La Fortitudo Bologna Unipol Banca conquista la Coppa Italia, vincendo a Nettuno anche garadue (3-2). Decisivo un doppio di Joe Mazzuca all’ottavo inning. Grande chiusura di Fabio Milano. Nella Danesi, piena di seconde linee, un superlativo Richetti (13 K)

21 09 2008

di MAURIZIO ROVERI

Un Nettuno ridotto ai minimi termini (senza gli stranieri per la prima volta in questa stagione, inoltre orfano di Giovanni Carrara e di Vincent Parisi, di Renato Imperiali, Leo Mazzanti e Andrea Castrì) lascia la Coppa Italia ad una Fortitudo Unipol Banca decisamente più completa e più motivata. Dopo il limpido e tranquillo 6-1 della sfida di venerdì sera a Bologna (grande Cody Cillo sul monte di lancio, fuoricampo da 2 punti di Liverziani al primo inning), la formazione diretta da Marco Nanni si è ripetuta allo Steno Borghese di Nettuno vincendo per 3-2 la seconda sfida. Stavolta il match è stato più combattuto, più equilibrato: i “resti” del Nettuno hanno opposto una valorosa resistenza, al punto che Bologna ha vinto di un solo punto seppure la differenza del lineup fosse evidentissima, abissale: da una parte la Fortitudo con i suoi titolari Pantaleoni, Bonci, Liverziani, Angrisano, Mazzuca, Gasparri; dall’altra parte tante “seconde linee” come Retrosi, Medoro, Mandolini, Catanzani, Mariani.

Manager Bagialemani s’è dovuto inventare Mariani prima base e addirittura il lanciatore Carlos Pezzullo inserito ad un certo punto come leadoff  nell’ordine di battuta (al posto di Ambrosino) e piazzato nella posizione difensiva di esterno destro. Con una formazione del genere la Danesi non poteva fare di più.
A parte le indisponibilità, ho  la sensazione che ai nettunesi interessasse pochino pochino la Coppa Italia e c’è anche da capirli: sono diventati da una settimana campioni d’Europa (lo ribadisco,  quello è il titolo vero che era in palio la settimana scorsa nella Final Four di Barcellona).
Questa riflessione – che andava obiettivamente fatta, perché è realtà – non vuole minimamente sminuire il successo del club bolognese. La Fortitudo ha “voluto” la Coppa Italia ed è stata brava a conquistarsela. Nell’aspro braccio di ferro di ieri sera in gara2 è stato decisivo un doppio di Joe Mazzuca all’ottavo inning: la prodezza dell’oriundo ha fatto volare a casabase Claudio Liverziani, che avava ricevuto la sua seconda base su ball della serata.
Il caratteristico orgoglio nettunese ha comunque fatto tremare Bologna, quando nell’ultimo inning – con corridori in prima e seconda – Peppe Mazzanti ha sparato una delle sue fucilate: se quella palla fosse passata, si sarebbero creati i presupposti anche per un clamoroso sorpasso. Ma alla secca legnata del bomber nettunese ha fatto muro Giovanni Pantaleoni: il forte difensore della Fortitudo ha risposto da campione con una delle sue tipiche prodezze nell’angolo caldo di terza base. Grande presa in tuffo del “Panta” guanto d’oro, a bloccare la velenosa linea di Mazzanti soffocando così l’ultimo assalto del Nettuno. In realtà, dopo c’è stata anche una situazione di basi piene (per il passaggio gratuito concesso a Igor Schiavetti), quindi nuova opportunità per la Danesi, però è stato bravo Fabio Milano a far battere in diamante Medoro per l’ultimo agevole out. Nell’occasione il giovanissimo Medoro non ha bissato la prodezza realizzata al quarto inning quando aveva fatto volare la palla fuori dal campo su un lancio di Betto: homerun da 2 punti per il momentaneo vantaggio nettunese. La Fortitudo aveva messo il naso avanti in partenza con 1 punticino sul primo attacco e poi, sotto 1-2 dopo la performance di Medoro, aveva pareggiato al quinto inning con il diciottenne Riccardo Fornasari. Il ragazzo, bolognese, un prodotto del vivaio della Fortitudogiovani, allievo dell’Accademia di Tirrenia, è stato spinto verso casabase da una battuta valida di Bonci e sull’azione ha segnato sfruttando un errore della difesa nettunese.

