Round robin, stasera gara7 (ore 21): San Marino-Grosseto è un primo spareggio, Bologna con le spalle al muro, Nettuno cerca allo “Steno Borghese” la vittoria che vale l’accesso alla finale-scudetto

20 08 2008

di MAURIZIO ROVERI

Un mercoledì da leoni. Lo chiede Ruggero Bagialemani al suo Nettuno che con una vittoria stasera volerebbe nella serie finale per lo scudetto; lo chiede Marco Nanni alla sua Fortitudo che si trova clamorosamente con le spalle al muro e insegue la missione quasi impossibile di vincere tre partite contro i nettunesi (a cominciare da questa in programma allo Steno Borghese) per evitare una sconcertante eliminazione. Un mercoledì da leoni: lo chiede Doriano Bindi (squalificato stasera) al suo San Marino che cera di sorprendere anche il Grosseto dopo le due performances realizzate a Bologna e la partita vinta sabato scorso a Nettuno. E lo chiede ovviamente Paolo Minozzi, il manager maremmano che ha rimpiazzato l’esonerato Mazzotti e che (in collaborazione con due campioni come Jairo Ramos e Lincoln Mikkelsen) ha rilanciato il Montepaschi Grosseto.

Appassionante, coinvolgente, pazzesco round robin. E’ accaduto un po’ di tutto, dall’improvvisa crisi d’identità di un Bologna che aveva dominato tutta la regular season alla “cacciata” di Mauro Mazzotti da Grosseto.

Arrivo in volata. Grande pathos. Questa è la bellezza del campionato! E spero che la Federazione ne tenga conto e abbia un “programma” per valorizzare sempre più la IBL in futuro. Perché non c’è niente di più coinvolgente e trascinante di un campionato (che magari un giorno presenterà più squadre, in rappresentanza di un maggior numero di regioni) in grado di appassionare, offrire emozioni e spettacolo settimana dopo settimana e se possibile almeno per cinque mesi, catturare pubblico, avvicinare nuovi sponsor. Difficile? No, se ci si crede davvero e se esisterà un “piano” ben definito. Indicativo il segnale che viene dall’attuale campionato che, seppur troppo corto, ha offerto e soprattutto sta offrendo forti emozioni.

Chi disputerà la finale-scudetto? Si arriva alla settimana conclusiva del girone di semifinale con questo interrogativo. E dunque in una situazione dove non c’è ancora nulla di definito e potrebbe esserci ancora tanto di imprevedibile. Bello. E se la formula di questo girone di semifinale avesse previsto anche un “ritorno” (quindi altre nove sfide in più) sarebbe stato il massimo della vita.

La classifica alla vigilia degli ultimi trittici: Nettuno 4 partite vinte e 2 perse; San Marino e Grosseto 3 vinte e altrettante perse; Bologna 2-4.

Ebbene, l’ultimo turno del round robin propone un duello da batticuore fra Grosseto e San Marino. Che sono alla pari in classifica. Scontro all’insegna del “mors tua, vita mea”. Si parte stasera dal diamante sammarinese di Serravalle con la partita dei lanciatori di scuola italiana, poi ci si sposterà venerdì e sabato allo Jannella maremmano.

San Marino ci prova, ci crede. Solitamente le partite dei pitchers di scuola italiana le perde. Di mercoledì non ha mai vinto, avendo ceduto sul proprio campo prima contro la Fortitudo e poi contro il Nettuno (viceversa, i Titani hanno vinto due volte al Falchi e una volta allo Steno Borghese). Questa sera ci sarà presumibilmente una variazione tattica. San Marino cambierà il lanciatore “partente”. Affidandosi all’esperienza, al controllo, alle fastidiose curve di Luca Martignoni, attualmente in buona forma: 1.93 di media-pgl nei 9.1 inning lanciati da rilievo. Lo staff tecnico sammarinese lo considera attualmente più affidabile del giovane Matteo Tonellato, 2 inizi di partite per un totale di 2.1 riprese lanciate e 2 sconfitte, media pgl di 42.43 (l’impatto del ventenne Tonellato con i playoff è stato decisamente brusco). Ecco perché San Marino decide di cambiare strategia, aggrappandosi all’esperienza di Martignoni e confidando nel recupero di William Lucena, l’uomo-mercato dell’inverno scorso, il pitcher ex-Modena che da italiano avrebbe dovuto fare la differenza e che invece è stato un… mistero per tutta la regular season. Non s’è quasi mai visto. Nei playoff, però, ha tirato 5.1 inning con un incoraggiante 1.69 di media pgl. Poi c’è Peter Nyari, che è in grado per un inning o due di fare cose decorose. Se necessario, può salire sul monte l’interbase Seth la Fera.
Insomma, San Marino ha diverse carte da giocare per cercare di vincere questa gara e portarsi in Maremma in una situazione di vantaggio.

