Italian Baseball Series: San Marino vince garasette (7-5) e per la prima volta è campione d’Italia. Grande Estrada sul monte di lancio. Fuoricampo di De Biase e di Francesco Imperiali. Seimilacinquecento spettatori allo Steno Borghese

7 09 2008

di MAURIZIO ROVERI

La Repubblica di San Marino è campione d’Italia! Lo scudetto di  un campionato italiano va all’estero. Succede per la prima volta volta. E diventa un Evento. Non era mai accaduto, prima che la T&A firmasse l’impresa di ieri notte in gara7 (lo spareggio) sul diamante di Nettuno. Vincendo il match decisivo per 7-5, con qualche apprensione di troppo nell’affannoso finale dopo avere comandato sul 4-1 e sul 7-2.
Nella notte più magica di un club  fondato nel 1985 (quando Nettuno aveva già quarant’anni di storia importante e aveva vinto 12 dei suoi 17 scudetti…) il tempestoso Max De Biase ha strappato il cuore al popolo nettunese. Devastante, il bomber italoargentino: un doppio, un singolo, un pazzesco fuoricampo con la pallina atterrata sui tetti delle case. E 3 “punti battuti a casa”.
Non solo De Biase. Sul successo che ha concluso una appassionante serie-scudetto c’è anche la mano di Horacio Estrada, lanciatore vincente, il mancino che ha annullato i battitori mancini del Nettuno e che in 5.1 riprese lanciate ha concesso appena 3 battute valide al lineup della Danesi.
E ci sono le firme del sempre prezioso Buccheri, di un Vasquez da 2 su 4, di un La Fera impeccabile regista della difesa, di un Matamoros nono uomo dell’ordine di battuta capace di confezionare due valide interne.
Ma un’altra mano ancora ha messo la firma sulla vittoria che ha fatto volare in paradiso la squadra del Titano. E’ la mano di un nettunese: Francesco Imperiali, 24 anni, un passato nel Nettuno (stagione 2005) e nell’Anzio (2000, 2003, 2004, 2006), una suggestiva avventura americana alle spalle quando all’età di 17 e 18 anni giocò da rookie in Arizona per l’organizzazione dei Seattle Mariners. Francesco, fratello maggiore di Renato, ora è alla sua seconda stagione con la casacca del San Marino. Giocatore maturo, affidabilissimo in difesa, ci sa fare anche con la mazza: e ieri sera ha tagliato le gambe alla sua ex-squadra inventandosi quel micidiale fuoricampo da 3 punti. Era il terzo inning, da qualche attimo il San Marino aveva pareggiato (1-1) con Vasquez, spinto a casa da De Biase. Chiaro che la prodezza di Francesco Imperiali in quel momento ha provocato nel Nettuno un doloroso contraccolpo. Dando, sul 4-1, una svolta energica alla partita.

Nelson Cruz, pitcher partente della Danesi, era stato tenuto a riposo in gara4. Quella di martedì scorso. Manager Bagialemani voleva tenere il braccio del venezuelano fresco per l’eventule gara7.
Però Cruz ha faticato, ha faticato troppo. Appare preoccupato ogni volta che deve incrociare le mazze degli uomini del Titano. Li soffre. L’ex-majorleaguer venezuelano del Nettuno aveva già concesso sei valide (tra le quali il fuoricampo di Francesco Imperiali e il doppio di De Biase) nei primi tre attacchi del San Marino. Bagialemani lo ha sostituito in apertura della quinta ripresa, dopo la settima battuta valida subìta. Fraylin Florian, con il braccio che forse non aveva ancora recuperato dopo gli 8 inning tirati quattro giorni fa, non ha saputo fare meglio. Concedendo 4 valide (con l’homerun impressionante di De Biase) e 2 punti in 3 inning. Alla fine… il più decoroso è stato Victor Arias, anche se c’è un po’ di sua complicità (mancata copertura) sul settimo punto sammarinese.

