Round robin, 3° turno: Nettuno balza in finale-scudetto, Bologna eliminata. Richetti 13 K. Decide al 10° inning una valida di Camilo (3-2). San Marino inizia bene la sfida con Grosseto, fuoricampo di Matamoros per il 3-2. Lanciatore partente Martignoni, vincente Peter Nyari

21 08 2008

di MAURIZIO ROVERI

Nettuno in finale con il suo strepitoso Richetti (13 strikeout) e con la valida decisiva di Camilo al 10° inning, Bologna già eliminata quando mancano ancora due turni al termine del girone di semifinale, mentre San Marino (Martignoni lanciatore partente e grande chiusura di Peter Nyari) si porta in vantaggio nel braccio di ferro con il Grosseto.
Un vero “mercoledì da leoni”, che ha proposto – in apertura dell’ultima settimana del round robin – due partite di straordinaria intensità. Emozioni forti come solo il campionato sa dare, quand’è giocato a questi livelli.

Notte di grande pathos e di magìa per la gente di Nettuno. Al decimo inning d’una sfida vibrante, vissuta per tre ore e trentacinque minuti con il fiato in gola dai 3500 spettatori presenti allo “Steno Borghese”, la mazza di Juan Camilo fa volare la Wilson inafferrabile nella zona sinistra dello stadio nettunese: è la battuta valida più importante di questi mesi per la squadra di Ruggero Bagialemani. E’ la prodezza che permette a Luis Ugueto (in seconda su errore di tiro del catcher Angrisano) di raggiungere casabase. Punto della vittoria: 3-2 per la Danesi Caffè che balza nella serie finale per lo scudetto. Dove arrivano soltanto i “duri”.

La Fortitudo Bologna si batte valorosamente, porta il Nettuno all’extrainning, ma cede. Ed è la quinta sconfitta in sette gare di questi playoff per quella che era stata la reginetta della regular season, la squadra capace per mesi di esprimere il baseball più bello d’Italia. Quando, poi, si è trattato di “fare la guerra” la squadra bolognese s’è fatta trovare impreparata.
Abituata a vincere sempre (o quasi), da aprile fino alla prima settimana di agosto, rendendosi (per propri meriti) la vita agevole, la Fortitudo non ha saputo avere una reazione positiva a quella clamorosa sconcertante sconfitta casalinga contro il San Marino quando, in vantaggio 7-0 e poi 9-4, si trovò con un pugno di mosche in mano e una sconfitta inspiegabile: 9-14. Tutte le certezze che per mesi hanno accompagnato Liverziani e amici si sono – a quel punto – trasformate in dubbi e paure. Da quel momento il campionato ha perso la “vera” Fortitudo. Smarritasi dopo avere mangiato la polvere.
Ieri sera il gruppo di Marco Nanni ha affrontato con determinazione il Nettuno, resistendo orgogliosamente e rimontando lo svantaggio iniziale (1-0 Nettuno al secondo inning). Però in certi momenti-chiave non ha saputo dare concretezza al proprio gioco. Incapace di sfruttare ghiotte occasioni. Come al sesto attacco quando, su singolo di Connell, Austin è arrivato in terza base. C’era un solo out. Ma Angrisano si è fatto eliminare al volo e Gasparri s’è fatto mettere strikeout. La Fortitudo Unipol anche al nono inning ha lasciato “morire” un corridore in terza (Angrisano), con 2 out, perché Pantaleoni non ha saputo far di meglio che battere sull’esterno centro per una comoda eliminazione. E presumibilmente farà anche discutere quel tentativo di Angrisano di arrivare a casabase, al quarto inning, eliminato da un’assistenza dell’esterno sinistro Leo Mazzanti a Parisi. C’erano due out e la Fortitudo in quell’attacco aveva già segnato due punti: è stata troppo ingorda?

Al di là dello spirito apprezzabile con la quale si è battuta, la formazione bolognese ha confermato i suoi limiti attuali nel box di battuta: da salvare soltanto Angrisano (3 su 4), Connell (2 su 4) e anche Gasparri per il punto battuto a casa. Ma i primi quattro uomini del lineup hanno prodotto in totale una sola validuzza, autore Liverziani nell’extrainning (Bautista 0 su 4, Mazzuca 0 su 5, Liverziani 1 su 3, Austin 0 su 4). Da aggiungere poi alla lista dell’inconsistenza lo 0 su 4 di Bonci e di Pantaleoni.
Se la Fortitudo ha saputo reggere a lungo l’urto con il Nettuno, portandolo al decimo inning, il merito è dei lanciatori: particolarmente di Fabio Betto (5.1 riprese lanciate, 1 so, 1 bb, 5 bvc, 2 pgl) e di Matteo D’Angelo (2 rl, 3 so, 1 bb, 1 bvc, 0 pgl).

Nel Nettuno ancora una prestazione enorme, colossale di Carlos Richetti. Il quale ha tenuto il monte per 9 inning e 166 lanci, confezionando 13 strikeout! Una partita da leader, da trascinatore, da numero uno. Ha concesso davvero poco: 4 basi su ball, 6 valide, 1 pgl.
Sta disputando un campionato strepitoso, Carlos. Per qualità, regolarità, controllo. Lui che qualche anno fa lanciava balls in abbondanza, adesso è un pitcher di totale affidabilità. Ieri sera, su 166 lanci, ben 108 sono stati strike. Superlativo. E’ diventato un protagonista, con la sua applicazione, ma grazie principalmente al lavoro intenso e meticoloso portato avanti in questi ultimi due stagioni dallo staff tecnico del Nettuno. Ad esempio, prima di arrivare nella “città del baseball”, Richetti non sapeva usare il “cambio di velocità”. A Nettuno l’ha imparato. Sta imparando inoltre a disciplinarsi, a gestire meglio i nervi e le emozioni: sotto questo aspetto, ha compiuto quest’anno un grande salto di qualità.