Bagialemani ha dovuto chiedere l’ennesimo sforzo a Carlos Richetti. E il “toro” italodominicano ancora una volta non si è tirato indietro: si è sobbarcato 8 inning, 131 lanci, ha firmato 13 strikeout, ha concesso soltanto 4 valide. Superlativa prestazione, che sarebbe stata meritevole di maggior fortuna. Ha perso, Richetti. Tuttavia Richetti ha chiuso alla grande la sua migliore stagione da quando è in Italia. Ovviamente è un giocatore da “blindare”, una certezza per il Nettuno del futuro (che, a quanto pare, cambierà abbastanza: niente Cruz, niente Florian, niente Ugueto, si cercherà di meglio. E c’è qualche dubbio anche su Camilo).

Pitcher vincente per Bologna il veterano Fabio Betto, che ha prodotto sei inning di sapienza tattica. Non grandi “numeri” (2 strikeout, 4 basi su ball, 8 valide concesse, 2 pgl), ma la solita affidabilità. Eccellente chiusura di Fabio Milano, è lui che va considerato il vero match-winner: 2.2 rl, 6 so, 1 bb, 1 bvc, 0 pgl.

Per la Fortitudo si tratta della sesta Coppa Italia della sua storia. In precedenza l’aveva vinta nel 1973, nel 1982 (ex-aequo con la Juve Torino), nel 1997, nel 2003 e nel 2005.
Il club bolognese con questa conquista addolcisce un attimo la profonda delusione per quel clamoroso – e ancora incomprensibile – calo d’intensità accusato nel momento cruciale del round robin. Quella luce che si è spenta all’improvviso per tre partite, compromettendo il campionato e vanificando tre mesi e mezzo di buon lavoro, deve fare riflettere profondamente la dirigenza. Un club vincente è quello che sa essere “duro” e concreto nel periodo più importante della stagione. Se non si possiede questo atteggiamento, si perdono inevitabilmente buone occasioni. La Fortitudo in questo 2008 ha fatto vedere a lungo tante belle cose, ma è clamorosamente mancata quando c’era da stringere. E’ un difetto di personalità?
Sbaglia la dirigenza a considerare positiva, o molto positiva, questa stagione. Vero che sul piano del baseball prodotto, la squadra di Marco Nanni è stata per mesi indiscutibilmente la migliore. E proprio per questo motivo ci si aspettava ben altro finale, ben altro destino da questo campionato! L’uscita di scena dalle semifinali è stata brusca, dolorosa, malinconica. Assolutamente sorprendente.

Il problema è che si tratta di una storia che, più o meno nella stessa maniera, si ripete. Infatti la Coppa Italia vinta ieri sera rappresenta l’unico successo della Fortitudo Baseball negli ultimi tre anni. Si è raccolto davvero poco in rapporto alle potenzialità della squadra.

Ora la società biancoblù spera che la conquista della Coppa Italia, e soprattutto il ritorno in campo internazionale nel 2009 (diritto a partecipare alla Coppa dei Campioni, che aveva maturato già entrando nella finale di questa manifestazione), possa avvicinare alla Forttudo Baseball nuovi e importanti sponsor. Qualcosa in tal senso si sta muovendo, e pare in maniera promettente.

ALBO D’ORO DELLA COPPA ITALIA

1967 Europhon Milano
1969 Tanara Parma
1970 GlenGrant Nettuno
1971 Bernazzoli Parma
1973 Montenegro Bologna
1977 Harry’s Roma
1981 RioGrande Grosseto
1982 Del Monte Bologna e Juventus Torino ex aequo
1983 Telemontecarlo Novara
1984  Nuova Stampa Firenze
1990 Mediolanum Milano
1991 Mediolanum Milano
1992  Tosi Novara
1993 Cariparma
1994 Cariparma
1995 Danesi Nettuno
1996 Cariparma
1997 Italeri Bologna
1998 Danesi Nettuno
1999 Papalini Grosseto
2000 CusCeci Parma
2001 Semenzato Rimini
2002 Semenzato Rimini
2003 Italeri Bologna
2004 Prink Grosseto
2005 Italeri Bologna
2006 T&A SanMarino
2008  Fortitudo Unipol Banca Bologna

