Italian Baseball Series 2008, cominciano stasera dallo Steno Borghese di Nettuno le finali-scudetto. Intervista in esclusiva a Marco Mazzieri, ct della Nazionale, che analizza tecnicamente il Nettuno di Bagialemani e il San Marino di Bindi

29 08 2008

di MAURIZIO ROVERI

E’ l’allenatore della Nazionale italiana, a soli 45 anni (e si è presentato alla grande, l’autunno scorso quando ai Mondiali di Taiwan sconfisse gli Stati Uniti e i loro professionisti). Ha grande esperienza di gioco per essere stato sui diamanti della serie A per un ventennio (dal 1980 al 2000), è stato probabilmente il più forte esterno-centro “all time” di scuola italiana. E’ un tecnico moderno, bravo, emergente. Marco MAZZIERI, grossetano, ci sembra il personaggio giusto per farci, e farvi, entrare fra le pieghe dell’Italian Baseball Series 2008. Andiamo alla scoperta di una inedita e interessante sfida-scudetto: quella fra il club storico del baseball italiano, il Nettuno, e la squadra che rappresenta una Repubblica, San Marino (che possiamo definire la “Repubblica dei diamanti” perché il piccolo Stato del Titano partecipa al massimo campionato italiano sia nel baseball sia nel softball femminile).

I personaggi di questa serie, gli uomini-chiave, le strategie, il tipo di baseball del Nettuno, le caratteristiche del San Marino, i punti forti dell’una e dell’altra squadra ma anche i punti vulnerabili: il tutto nella “fotografia” del commissario tecnico azzurro. Che analizza così, settore per settore, le due grandi interpreti. Partendo dai loro timonieri, dalle loro guide: Ruggero Bagialemani e Doriano Bindi.

GLI ALLENATORI
Debbo fare i complimenti ad entrambi i manager, hanno compiuto veramente un grande lavoro. Ruggero impersonifica la passione, il calore, la spontaneità dei nettunesi. Lo spirito è quello di una volta. Nettuno, città di baseball, nel 1999 e nel 2000 pareva aver perso un po’ di quella carica che è la sua caratteristica. Con l’avvento di Bagialemani l’ambiente nettunese ha recuperato passione, entusiasmo, coinvolgimento emotivo. Da manager ama un baseball dinamico, aggressivo e questa Danesi riflette la filosofia di Ruggero. E’ una squadra che osa, che corre sulle basi, che ruba. Quelle due rubate di casabase contro Grosseto, recentemente, passeranno alla storia. Io, in 25 anni di carriera, non avevo mai visto rubare due volte nella stessa partita casabase. Bagialemani mi piace anche per il coraggio che dimostra, ad esempio, nel lanciare in A1, mettendolo immediatamente titolare, un ragazzino come Renato Imperiali che giocava in due categorie inferiori e aveva 19 anni. Questo Nettuno va in finale con un rookie che viene dalla serie B. Inoltre, Bagialemani è stato abile e paziente nel gestire, durante la stagione, alcune situazioni delicate. Doriano Bindi è stato bravissimo, portando in finale un San Marino che non veniva considerata come una possibile finalista. Dopo un girone d’andata alla ricerca della chimica giusta, Bindi è riuscito a far quadrare il cerchio. Non era semplice neppure per lui gestire il gruppo, con tanti giocatori di vasta esperienza e di personalità. Ha saputo trasmettere stimoli giusti ai suoi veterani. Nel girone di ritorno della regular season e nel round robin ha azzeccato tutte le mosse”.

