Italian Baseball Series: è l’ora dello scudetto. Stasera gara6 a Nettuno e domani l’eventuale gara7. San Marino, in vantaggio per 3 vittorie a 2, vuole entrare nella storia. La Danesi si aggrappa al fattore-campo per cercare la grande rimonta e un titolo che manca dal 2001

5 09 2008

di MAURIZIO ROVERI

Si assegna lo scudetto del baseball. Tutta una stagione in una partita. O in due. Dipende. San Marino è in vantaggio: tre vittorie contro due. Però da stasera la serie si sposta di nuovo sul Tirreno e c’è da immaginare che lo stadio “Steno Borghese” di Nettuno sarà una bolgia.
Al team della Repubblica del Titano basta un successo per vincere il titolo, realizzando – se ci riuscirà – una performance che non ha precedenti nello sport italiano: diventare la prima squadra “estera” campione d’Italia (in Francia ha fatto storia l’A.S. Football Monaco, il club di calcio del Principato monegasco che nel suo palmares vanta 7 titoli nel campionato francese).
Al quinto inning di mercoledì sera, in vantaggio per 4-3 nella terza partita sul diamante di casa di Serravalle, la T&A allenata da Doriano Bindi stava accarezzando il grande sogno: in quel momento era, clamorosamente, campione d’Italia. Poi, la beffa. L’hanno tradita i “rilievi”, non all’altezza del lanciatore partente: il giovane talento Da Silva. E il Nettuno, producendo 7 punti in due attacchi, fra settimo e ottavo inning, ha vinto per 10-8. E’ stato l’unico successo raccolto dai nettunesi allo stadio di Serravalle, ma sufficiente per rimanere in vita e riportare la sfida dentro il loro… colosseo.

E’ un finale da vivere con il fiato sospeso in gola. Imprevedibile. Talmente equilibrata questa Italian Baseball Series 2008 che tre partite sono terminate con un punto di differenza (4-3 Nettuno in garadue; 5-4 San Marino in garatre; 4-3 San Marino in garaquattro) e una con due punti di differenza (il 10-8 nettunese di garacinque). L’unica vittoria con un punteggio abbastanza ampio è stato il 7-1 realizzato dai Titani a Nettuno in avvio della serie, ma… all’ottavo inning era ancora una partita stretta: 2-1.

Dunque, San Marino è già riuscita una volta ad espugnare lo Steno Borghese. Un messaggio che non lascia tranquillo il Nettuno, anche se la condizione psicologica ora potrebbe essere mutata. Gli uomini di manager Bagialemani, sopravissuti al KO dopo essersi trovati alle corde nella drammatica situazione di 1-3, hanno recuperato certezze e avranno certamente l’adrenalina a mille. Tuttavia, sanno che non possono permettersi di sbagliare nulla. Debbono vincere due partite per cucirsi sulle casacche quello scudetto che manca dal 2001. E sette anni di digiuno, per “la città del baseball”, sembrano un’eternità.
Firmare due vittorie di fila è sicuramente alla portata di Luis Ugueto (grande interprete mercoledì notte) e dei suoi compagni. Ma sarà tutt’altro che semplice sorprendere un San Marino che ha dimostrato d’essere solido, compatto, convinto, ben guidato.

E’ vero: la squadra del Titano potrebbe aver perduto mercoledì un’opportunità straordinaria. Potrebbe non aver afferrato l’attimo fuggente. C’è un “precedente” inquietante per quanto riguarda San Marino: nelle finali del 2005 si trovò nella stessa situazione, in vantaggio per 3 vittorie contro 2, poi a Bologna perse sia gara6 sia gara7. Occorre però fare due considerazioni: 1) a causa del maltempo e dei rinvìì, quelle due partite si giocarono nella stessa giornata al “Falchi” condizionando, forse, il rendimento dei sammarinesi; 2) il San Marino attuale ha buoni equilibri, tanti giocatori di vasta esperienza, un’eccellente difesa. E nell’eventuale spareggio (gara7), che si giocherebbe domani sera, potrebbe nuvamente usare sul monte di lancio la rotazione dei tre lanciatori stranieri: strategia che ha portato il gruppo del Titano fino alle finali per il titolo.

