Round robin, il San Marino si ripete, vince anche a Grosseto (1-0, triplo di Buccheri e rbi di La Fera) e vola in finale. Contrasterà lo scudetto alla Danesi Nettuno

23 08 2008

di MAURIZIO ROVERI

E adesso gli Eccellentissimi Capitani Reggenti della più antica Repubblica del mondo, Rosa Zafferani e Federico Pedini Amati, dovranno essere veramente orgogliosi della loro squadra di baseball. Il San Marino targato T&A, realizzando una grande performance allo stadio Jannella di Grosseto (vittoria per 1-0, baseball perfetto) ha saputo guadagnarsi la qualificazione alla serie finale per lo scudetto. James Buccheri, talento e passione, uomo senza età, in assoluto il più forte esterno-centro degli ultimi cinque anni, è l’eroe d’una notte magica. Dove il sogno s’è trasformato in realtà.
Buccheri (40 anni da compiere a novembre, ancora eccellenti riflessi e grande reattività) ruba il tempo ad un lancio dell’ottimo Mikkelsen e lo castiga con una battuta a destra che diventa un triplo. Si apre così, con questo squillo del vecchio drago sammarinese, il sesto attacco dei Titani. Buccheri è il leadoff, non ci sono out, è un gioco da ragazzi per Seth La Fera produrre una voltata di sacrificio che permette alle veloci gambe di Buccheri di volare a casabase. In realtà, la battuta di La Fera è un attimino corta e l’esterno centro del Montepaschi Grosseto, Andrea De Santis, si produce in una buona assistenza a “casa”. Ma Buccheri arriva salvo, perché è veloce e nell’occasione viene aiutato anche da un’incertezza del catcher Kelli Ramos. 1-0 per il San Marino. E il risultato resterà inchiodato così fino al termine di nove appassionantissimi inning, perché il San Marino propone una difesa magistrale e respinge ogni assalto del Grosseto. Sul monte di lancio i pitchers stranieri della squadra sammarinese hanno il totale controllo della situazione e non concedono quasi nulla al lineup maremmano.

E’ “shutout” per i lanciatori de San Marino: Grosseto chiude a zero, accusa la seconda sconfitta consecutiva (dopo quella per 3-2 di mercoledì sul Titano) e lascia la scena. I campioni d’Italia escono dai playoff in semifinale, abdicano, perdono il trono.

Il clamoroso esonero di Mauro Mazzotti, una decina di giorni fa, aveva prodotto una “scossa” che però si è presto sgonfiata riveladosi soltanto un’illusione. Troppo poco incisivo, il Grosseto. Non ha avuto la forza necessaria per andare avanti. Anche San Marino ha battuto pochino pochino (4 valide, come il Montepaschi), però ha avuto il merito di cogliere e sfruttare al massimo l’attimo giusto. Il triplo con cui Buccheri ha aperto il sesto inning è stato l’episodio decisivo, il momento-chiave. La prodezza che ha consegnato la partita nelle mani dei Titani, in collaborazione con La Fera che non ha sbagliato la volata di sacrificio.

Manager Bindi ha giocato con sapienza le sue carte. San Marino ha fatto felice uso di una strategia che soltanto il Club del Titano utilizza nel campionato italiano. I 3 lanciatori stranieri. Preferendo rinunciare ad uno straniero in campo. Lo staff tecnico sammarinese ha affidato la partenza a Horacio Estrada, chiedendogli inning di qualità più che di quantità. Estrada, concentrato, ha assolto bene il compito assegnatogli: 3.2 riprese lanciate, con 1 so, 2 bb, 3 bvc, 0 pgl. E poi… vai con Juan Figueroa: anche per lui 3.2 riprese lanciate e la fastball del dominicano ha annientato l’attacco del Montepaschi. I “numeri” di Figueroa indicano chiaramente le atroci difficoltà dei battitori grossetani: 3 so, 2 bb, 1 bvc, 0 pgl. E’ stato lui il lanciatore vincente, perché durante il suo… regno San Marino ha segnato il punto decisivo. “Salvezza” per l’intramontabile e bravissimo Brian Looney, straordinario closer: 1.2 rl, 1 so, 0 bb, 0 bvc, 0 pgl.
Lo stadio di Grosseto porta bene a Juan Figueroa: è allo Jannella che nel 2006 Figueroa firmò una partita “completa shutout” proiettando la piccola Repubblica del Titano sul tetto d’Europa.

