L’Italian Baseball Series si sposta sul Titano: da stasera la sfida fra San Marino e Nettuno (situazione di 1-1 dopo le prime due gare) va in scena sul diamante di Serravalle. Bagialemani privo di Renato Imperiali e Leo Mazzanti. Lanciatori partenti di gara3 Martignoni e Richetti

1 09 2008

di MAURIZIO ROVERI

Due episodi hanno tenuto a galla, e rilanciato, il Nettuno sabato notte impedendogli di affondare e di venirsi a trovare nella scomoda imbarazzante posizione di 0-2. Due episodi che potrebbero diventare le “giocate-chiave” della serie, qualora il Nettuno dovesse vincere lo scudetto. Riviviamoli, questi due episodi importantissimi:
1)    quella fantastica assistenza di Ramon Tavarez a Parisi per l’out a casabase di La Fera. Una eliminazione di importanza vitale per la squadra laziale: la prodezza di Tavarez ha tolto al San Marino il punto del 4-1 all’ottavo inning e, quasi certamente il successo anche in gara2. In quel momento Tavarez è stato l’uomo giusto al punto giusto. Passato dal ruolo di prima base a quello di seconda dopo l’infortunio che ha fatto chiudere la serie e la stagione a Renato Imperiali (strappo), Tavarez in taglio ha ricevuto la “fucilata” di Carlos Duran dall’esterno centro. Decisamente reattivo, l’esterno venezuelano, sul terribile doppio di Vasquez, immediato il tiro di Duran in diamante, raccolto in taglio con perfetta sincronia da Ramon Tavarez. E precisa, millimetrica l’assistenza del dominicano naturalizzato italiano per il catcher Parisi, il quale ha eliminato Seth La Fera nel suo tentativo di raggiungere casabase. Nell’occasione, La Fera ha commesso un errore di interpretazione. Il corridore del San Marino, valutando che la pallina uscisse dal campo sulla imperiosa legnata di Vasquez, aveva praticamente “passeggiato” dalla seconda base alla terza. Accorgendosi poi che non era fuoricampo e che la palla era finita contro la recinzione. A quel punto La Fera s’è prodotto in una brusca accelerazione, ritenendo di farcela ad arrivare “salvo” a casabase e mettere a segno il quarto punto per il suo team. Ma ha calcolato male, non tenendo conto del grande braccio dell’esterno Carlos Duran e non immaginando la successiva straordinaria assistenza di Tavarez a casabase.
2)    Bravissimo Ruggero Bagialemani scegliendo di far chiudere a Marco Costantini (dopo 8 inning apprezzabili di un Carrara in versione leader) la partita più delicata dell’anno per il Nettuno. Il timoniere nettunese non si è messo a pensare alla partita di lunedì, quella dei lanciatori di scuola italiana, dove Costantini viene normalmente utilizzato (come rilievo di Richetti). Alla gara del lunedì ci si penserà poi. Ora è fondamentale, determinante vincere questa partita. Per evitare un clamoroso e compromettente 0-2. Così ha ragionato Bagialemani, fregandosene delle rotazioni programmate (le tattiche si possono cambiare in corsa, a seconda delle situazioni…). Era, quella di sabato sera, la partita degli oriundi (i cosiddetti “italiani NON ASI”). Però  lui, Bagialemani, ha preferito affidarsi al nettunesissimo Costantini anziché a Pezzullo e ad Arias. Per gli utimi due innings. Non è una bocciatura  per Carlos e per Victor, sia chiaro: semplicemente, in quel momento, c’era la necessità di mettere sul monte il lanciatore più affidabile. E non c’è dubbio: il migliore per “rilevare” Carrara e sperare di vincere la partita era proprio Marco Costantini. L’esito del match (vittoria del Nettuno al 10° inning per 4-3, dopo sette riprese di inseguimento) ha dato ragione alla scelta di Ruggero.

Doriano Bindi, manager del San Marino, a mio parere avrebbe dovuto usare la stessa strategia. Dopo l’ottimo lavoro di Tiago Da Silva, avrei inserito all’ottavo inning Luca Martignoni. Ma come, qualcuno obietterà, Martignoni non è il “partente” designato per gara3? Sì, ma chissenefrega! San Marino aveva a portata di mano la straordinaria opportunità di portarsi sul 2-0 e di mettere in ginocchio il Nettuno. Tutti gli altri ragionamenti non dovevano contare, o sarebbero dovuti passare in secondo piano.  Martignoni attualmente è in forma, sta bene, è motivatissimo, è giocatore di vasta esperienza, è un uomo-immagine de club del Titano. Può darsi che San Marino avrebbe perso comunque. Ma di sicuro un pitcher come Martignoni avrebbe garantito un rendimento molto più efficace rispetto al rendimento negativo dei mediocri oriundi Orta e Marrone (6 bas su ball in 2 inning).