MONTE DI LANCIO
Nettuno possiede tre lanciatori partenti di assoluto valore: Cruz, Carrara, Richetti. Viceversa, ha avuto qualche problemino in regular season e anche nel round robin con i rilievi, più che altro nella seconda partita. Infatti in gara uno, quella dei pitchers stranieri, Fraylin Florian nelle “partite che contano” ha sempre fatto quel che doveva. In gara3, dove c’è un Richetti che non ha paura di tirare 160 lanci, la squadra nettunese sicuramente è messa bene. Il discorso si fa un pochino più complesso nella partita degli italiani “non asi”, essendo Giovanni Carrara un lanciatore sì di altra categoria ma penso che al suo allenatore piacerebbe vederlo rimanere di più sul monte. Questa è la gara in cui il club nettunese ha avuto qualche difficoltà, perché il bullpen non ha dato sempre quel rendimento che ci si aspettava. Anche per via degli infortuni che da tempo stanno condizionando Victor Arias il quale fatica a recuperare il ritmo dopo il lungo stop dell’anno scorso. E anche Pezzullo ha avuto problemi in avvio di stagione, mi pare che tuttora non abbia trovato la migliore condizione. I problemi, qui, derivano anche dal fatto che Giovanni Carrara ha dimostrato un’autonomia limitata. Quest’anno non ha ancora lanciato una partita intera, mi pare che al massimo sia arrivato a sette inning”.
Il San Marino ha l’opportunità di schierare tre lanciatori stranieri, un fatto unico. E’ il loro asso nella manica. Onestamente debbo dire che fino al termine della regular season non vedevo tutto questo vantaggio, ma è chiaro che adesso questa strategia potrebbe fare la differenza. La settimana scorsa, a Grosseto nella penultima fondamentale partita del round robin, la scelta di avvicendare i tre pitchers stranieri è stata importante. Anche se Figueroa stava lanciando talmente bene che, credo, non avrebbe avuto problemi a chiudere lui la gara, senza dovere ricorrere al closer. Nella partita dei lanciatori non asi San Marino presenta la più bella sorpresa della stagione, Tiago Da Silva. Un ragazzo che abbiamo visto più volte anche noi dello staff tecnico della Nazionale e debbo dire che ci è piaciuto moltissimo, ha talento, non soffre le situazioni importanti, dimostra di saper giocare sotto pressione, è un tipo freddo. Un lanciatore capace di mettere a disagio qualsiasi battitore, per via soprattutto di un lancio che lui usa con grande abilità: è un “cambio di velocità” che per i battitori mancini è piuttosto devastante, e nel lineup del Nettuno ci sono due mancini, Juan Camilo e Carlos Duran, giocatori fra i più importanti della squadra laziale”.
La partita del lanciatore italiano: San Marino deve sperare di avere ancora un Martignoni superlativo come lo è stato contro Grosseto. Lui è un giocatore d’esperienza e nelle finali, si sa, non c’è mai una partita scontata. Anzi, considerando la forma e il rendimento che ha il San Marino attualmente in attacco, direi proprio che non si può dare nulla per scontato. Chiaro che potrebbe esserci da parte del Nettuno il vantaggio di avere un Richetti straordinario. Tuttavia, ripeto, andiamoci cauti: il San Marino con la mazza nelle mani è un gruppo di tutto rispetto. Con i suoi Vasquez, De Biase, Buccheri, La Fera, Rovinelli, Matamoros e gli altri”.
Da Silva, ripeto, è il giocatore-rivelazione dell’anno. Io l’avevo visto giocare da interbase a Redipuglia un paio di anni fa, in A2, è un ottimo atleta perché sa fare di tutto, mi ricordo che giocava benissimo in difesa e che fece registrare un clamoroso 600 di media-battuta per un lungo periodo. Lui ha fatto tre campionati di A2 in Italia giocando, quand’era straniero, da interbase. E a questo punto bisogna fare i complimenti alla dirigenza del San Marino che è stata così lungimirante da capire il valore di questo ragazzo e investire su di lui. Fin da subito, ad aprile, lo hanno messo sul monte di lancio. Comprendendone le notevoli potenzialità, e non hanno nemmeno pensato per un attimo a fargli fare anche l’interno. Da Silva è pure uno che con la mazza potrebbe essere pericoloso. San Marino ha deciso senza esitazioni di valorizzarlo come pitcher e ha fatto bene. Sono stati bravi, i dirigenti e i tecnici del club del Titano, a individuare questo tipo di giocatore. Nella partita dei lanciatori italiani c’è anche Marco Costantini, che il Nettuno ha recuperato e rilanciato. Mi fa piacere. Noi aspettavamo di rivederlo all’opera dopo la lunga sosta, per infortunio e per squalifica. Marco è un ragazzo che vale, credo che Ruggero Bagialemani non si limiterà ad utilizzarlo solo come rilievo di Richetti nella partita dei lanciatori di scuola italiana ma lo inserirà anche altrove, dove e quando ci sarà bisogno. E sotto questo aspetto Costantini può essere una carta importante che il Nettuno può giocare”.