Ieri sera anche i lanciatori del Montepaschi hanno prodotto buone prestazioni, costringendo ad esempio un Vasquez a 0 su 2, Rovinelli a 0 su 3, Matamoros a 0 su 2.
Lincoln Mikkelsen, sorretto dal suo sempre grande orgoglio e da una resistenza impressionante (per lui che è del luglio 1965), ha tenuto il monte per 8 inning e 118 lanci. Realizzando 6 strikeout e concedendo 2 basi su ball, 4 valide, 2 colpiti e 1 pgl.
Anthony Ferrari (0.2 rl) e Leonardo D’Amico (0.1 rl) hanno chiuso la partita senza concedere punti né valide.
Solida difesa del Grosseto, però la squadra toscana non è stata sufficientemente concreta in attacco.

San Marino in finale. Per la seconda volta nella sua storia. Il club del Titano, fondato nel 1985, arrivò a contendere lo scudetto alla Fortitudo Italeri Bologna cedendo dopo un estenuante braccio di ferro soltanto in gara7 (lo spareggio).
Stavolta la Repubblica di San Marino incrocia la strada del club mitico per antonomasia del baseball italiano: il Nettuno.
Sarà una finale inedita, che solleverà forte curiosità. E anche tanto interesse per grandi duelli come quelli – in attacco – fra Peppe Mazzanti e Max De Biase, Juan Camilo e Wuilliams Vasquez, i velocisti Carlos Duran e James Buccheri, e poi in difesa i duelli fra i catchers Parisi e Matamoros, fra i shortstop Ugueto e La Fera (senza dimenticare le magìe di Sheldon). E sul monte di lancio l’accoppiata Cruz-Florian contro il trio Estrada-Figueroa-Looney, mentre il veterano e prestigioso Carrara (10 anni di Major League) verrà sfidato dal ragazzo-prodigio di questo campionato, il ventitreenne italobrasiliano Tiago Da Silva, debuttante in A1, in possesso di un “cambio” che manda fuori tempo tutti (o quasi tutti) i battitori. Il mestierante Martignoni con orgoglio lancerà il guanto di sfida al più forte pitcher del campionato, Carlos Richetti.
La serie finale fra Nettuno e San Marino (che comincerà il 29 e 30 agosto) ci presenterà anche un derby in famiglia: il confronto tra il quasi venticinquenne Francesco Imperiali e suo fratello minore Renato (20 anni) “rivelazione” nel Nettuno di manager Bagialemani.

Ieri sera al Falchi di Bologna i nettunesi si sono… allenati per 2 ore e 44 minuti nella prima delle due ininfluenti partite con la Fortitudo Unipol Banca. Giustamente, in vista delle finali per il titolo, Bagialemani ha tenuto a riposo Parisi, Cruz, Leonardo Mazzanti e,parzialmente, Tavarez. presentando una formazione “sperimentale” con i giovanissimi Medoro, Mandolini, Catanzani, Retrosi, il ritorno di Ambrosino, Mariani sul mound a rilevare uno svogliato Fraylin Florian (10 valide e 7 pgl in 5 inning). Vittoria limpida (ma inutile) di Bologna: 9-3. Con 2 valide e 2 rbi a testa per Liverziani, Bautista, Pantaleoni.

Si rigioca stasera. E sarebbe utile che Marco Nanni, timoniere fortitudino, cominciasse a collaudare la formazione “italiana” che dalla prossima settimana sarà impegnata in Coppa Italia (dove i giocatori stranieri non sono previsti).

Ultima annotazione: trattandosi di partite ininfluenti, poteva essere una buona occasione per curare un po’ la “promozione”. Sarebbe stato un’idea apprezzata l’ingresso libero. Invece sono rimasti i prezzi a 10 euro! Un’occasione persa. Gli spettatori? Poco più di duecento, ovviamente…


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7 responses

23 08 2008
prince

Bologna e Grosseto fuori, Mazzotti a casa. Situazioni che meritano una riflessione. Tre anni di gestione Nanni a Bologna, la solita musica: Fortitudo che primeggia in regular season (o addiritttura la domina… ) per poi calare regolarmente le braghe nei play off.
Al Grosseto non e servito mandare a casa il manager dell’ultimo scudetto che non sarà simpaticissimo ma ha disputato 5 finali negli ultimi 5 anni di cui 3 vinte (e un altro titolo lo aveva vinto nel ’99). I risultati dimostrano che la professionalita prevale sulla simpatia. Ci pensi il Grosseto. E per quanto riguarda Nanni, ccredo che farebbe bene a dimettersi.