Note: Dal 1977 al 1984 la Coppa Italia è stata assegnata alla prima classificata della ‘poule di consolazione’ della serie Nazionale.
Dal 2001 le squadre di serie A2 e B giocano una Coppa Italia di categoria.
Nel 2001 e 2002 la Coppa Italia di serie A1 è stata assegnata in base ad una classifica avulsa riguardante le gare riservate ai lanciatori italiani.
Nel 2003 e 2004 la Coppa Italia di serie A1 è stata assegnata alla prima classificata della ‘regular season’.


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12 responses

21 09 2008
Wadi

Con questa piccola soddisfazione, si conclude l’annata 2008 della Italian Baseball League, dopo aver dominato la regular season ed essere crollata fisicamente in vista dei playoffs, con questo ultimo colpo di reni si è riusciti a dare un senso ad una stagione buttata alle ortiche.

22 09 2008
MiDa

Vedremo dunque l’anno prossimo, e anche in Europa, se al momento giusto la squadra saprà esprimersi ai suoi livelli.
Ma se qualcosa non cambierà, sarà difficile.
Ho visto che anche diversi frequentatori di questo blog (e persino chi lo redige) cominciano a dubitare della validità di chi guida la squadra. Credo che un investimento in questo senso sarebbe molto redditizio. Nel 2007 l’attacco era in difficoltà, e si riprese nella seconda parte della stagione dopo l’arrivo di un hitting coach. Ci serve forse un “play off coach”?

23 09 2008
Bob_21

Nanni riconfermato e Mura DS a tutto campo.
Questo e’ scritto nell’intervista di Macchiavelli sul Carlino e gia’ se n’era avuta conferma sui gradoni polverosi del Falchi.
Allora pensiamo al 2009: Europa e Campionato.
Mura dovrebbe liberare completamente il campo a Nanni nella difficile arte della gestione e nei rapporti tra societa’ e giocatori.
Si ritiene che i 2 vadano d’accordo e si intendano.
Penso che Nanni sia sotto verifica in ogni caso, e dovra’ pensare a lavorare SOLO per i momenti clou della stagione, senza dover pensare assolutamente a qualificarsi per i playoff, cosa che ha fatto sistematicamente in questi 3 anni, forse anche per sollecitazione della dirigenza.
Mura e Nanni dovranno lavorare in sinergia e totale simbiosi, facendo crescere la affidabilita’ dei giocatori nei momenti importanti e lavorando su una preparazione e gestione forze , diversa dalle precedenti.
Non sara’ facile se si considera che l’europeo per club sembra avere torneo di qualifica ad inizio stagione (aprile) e poi la final four a giugno , e il campionato italiano avrà la sua fase decisiva a fine agosto.
E’ tutto veramente legato al caso, neanche Joe Torre potrebbe organizzarsi in merito, cercando di avere la squadra “calda” nei tre periodi.
Penso pero’ che un buon inizio con un raggiungimento di forma ottimale nei playoff/finali , sia la scelta prioritaria.
Se in mezzo ci scappa la Coppa…ben venga!
Aggiungerei che il target Fortitudo e’ anche di rinnovare il team con giovani di valore e questo non dobbiamo dimenticarlo mai.
So che non e’ facile , ma ho saputo anche che ci si sta lavorando a tutto campo.
Forza Nano, forza Cristian!
Il cerchietto sulla casacca non ci basta proprio.

24 09 2008
prince

Noto invece con profondo rammarico che in una intervista rilasciata dal presidente Macchiavelli al Carlino in data 22 settembre lo stesso presidente dichiara Nanni confermatissimo, intoccabile nonchè punto fermo. Dopo questi 3 anni di gestione-Nanni finiti, senza nemmeno una finale, l’ attuale intoccabile manager si dovrebbe dimettere. Ma quello che mi meraviglia di piu è che la dirigenza non lo mette nemmeno un minimo in discussione. Complimenti

25 09 2008
Maurizio Roveri

Voglio fare, innanzitutto, una precisazione. La riconferma di Nanni, data dal presidente Macchiavelli sul Resto del Carlino di qualche giorno fa, altro non è che una notizia riportata circa un mese fa da Doubleplay in una intervista a Cristian Mura. Quindi, come quasi sempre accade, sono arrivato per primo anche in questa occasione. E se ualcuno non se n’è accorto… evidentemente è stato un po’ distratto.