Bravissimo Richetti in questa partita, per la resistenza che ha dimostrato. Un duro, davvero. Ma un “bravo” lo merita pure Marco Costantini, che è entrato al decimo inning. E non è certo il massimo della vita per un “rilievo” salire sulla collinetta e dover immediatamente affrontare il turno forte della squadra avversaria, con il risultato in bilico. Immaginatevi poi in questa circostanza, con tutta la pressione che c’era. Nel momento più delicato della stagione del Nettuno, Marco Costantini ha dimostrato lucidità, calma, freddezza, controllo. Ha messo strikeout Bautista (un K guardato…), ha messo strikeout Mazzuca, ha concesso un singolo a Liverziani e ha concluso il suo ottimo lavoro facendo battere male Austin sul seconda base. E poiché nella seconda parte del 10° la Danesi Caffè ha realizzato il punto decisivo, è proprio Costantini a risultare per le statistiche il lanciatore vincente. Manager Bagialemani l’aveva tenuto a riposo sabato scorso, immaginando che avrebbe avuto bisogno del braccio di Marco per vincere la partita che vale la finale. E così è stato.
I tre punti del Nettuno sono stati battuti a casa da Giuseppe Mazzanti con il suo “solo homer” del secondo inning, da Schiavetti e da Camilo.

Nella gara, anch’essa equilibratissima, sul diamante sammarinese di Serravalle appassionante duello fra due veterani del mound con le loro tattiche e le loro astuzie. Luca Martignoni, schierato in quest’occasione come “partente” dallo staff tecnico dei Titani, e Emiliano Ginanneschi capitano coraggioso del Grosseto, hanno tenuto sotto controllo gli attacchi. Due vecchi draghi dalle curve velenose. Martignoni s’è fatto soprendere al quarto inning da Kelli Ramos che, con Jairo in prima, ha spedito la pallina oltre la recinzione: fuoricampo da 2 punti. Dopo, ha concesso solo briciole (4 valide) fino a quando ha lasciato il monte a Nyari. Sull’altro fronte, un preciso e sereno Ginanneschi concedeva solo 3 valide (e nessun punto) nei primi cinque attacchi del San Marino. A soprenderlo per primo, nella sesta ripresa, è stato La Fera con un singolo al centro. Poi, la valida di Max De Biase a sinistra, per il punto di Buccheri (che era stato mandato in base su ball). 1-2 il punteggio. Era il segnale del sorpasso sammarinese, che arrivava al settimo inning: con 1 out (Sheldon), Francesco Imperiali batte un singolo a sinistra, Albanese va strikeout ed è il secondo eliminato, ma… Adolfo Matamoros “battezza” un lancio di Ginanneschi e spedisce la pallina fuori. Homerun a sinistra, da 2 punti. 3-2 per la squadra della Repubblica del Titano.
Poi, interessante mossa tattica del San Marino che, per difendere il vantaggio, negli ultimi inning rinforza la difesa spostando Matamoros dall’esterno a catcher (ottima, comunque, è stata dietro il piatto di casabase la prestazione di Simone Albanese, autore di due “colti rubando” nei primi due attacchi del Grosseto).

Ecco nel finale entrare in scena l’altro protagonista del successo sammarinese: Peter Nyari. Il closer sale sul monte al settimo inning (dopo un doppio di Bischeri contro Martignoni), viene a trovarsi con Bischeri pericolosamente in terza e 1 solo out (sacrificio di Sgnaolin). Ebbene, Nyari esce alla grande dalla imbarazzante situazione realizzando due strikeout consecutivi (ai danni di Andrea De Santis e di Nunez).
Ottavo attacco maremmano: Nyari mette strikeout anche Dallospedale, poi fa battere male Marval e Kelli Ramos.
Nono inning: sugli ultimissimi assalti del Montepaschi il closer del San Marino lascia al piatto Ermini, costringe Bischeri ad una battutina in diamante ed è lui stesso a firmare l’ultimo out (su Avagnina) andando a coprire la prima base e ricevendo l’assistenza di Rovinelli.

Ora il Grosseto porta la serie in Maremma e allo Jannella, venerdì e sabato, dovrà cercare di ribaltare la situazione se vorrà accedere alla finale. Ininfluenti invece saranno le due partite in programma al Falchi di Bologna: in questa sfida il verdetto è già stato emesso.


I RISULTATI DEL GIRONE DI SEMIFINALE ( 3° turno, gara1):
T&A San Marino – Montepaschi Grosseto 3-2
Danesi Nettuno – Fortitudo Bologna Unipol Banca 3-2 (10°).

Classifica: Nettuno 714 (5-2), San Marino 571 (4-3), Grosseto 429 (3-4), Bologna 286 (2-5). Nettuno in finale.

Venerdì e sabato (ore 21): Montepaschi Grosseto-T&A San Marino (gara2, diretta Tv su Maremma Channel 914), Unipol Banca-Danesi Nettuno (gara3, dir. http://www.fibs.it)


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One response

21 08 2008
gideon12

Bravi lo stesso. Io che ero a Nettuno, ho visto una squadra che ha lottato fino all’ultimo, vendendo cara la pella. Ottima Fortitudo ieri sera, peccato non aver giocato così anche contro il San Marino. Speriamo con la Coppa Italia.

Il mio sito web: http://www.grandeslam.wordpress.com

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