23 08 2008
paolo palmieri

Bene , Nettuno campione d`Italia e San Marino campione di San Marino……stagione finita !

23 08 2008
Stefano59

Ci sarebbe molto da dire su Mazzotti!
Quest’ anno ha avuto la possibilità di costruire una squadra con dispendio di mezzi notevoli, che ha fatto?
con 12 lanciatori ha perso la Coppa dei Campioni (dopo le 2 annate precedenti) per aver lasciato il partente con 130 lanci contro il 4° in battuta degli olandesi, partita persa a 1 out dalla fine!
Ha preso un sacco di utility (rimasti poi in panca a godersi le vacanze nel BelPaese) e poi per rimediare all’ infortunio dell’ interbase ha preso Ust a gettone (tanto i soldi non mancano!). Poi in Coppa per infortunio a Kelly Ramos ha dovuto reinventarsi Bischeri catcher che non aveva giocato manco una partita in campionato, oppure con Sgnaolin in crisi, non c’ è stata alternativa per rimediare al suo pessimo rendimento nel round robin!
Aveva perso lo scudetto 2006, dopo aver permesso a Rimini di rientrare in partita regalandogli l’ ultima di campionato, per perdere contro i Pirati (per niente riconoscenti!) per colpa dell’ interbase Gutierrez (ecchè l’ho messo io in campo?). Giova ricordare che nel 2004 (quando Mazzotti allenava a Bologna) nella finale persa col Grosseto, Solano che ebbe un rendimento pessimo (1 su 17 se non erro) dopo 4 partite fu messo in panca: quella mossa non servì ma almeno ci aveva provato.
Se poi si ricorda che Mazzotti stava per perdere pure lo scudetto dello scorso anno, portando il Nettuno da 5 a 0 a 5-4, con l’ uomo in 2a e il miglior battitore nella serie (Schiavetti) nel box…….
Insomma, per uno che era venuto esclusivamente per vincere non c’ è male!
Mi sa che invece di prendere tanti oriundi di dubbia capacità, forse sarebbe meglio investire su qualche allenatore americano che potrebbe insegnare molto in tema di mentalità e tecnica, anche per i più giovani…..

24 08 2008
prince

Tutti gli allenatori e le situazioni sono discutibili nel baseball quindi si fanno riflessione per quanto riguarda i risultati conquistati sul campo. Dico solo: Mazzotti,che sicuramente è discutibilissimo sul piano dei rapporto ma quanto a organizzazione e professionalita non è secondo a nessuno, negli ultimi 5 anni le sue squadre in finale le ha sempre portate. Poi, di finali ne ha vinte e ne ha perse ma bisogna comunque arrivarci per tentare di vincere lo scudetto. Partito sempre tra i favoriti per il titolo, ha dimostrato di saper pilotare la sua ´Ferrari´ cosa che non e riuscita ad esempio a Nanni. 3 anni tra i favoriti e nemmeno una finale.