San Marino più completo in questa serie, più potente. La differenza l’ha fatta con gli homeruns. Ben 10 in sette partite (4 di Rovinelli, 2 di Vasquez, 2 di De Biase, 1 di Suardi, 1 di Francesco Imperiali). Contro soltanto 3 del Nettuno.
La squadra di Bagialemani ha avuto pochissimo nel box di battuta da Tavarez (finali anonime per Ramon, un misero 087 di average) e da Parisi (043). Ma è mancato anche Luis Ugueto (179) che si è vestito di luce soltanto in una partita: troppo poco. Alle spalle degli ottimi Peppe Mazzanti e Carlos Duran, c’è stato qualche cosa di Ambrosino e di Camilo, poi… il niente. La media-battuta di squadra (236) è chiaramente insufficiente, sotto le aspettative. Però è necessario sottolineare i meriti degli avversari: i lanciatori del San Marino – ottimo lavoro di Estrada, Figueroa, Looney, Da Silva – e una difesa solida, organizzatissima, precisa (appena 3 errori in sette gare) esaltata dalla sicurezza di gente come Sheldon, La Fera, Imperiali, Rovinelli, Buccheri, Matamoros. Contro una difesa così, il Nettuno non è riuscito a sfondare.
Soprattutto il San Marino ha avuto la capacità, spesso, di fare bene le piccole cose, le tante piccole cose utili che alla fine premiano. E ti fanno vincere.

Uno scudetto italiano all’estero. Clamorosa novità. Interessante il fatto che ad aprire la strada sia il baseball. Attraverso un gruppo di uomini duri, orgogliosi, esperti, solidi mentalmente, che hanno voluto stupìre tutti e ci sono riusciti.
E’ destinata a passare alla storia, questa performance realizzata da campioni che si chiamano Willi Vasquez, Seth La Fera, Max De Biase, Jim Buccheri, Dean Rovinelli, Francesco Imperiali, David Sheldon, Horacio Estrada, Juan Figueroa, Brian Looney, Tiago Da Silva, Adolfo Matamoros. Senza dimenticare i preziosissimi Riccardo Suardi, Simone Albanese, Matteo Tonellato, Luca Martignoni, e gli altri della squadra sammarinese. Fino allo sfortunato, ma… anche tanto fortunato Peter Nyari il cui incidente proprio alla vigilia dell’Italian Baseball Series 2008 (è caduto dal terzo piano dell’abitazione dove abita, a Dogana) poteva trasformarsi in terribile tragedia. Il “miracolato” Peter (problemi ad un’anca, dovrà girare per un bel po’ con le stampelle, però ha salvato la pelle) festeggerà il titolo assieme ai suoi compagni di questo straordinario San Marino. Un pezzo di scudetto è anche suo: Nyari, ad esempio, è stato fondamentale il 20 agosto con quella sua “chiusura” da lanciatore vincente (3 inning, 4 strikeout, 1 battuta valida, 0 pgl) contro il Montepaschi. Quella notte Grosseto cominciò ad uscire di scena.

Nettuno perde la seconda finale consecutiva a gara7. Ha il sapore della beffa. Ma in realtà il team di Ruggero Bagialemani non ha nulla da recriminare né da rimproverarsi. E’ un gruppo che non merita critiche, ha dato tutto quello che aveva. Anche ieri sera: sotto 2-7, è riuscito con la forza dell’orgoglio e della disperazione  a produrre tre punti. Portandosi di colpo sul 5-7 e mettendo in base (Castrì e Ambrosino) gli uomini del potenziale pareggio e anzi del sorpasso! Se la mazza di Carlos Duran, in quell’ultimo rabbioso assalto nettunese, avesse confezionato un fuoricampo… si sarebbe verificato il più incredibile e romanzesco sorpasso della storia. Ci ha provato, Duran. Mettendo il cuore nel suo swing. Ma Figueroa, che s’era presentato sul monte con qualche incertezza di troppo, in quel momento ha avuto la freddezza necessaria per mettere l’avversario strikeout e porre la parola fine ad una partita che all’improvviso stava prendendo per San Marino la strada della sofferenza. Sull’ultimo strikeout è stata messa la parola fine ad una serie-scudetto fra le più belle di sempre. Per lo spettacolo, per l’equilibrio (quattro partite sono terminate con un punto di differenza, e due con 2 punti), per le emozioni. E, soprattutto, per il grande esempio di correttezza.

Massima correttezza fra i giocatori. E apprezzabile sportività del grande pubblico di Nettuno: i 6000 dello Steno Borghese, con il cuore ferito e un grosso nodo in gola, hanno a lungo applaudito gli uomini del San Marino che festeggiavano sul diamante lo scudetto. Bellissima immagine, che indica la competenza e l’amore vero che i nettunesi hanno per il baseball.

Il Nettuno, dicevo, non ha nulla da rimproverarsi. Qualcuno è arrivato un po’ sgonfio a queste finali (vedi Tavarez, Schiavetti, Parisi). Qualcun altro ha fatto quel che ha potuto (vedi Ugueto, vedi Castrì il quale aveva rischiato addirittura di non essere presente alla trasferta sul Titano: Andrea lavora e non gli erano più rimasti giorni di ferie da dedicare al baseball…).

