Italian Baseball Series: San Marino vince anche gara4 (4-3, fuoricampo di Suardi e Rovinelli) e balza sul 3-1. L’arbitro Chirici diventa protagonista ed espelle platealmente Bagialemani dal dugout. I Titani stasera possono diventare campioni d’Italia

3 09 2008

di MAURIZIO ROVERI

Suardi, Rovinelli, Camilo, Chirici, quattro protagonisti. In positivo i primi due, in negativo gli altri due. Suardi e Rovinelli protagonisti con i loro fuoricampo (che fanno balzare San Marino meritatamente sul 3-1 e stasera potrebbe diventare campione d’Italia!), l’esterno nettunese Camilo per uno sconcertante errore di valutazione su una palla alta che sembrava poter essere una abbastanza agevole presa al volo e l’arbitro Chirici per avere mortificato, umiliato Bagialemani permettendosi – da arbitro capo – una sceneggiata senza senso, irritante, irriverente nei confronti del Nettuno e del suo manager. Mi dispiace attaccare un arbitro che ammiravo, ma questa è la verità. E va detta.

C’era in questa serie di finale una bellissima atmosfera di correttezza, di stile, di simpatia fra le due squadre (e proprio Bagialemani, manager del Nettuno, s’era sentito in dovere di elogiare gli arbitri lunedì notte, con una onestà addirittura più forte del disappunto per una bruciante sconfitta).
Ma a che serve comportare bene se poi… arriva l’arbitro di Pechino a fare il fenomeno e a rovinare con il suo “protagonismo” questo clima di serenità e di fair-play.
Stava filando tutto liscio: partite intense, tutte sul filo del rasoio di  un esasperante equilibrio (tre su quattro sono finite con 1 punto di differenza…), eppure estremamente corrette. Neppure mezza polemica. Neanche una discussione. Nervi saldi. Chi ha perso, ha sempre accettato la sconfitta senza brontolare. Solo complimenti, fra i tecnici e i giocatori delle due squadre.
Eh no. Troppo buonismo, tutto troppo pulito, deve aver pensato Chirici. L’arbitro toscano, designato per gara4 a casabase, ha dato la sensazione di voler aggiungere più pathos e un po’ di veleno a queste finali così “pulite”. Lo ha fatto all’improvviso, nel corso del nono attacco del Nettuno, dapprima inventandosi uno strikeout su Schiavetti e poi voltandosi verso il dugout nettunese per urlare platealmente l’espulsione di Bagialemani. Colpevole di chissà quale misfatto (“Non ho detto neppure una parolaccia – assicura in sala stampa Ruggero, che è personaggio sì passionale e istintivo ma estremamente sincero – mi sono semplicemente limitato ad osservare che sul nostro battitore c’erano stati quattro lanci ball, e che avevamo due uomini sulle basi…”. Una frase banale. Normale, di quelle che vengono fuori naturale. Lo fanno tutti gli allenatori. Quel che non è normale è stato l’atteggiamento estremamente plateale di Chirici. Anzi, talmente imperioso e anche indisponente da lasciare tutti allibiti.
Anch’io. Sì, anch’io che sono sempre stato un estimatore di Chirici, sono rimasto sorpreso e disgustato. Mi ha profondamente deluso, e ammetto d’averlo sopravvalutato. Chirici avrebbe dovuto usare un briciolo di elasticità mentale, in questa circostanza. Un grande arbitro non è soltanto quello che è il più bravo tecnicamente ma è quello che, soprattutto, sa usare buon senso. Chirici tecnicamente è preparatissimo, ma a volte si lascia tradire dal suo protagonismo. Si sente numero uno. E vuol fare il numero uno. E quando gli prendono i “cinque minuti” rischia di rovinare una partita. Un “numero” di questo genere non se lo sarebbe mai permesso là ai Giochi Olimpici, altrimenti l’avrebbero spedito immediatamente a casa! Ma alle finali italiane sì, perché tanto lui è un importante arbitro internazionale…

Se ha avvertito qualche frase poco carina provenire dal dugout del Nettuno, avrebbe dovuto dirigersi verso il dugout e avvertire, in maniera chiara e decisa, che alla prossima lamentela sarebbe scattato un provvedimento di espulsione. Invece, ha chiesto “tempo” e gesticolando in maniera plateale (come provasse un certo gusto nel farlo) ha urlato: “Bagialemani fuori!”. Eccessivo. Esagerato. Sbagliato.
Alla sceneggiata di Chirici hanno fatto seguito, inevitabilmente, le energiche proteste di Alberto de Carolis, direttore sportivo e manager del Nettuno, pure lui successivamente espulso da un Chirici entrato nella dimensione di dominatore della scena. Ad un certo punto, è parso che fosse più concentrato ad ascoltare il dugout derl Nettuno che a chiamare i lanci.