25 08 2008
Claudio Adelmi

Intervengo (dal mar libico) stimolato dalle considerazioni di Prince e quelle precedenti di MiDa e Bob21, oltre che degli altri appassionati bolognesi come Stefano59, Wadi e altri che sicuramente dimentico, che espongono opinioni sempre educate e legittime, poi per fortuna non siamo obbligati a pensarla tutti nello stesso modo.
I risultati hanno dato ragione a chi nutriva dei dubbi. La stagione comunque continua perche’ il traguardo coppa Italia e’ importante in chiave europea. Al termine di questa fase e’ giusto che si apra una riflessione per capire il motivo per cui, arrivati ai playoff, la squadra accusa un calo di rendimento.
Continuo a credere che questo non dipenda, per lo meno in via principale, dal manager e dal suo staff tecnico, che continuo a ritenere i migliori nel lotto delle squadre IBL.
Abbiamo nel nostro baseball fior fior di manager che da anni non vincono scudetti e coppe, altri che magari li hanno vinti ma successivamente sono stati rimossi dal loro incarico, evidentemente perche’ non ritenuti piu’ all’altezza dalle loro dirigenze.
Non e’ vero che Nanni ha avuto in questi tre anni una Ferrari, bensi’ una delle migliori sei auto in circolazione. Nel 2006 sarebbe stato un miracolo vincere lo scudetto, visto tutto quello che e’ successo, nel 2007 a mio avviso la squadra aveva pesanti lacune “strutturali”; ovviamente e’ una mia opinione. Nel 2008 tutti gli addetti ai lavori ponevano i biancoblu come una squadra che doveva lottare con Parma e San Marino per il quarto posto utile ai playoff.
In realta’ la squadra si e’ rivelata molto piu’ forte di quanto prevedessero gli esperti, e anche a Bologna probabilmente qualcuno si e’ stupito favorevolmente, soprattutto delle prestazioni degli stranieri e di altri nuovi arrivi. Effettivamente l’uscita di scena quest’anno e’ piu’ amara.
Non sottovalutiamo tuttavia la forza del Nettuno e dello stesso San Marino, squadra che io ho sempre apprezzato, per il valore tecnico e per lo spirito che i giocatori di Bindi mettono in campo. Bravi loro a farsi trovare pronti in questo momento.
Noi ci riproveremo l’anno prossimo e abbiamo tutto il tempo per quella riflessione che a mio parere va fatta.

Ovviamente tutte opinioni strettamente personali.

Saluti a tutti.
Claudio Adelmi

28 08 2008
Bob_21

Ti vogliamo bene ,CLAUDIO, caro e volenterosissimo addetto stampa Fortitudo.
Grazie ancora per il tuo lavoro importante.
Magari qualche federale prendesse spunto e copiasse!

Ma per quanto riguarda la squadra, credo che sia doveroso e sicuramente determinante valutare tutto quello che puo’ avere inciso in un risultato negativo, dopo una regular a toni altissimi.

Forse potrebbero essere successe cose che non possiamo sapere da fuori, ma non credo.
Credo in quello che ho visto, un crollo verticale quando contava, in tutti i reparti. E se la psicologia conta, e una squadra tracolla per 14-9 in gara stranieri col San Marino , allora abbiamo forte bisogno di terapie.
Nel 2003 il Grosseto in gara 1 ci travolse a Bologna, ma poi non hanno visto che la targa….
Il primo bersaglio dei tifosi e’ il tecnico, e spesso non si sbaglia. Ma, caro Claudio, se il 2006 mi trova d’accordo, non sono d’accordo sul 2007 e 2008.

Qualcosa si e’ rotto e va imputato alla gestione, non solo durante il round robin ma della/e stagioni.
Strategie ed uso del roster non hanno soddisfatto da fuori e qui il responsabile e’ in primis l’allenatore ma devo aggiungere che la verita’ va cercata fra reparti e persone:
Dirigenza, manager, tecnici,direttore sportivo, giocatori, valori tecnici poi bullpen , attacco, preparazione atletica, spogliatoio, servizi ed assistenza,
rapporti con giocatori, presenza nei momenti decisivi.
Non e’ il momento di parlare di dimissioni o licenziamenti, e’ il momento di trovare nelle varie voci, quello che non ha funzionato.
Per rispetto di tutti e soprattutto dei tifosi, compreso quei pochi fanatici che erano presenti anche nelle 2 partite inutili col Nettuno, e per non farci ancora del male in futuro.
Altrimenti anche quei pochi fedeli andranno a vedere il Bologna FC o magari a farsi una tagliatella, con buona pace dei sacrifici della societa’ e dei suoi componenti.

28 08 2008
Bob_21

Aggiungo in coda al mio post precedente, che l’analisi va fatta ed a fondo, senza rifugiarsi dietro al paravento del:
– puo’ capitare il periodo no
– in fondo abbiamo fatto di piu’ di quel che si pensava ll’inizio
– siamo soddisfatti egualmente della stagione
– in realta’ gli altri son + forti
– niente di grave
etc etc (altre baggianate non mi vengono al momento).
Questo per non essere fraintesi e per ribadire che si puo’ vincere anche senza la Ferrari, a volte, Rimini insegna!
SEMPRE FORZA FORTITUDO !

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