In scena Bologna (stasera a Rimini) e Grosseto (a Parma): la Coppa Italia entra nel vivo. Intanto la dirigenza della Fortitudo riconferma lo staff tecnico e “blinda” Austin per il 2009

28 08 2008

di MAURIZIO ROVERI

Non doveva essere qui, nella Casa dei Pirati di Rimini, per giocare in Coppa Italia. La Fortitudo, fino ad una settimana fa, aveva ben altre ambizioni. Era proietta su altre strade.
La Coppa Italia? A Bologna non l’avevano tenuta neppure in considerazione. La banda di Marco Nanni viaggiava forte, pareva la Ferrari di Massa. Aveva chiuso da dominatrice la regular season: bella, forte, felice, concreta, vincente. E a trasmetterle altre buone vibrazioni l’inizio scoppiettante dei playoff con quel brillante successo per 9-1 contro San Marino, lassù a Serravalle (7-0 già al primo inning).


Una vittoria tira l’altra. Come dentro una favola. Il sapore della magìa. Sembrava destinata a diventare una stagione da record. Era lecito, logico, legittimo, comprensibile sognare lo scudetto. Con Austin, Liverziani, Matos, Cillo, Connell, Bautista, Angrisano, Mazzuca.
Tutto facile, fin troppo, anche l’inizio di gara2 con San Marino. Al Falchi. Ancora un 7-0 sulle prime curve. Che noia…
L’abbiam già vinta anche questa, hanno pensato i giocatori della Fortitudo. E per la primissima volta nella stagione vi è stata una situazione di totale e profonda deconcentrazione. Ma le partite di baseball durano 9 inning. E poi, nei playoff non è concesso distrarsi, deconcentrarsi, svagarsi. Giocatori esperti come quelli del club biancoblù non sarebbero dovuti cadere in questo erroraccio. Dal 7-0 al 7-2, poi 7-3, 7-4… Quelli di San Marino, che sono tutt’altro che sprovveduti, lo capirono. Capirono che la squadra bolognese non era più lì con la testa e che per Matos e compagni la partita era già considerata finita.
Così cominciava la partita del San Marino. E quella clamorosa rimonta: dal 4-9 al 14-9.
Se ne parla ancora, e tanto, nell’ambiente del baseball bolognese.
Come può, come può una squadra perdere una partita che vince 7-0 dopo due inning, e poi concedere agli avverari un parziale di dieci a zero? In una gara di playoff!
Come può una squadra esperta come la Fortitudo perdere la testa così? Come può uno staff tecnico lasciare che tutto scorra senza intervenire in maniera attiva, sveglia, energica, magari inventandosi qualcosa per spezzare i ritmo agli avversari o almeno per innervosire i lanciatori? In queste cose erano dei maghi, ai loro tempi, Giampiero Faraone alla guida del Nettuno e ancor prima il mitico Gigi Cameroni che, quando la sua Europhon era un po’ in difficoltà, usciva dal dugout… settemile volte, andava a fare due chiacchiere con l’arbitro (magari gli raccontava qualche barzelletta), insomma ricorreva a trucchi e trucchetti e malizie.
Ma quella notte al Falchi dormivano tutti, quelli della Fortitudo.
E dopo, li ha catturati un senso di colpa, di frustrazione, il rendersi conto d’aver commesso una boiata pazzesca. E i pensieri negativi hanno preso il sopravvento. All’improvviso la squadra di manager Nanni si è sentita sola, confusa. In testa mille paure. Laddove, per mesi, avevano ballato mille certezze.
E non c’è stata reazione. Mettiamoci anche una flessione di rendimento in battuta (che non doveva capitare proprio nei playoff: insufficiente intensità negli allenamenti dopo la regular season?) ed ecco come clamorosamente è stata gettata alle ortiche una stagione a lungo comandata.
E’paradossale: non giocherà la finale per lo scudetto la squadra che – fino a questo momento – ha vinto il maggior numero di partite in questo 2008!
Trentasette partite vinte (ancor due più del Nettuno, nonostante un round robin del cavolo…) e uscire di scena in semifinale. Assurdo, sconcertante.

