Italian Baseball Series, gara2: Nettuno rimonta da 1-3 (dopo avere rischiato l’1-4) e vince 4-3 al 10° inning. Decidono quattro ball di Marrone a Schiavetti in una situazione di basi piene. S.Marino maledice l’assenza di Nyari, Nettuno perde Imperiali

31 08 2008

di MAURIZIO ROVERI

In ritardo 1-3 dopo l’ottavo assalto sammarinese, e costretto con le spalle al muro, ad un passo da una seconda sconfitta casalinga che sarebbe stata traumatica e clamorosa, il Nettuno trova le risorse tecniche e mentali per ribellarsi, risorgere, ribaltare la situazione e vincere la partita nell’extrainning (4-3). Il gruppo di Bagialemani non ha bisogno neppure della battuta valida per realizzare il punto decisivo, che entra “automatico” alla decima ripresa, con la difesa del San Marino che assiste impotente. Basi piene, sul monte di lancio sale Matt Marrone “chiamato” a rilevare Pedro Orta il quale aveva riempito le basi (passaggio gratis a Camilo, scelta difesa su Peppe Mazzanti, mancata eliminazione di Camilo in seconda per l’errore di tiro dello stesso Orta, Camilo in terza, base intenzionale a Tavarez, Mazzanti si porta in seconda).
Terribile per il San Marino, situazione di basi piene e zero out. Manager Bindi non può fare altro che andare su monte, portarsi via Orta e… pregare, pregare, pregare che Marrone si ricordi di essere ancora un lanciatore. Gli si chiede almeno di tirare strike, magari anche tirando semplicemente degli “stracci”.
Il guaio è che Matt è assolutamente impresentabile e improponibile, non gli riescono neppure le cose più semplici. Questo è il Matt Marrone di questi mesi. E allora dico: sarebbe meglio inserire un ragazzo italiano dell’under 21 anziché “mantenere” un pitcher oriundo così inaffidabile com’è diventato Marrone).
Destro, classe 1981, 5.72 di media pgl in regular season e utilizzato soltanto per 4 inning nel round robin (il 23 agosto a Grosseto, giusto il tempo per subire 8 valide…), non riesce neppure a mettere una palla nella zona dello strike, quattro lanci ball, base regalata a Schiavetti, avanzano tutti i corridori, entra automaticamente il punto di Juan Camilo. Il punto del 4-3. Che permette al Nettuno di raddrizzare la serie dopo la sconfitta (1-7) di venerdì in gara1.

Beffa per San Marino! Ma anche grande carattere da parte del Nettuno. Tre ore e mezzo di sfida aspra, avvincente. Quelle partite che ti “inchiodano” al seggiolino. Una gara intensa, vissuta con il fiato sospeso in gola dai quasi 4000 spettatori (ecco il vero spettacolo) presenti ieri sera allo Steno Borghese.

Bindi e il gruppo sammarinese hanno tutti i motivi di questo mondo per “maledire” quella caduta di Peter Nyari dalla terrazza del terzo piano, alla vigilia delle finali-scudetto. Okay, Nyari è vivo e questa è la cosa che conta di più, si è salvato, sta già abbastanza bene, gli è andata di lusso: con un volo così, soltanto una lussazione all’anca. Tuttavia, il San Marino ha perso il suo closer “numero uno”. E’ innegabile che Nyari è un pitcher di tutt’altra affidabilità e sicurezza rispetto a Orta e a Marrone.
Presumibilmente, se San Marino avesse avuto l’espertissimo Peter sul monte, a rilevare nell’ottavo attacco del Nettuno un Tiago Da Silva bravo per sette riprese, la strada della rimonta sarebbe stata molto più difficile per la squadra laziale di Ruggero Bagialemani.

Nyari o non Nyari, la realtà è che San Marino ha perso la partita nel suo momento migliore. Quando ha cacciato via scioccamente, per ingordigia, una bellissima situazione, immediatamente dopo aver prodotto il punto del 3-1 nel suo ottavo assalto (autore Matamoros su singolo di La Fera). In quel momento aveva tutta l’inerzia dalla propria parte, il San Marino. Bastava non farsi assalire dalla frenesia, e invece s’è fatto tradire proprio da questo errore mentale. Sul doppio di Vasquez, con la Fera che corre in terza, e 1 solo out, c’erano tutti i presupposti per afferrare un altro punticino e portarsi sul 4-1 mettendo in ginocchio il Nettuno.
No, non è andata così. Seth La Fera non s’è accontentato di raggiungere la terza base. Ha voluto spingersi oltre. O gli hanno suggerito di proseguire verso casabase. In ogni caso, clamoroso errore di valutazione, perché non si tenuto conto del “grande braccio” dell’esterno centro Carlos Duran. Rapidissimo il rilancio, e bravissimo l’interbase Luis Ugueto in taglio a raccogliere il tiro di Duran e a sparare un siluro a casabase dove Vincent Parisi ha punito il tentativo eccessivo, imprudente, di La Fera.