Dopo aver mosso questa “osservazione” al manager del San Marino per la ghiotta occasione perduta sabato notte, vorrei ancora ricordare la scelta felice (fors’anche fortunata) attuata da Doriano Bindi venerdì in gara1 quando non ha voluto correre rischi con Juan Camilo in battuta (il terzo uomo del lineup nettunese è molto temuto dal manager di San Marino) e in apertura dell’ottavo inning ha tolto Juan Figueroa dopo che il suo pitcher dominicano aveva appena realizzato uno strikeout su Tavarez. Una decisione sorprendente (Figueroa era fresco, appena una trentina di lanci eseguiti, stava tirando bene) ma sorretta dalla logica e da un motivo tattico ben preciso: ad un battitore mancino e pericoloso, quale appunto Camilo che ti può battere un fuoricampo in qualsiasi momento, Bindi ha voluto opporre un lanciatore mancino ed espertissimo come Brian Looney. E il veterano americano mescolando con abilità i lanci ha mandato fuori ritmo Camilo costringendolo a battere male per una facile eliminazione. Poi, Looney ha messo K Peppe Mazzanti. Scampato il pericolo, San Marino ha preso ancor più coraggio allungando imperiosamente le mani sulla partita con uno scoppiettante nono turno d’attacco.

L’Italian Baseball Series 2008 ci ha proposto, nella sua apertura allo Steno Borghese di Nettuno, due gare intense, appassionanti, spetacolari, “strette” (il 7-1 per San Marino in gara1 è stato un 2-1 fino al nono inning, quando i Titani si sono scatenati sulle improvvise amnesie di Fraylin Florian).
Circa 10 mila spettatori nelle due serate nettunesi. Dunque, la “città del baseball” ha risposto alla grande. Come sempre. Fra brividi di paura e di gioia.

Ora la serie si sposta nella Repubblica del Titano. Per gara 3 stasera ore 21 (lanciatori di scuola italiana, Martignoni partente per San Marino, Richetti per Nettuno), gara4 e gara5. Poi, eventualmente si tornerà allo Steno Borghese.
Il diamante di Serravalle, che presenta un aspetto gradevole e i cui lavori di restyling proseguiranno e si concluderanno presumibilmente prima dell’inizio della prossima stagione, tiene attualmente circa 1000 posti. E’ uno stadio non di grande capienza, ma bello. E destinato a diventare – nel progetto della dirigenza sammarinese – il salotto del baseball italiano. Cioè un impianto elegante, confortevole, dove trascorrere serate gradevoli. Con il baseball, e non soltanto.

Domani, in gara4, è probabile che San Marino decida di affidare la partenza a Juan Figueroa. Se reggerà a lungo, chiuderà il match Looney. Risparmiando così il braccio a Horacio Estrada.
San Marino confida di allungare il più possibile la serie, con la speranza di “stancare” alla distanza i tre forti lanciatori partenti del Nettuno (Cruz, Carrara, Richetti).

La squadra di Ruggero Bagialemani arriva sul Titano orfana di Renato Imperiali (strappo, stagione finita per il rookie) e di Leonardo Mazzanti (contrattura al polpaccio). Incerta è pure la presenza, per motivi di lavoro, di Andrea Castrì.

Infine, è giusto fare i complimenti agli arbitri. Bravi. State facendo un buon lavoro. In particolare mi è piaciuto, tecnicamente e per la serenità nel gestire la partita, Alessandro Cappuccini a casabase venerdì in gara1.


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One response

1 09 2008
Enrico Garattoni

Sono in gran parte d’accordo con quanto scritto, eccetto il giudizio sugli arbitri. Per me impeccabile Cappuccini, non altrettanto il secondo, per lo meno dal 5°/6° inning qualche strike di troppo (non chiamato o chiamato) ma sempre a vantaggio del Nettuno ci sono stati. Preciso che la partita l’ho vista in TV, per cui la prospettiva non eccellente delle riprese non aiuta.
E proprio a proposito di TV, e mi dispiace dirlo perchè amo moltissimo questo gioco, ma i telecronisti e devo dire anche alcune riprese non sono assolutamente all’altezza di quese finali: se vogliamo allontanare il pubblico andiamo pure avanti così! Io stesso ho fatto fatica a seguire le partite, pur con tutta la passione che ho, perchè sono di una noia mortale. non pensate che un briciolo di commento VIVO, un pò di grafica sui dati (a proposito, cosa ci stanno a fare gli Errori nelle media battuta?) aiuterebbero a non cambiare canale?

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