La dirigenza fortitudina è riuscita a darsi una spiegazione, ora che l’onda emotiva del misfatto si è già un po’ attenuata?
Dopo questa forte delusione, cosa cambierà in Fortitudo? Lo chiedo a Cristian Mura, il direttore sportivo, l’uomo-mercato che nell’inverno sorso ha avuto il merito di portare a Bologna giocatori come Cillo, Mazzuca, Austin, Angrisano, Bautista.
“Sicuramente dovremo capire che cosa è venuto a mancare, che cosa c’è da cambiare, perché certamente è anomalo un calo improvviso di questo tipo dopo una regular season dominata”.

Cristian, quale idea ti sei fatto?
“Bisogna capire se il rendimento mostrato nei playoff è il nostro reale valore e pertanto, prima, la squadra si era espressa al di sopra delle proprie possibilità, oppure se la nostra dimensione è quella che per mesi abbiamo fatto vedere e che poi non siamo riusciti a mantenere. Occorrerà riflettere, a mente fredda, con valutazioni profonde, sul calo di rendimento che si è verificato e trovarne i motivi. Faremo delle analisi dettagliate su ogni singolo giocatore”.

Lo staff tecnico è in pericolo?
“No. Marco Nanni e i suoi collaboratori saranno riconfermati. Dipende ovviamente anche da loro proseguire o meno. Ma per quanto riguarda la società, c’è la massima fiducia in loro”.

Richard Austin, il più forte battitore del campionato, sarà difficile da trattenere? Chiaro che pretenderà qualcosa di più sul piano economico…
“Austin è un giocatore della Fortitudo e pertanto non giocherà in nessun’altra squadra italiana. O rimarrà con noi, oppure starà negli Stati Uniti”.

Cristian Mura è preoccupato per le conseguenze di questa crudele uscita di scena dai playoff. Teme che la mancata finale-scudetto, che sembrava praticamente sicura, possa avere un brusco e doloroso contraccolpo dal punto di vista economico. Certe porte, che di recente si erano aperte in avvio di playoff, potrebbero chiudersi. E se non ci saranno certezze, se non ci saranno le necessarie risorse economiche per il 2009, la Fortitudo Baseball rischia di dover ridimensionare i propri progetti.
Cosa accadrà? Cosa potrebbe verificarsi nel domani del club biancoblù?
“Potrebbe anche accadere di trovarsi a disputare un campionato rinunciando ai giocatori stranieri, oppure ingaggiarne uno soltanto, il lanciatore. Può anche succedere di dover mettere degli under 21 in prima squadra, se non hai il budget per fare un campionato competitivo”.
“Queste ovviamente sono soltanto ipotesi, pensando a situazioni che spero proprio non si verificheranno. Adesso è ancor presto per parlare di quale sarà il futuro della Fortitudo. Dobbiamo ancora chiudere il bilancio 2008, dobbiamo verificare quello che potrebbe essere il budget per il 2009. Per chi vuole investire nella Fortitudo Baseball le porte della nostra società sono aperte”.

E per avvicinare, sensibilizzare, coinvolgere eventuali sponsor e partners c’è una prospettiva interessantissima a portata di mano: la possibilità di partecipare alla Coppa dei Campioni 2009.
Il possibile ritorno della Fortitudo in campo internazionale attrae, stimola, eccita. Ed è un’immagine che potrebbe calamitare investitori.
La eventuale partecipazione alla principale competizione europea passa dalla Coppa Italia. Già, quella Coppa Italia alla quale nessuno a Bologna pensava. Fino a pochi giorni fa.

Il regolamento prevede un posto in Coppacampioni per chi vince la Coppa Italia, essendovi due posti a disposizione del baseball italiano il prossimo anno (l’altro ovviamente è di chi vince lo scudetto).

Non è poi un percorso così difficile per e pretendenti a questo Trofeo. Considerando infatti che il San Marino (vinca lo scudetto oppure vinca la Coppa Italia) libererà un posto ad una squadra italiana, poiché la società del Titano parteciperà alla Coppa dei Campioni in rappresentanza della Repubblica di San Marino.