Non concordo con Bob 21 il quale sostiene che nel 2009 Nanni dovrà pensare a lavorare solo per i momenti clou della stagione.
Io dico che ogni giorno di lavoro è importante, per imparare, per migliorare, per crescere. Non ci debbono essere allenamenti o giorni più importanti o meno importanti: questa è una mentalità sbagliata. E’ sbagliato pensare che la flessione accusata regolarmente dalla Fortitudo nei playoff degli ultimi tre anni dipenda dall’avere speso troppe energie in regular season. Mi fa sorridere, questa riflessione (e spero ardentemente, Bob 21, per la grande stima che ho di te, che questo non sia davvero il tuo pensiero).
Anzi, a mio parere la Fortitudo dovrebbe lavorare di più. Con maggiore intensità. Dal primo allenamento (marzo-aprile) all’ultimo. Il rendimento buono e costante di un gruppo, durante TUTTA la stagione, è legato alla qualità del lavoro settimanale: cioè alla intensità e alla organizzazione degli allenamenti. Sono i buoni allenamenti – SEMPRE – che portano una squadra a produrre buone partite. SEMPRE (E non soltanto per tre mesi e mezzo…).
La Fortitudo, al termine della regular season 2008 “dominata”, ha accusato una evidente flessione nel box di battuta. Perchè? Mi chiedo: nel periodo che va dalla fine della regular season alla seconda partita del round robin (quella dove la squadra è scivolata in uno stato di totale deconcentrazione e lo staff tecnico dormiva), com’è stata la qualità del lavoro sulla battuta?
E’ importante nel corso della stagione la gestione dei lanciatori, questo sì. Ma per quanto riguarda gli altri ruoli, se la squadra è competitiva e possiede un roster profondo, non esiste il discorso-stanchezza. Non può e non deve esistere.
Se la Fortitudo sbaglia regolarmente i playoff, evidentemente ci sono altri motivi. Primo di tutti, è una questione di PERSONALITA’. Che riguarda i giocatori, lo staff tecnico e la dirigenza. E anche l’ambiente del Falchi, troppo soft: non c’è più l’atmosfera di una volta. A Bologna non c’è quel calore, non c’è quell’energia che sarebbero necessari. Anzi, fondamentali. La Fortitudo di questi anni cede nei momenti che contano. Quando il gioco si fa duro, non sa fare la voce grossa: nè la squadra, nè il Club.

25 09 2008
franco ludovisi

Al termine della stagione, tirando le somme, con la delusione delle aspettative che si erano create nella eccezionale regular season della Fortitudo, è chiaro che nella ricerca delle cause del fallimento dei play off venga messo in discussione l’operato della Società, del D.S. e dello staff degli allenatori.
Per quanto riguarda la Società non ho competenza per giudicarla, ma vorrei spendere una parola di apprezzamento per aver portato in fondo un campionato assai oneroso senza uno sponsor principale per quasi tutta la stagione.
Per quanto riguarda la campagna acquisti operata sotto la supervisione di Mura vi rimando ai commenti che tutti noi abbiamo fatto fino al momento dei play off:
perfette le scelte di Mazzucca e George, la riconferma di Matos, Austin fantastico e Bautista più che sufficiente, persino Delgado azzeccato in pieno ecc.
E si erano levate forse voci di dissenso sulla conduzione della squadra da parte di Nanni durante la regular season?
Si, forse qualche esteta del gioco (e mi ci metto in mezzo pure io) in qualche occasione una scelta diversa l’avrebbe fatta, ma il risultato finale, cioè il primo posto nella regular season, non sarebbe cambiato.
Poi il tracollo con San Marino:
la squadra batte come un fabbro per due riprese poi più nulla. Mi parlate di allenamento alla battuta sbagliato? Che va benissimo per un casino di gare e per due riprese dell’ultima?
Se dovessi indicare una delle ragioni della flessione,
ma che non credo possa essere quella determinante, direi che le altre squadre non hanno trovato immediatamente, come invece accaduto alla Fortitudo, l’assetto ottimale:
lo hanno ricercato per tutto il campionato per ritrovarlo al momento dei Play Off. E qui si è visto il valore vero delle contendenti ridimensionando la superiorità sfacciata della squadra bolognese.
Ma, ripeto, questa può essere una delle ragioni del cambiamento.
Pretendere ora soluzioni drastiche è la solita richiesta da tifosi delusi.
Nanni, a mio giudizio, è intoccabile e non solo perchè le alternative “note” non ci sono, ma perchè ha pregio ed è persona che saprà trarre insegnamento dall’esperienza passata.
Lasciate lavorare in tranquillità tutta l’organizzazione Fortitudo e se domani non si avranno i migliori risultati provate a pensare che ci sono anche gli altri che provano a far meglio di tutti.

