.

De Carolis rvela: “C’è stata una profonda analisi tra tutti noi, dirigenti, tecnici e squadra su quello che è andato bene e quello che invece è andato male durante la stagione appena conclusa. Ma questo non significa che abbiamo fatto delle scelte, anche perchè in questo momento la dirigenza è impegnata in altre situazioni importanti. Come ad esempio i rinnovi dei contratti di sponsorizzazione, che sono fondamentali per andare avanti ed impostare il lavoro per la prossima stagione”.

Frattanto, il Montepaschi Grosseto fa sapere che Lorenzo Avagnina è legato da un contratto triennale e dunque non si sposterà dalla Maremma.

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2 responses

8 10 2008
Alfredo

Mi domando una cosa? Come si puo discutere un allenatore che ha condotto la squadra per 2 anni consecutivi in finale,perdendo alla settima partita (secondo me è come vincere,la differenza la fa la fortuna o piccoli episodi) e vince la Coppa dei Campioni? Sì, è così. Non ci dimentichiamo che il Nettuno è Campione d’Europa e con la nuova formula sarà sempre più difficile vincere in Europa,girone di eliminazione e final four.
Se poi anche a Nettuno iniziamo a seguire i calciofili, allora è finita……
Se poi le chicchiere corrisponderanno a verità mi sento solo di ringraziare un uomo che ha dato tutto a Nettuno,prima come giocatore(stratosferico inimitabile grande) e poi come allenatore,comunque resto sempre del mio parere che un grande allenatore lo fanno grandi giocatori. Cosa ne pensa lei Sig. Roveri?
Un saluto a tutti.

9 10 2008
Maurizio Roveri

Ho sempre ammirato il Nettuno Baseball Club per la sua storia, per il suo spirito, perchè in nessun altro posto d’Italia e d’Europa il baseball è “sentito” e “vissuto” come a Nettuno. Ho sempre ammirato i nettunesi per il loro carattere da duri, da combattenti veri. E per la coerenza del Club. Ebbene, rimarrei sorpreso, sconcertato, confuso, deluso, se la dirigenza non proteggesse il proprio staff tecnico e si lasciasse condizionare da una parte della “piazza” (quella che giudica d’istinto, sull’onda emotiva, senza valutare le cose con la dovuta apertura mentale). Stenterei a riconoscere il “vero” Nettuno se i vertici della società si lasciassero influenzare. O se, peggio ancora, calassero le braghe di fronte alla fronda dei giocatori italiani costringendo Bagialemani a dare le dimissioni. Se ciò dovesse accadere, sarebbe – da parte della dirigenza – un atteggiamento NON in linea con i princìpi che hanno sempre animato e sorretto il Nettuno Baseball. Non riconoscerei più il club che ho ammirato.
A mio parere, i vertici della Società DEBBONO mandare un segnale forte. Alla città, ai tifosi, ai giocatori. Chi comanda nel Nettuno prenda la propria decisione con autorevolezza. E senza segni di debolezza, perchè non è da Nettuno mostrare eventule segni di debolezza.
Se la Società è convinta del valore di Bagialemani come allenatore (e non può essere diversamente…), deve immediatamente rinnovargli totale incondizionata fiducia. E al tempo stesso fare la voce grossa nei confronti di quei giocatori che ne avessero eventualmente chiesto la testa (e che, comunque, l’hanno contestato).
E’ incredibile, assurdo: Ruggero Bagialemani contestato dai giocatori italiani! Proprio lui che crede nei giocatori italiani più di qualunque altro manager dell’Italian Baseball League! Ruggero ha lanciato Peppe Mazzanti, inserendolo in squadra quand’aveva appena 17 anni. Ha valorizzato Marco Costantini e Igor Schiavetti. Quest’anno ha avuto il coraggio di prendere un giocatore diciannovenne dalla serie B, Renato Imperiali, affidandogli il ruolo di titolare. Nel 2007 ha proposto Paolino Ambrosino, allora diciottenne. Nessun altro allenatore di A1 ha questo coraggio.
Credo che da parte dei giocatori italiani dovrebbe esserci infinita gratitudine nei confronti di un allenatore così. Ma in questo “mondo piccolo” che è il baseball italiano la parola GRATITUDINE non si sa cosa sia…
Pensate: dipendesse da lui, Bagialemani rinuncerebbe agli stranieri e giocherebbe con una squadra tutta italiana.
E’ innegabile: Ruggero sta portando avanti – con vero amore per il gioco del baseball e per la sua città – un lavoro prezioso di valorizzazione dei giocatori. E’ un importante investimento. Un lavoro che coinvolge il territorio e, per questo, da considerare più importante dei risultati tecnici immediati.
Il problema è che Nettuno ha una storia vincente alle spalle. E’ una storia lunga sessant’anni, è la storia di 17 scudetti.
Già, gli scudetti. Non se ne vincono più dal 2001. La “piazza” è impaziente, in parte scontenta. Cosicchè, c’è chi non si sofferma a valutare obiettivamente le cose.
E allora ci si dimentica in un attimo che il Nettuno è Campione d’Europa. Un titolo prestigioso, quello vinto a settembre nella Final Four di Barcellona, che va ad aggiungersi al nutrito palmares nettunese. L’ultima volta del Nettuno sul tetto d’Europa risale al 1997. Nè va dimenticato che a giugno, nel torneo di qualificazione in Germania, la Danesi Nettuno di manager Bagialemani ha battuto il Neptunus Rotterdam. Una vittoria italiana contro gli olandesi: una rarità, di questi tempi!
Si obietterà: in sette anni da timoniere del Nettuno, Bagialemani non ha vinto neppure uno scudetto.
Vero. Però ha fatto tre finali. E non è un risultato da poco, considerando che Ruggero NON HA MAI AVUTO la squadra più forte. Nel 2002 finale contro un Rimini molto competitivo. Nel 2003 Bologna era fortissima. Nel 2004 c’era il miglior Grosseto di questi anni, con un super-Navarro e un grande Riccardo De Santis (e la bellissima Fortitudo di quella stagione gli teneva testa…). Nel 2005 ha vinto il titolo una Fortitudo collaudatissima, che vantava sul monte l’accoppiata Matos-Figueroa. Nel 2006 il Nettuno aveva decisamente una formazione mediocre. Nel 2007 Bagialemani ha portato il Nettuno a gara7 contro un Grosseto che possedeva un potenziale superiore. Quest’anno sì, il Nettuno in partenza era squadra da scudetto. Con l’ingaggio di un personaggio di grande spessore e carisma come Frank Menechino. E allo scudetto la Danesi ci sarebbe arrivata con un Menechino fisicamente a posto. Ma dopo neanche due mesi Frank, alle prese con problemi alla schiena, se n’è andato. E Ugueto… non è la stessa cosa. Diversi contrattempi hanno ostacolato il lavoro di Bagialemani, che tuttavia si è sempre mantenuto in alto in classifica. Fino a raggiungere la finale-scudetto. Affrontata senza Renato Imperiali e Leo Mazzanti. Nettuno ha portato a gara7 un San Marino dal roster profondo e di grande qualità, dotato di un lineup superiore a quello di un incompleto Nettuno.
Questa è la verità. Poi… se a Nettuno fa comodo sparare su Bagialemani, è un altro discorso. Ruggero c è abituato: da anni, per amore del baseball e della sua città, sta facendo da parafulmine. Coprendo, anche, errori di altri e situazioni non dipendenti dallo staff tecnico.

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