Italian Baseball Series: “gara5” dalle mille emozioni, Nettuno vince 10-8 e ha ancora un domani. Protagonisti Luis Ugueto e Victor Arias. Venerdì in programma gara6

4 09 2008

di MAURIZIO ROVERI

Il Nettuno rialza la testa. Tira fuori l’orgoglio, vince 10-8, in una gara che per il gruppo di Ruggero Bagialemani poteva non avere un domani. E davvero c’è stato il rischio grosso che questo accadesse e che la sua stagione finisse lì sul Titano, quando ha dilapidato quattro punti di vantaggio (dall’8-4 all’8-8) nel settimo assalto del San Marino. Stavolta Ugueto, Duran e compagni hanno avuto la solidità mentale per riprendere in pugno il match mettendo pressione su Martignoni e su La Fera, i lanciatori coinvolti dal manager sammarinese Bindi dopo il disastroso “rilievo” dell’improponibile Pedro Orta.
Quei due punti all’ottavo inning, firmati da Carlos Duran (grazie ai 4 ball di La Fera su Beppe Mazzanti, in situazione di basi piene) e dal bravissimo Luis Ugueto con un rabbioso prepotente imperioso arrivo a casabase sulla volata di sacrificio di Ramon Tavarez, hanno spinto il Nettuno ad artigliare in extremis la quinta sfida di questa equilibratissima ed emozionante serie finale per lo scudetto.

Il club laziale beffa un San Marino che già assaggiava il sapore del trionfo, nella notte dei grandi fuochi d’artificio sotto il cielo della più antica Repubblica del mondo dove si celebrava – come ogni 3 settembre – la festa del patrono, San Marino.
Sul diamante di Serravalle i fuochi d’artifici sono stati, soprattutto, accesi da Luis Ugueto (un singolo, un doppio, un fuoricampo, più una base su ball) e da Beppone Mazzanti (due doppi, ai quali va aggiunto un passaggio gratis in base). Due giocatori che sono “fotografie” di quel forte temperamento che da sempre è caratteristica del Nettuno.
Mazze tempestose anche quelle dei sammarinesi Max De Biase (due doppi in quattro turni nel box, esattamente come i nettunese Mazzanti) e Dean Rovinelli autore di un fuoricampo da due punti.
Particolare curioso: il lungo e bravo prima base del Titano in questa serie di finale ha battuto 3 valide e sono stati altrettanti homeruns, per un totale di 6 punti battuti a casa.

San Marino lo ha sentito lì, a portata di mano, lo scudetto. L’opportunità straordinaria di chiudere in cinque gare con un clamoroso 4-1, e sul proprio campo. L’ha davvero accarezzato, l’altra notte, questo scudetto storico: la squadra d’una Repubblica estera campione d’Italia! Ci ha creduto manager Bindi e ci hanno creduto i suoi ragazzi quando in un attimo, al settimo inning, sono riusciti a recuperare i 4 punti di distacco. San Marino pensava, con quella prodigiosa rimonta, d’aver portato colpi dolorosissimi alle costole degli avversari. I nettunesi non hanno vacillato, trovando in Victor Arias il lanciatore che ha soffocato, spento ogni slancio di San Marino negi ultimi due inning.

Certo, il sogno mica è svanito. I Titani restano in vantaggio nella serie (3-2), però ora sono costretti a tornare allo “Steno Borghese” di Nettuno per gara6 e per l’eventuale gara7.
Bagialemani, il timoniere nettunese, lancia un messaggio a tutta la gente di Nettuno. “Abbiamo bisogno di voi, di tutti voi. Lo stadio venerdì dev’essere una bolgia. Chiedo un comportamento corretto, ma voglio che sia una bolgia”.