Ora dipende dalle motivazioni di Liverziani e compagnia. Si comincia da Rimini. Dalla Casa dei Pirati. Questa sera, giovedì 28 agosto. Per poi trasferirsi al “Falchi” di Bologna domani sera, dove si giocherà – sabato – l’eventuale spareggio. La formazione bolognese è già priva di Matteo D’Angelo, il giovane pitcher richiamato in America dalla Winthrop University (ieri è cominciato l’anno scolastico e fra poco inizieranno anche gli allenamenti della squadra di baseball che partecipa al campionato NCAA I Division.
Contemporaneamente al confronto Bologna-Rimini, è in programma la sfida fra Grosseto e Parma (primo match nella città emiliana). I maremmani sono senza Jairo Ramos, giocatore di cittadinanza italiana, rientrato in Venezuela
Ricordo che in Coppa Italia non possono giocare gli stranieri. Quindi ampio spazio agli italiani: cioè giocatori di scuola italiana e oriundi.

RIMINI, LA STRADA GIUSTA – La prima partita di questa seconda fase è quella in cui è ammessa l’utilizzazione di lanciatori italiani non Asi (vale a dire, gli oriundi) e sarà disputata in casa delle due squadre promosse nella prima fase; venerdì ed eventualmente sabato si giocherà allo “Jannella” di Grosseto e al “Falchi” di Bologna, con lanciatori di scuola italiana e con scelta libera in garatre.
Stasera nel match che si gioca allo stadio Europeo di Parma il Montepaschi Grosseto, coe detto privo di Jairo Ramos, schiera subito Chris Cooper. Il forte pitcher è fermamente intenzionato a riscattare la brutta partenza contro il San Marino (sei punti al 1° inning) di sabato scorso nel match conclusivo del round robin. Gilberto Gerali, manager di Parma, risponderà con Roberto Corradini. Venerdì, invece, duelleranno Ginanneschi e Mori.
Nella Casa dei Pirati romagnola, gli allenatori della Telemarket Romano, Catanoso e Jova si affideranno a Chris Di Roma, mentre Marco Nanni darà la prima pallina a Cody Cillo. In garadue toccherà invece a Fabio Betto e Sandy Patrone.

Decisamente interessante questa sfida che oppone Rimini a Bologna. La Fortitudo deve farsi perdonare un round robin fallimentare che ha vanificato il buono di mesi e mesi (e potrà salvare la stagione soltanto conquistando un posto in Coppa dei Campioni), ma Rimini nella prima fase di Coppa Italia ha raggiunto una sua dimensione. Trovando quegli equilibri, quella tranquillità che le erano mancati durante la regular season. La Telemarket, con i suoi italiani e i suoi oriundi, ha fatto pregevoli cose nelle scorse settimane: ora che ha trovato la strada giusta, non ha alcuna intenzione di fermarsi. Nella prima fase della Coppa Italia i Pirati hanno vinto quattro delle cinque partite disputate, chiudendo con una media battuta di 315 e con una media pgl di 2.89.
Filippo Crociati ha battuto 481. E sul monte Chris Di Roma è ancora a zero di pgl.

Coppa Italia – seconda fase

In campo giovedì 28 agosto ore 21
Telemarket Rimini-Unipol Banca Bologna
Cariparma-Montepaschi Grosseto

Venerdì 29/8 e, se necessario, sabato 30/8
Unipol Banca Bologna-Telemarket Rimini
Montepaschi Grosseto-Cariparma


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7 responses

28 08 2008
braves

e………….come per incanto si parla di coppa italia !!!!!!!!!!!!!!!!!!
sara’ diventata importante dopo l’arrivo del Bologna ?
fino la settimana scorsa era tabu’ parlare di questa manifestazione e infatti su queste pagine web non ne avete mai parlato o perlomeno molto poco,e pensare che almeno qui giocano solo “italiani”.