DIFESA, GLI INTERNI
Ho visto giocare San Marino ultimamente e presenta una difesa compatta, equilibrata, solida. Ha giocatori di grande esperienza. In diamante c’è un fenomeno come David Sheldon che ha 45 anni e gioca come un trentenne, Seth La Fera in grande condizione fisica ha prodotto una stagione importante sia in difesa sia con la mazza, Francesco Imperiali è un giocatore che sa interpretare benissimo il ruolo di seconda base, e Dean Rovinelli è probabilmente quanto di meglio ci possa essere in prima base dal punto di vista difensivo. Simone Albanese si è fatto trovare pronto a dirigere dietro il piatto di casa base dopo l’infortunio di Matamoros. San Marino gli ha dato fiducia e Albanese ora è stabilmente il catcher partente, con Matamoros utilizzato da giocatore tattico: parte come esterno e poi in caso di necessità, per rinforzare ulteriormente la difesa, chiude la partita da ricevitore. Il Nettuno, dopo il forfait di Menechino, ha trovato in Luis Ugueto un giocatore prezioso. Un giocatore con meno nome di Menechino, ma bravo, umile e utile. Non è un interbase di ruolo, però si è adattato e fa bene le cose che deve fare. Peppe Mazzanti in terza base è un giocatore di livello internazionale. Renato Imperiali ha sorpreso tutti per la sicurezza con la quale fin dall’inizio ha tenuto il campo, giocando da titolare prima nella posizione difficile di interbase e poi in quella di seconda, lui che è un rookie. Questo ragazzo che ha da poco compiuto i vent’anni ha fatto addirittura più di quanto ci si aspettasse, soprattutto con la mazza. In difesa può migliore, dovrà lavorare tanto, principalmente dal punto di vista atletico. Tavarez in prima base è una garanzia, anche se in questo momento ha qualche problemino fisico. Comunque, nel ruolo è affidabile anche Castrì. Nella posizione di ricevitore Nettuno può contare sull’inossidabile e affidabile Parisi che, seppure ammaccato, con un ginocchio che gli crea problemi, ha stretto i denti, ha saputo sopportare il dolore, non tirandosi mai indietro e, anzi, risultando come battitore più efficace di quanto si immaginasse”.

DIFESA, GLI ESTERNI
La T&A San Marino con Vasquez, Buccheri e Matamoros ha un bellissimo trio, credo che di meglio non si possa pretendere. Nettuno risponde con Leonardo Mazzanti, Duran, Camilo. Ecco, da un punto di vista difensivo, Leo Mazzanti qualcosa sconta rispetto a Vasquez, tuttavia Mazzanti è un giocatore che in questo 2008 ha avuto una grande annata”.

ATTACCO, BOX DI BATTUTA
Due squadre che indubbiamente possiedono battitori di potenza. Nell’una e nell’altra formazione c’è gente dal fuoricampo facile. Tuttavia penso che la chiave della serie potrebbe essere la capacità di eseguire bene, con attenzione, le piccole cose. I dettagli. Tutti conoscono il valore, lo swing dei vari Camilo, Peppe Mazzanti, Duran, Ugueto nel Nettuno, De Biase, Vasquez, Buccheri, La Fera nel San Marino. Però, credo che alla fine la “differenza” starà nella capacità di fare il bunt nel momento opportuno, o il batti e corri o eventualmente portare uomini a casabase con una rimbalzante in campo opposto. Chiaro, che sono due grandi lineup. E’ forte, e si sapeva, quello del Nettuno. E’ in forma spettacolosa quello del San Marino, del quale prendo come uomo-immagine (per indicarne la brillante condizione fisica e mentale) lo straordinario Jim Buccheri, un giocatore che andrebbe filmato e mostrato come esempio di classe e di professionalità a tutti i ragazzini che giocano a baseball”.

ATTACCO, GIOCO SULLE BASI
Nettuno corre in modo più aggressivo, sfruttando al massimo la velocità di alcuni suoi giocatori: Carlos Duran principalmente. San Marino si basa di più sulla tattica del batti e corri e spostare l’uomo. Sicuramente, data l’intensità del gioco nettunese sulle basi, penso che Simone Albanese giovane catcher del San Marino sarà… testato abbastanza in questa serie. Debbo dire che, fino ad ora, Albanese se l’è cavata bene: contro Grosseto si è prodotto in “colti rubando” che ne hanno evidenziato concentrazione, reattività, braccio, precisione”.

In sintesi. Due belle squadre, indubbiamente. Forti in attacco, organizzate in difesa. Sul monte di lancio si fa preferire il Nettuno per i “partenti” e il San Marino come bullpen. A proposito di San Marino: quale strategia verrà usata questa sera in gara1? Manager Bindi affiderà la partenza ancora a Horacio Estrada oppure, a sorpresa, riproporrà titolare Juan Figueroa? La serie finale comincia con un appassionante mistero.

IL PROGRAMMA DELLE FINALI

Venerdì 29 agosto ore 21 (lanciatori stranieri)

Danesi Nettuno-T&A San Marino (arbitri: Cappuccini, Fabrin, Giachi, Giabbani; diretta Rai Sport Più dalle 22)

Sabato 30 agosto ore 21 (lanciatori italiani, anche non di scuola italiana)

Danesi Nettuno-T&A San Marino (Filippi, Giachi, Giabbani, Cappuccini; diretta Rai Sport Più)

Lunedì 1 settembre: gara3 a San Marino (lanciatori di scuola italiana). Ore 21
Martedì 2 settembre: gara4 a San Marino (lanciatori stranieri)
Mercoledì 3 settembre: gara5, se necessaria, a San Marino

Venerdi 5 e sabato 6 eventuali gare 6 e 7 nuovamente allo Steno Borghese di Nettuno.


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