Confronto intenso e appassionante, quello di ieri sera. Addirittura estenuante per la battaglia dei nervi, per le tante emozioni, per i colpi di scena che hanno accompagnato – col fiato trattenuto in gola – le tre ore e mezzo di partita.
Non un buon baseball, tuttavia. Non può essere tecnicamente pregevole una gara che termina col punteggio di 10 a 8. Lo indicano due erroracci (uno da parte della difesa Nettuno, l’altro del San Marino), nonché certi “rilievi” orribili (Orta e  Pezzullo) o infelici (Martignoni).
Grave l’errore del nettunese Tavarez, su una palla rimbalzante in seconda base, commesso al secondo inning, con Rovinelli e Sheldon sulle basi: situazione che è stata poi abilmente sfruttata da quel maestro di baseball che è Jim Buccheri, il cui singolo ha castigato l’erroraccio di Tavarez. Tre punti e sorpasso San Marino, dopo i due punti nettunesi in apertura di gara (doppio di Ugueto, singolo di Camilo, doppio di Mazzanti). Quell’avvio scoppiettante dei nettunesi lasciava immaginare una cavalcata della Danesi. Illusione.
Tiago Da Silva, il ragazzo prodigio che non finisce di stupire, con la sua efficace palla dritta e con quel fastidiosissimo “cambio di velocità” che ti mette sempre fuori tempo, ha tenuto ancora una volta con personalità il monte di lancio del San Marino. Fabbricando otto strikeout in cinque inning. Si è fatto sorprendere solo al 3° (homerun da 1 punto d’uno scatenato Ugueto), poi per tre riprese Tiago ha inchiodato allo zero assoluto il lineup del Nettuno. Contemporaneamente San Marino metteva la freccia e passava al comando (4-3) con punto di Seth La Fera spinto a casabase dal doppio di De Biase.
Il rookie Da Silva (23 anni) duellava magistralmente con un concreto Giovanni Carrara (40 anni, dieci stagioni in Major League), e questo duello è stata la cosa tecnicamente più pregevole di gara5.
Da Silva si è prodotto nel nono strikeout della sua partita (su Castrì), prima di concedere base su ball a Paolino Ambrosino. Questo passaggio gratis ha convinto manager Bindi che era il tempo di cambiare il suo lanciatore partente. In realtà Tiago appariva ancora abbastanza fresco, ma è chiaro che il suo allenatore lo conosce meglio di tutti noi e certamente c’è un valido motivo a supportare questa decisione. In conferenza stampa Bindi ha spiegato: “Da Silva aveva già effettuato un centinaio di lanci, e quattro giorni prima ne aveva fatti 113”. Come a dire: è giovane, è al suo primo anno di A1, non possiamo chiedergli troppo né correre il rischio di rovinargli il braccio. Lo stesso concetto lo ha espresso Dean Rovinelli, avvalorando la scelta di Bindi. Si è preferito tutelare il ragazzo. Una scelta difficile da prendere, quando in palio c’è lo scudetto, e per questo ancor più apprezzabile.
Il problema per il manager sammarinese, semmai, è l’aver mandato sul monte lo scadentissimo Pedro Orta (che fa proprio una bella coppia con il Matt Marrone visto alcuni giorni fa…).
L’impresentabile Orta – altro oriundo che non ha senso “mantenere” in Italia – ha affrontato cinque uomini. Risultato? Singolo di Duran, singolo di Ugueto, base intenzionale a Camilo, doppio di Mazzanti, base su ball a Tavarez. E in mezzo a tutta questa… grazia di Dio ecco l’altro erroraccio della partita, autore Suardi all’esterno destro. A quel punto Bindi, rischiando il tutto per tutto, senza pensare alla prossima partita ma cercando ancora di vincere questa e… lo scudetto, ha fatto salire sulla collinetta Luca Martignoni. Al quale ha dato il benvenuto Igor Schiavetti con un singolo. Morale: big inning da 5 punti. E Nettuno che balza sull’8-4.
E’ fatta per il team di Bagialemani? Macché. Anche il manager del Nettuno si trova di fronte ad una scelta delicata: Giovannone Carrara ha retto bene 6 inning (3 K,  3 bb, 5 valide concesse, 1 pgl) ed è arrivato il momento della sua sostituzione.
Chi metto dentro? Arias o Pezzullo? Pezzullo o Arias? Ruggero si tormenta a lungo, poi sceglie Pezzullo. Ah, non l’avesse mai fatto. Pezzullo, lanciatore insipido, affronta sei battitori. Concede una base su ball (Buccheri), un singolo (Vasquez), un doppio (De Biase) e un fuoricampo da 2 punti (Rovinelli). Entrano i quattro punti per l’8-8.
E’ una partita pazza e… pazzesca.
Poi Bagialemani inserisce Victor Arias. Che è Victor di nome e di fatto.L’attacco del San Marino non combina più niente di buono. Viceversa, sul tandem Martignoni-La Fera, il lineup del Nettuno firma i due punti decisivi.  Un finale vincente che tiene ancora in corsa il club laziale. In ritardo d’una vittoria (3-2 per San Marino), ma con più certezze ora che riporterà i Titani a Nettuno. Nel week end che decide il titolo.

Una sintesi dell’emozionante gara5 verrà trasmessa oggi pomeriggio, in chiaro, su RAI TRE. A partire dalle ore 16,30.


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3 responses

4 09 2008
prince

Quando si hanno rilievi improponibili come Orta, con Martignoni e La Fera che hanno lanciato 48 ore prima perche togliere Da Silva che da li in poi non dovrà piu lanciare? Ma che faccia anche 160 lanci visto che dietro non hai praticamente nessuno o forse Bindi lo voleva preservare per l’ inizio del 2009? Per poi mettere Orta con in uomo in base ad affrontare in sequenza Duran (500 avg nella serie), Ugueto (bollente in questa partita), Camilo e Mazzanti. Bindi doveva lasciare Da Silva sul monte almeno che non venisse smontato da 2 o 3 hit consecutive e non dopo una semplice bb. Ovvio che è facile parlare dopo, ma penso che Nettuno quando ha visto Orta sul monte si sia fregato le mani. Non so come finirà la serie ma i titani mercoledì hanno perso una buona occasione.

4 09 2008
Marco Borri

Vi hanno informato che c’è in corso l’Europeo Under 21, che l’Italia ha vinto anche gara2 contro la Germania, che in campo c’è l’unica nostra nazionale priva di oriundi degna di indossare la maglia con la scritta Italia, che lì c’è il nostro (per pur modesto che sia) futuro e che Massellucci è un eretico avendo usato il bullpen per vincere la partita ? Non lo sa lui che il calciball prevede che il partente debba schiantare sul monte ?

5 09 2008
prince

beato lui che i rilievi li ha buoni

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