28 08 2008
Julia

Aver toppato di nuovo ai play off quest’anno potrebbe avere conseguenze disastrose per la società come il NON arrivo di un main sponsor serio…
Dopo tre anni di assoluta crisi play off, la società preferisce riconfermare tutti e tutto…forse voltando le spalle al problema…mi dispiace molto perchè nella – si spera – remota ipotesi che si debbano schierare in campo i giocatori della under 21 classificatasi sesta nel campionato di quest’anno su otto squadre significherebbe probabilmente portare la squadra al livello del Redipuglia…sarebbe veramente la fine per il baseball bolognese che probabilmente non riuscirebbe nemmeno a portare al Falchi quelle poche persone che già vengono ora….
Speriamo che quelle di Mura siano soltanto ipotesi veramente estreme o semplicemente bluff. Non è certo la strada verso il professionismo non voler prendere decisioni anche drastiche ma che aiuterebbero la squadra.
Certo, il campionato è stato per lungo tempo molto bello ma a cosa è servito?!

29 08 2008
Maurizio Roveri

Rispondo a Braves. In realtà, come certamente avrai notato, il servizio era quasi interamente dedicato alla Fortitudo Bologna, per approfondire l’incredibile crollo che ha accusato nel corso dei playoff: è il fatto più clamoroso di questa stagione. Pensa che ha vinto più di qualsiasi altra squadra, ben 37 partite, ed è uscita di scena addirittura con due partite d’anticipo sulla fine del round robin. Una situazione talmente sconcertante da richiedere analisi e valutazioni approfondite, nonchè interviste ai diretti interessati. E poichè la Fortitudo ritornava in campo dopo la debacle, debuttando in Coppa Italia, ho aggiunto una coda dedicata a questa manifestazione.

Io sono (e sono sempre stato) un difensore della scuola italiana, ho sempre sostenuto che la Federazione e le società DEBBONO fare di più per la valorizzazione dei gicatori italiani e, conseguentemente, dei settori giovanili. Altrimenti non ci sarà MAI un salto di qualità. Ho sempre contrastato l’oriundite facile. Negli anni Settanta litigai e anche in maniera decisa con Bruno Beneck che aveva aperto le porte agli oriundi: ricordo partite della Nazionale in cui la lingua ufficiale era l’inglese. Guai se qualcuno avesse osato parlare in italiano… Per lo stesso motivo sono in parziale disaccordo con Fraccari,perchè il mio punto di vista non corrisponde al suo.
Tuttavia, pur difendendo la scuola italiana, credo che la Coppa Italia fatta in questa maniera non serva a nulla. O quasi a nulla. Purtroppo la Coppa Italia – è bene dire la verità – è stata un’invenzione al volo della FIBS quando s’è accorta di avere sbagliato nella formula del campionato. Cioè quando ha capito (con gravissimo ritardo!!!!!!) cher mandando ai playoff soltanto quattro squadre, le altre quattro avrebbero cessato l’attività dopo appena tre mesi! Ed era un assurdo: tre mesi di gioco e nove mesi fermi. La pressione delle critiche (anche MIE e del mio sito, datemene merito) e i malumori dell’ambiente hanno costretto la FIBS a correre ai ripari. Ma con superficialità ha improvvisato una Coppa Italia che, fatta inn questa maniera, non dice niente. E non interessa a nessuno.
Si è voluto valorizzare la Coppa Italia attribuendole un posto per la Coppa dei Campioni 2009? Bene. Ma a questo punto, visto che c’è qualcosa d’importante in palio, si permetta alle società di giocare con la loro miglior formazione possibile. Forse, chissà, qualche club per motivi economici avrebbe ugualmente mandato a casa qualche straniero. Altri no.
Ho visto giovedì sera, nella Casa dei Pirati, la partita fra Rimini e Bologna. Purtroppo, è stato qualcosa di deprimente. Sono uscito dallo stadio al settimo inning perchè era inguardabile. Ho visto di tutto fuorchè del baseball. E spettatori 77.
I ragazzi italiani li ho ammirati per l’impegno, hanno sbagliato parecchio, ma attorno a loro c’era tanta deconcentrazione, tanta demotivazione. Spettacolo zero. Solo noia, una noia mortale. E’ questa la Coppa Italia tanto strombazzata dal presidente della FIBS? Fatta così, rischi di avere un effetto boomerang. E per me rimane la Coppa del nonno.
Poi, è chiaro che ne parlerò. Un po’. Ma con scarsa convinzione.
Purtroppo,mi sto rendendo sempre di più conto che questa Federazione NON HA LE IDEE CHIARE. Non esiste una vera programmazione.