Nettuno, ovviamente, non ha alternative: deve vincere stasera per avere un domani. Tutto lascia pensare che in gara6 la squadra di Bagialemani parta da una situazione di vantaggio potendo schierare il suo grande Carlos Richetti come partente e l’affidabile Marco Costantini come closer. Il San Marino, invece, ha già spremuto il braccio di Luca Martignoni e di Seth La Fera, usati anche in gara5 mercoledì: manager Bindi non poteva fare diversamente, la partita era “stretta”, ancora abbordabile, c’era la possibilità di chiudere lì il discorso, logico giocarsi le carte migliori. Nella sua mente, in quel momento, non potevano e non dovevano esserci pensieri rivolti al domani.
Non gli è andata bene. Non ha avuto buona sorte. E adesso non può chiedere un ulteriore sforzo a Martignoni e a La Fera.
E allora? Stasera potrebbe riproporre il giovane Matteo Tonellato, che era stato “accantonato” dopo la sconfitta nell’impatto con il round robin agli inizi di agosto, con William Lucena come rilievo. Il problema èche Tonellato è un ragazzo emotivo, e il Lucena visto fino ad ora in questa stagione è irriconoscibile.

Se Nettuno vince stasera e porta in pareggio la serie, gara7 si annuncia straordinariamente appassionante e indecifrabile. I due manager hanno usato la medesima strategia, per avere i loro lanciatori stranieri “partenti” freschi e pronti per grandi prestazioni. Martedì (gara4) Bagialemani ha tenuto a riposo Nelson Cruz, Bindi ha risparmiato il braccio di Horacio Estrada. I rilievi? San Marino è messa bene con Figueroa e Looney. l Nettuno, invece, difficilmente potrebbe utilizzare Fraylin Florian, che martedì ha lanciato per otto inning. Più logico pensare che a chiudere la partita, dopo sei-sette inning di qualità di Cruz, possa essere Giovanni Carrara. Oppure anche Marco Costantini se non si renderà necessario il suo impiego stasera.

Ruggero Bagialemani, in conferenza stampa nelle sere scorse, ha insistito suo concetto della difesa. Lo scudetto si vince in difesa. Un messaggio che lancia al suo gruppo, più impreciso nelle prime cinque partite. San Marino infatti ha commesso soltanto 3 errori ed ha una percentuale difensiva di 985. Per il Nettuno 9 errtori, percentuale difensiva di 957.
Nel box di battuta le squadre si equivalgono, con lievissima preferenza per i Titani: 247 contro 241 per quanto riguarda l’average; 371 contro 367 come slugging. Totale basi: San Marino 63, Nettuno 61.
Una curiosità: i battitori del Nettuno battono meglio contro i lanciatori destri (MB 271), viceversa hanno evidenti difficoltà contro i pitchers mancini (MB 186). Chi troveranno sulla loro strada? Stasera Tonellato (destro), Lucena (destro), eventualmente Martignoni (mancino). E poi – dovesse esserci gara7 – Estrada che è mancino, Figueroa destro e Looney mancino.

In campo venerdì 5 settembre ore 21 (lanciatori di scuola italiana)

Danesi Nettuno-T&A San Marino (arbitri: Giachi, Cappuccini, Borselli, Maestri)

In campo sabato 6 settembre (se necessario) ore 21 (lanciatori stranieri)

Danesi Nettuno-T&A San Marino (Giabbani, Filippi, Maestri, Borselli)

LA COPERTURA TELEVISIVA DEL FINE SETTIMANA

venerdì 5 settembre diretta su Rai Sport Più dalle 23; replica su Rai Sport Più dalle 11 di sabato 6; diretta integrale sulla TV nazionale di San Marino (via etere solo in Emilia Romagna) e sul sito internet dell’emittente
sabato 6 settembre diretta su Rai Sport Più dalle 23; replica su Rai Sport Più dalle 18.30 di lunedì 8; diretta integrale sulla TV nazionale di San Marino (via etere solo in Emilia Romagna) e sul sito internet dell’emittente


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