Mi dispiace, mi dispiace enormemente dire tutto ciò, di un arbitro che consideravo il migliore.
Un bagno di umiltà non ti farebbe male, Fabrizio Chirici.

Questo episodio, che vi abbiamo raccontato a lungo perché era  giusto farlo, nulla toglie (neppure un briciolo) alla vittoria meritata del San Marino. Che si conferma squadra compatta, equilibrata, capace di fare le cose giuste nel momento giusto. E che soprattutto propone un buon baseball, esaltato da un ottimo rendimento difensivo.
La difesa, nei playoff, è fondamentale. Difesa e monte di lancio. Il segreto del successo sammarinese in gara4, sul diamante di Serravalle, è tutto qui. Una difesa impeccabile (Buccheri, Sheldon, La Fera, Francesco Imperiali sempre prontissimi e concentratissimi, da lì non si passa); lanciatori sicuri, efficaci, solidi mentalmente. Juan Figueroa, stavolta scelto da Bindi come “partente” (con Estrada che ha potuto riposare), ha tirato 7 inning: 4 strikeout, 3 basi su ball, 5 valide, 1 pgl. Poi Figueroa ha passato il testimone al veterano Looney, “vecchio drago” del monte che aggrappandosi alle sua malizie ha in qualche maniera soffocato la ribellione del Nettuno: 2 riprese lanciate per il pitcher americano, 3 strikeout, , 1 base su ball, 2 valide, 2 pgl.

Importante il “solo homer” di Riccard Suardi al terzo inning: prodezza con la quale San Marino ha agganciato il Nettuno che era andato per primo in vantaggio nella ripresa precedente (Tavarez spinto a casabase da una bella battuta di contatto di Paolino Ambrosino). Fondamentale il fuoricampo da 3 punti di Dean Rovinelli al quarto inning. Il lungo prima base sammarinese ha colpito duro una dritta rimasta alta di Florian. Micidiale lo swing di Rovinelli, palla fuori. Sulle basi c’erano Vasquez e Sheldon, i quali non sarebbero stati lì se… Juan Camilo – esterno destro del Nettuno – non avesse commesso un errore grossolano per un giocatore della sua esperienza. Sulla battuta alta e un po’ fastidiosetta di Vasquez, Camilo si è spinto con eccessiva aggressività a caccia della palla calcolando male la traiettoria e tentando poi goffamente (e inutilmente) di raccoglierla. Ha sbagliato tutto. Senza l’errore, quel quarto turno d’attacco de San Marino si sarebbe chiuso con un nulla di fatto poiché De Biase – successivamente – è stato messo strikeout. Il pasticcio di Vasquez ha allungato l’inning e, dopo il K di De Biase (secondo eliminato), c’è stata la base su ball concessa a Sheldon. Poi, il capolavoro di Dean Rovinelli.
Quel lancio rimastogli alto è stato l’unico vero errore di un eccellente Fraylin Florian, preferito da Bagialemani a Cruz per questa partita. Concentrato, sereno, controllato, Florian ha confezionato una prestazione di notevole qualità. Otto riprese lanciate, 4 strikeout, 1 base su ball, 6 battute valide. Bravo. Lo ha sorpreso Rovinelli in occasione del suo crudele fuoricampo (e lo ha sorpreso anche Suardi), ma soprattutto lo ha tradito l’erroraccio del compagno di squadra Camilo.

Torniamo a Chirici. Se Bagialemani (in tono civilissimo, assicura lui) ha brontolato un attimo dal dugout quando l’arbitro ha messo strikeout Schiavetti, ci sta. Ci sta tutto. Schiavetti apriva il nono attacco nettunese. Dopo di lui, Parisi ha avuto la base su ball. Poi, Castrì ha fabbricato un gran doppio. Ebbene, se Schiavetti fosse stato in base (anziché K), sul doppio di Castrì sarebbe andato a punto. Successivamente, il singolo di Carlos Duran ha spedito a casabase Parisi e Castrì per il 3-4. Però… con quello di Schiavetti i punti in quel turno d’attacco sarebbero stati tre e non due. E il Nettuno avrebbe agguantato il pareggio.

