Quando una squadra di baseball è l’orgoglio d’una città intera: Nettuno è pronta a vivere notti magiche con Richetti, Mazzanti, Camilo, Cruz, Carrara. Inseguendo il 18° titolo della sua storia

25 08 2008

di GIOVANNI COLANTUONO

Quattordicesima finale per il Nettuno da quando si disputano i playoff, dal lontano 1986 ad oggi quella che inizierà venerdì prossimo allo Steno Borghese sarà la ventitreesima finale scudetto della storia. Detta in poche parole, il Nettuno non c’è sempre ma quasi! E qualcosa vorrà dire.

Gara uno contro l’Unipol Bologna (la partita di mercoledì scorso) ha decretato il passaggio della squadra di Bagialemani alla finale, in una notte splendida per il baseball nettunese. Stadio pieno, almeno 3500 tifosi sugli spalti, un clima che ha avvolto la squadra l’ha fatta sentire importante per la gente, per la città.

Una città – Nettuno – che sta piano piano cercando di uscire dalla profonda crisi d’immagine, in cui era sprofondata dopo i disastri delle amministrazioni passate. Questa squadra, questi ragazzi guidati da Ruggero Bagialemani sono il simbolo di questa rinascita, di una intera città che vuole tornare a primeggiare nel baseball, per tornare a sorridere. Come c’è riuscito Francesco D’Aniello con l’argento alle Olimpiadi di Pechino. Quella è una grande vittoria, non c’è dubbio! Ma la gente nettunese ha voglia di gridare e gioire con il suo simbolo per eccellenza, il Nettuno BC. Per questo allo Steno Borghese erano in tanti a sostenere Mazzanti e compagni contro il Bologna. Dieci inning sofferti, di grande baseball, di pathos, di tensione, in cui il popolo nettunese ha definitivamente accolto nei cuori un ragazzo nato nella Repubblica Dominicana. Carlos Richetti, un vero leone. Uno con tanto carattere da vendere, uno che si è cucito sulla pelle la casacca del Nettuno. E lo dimostra, ogni volta che sale sulla collinetta. Lancia con il cuore Carlos e ci ha messo l’anima, ha dato tutto quello che aveva nel braccio ed anche oltre. Perché 166 lanci sono tanti, contro una grande squadra, non contro battitori qualunque.

Richetti sta impersonificando quella voglia della città di rivincita, ogni tifoso si riconosce in Carlos, lo sente vicino, si sente forte perché c’è Lui sul monte a guidare il Nettuno. Con Richetti tutti gli altri, il trascinatore Peppe Mazzanti, Carletto Duran che sembra un altro, Luis “Ughetto”, e così via… fino a Ruggero Bagialemani, il condottiero di questo Nettuno. L’ambiente lo ama e lo “odia”, è pronto ad elogiarlo ed a criticarlo, non gli perdona niente. Ma Lui sa quello che vuole, lo scorso anno a Grosseto dopo gara 7 a scudetto perso, un’immagine mi colpì ed oggi acquista ancora maggiore valore. Ruggero guarda verso la tribuna dove erano tutti i tanti tifosi arrivati da Nettuno, e nel momento dello sconforto, della delusione, Ruggero baciò la casacca, la scritta Nettuno sul petto.

Un gesto d’amore verso tutti quelli che erano stati vicino alla squadra, e verso la città. Da quel momento Ruggero è ripartito per costruire questa stagione, che lo ha visto protagonista. Sì, perché il suo Nettuno gioca bene, vince, entusiasma, incarna quello spirito che ha portato 14 volte in finale questa gloriosa società. Il suo Nettuno sta facendo gioire un’intera città.

Ad agosto Nettuno è piena di turisti e qualcuno l’altra sera per strada diceva: “Ma da dove arrivano questi boati?” Era lo Steno Borghese, che esplodeva di gioia. Questo a Ruggero nessuno glielo potrà negare. Lui e il suo gruppo stanno faendo sognare i nettunesi. Vada come vada. Sarà facile poi salire sul carro dei vincitori, ed usciranno fuori in tanti a dire: ”L’avevo detto io!” No, il carro passa ora, prego salire. Dopo, quelli del giorno dopo, resteranno a terra. Ruggero ed il suo Nettuno hanno riportato tanta tantissima gente allo stadio! E venerdì lo Steno Borghese sarà stracolmo per gara1 della serie finale per lo scudetto. Contro San Marino. vuole entrare tutta la città. “Pantera” ed i suoi ragazzi stanno portando in diamante cuore, coraggio e ardore, uno slogan tanto caro ai tifosi nettunesi. Per questo, e non è poco, Bagialemani ed il suo Nettuno hanno già vinto. Prego salire, il carro passa ora. Domani non c’è posto.

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26 08 2008
Alfredo

Doubleplay ha interpretato in pieno lo stato d’animo e lo spirito di noi tifosi nettunesi. Per noi il Baseball rappresenta quello che in tutto il resto d’Italia è il Calcio.
Questi ragazzi sono stati eccezionali,per due anni consecutivi sono approdati alla Finale,vincere è sempre difficile,ma l’amore per questa maglia poi farà il resto. Ruggero da tanti anni è la nostra Bandiera,il nostro orgoglio,la nostra storia,adesso sta combattendo e aiutando i ragazzi a diventare come gli illustri predecessori. Per me sta facendo un grandissimo lavoro, ma del resto i grandi sono così: o si amano o si odiano, da giocatore tutti lo amavano,da allenatore un po meno, però lui è un combattente, non molla tanto facilmente, lui è uno con la pelle dura, è un Nettunese ed è un grande.
Adesso però tocca a voi ragazzi di dverse generazione di Campioni: Schiavetti,Mazzanti,Costantini,Richetti,Parisi,Duran… Tutta la Città è con voi ed anche a San Marino giocheremo in casa.
Comunque che sia uno spettacolo,noi vogliamo questo per prima cosa e poi logicamente che riportiamo il Tricolore a casa.
Ciao a tutti e Forza Nettuno

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