25 09 2008
prince

Sono d’accordo con l’ analisi di Ludovisi, tranne un aspetto. Non mi sembra che in questi 3 anni di conduzione, Nanni abbia tratto molti insegnamenti. 3 campionati in fotocopia, nemmeno una finale. Squadra che va da sola durante la regular season, avg di squadra stratosferico, Matos decoroso, Cillo e George imbattibili, Betto monumentale. Giustamente Franco dice che le altre squadre, che hanno cercato l’assetto ottimale durante il campionato, lo hanno trovato nei play off riducendo il gap con la Fortitudo. La quale il suo assetto ottimale lo ha avuto da subito. Per poi crollare nei play off dove l’allenatore deve metterci un po anche del “SUO”, e questo avvene puntualmente da 3 stagioni. La societa ha lavorato bene con acquisti azzeccati, tranne Vargas. Ha mandato avanti una stagione senza sponsor, penso non si possa chiedere di piu. A questo punto mi domando se avendo messo lo staff tecnico nelle condizioni migliori, non possa pensare di rimuoverlo per cercare di ottenere quei risultati che da 3 anni non arrivano. Caro Franco: è vero che non ci sono molte alternative a Nanni ma da qui a giudicarlo intoccabile e nemmeno pensare lontanamente di sostituirlo ce ne passa. Almeno valutare qualche alternativa e, se sono giudicate peggiori, allora scegli il male minore.

26 09 2008
Bob_21

Rispondo a Roveri e chiarisco:

Non ho parlato di allenamento e preparazione, quelli sono parametri che possono avere inciso e spero che lo staff sia in grado di valutarlo, ho parlato di lavorare durante tutto l’anno sulla preparazione psicologica , sull’assetto mentale vincente, sull’ambiente che deve essere si’ amichevole ed accattivante ma anche creare grinta e training autogeno, il resto , cioe’ il SEMPRE che sottolinea Roveri, non l’ho mai messo in discussione: il lavoro e l’allenamento , fanno parte delle procedure standard di qualunque staff, e qui, Nanni ed i suoi non sono secondi a nessuno.O perlomenio non ho dati per contestarlo, forse qualcuno valuta in questo senso , ma non io.

Ripeto, quello che e’ mancato e’ l’assetto vincente , la mentalita’ forte , la piena coscienza della propria forza e capacita’.
La voglia di vincere , la “fame” non e’ appartenuta a questa squadra.
Su questo bisogna lavorare! Perche’ nei momenti decisivi, tutto il resto ha importanza minore , conta solo la grinta e la sicurezza dei propri mezzi.

Contesto anche il fatto che sia mancata SOLO la forza in battuta.
E’ mancata la difesa ed i pitcher non sono stati all’altezza del loro standard.
Si sono visti errori incredibili in difesa , mai visti in regular e lanciatori piu’ in difficolta’ rispetto alla regular season.
Questo non vorra’ dire nulla?
Non credo proprio, caro Franco e caro Maurizio,
il San Marino e’ arrivato “caldo” e si e’ visto , ma una ribaltata come quelle di gara straniero , non puo’ distruggere un team con mentalita’ vincente.
Questa e’ una verita’ assoluta nello sport , non solo nel baseball.
Ti rialzi, se ne hai , e vai!