Okay, la storia non si fa con i se e con i ma. Tuttavia, questa constatazione è necessario farla. Perché la partita avrebbe potuto poi cambiar faccia.

In conferenza stampa Ruggero Bagialemani vuole immediatamente parlare della sua espulsione e del comportamento dell’arbitro Chirici. Si sfoga, Ruggero. Lo fa in maniera civile, corretta. Parla chiaro, senza tuttavia andare fuori dalle righe. Chiede rispetto. Giustamente.
“Nel dugout io non ho detto nulla di offensivo né di incivile, in una partita dove – fra l’altro – non c’è stata alcuna contestazione. Mi sono limitato a dire: “erano 4 ball, avremmo avuto due uomini in base”. Niente di offensivo. Mi sono visto buttar fuori, e in quel modo. Lo fanno solo perché sono io. Sono io che deve sempre essere colpito e che deve continuare a pagare per quell’errore che commisi nel ’99. Non è accettabile. Se vogliono farmi smettere, lo dicano chiaramente…”.
“Credo che un arbitro così non possa dirigere in finale-scudetto. Io lavoro 365 giorni all’anno per il baseball, sono sul campo tutti i giorni, e voglio essere rispettato. Chiedo d’essere trattato esattamente come i miei colleghi. E adesso mi diano pure alti 10 anni, non m’interessa niente. Tanto… loro hanno sempre il coltello dalla parte del manico”.
Alberto De Carolis più che con Chirici se la prende con chi ha mandato Chirici a dirigere questa partita. “Una designazione totalmente sbagliata. Non l’abbiamo avuto, mai, per tutta la stagione, e adesso ce lo troviamo in una gara di finale-scudetto…”.
Sospetti.

Il Nettuno ha le sue ragioni. Nel rapporto velenosetto fra Chirici ed il Club laziale non c’entra niente, ovviamente, il San Marino. Che il suo successo se l’è guadagnato. Grazie a tanta applicazione.

Stasera il club del Titano ha a portata di mano la più grande opportunità della sua storia: conquistare il titolo di campione d’Italia, un evento storico, clamoroso, e proprio nella pirotecnica notte della grande festa per San Marino, il patrono della più antica Repubblica del mondo.
Attenzione, però. Il Nettuno è con le spalle al muro. Ferita, gonfia di rabbia e d’orgoglio. E quand’è così, è pericolosissimo.
Quella di stasera è la partita dei lanciatori oriundi. Bagialemani ha a disposizione Giovanni Carrara, Victor Arias, Carlos Pezzullo.
Doriano Bindi chiederà sette inning di qualità al suo “golden boy” Tiago Da Silva, con la speranza poi che Pedro Orta sappia chiudere la porta in faccia agli avversari dimostrandosi più sicuro rispetto alla partita di sabato scorso. Ah, ci fosse Nyari!

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7 responses

3 09 2008
Giancarlo

Vorrei, gentilmente, farle notere signor Roveri che “difendere” 2 persone come Bagialemani e De Carolis, che a mio avviso sono la rovina del baseball italiano, è un peccato mortale. Contestare nel suo blog un arbitro come Chirici è un segnale sbagliatissimo. Non penso che l’arbitro sia impazzito improvvisamente come lei intende, ma un continuo polemizzare dal dug out sulle chiamate li ha resi insopportabili. Il Nettuno, quando sta perdendo, nelle partite che contano, la mette sempre sulla rissa. E’ una cosa storica, non una novità. Gli addetti ai lavori lo sanno. E lei difende chi si permette di offendere un arbitro. Io ero presente quando Bagialemani fece quella sceneggiata a Rimini contro l’arbitro Franceschetti. Addirittura, lo colpì violentemente. Quindi da quando era giocatore che si comporta male. E vedo che nonostante l’età, continua a comportarsi male. Mi dispiace dirlo ma lei sta sbagliando a difendere quel personaggio. Saluti