Dunque, dal possibile 4-1 per San Marino si è passati al 4-3 per Nettuno nello spazio di tre attacchi degli uomini di Bagialemani.

E’ stata la “partita dell’anno”, la partita del rilancio per Paolino Ambrosino che ha dato quella risposta sicura, concreta, importante che manager Bagialemani aspettava da tempo. L’infortunio di Leo Mazzanti nel corso dell’incontro perduto venerdì ha riaperto le porte al giovanissimo esterno, che da qualche tempo era finito dietro le quinte. Ambrosino si è fatto trovare pronto. Stavolta non poteva deludere. Bagialemani lo aveva “provocato”, Paolino ha mostrato una reazione energica e di incoraggiante maturità. L’uomo del riscatto nettunese. Ha battuto più di tutti (3 su 4, con un doppio), ha corso bene sulle basi. Riflessi, tempismo, felici intuizioni. E’ stata proprio la freschezza di un Ambrosino intenso e aggressivo a favorire il pareggio del Nettuno. Dopo un bunt a sinistra trasformatosi in battuta valida, Ambrosino viene spinto a punto da un triplo di Carlos Duran. La tempestosa battuta extrabase del venezuelano mette la parola fine alla buona gara sul monte di lancio di Tiago Da Silva. Sale sulla collinetta Pedro Orta, il quale – dopo l’out di Ugueto in prima e la base intenzionale a Camilo – ha la bella pensata di prodursi in un “lancio pazzo” che fa volare Duran a casabase. Per il 3 a 3.

Orta statisticamente è il lanciatore perdente, perché è stato lui a mettere in base Camilo che poi è andato a punto sullo sciagurato ingresso di Marrone.

Un ragazzo di scuola italiana ha vinto la partita degli oriundi: è Marco Costantini, giustamente preferito da Bagialemani ai meno affidabili Pezzullo e Arias (il manager nettunese non poteva permettersi di perdere anche questa gara e trovarsi con uno scomodo 0-2 sulla schiena). Costantini ha lanciato 2 inning, senza concedere nulla ai battitori sammarinesi, rilevando un Giovanni Carrara che stavolta ha lanciato col cuore (per la prima volta quest’anno l’ex-majorleaguer è arrivato a tirare 8 inning).

L’orogliosa vittoria in rimonta del Nettuno è stata però macchiata dall’infortunio che toglierà alla squadra laziale, forse per l’intera serie, il talento di Renato Imperiali. Se si tratta di strappo, la sua prima (e magica) stagione in A1 finisce qui. Nettuno perde il suo gioiellino. Ma al San Marino avrebbe fatto comodo (e farebbe tanto comodo) il suo closer Nyari.

Bagialemani per le tre partite in programma (da lunedì) sul diamante sammarinese di Serravalle dovrebbe recuperare Leonardo Mazzanti, presumibilmente utilizzato da battitore designato (con Schiavetti in seconda base?). Si ripartirà con la serie in parità: una vittoria per parte.

NETTUNO – SAN MARINO 4-3 (al 10° inning)

Successione punteggio:
San Marino: 0 0 0 0 0 2 0 1 0 0 = 3
Nettuno : 0 0 0 0 0 1 0 2 0 1 = 4

Battute valide: Nettuno 9, San Marino 7.
Fuoricampo: De Biase
Triplo: Duran
Doppi: Vasquez, Matamoros, Ambrosino.
Errori difensivi:Nettuno 1, San Marino 1.

Lanciatori
Carrara (Net) 8 rl, 6 so, 2 bb, 7 bvc, 3 pgl
Costantini (Net), vincente, 2 rl, 1 so, 0 bb, 0 bvc, 0 pgl

Da Silva (RSM) 7 rl, 5 so, 1 bb, 8 bvc, 1 lp, 3 pgl
Orta (RSM), perdente, 2 rl, 1 so, 5 bb, 1 bvc, 1 lp, 0 pgl
Marrone (RSM) 0.0 rl, 1 bb.

Arbitri: Filippi, Giachi, Giabbani.


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