29 08 2008
MiDa

Davvero sconcertante l’incapacità (o la non volontà) della dirigenza Fortitudo di trarre le fila di questi tre anni di crollo nella postseason.
Un recente post di Claudio Adelmi continuava a ribattere la convinzione che lo staff tecnico bolognese sia addirittura il migliore della IBL. Che le cause di tre anni di sgonfiamento al momento topico siano altre. Misteriose.
Ma a me pare siano sotto gli occhi di tutti, e anche di un numero sempre più alto di lettori di questo blog, stanchi di prenderlo in saccoccia.

C’è a mio parere un grosso problema di gestione dell’intera pratica Fortitudo Baseball, un atteggiamento mentale rinunciatario a molti livelli (non solo agonistico), che porta a scelte non abbastanza meditate. Ma è argomento da riprendere eventualmente in altra sede.

30 08 2008
Bob_21

Certo e’ preoccupante…
Direi che e’ ovvio che si debba aspettare la fine di tutti i giochi, compresa quella che viene chiamata, non a torto, la Coppa del Nonno, ma il fatto che si senta parlare solo di riconferme e si abbia l’impressione che non si facciano analisi sull’intera struttura e sui vari compartimenti della Fortitudo, lascia pensare che tutto va bene signora la Marchesa!
Mura deve lavorare forte, lasciamogli spazio, tempo e speriamo… denaro. Quest’ultima voce e’, come ben si sa , determinante: le scelte tecniche e di roster passano da li.
Non vorrei pero’ che Mura, per stare dalla parte dei bottoni, sia disposto a confermare lo staff tecnico attuale, non per convinzione, ma perche’ questo staff da l’impressione di essere malleabile e facilmente gestibile, e quindi non in grado di creargli problemi, lasciando spesso andare le cose da sole.
Questo e’ il difetto e la sensazione che si ha da fuori sulla gestione tecnica.
Nulla di preconcetto contro Nanni , voglio essere chiaro, perche’ magari si scopre che , a parte alcune scelte criticabili in partita , ha fatto il suo e le beghe sono altre.
Ma gestire una societa’ con pezzi grossi e magari aggressivi e rompini, e’ diverso che gestire un team di “amici” consolidati.
Insomma i team si gestiscono con il bastone e la carota, ma ci vuole gente predisposta e che pensa SOLO al futuro della societa’.
Mazzotti era e Rimini ed a Bologna, che voglia dire qualcosa?
Molti tra quelli che tirarono un sospiro quando se ne ando’, ci hanno ripensato, e
questo lo si sente dire sugli spalti ed in campo.
Chissa’ , chissa’
Forza Fortitudo

2 09 2008
Green manalishi

Mah, le (poche) volte che ho visto la Fortitudo quest’anno mi è sembrata una squadra ben educata, compassata, seria, il tutto in linea con lo staff tecnico, gente brava e seria, ma che non mi da l’idea di quel sangue agli occhi che dovrebbe essere trasmesso ai giocatori. Una riconferma immediata a pochi giorni da quello che è stato un bel fiasco (non riesco a definirlo diversamente) per i miei gusti è un pò troppo rapida.
Va bene che da fuori si fa presto a dare dei pareri, ma se io fossi stato la dirigenza, prima di riconfermare a manetta avrei aspettato, anche alla luce dei risultati degli anni passati, ci avrei guardato dentro bene se non altro anche per dare al pubblico l’impressione di aver fatto una valutazione approfondita, poi avrei preso le mie decisioni. Ripeto, parere da esterno, ma che credo di capire sia condiviso anche da altri.

8 01 2009
Willy

E’ necessario un cambio al “vertice” societario. Non avvenendo questo si farà la corsa del gambero. Sono scoppiati.

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