La Danesi Nettuno ha trovato sulla sua strada una grande squadra. La squadra sicuramente più in forma. E non solo. A mio parere, dopo averla attentamente valutata, ritengo San Marino la squadra MIGLIORE della IBL 2008. Più completa del Nettuno, del Grosseto e anche di quella Fortitudo che ha dominato la regular season.

Sì, quel quarto posto dei Titani nella stagione regolare si è rivelato, in realtà, un inganno. Per gli avversari. Nel senso che ha tratto tutti in inganno. San Marino aveva faticato per un bel po’, quand’era alla ricerca degli equilibri. In quel periodo manager Bindi aveva anche la necessità di fare esperimenti. Una volta trovato il giusto assetto, la squadra ha mostrato una chiara identità tecnica. Strada facendo, è cresciuta. E dalla seconda gara del round robin ha messo in campo tutto il proprio potenziale. Quella clamorosa vittoria a Bologna per 14-9, dopo essersi trovata in ritardo 0-7 e 4-9, ha trasmesso grandi certezze al mondo della T&A. De Biase e compagni hanno capito lì, in quella notte bolognese, di essere terribilmente forti. E si sono messi a fare le cose tremendamente sul serio, da quel momento. Con una concentrazione ed una applicazione che li ha portati lontano, lontano, fino alle finali, e fino a vincere il titolo di campioni d’Italia.
Hanno eliminato la Fortitudo, che ha cantato e danzato per quattro mesi e che poi s’è trovata senza voce. Hanno buttato fuori i campioni in carica del Montepaschi. Per realizzare queste imprese gli uomini di Bindi hanno vinto due volte a Bologna e due volte a Grosseto. Poi, hanno aperto l’Italian Baseball Series vincendo 7-1 a Nettuno. E ieri hanno concluso alla grande il loro mese di magìa, espugnando per la seconda volta lo “Steno Borghese” nella notte dello scudetto.

Nessuno aveva valutato la T&A San Marino per quello che effettivamente valeva. Soltanto gli uomini che hanno costruito questa squadra ne conoscevano tutto il potenziale: il presidente Paolo Achilli, il direttore sportivo Alberto Antolini, e poi – un po’ dietro le quinte – il “cervello” Max Carlini, e il carismatico Stefano Macina (ora Segretario alle Finanze della più antica Repubblica del mondo), e ovviamente manager Bindi con i suoi preziosi collaboratori.

FINALE GARA7
NETTUNO – SAN MARINO   5-7

Successione punteggio
S.Marino: 0 04 0 0 0 2 1 0 = 7
Nettuno   : 1 0 0 0 0 1 0 0 3 = 5

Battute valide: Nettuno 7, S.Marino 12
Fuoricampo: De Biase, Francesco Imperiali
Errori difensivi: Nettuno 1, S.Marino 0

Lanciatori

Cruz (Net), perdente, 4 rl, 5 so, 3 bb, 7 bvc, 4 pgl
Florian (Net) 3 rl, 1 so, 0 bb, 4 bvc, 2 pgl
Arias (Net) 2 rl, 1 so, 1 bb, 1 bvc, 1 pgl

Estrada (RSM), vincente, 5.1 rl, 5 so, 3 bb, 3 bvc, 2 pgl
Looney (RSM) 3 rl, 1 so, 2 bb, 3 bvc, 3 pgl
Figueroa (RSM), salvezza, 0.2 rl, 1 so, 1 bb, 1 bvc, 1 lp, 0 pgl


Azioni

Information

6 responses

7 09 2008
vito

Complimenti al San Marino Campione d’Italia!. Una sorpresa, una bella realtà.
Magnifico pubblico di Nettuno, tribune stracolme, tifo e cuore.
Tutto molto bello, it’s baseball!!

7 09 2008
giorgio

Tutto molto bello, specie il collegamento rai alle 23 per far vedere la cronaca registrata per intero di una partita di serie D di calcio mentre su rai uno la nazionale di calcio giocava. Sig.Roveri, come giornalista non si sente offeso ed indignato e non le viene voglia di indagare se dietro tanta incompetenza professionale non ci sia del marcio? Il direttore della testata sportiva di rai più è un giornalista? Non dovrebbe essere chiamato a rispondere davanti all’Ordine dei giornalisti?
CHE SCHIFO!
Giorgio Prosdocimi

7 09 2008
Wadi

Davvero complimenti al San Marino.