26 09 2008
Maurizio Roveri

Giusta e corretta, la precisazione di Bob 21. Interessante il discorso riguardante la mentalità vincente e quel che si dovrebbe fare, nel corso d’una stagione, per possedere questa mentalità vincente. Da mettere totalmente in campo nei momenti decisivi, nelle “battaglie” he contano.
Una mentalità vincente si acquisisce, si assimila.
Ma poichè ogni squadra riflette l’atteggiamento e lo spirito dell’ambiente che la circonda, la Fortitudo si smarrisce quando il gioco si fa duro. Avviene così, sistematicamente, da tre stagioni. Allora mi sorge un sospetto. E mi sento di affermare che ci vorrebbe più CORAGGIO e più PERSONALITA’ da parte sia dello staff tecnico sia della dirigenza.

1 10 2008
Aldo

Volevo congratularmi con tutti i saggi del baseball!! Quelli che scrivono sono saggi perche’ si permettono di dare giudizi sul gioco del baseball e suggerimenti alla Fortitudo sulla gestione. Mi chiedo: ma questi saggi hanno mai preso una pallina da baseball in mano?Sanno come si gioca a baseball? Per noi spettatori e’ sempre facile aprire bocca! Fino a quel brutto momento fatidico, Nanni era il miglior allenatore del mondo, Mura il miglior D.S. del mondo, La Fortitudo aveva fatto tutto bene, e poi e’ andata male e i maligni portano tutto il bene che si diceva alla peggior condizione.
Comunque io rispetto i commenti, ma continuo a fare una domanda: Si ha un po’ di umilta’ per prendersi il diritto di sparare a zero? un esame piu’ positivo senza buttare tutto nel bidone si riesce a fare o c’è solo la voglia di fare polemica?

2 10 2008
Maurizio Roveri

Aldo, o Aldostrike, mi sembra che sia tu a voler fare polemica. Usando anche un linguaggio che non è nello stile di Doubleplay. Su questo sito nessuno ha sparato a zero sulla Fortitudo: sia perchè non sarebbe corretto, sia perchè non è il nostro modo di agire. Chiaro, i lettori nei loro commenti hanno espresso delle opinioni. Anche divergenti (ed è comprensibile, considerando quant’è stata strana la stagione della Fortitudo).
Da parte mia, non ho fatto processi. Mai. Ho cercato di capire e di raccontare quel che è accaduto nel round robin. Limitandomi a descrivere la realtà delle cose. Fino a quando la Fortitudo ha continuato la sua stagione, ho evitato di approfondire valutazioni e critiche: per una questione di correttezza nei confronti della squadra, che stava ancora giocando. A bocce ferme, ho espresso – in maniera garbata ed equilibrata – alcune riflessioni. Che potrebbero spiegare l’improvviso e sconcertante calo di tensione avvenuto in un momento-chiave della stagione.
Ho rispetto per tutto ciò che di bello ha prodotto la Fortitudo nei primi tre mesi e mezzo di stagione. Ma se poi molla, o sbanda, quand’è il tempo di graffiare ed essere dei “duri”, significa che ha dei difetti. E dei limiti. E’ una situazione che si è ripetuta, e stavolta in maniera più clamorosa e sorprendente, per il terzo anno consecutivo.
La mia sensazione è che questo Club (e intendo i tecnici, i giocatori, la dirigenza) non abbia il “fuoco” e la personalità per essere vincente. Per fare la voce grossa nelle “battaglie” dei playoff.
Non è un’accusa. E’ una considerazione, una riflessione. Sì, anche un suggerimento: credo di essere in grado di darlo.

5 10 2008
franco ludovisi

Mi rivolgo ad Aldo:
non credo ti sia riferito al mio intervento quando ti congratulavi con tutti i saggi del baseball:
primo perchè difendevo l’operato tutto della Società ed in particolare del mio collega ed amico Marco Nanni;
secondo perchè non sono un saggio del baseball, ma semmai un esperto.
Comunque se per caso volevi mettermi nel mucchio ti posso assicurare che delle volte mi è capitato di tenere una palla da baseball in mano. Solo qualche volta però!

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