3 09 2008
prince

Sono daccordo per l eccessiva severità di Chirici per quanto riguarda l espulsione di Bagialemani. Anche se per me, che ero dietro il piatto, il k su Schiavetti era sacrosanto, le proteste del manager nettunese che ha sentito tutto lo stadio, non meritavano l espulsione perche non assulatamente offensive. Ruggero avrebbe infatti detto solamente dopo la bb a Parisi: “BRAVO ADESSO SAREMMO CON PRIMA E SECONDA E ZERO OUT”. Tutto questo ha pero fatto il gioco del Nettuno. Looney ha perso ritmo dopo 15 minuti di interruzione per le proteste subendo un doppio da Castri e un singolo da Duran e ridando speranza alla squadra laziale. Ma la cosa che fa piu ridere è questa: ho contato almeno 8 persone uscite dal dagout del Nettuno in braghe corte e ciabatte. A parte De Carolis, chi sono tutte queste persone non in divisa da gioco che hanno reso l immagine della partita piu simile a un torneo dei bar che a una finale scudetto? Sicuramente ci saranno stati il dottore, il massaggiatore, il porta acqua, il portamazze, l addetto allo scorer, mettiamoci anche l autista del pullman, ma gli altri chi sono? Chi ha visto la partita in tv ha detto: Italian baseball series? Piu appropriato sagra della mazza e della palla

3 09 2008
massimo

e l’arbitro Chirici per avere mortificato, umiliato Bagialemani permettendosi – da arbitro capo – una sceneggiata senza senso, irritante, irriverente nei confronti del Nettuno e del suo manager…………..Parole sante una inutile sceneggiata che dannegiano la classe arbitrale……cacciare Bagialemani è diventato uno sport nazionale…..ovvio che ha molte colpe…..ma ieri sera arbitro irritante…..
Complimenti per il sito lo seguo dall’inizio…..ottimo….
Buon Lavoro…..

P.s. Credo che sia presto per festeggiare lo scudetto sul Titano……credo di non sbagliare nel dire che la settima partita è vicina………

3 09 2008
steve88

sig Roveri prima di sparare a zero sull’arbitro Chirici, che invece ha condottto un’ottima partita, molto meglio di tanti altri umpire che abbiamo visto fino adesso, dovrebbe conoscere quali siano state le effettive motivazioni dell’espulsione di Bagialemani. Che Ruggero sia diventato un santo proprio ieri e ‘ da non crederci visto che passa piu’ tempo fuori e non dentro il doug out .
Certo se si ascolta una sola campana e ‘ facile trarre giudizi, ma un giornalista dovrebbe descrivere i fatti e non esprimere giudizi se non ha tutte le informazioni. E’ sotto gli occhi di tutti e sfido a contraddirmi che i nettunesi ogni volta che sono in difficolta’ nel campo, la mettono sulla rissa per far pressione , su qualcuno funziona ma per fortuna ci sono bravi arbitri che non cadono nel loro tranello vedi il sig Chrici o Cappuccini tanto per fare due nomi ,
Concludo affermando con ragiobe di causa che se fossimo stati a Nettuno nella medesima situazione avremmo avuto le luci spente almeno per un’ora perhe’ si credono piuì furbi di quell’altri.
L scudetto se lo conquistino sul campo e non con queste sceneggiate dando la colpa all’arbitro.

4 09 2008
prince

Ormai il metterlo sulla rissa da parte del Nettuno è vero ma è anche diventato un luogo comune del baseball. Ma in questo caso l espulsione di Bagialemani davvero non ci stava e Chirici, che ha arbitrato e chiamato i lanci alla grande, avrebbe fatto meglio a lasciare perdere. Questo perche non vi era motivo di sollevare cosi una protesta che a quel punto diventa giustificata. Naturalmente il tutto ha fatto solo il gioco del Nettuno che ha interrotto il gioco e invertito cosi l inerzia della partita

4 09 2008
Green manalishi

Orpo, la rovina del baseball italiano… sta mò a vedere che senza De Carolis e Bagialemani avremmo gli stadi pieni, una stagione che dura da aprile a metà ottobre, 12 squadre in serie A, una nazionale che riesce a vincere qualcosa, dei dirigenti pronti a lasciare la poltrona a quelli più capaci di loro, riprese televisive decenti, arbitri che hanno un’area di strike che non cambia posto 3-4 volte a inning, stadi decenti, e più in generale un’aria che non sia quell’atmosfera triste che si respira quando si va a vedere una partita di baseball in Italia.

5 09 2008
stefano59

Forse Chirici ha esagerato, ma sarebbe l’ ora che si ristabilisca con chiarezza che le proteste reiterate e plateali (non solo dei personaggi in questione,sia chiaro) siano punite severamente, che esempio si può dare, altrimenti, ai giovani che praticano lo sport?
Oltretutto si deve vedere che dal dug out escono, oltre al manager, persone in ciabatte e pantaloncini, come fossimo in spiaggia, bell’ immagine del nostro baseball!

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