8 09 2008
Maurizio Roveri

Sì, Giorgio. Chi ama il baseball deve sentirsi – come minimo – indignato. Ma anche chi non segue il baseball, capisce che la valutazione fatta da chi gestisce la testata gornalistica di “Rai Sport Più” è stata sconcertante, illogica, inaccettabile. Nonchè irriguardosa nei confronti de baseball. Una qualunque partita di calcio di serie D ha avuto la precedenza sulla partita decisiva delle finali-scudetto del baseball. Era la partita più importante dell’anno. Ha richiamato 7000 spettatori allo stadio Steno Borghese di Nettuno. Ed è stato un grande spettacolo: sul piano del gioco, del pubblico, della coreografia, del coinvolgimento emotivo, nonchè un bellissimo messaggio di sportività e di correttezza.
Non è possibile, non è assolutamente possibile, che la partita dove si assegna uno scudetto (cioè il titolo di campione d’Italia, l’appuntamento più prestigioso in uno sport di squadra) venga messa in onda a partire dalle ore 23. Vale a dire, dopo due ore dall’inizio della sfida! Peccato, perchè – fra l’altro – il lavoro della regia e dei telecronisti è stato ammirevole e il prodotto apprezzabile. Peccato, dunque, per questo grossolano errore (di valutazione?) dei vertici. E’ vero che e atre partite della serie finale hanno avuto un’ampia copertura (mi pare he una sia stata trasmessa interamente, dalle 21 fin olltre la mezzanotte), è vero anche che il baseball è tornato in “chiaro” con una sintesi di 45 minuti di gara5 proposta su Rai3 nel pomeriggio del giorno dopo. Tuttavia, non si poteva “toppare” l’ultima gara, la partitissima che assegnava lo scudetto, mettendola ne palinsesto alle ore 23. Per privilegiare un’altra “proposta” decisamente meno interessante e importante.

La RAI ha “saltato” tutte le partite delle semifinali, durante il periodo olimpico. La RAI ha usato un trattamento imbarazzante in occasione della gara-scudetto. La RAI, nel fare le sue scelte di palinsesto, seguirà dei princìpi sicuramente validi: non mi permetto di dire il contrario. Però è evidente che deve tenere maggiormente in considerazione il baseball. Che in Italia, vorrei ricordarlo, ha una storia lunga già sessant’anni.

Credo che qualcuni in RAI si sia accorto che la scelta fatta sabato è stata infelice. Ed ha cercato di rimediare: notizia dell’ultima ora, la finalissima dell’appassionante serie fra Nettuno e San Marino (gara 7 dell’Italian Baseball Series) verrà riproposta oggi alle ore 17,35. Sempre su Rai Sport Più. Un piccolo piccolo segnale d’apertura, forse. Tuttavia, la sostanza non cambia.

La FIBS, che sta facendo un apprezzabie sforzo per la copertura mediatica in questi anni, deve prretendere di meglio. Non può accettare che il baseball sia trattato in questa maniera. Invito il presidente Riccardo Fraccari ad intervenire in maniera energica e anche ad alzare la voce, se necessario. Lo faccia! Il baseball merita rispetto.

8 09 2008
Green manalishi

Secondo me, si alza la voce se si è in grado di farlo.
Parliamoci chiaro: il baseball è uno sport che, in questo momento e purtroppo da un bel pezzo, in Italia ha un seguito insignificante. Il fatto che sia lo sport che amiamo e che conosciamo in ogni piccolo dettaglio non ci deve far perdere di vista gli stadi vuoti, le 70 persone della coppa Italia al Falchi, l’invisibile copertura a livello di quotidiani, il fatto che è uno sport che sono 20 anni che è in emorragia di tutto. E la FIBS pesa di conseguenza: ovvero una mazza.
La voce grossa in RAI la vai a fare se dietro hai un grande seguito di pubblico, sponsor pesanti che se non vanno in TV si incazzano con i loro sponsor politici, o se qualche pezzo grosso della FIBS ha agganci pesanti in parlamento, scatta il do ut des e tutti sono felici. Il nostro baseball da 4 mesi all’anno (uno dei quali quando tutti sono al mare) ha qualcosa di tutto questo?
Io dico che prima di andare a pretendere, dobbiamo fare un bell’esame di coscienza e provare a ripartire da capo. Ma ho speranze zero, quindi si va di sequenza 2-1-3 e si vede il baseball.

8 09 2008
steve88

volevo anche puntualizzare che si trattava di una partita di serie D registrata , in concomitanza con la nazionale di calcio in diretta; vorrei chiedere ai dirigenti rai (se dovessero leggere queste righe) quante persone credono abbiano visto quella partita? Mi unisco al suo appello rivolto al pres federale, sig Roveri, anche se credo che siano parole al vento. Speriamo nell’avvenire in uomini con maggiore personalita’.

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