Ma… il Montepaschi attuale è rilanciato, è carico, motivatissimo. Aveva sbandato sulle prime curve dei playoff, stava andando fuori strada (appena 5 punti segnati, e 13 subìti, nelle tre partite d’avvio), poi ha cambiato il pilota e la macchina dei campioni d’Italia ha ritrovato il suo assetto. L’effetto psicologico dell’esonero di Mazzotti ha prodotto quella “scossa” che la dirigenza grossetana sperava. E’ cambiata l’atmosfera allo Jannella. Soprattutto, la squadra ha recuperato quella serenità che era andata perduta. Risultato? Ventun punti realizzati (e appena sette concessi) nelle ultime tre partite. La differenza di rendimento, come queste cifre testimoniano, è evidente.

Il Grosseto si trova in emergenza sul monte di lancio nella partita degli “italiani” (non ha quasi mai avuto Riccardo De Santis in questo campionato, gli sono andati via i giovanissimi Panerati e Lucati partiti per l’avventura professionistica negli Stati Uniti). Eppure… questa è la partita che il Montepaschi riesce sempre (o quasi semprer) a vincere. Perché? Perché il suo vecchio coraggioso capitano, Emiliano Ginanneschi, sta facendo grandi cose. Oltre ogni previsione. Tornato ad essere lanciatore “partente” (lui che s’era specializzato a fare il closer), s’è sentito coinvolto e responsabilizzato in questa situazione d’emergenza. Trasformandosi nell’uomo della provvidenza. Ha annullato il lineup di Bologna una settimana fa, concedendo solo briciole alla reginetta della regular season.
Ginanneschi testa e cuore. Saprà ripetersi anche a San Marino questa sera?
Paolo Minozzi, il manager del Montepaschi, è personaggio che non ha peli sulla lingua. Parla schietto. In una recente intervista a Il Tirreno (riportata dal sito del Bbc Grosseto) Minozzi dichiara: “Mazzotti fisicamente non ha lasciato niente, perché non ci ha detto una parola dopo la sua uscita di scena, ma noi siamo andati avanti. Eravamo un gruppo, anche se lui non se n’è accorto”.
“Mazzotti ha messo in piedi una ottima organizzazione che va mantenuta. Sulla conduzione delle partite posso solo dire che non si può, ad esempio, programmare un bunt: ci sono cose che si sentono a pelle, durante la gara. Ma Mazzotti è il passato. Il presente si chiama San Marino e solo su questo dobbiamo concentrarci”.

Nettuno è pronta a vivere una serata di magia. Vuole festeggiare. Alla squadra di Bagialemani basta una vittoria, una sola vittoria nel trittico contro Bologna, per accedere alla serie finale. Stasera si gioca allo Steno Borghese. Ed è la gara dove il Nettuno va solitamente sul sicuro, perché in scena c’è lo strepitoso Carlos Richetti di questa stagione. Ancora a zero di PGL in questi playoff. E se necessario il manager nettunese può mandare sul monte un Marco Costantini dal braccio fresco, fatto riposare appositamente in vista di questa partita.

La Fortitudo Bologna si trova con le spalle al muro. Situazione inimmaginabile una decina di giorni fa. Per risorgere, e rimediare al crollo vertiginoso accusato, deve vincere tutte tre le partite con la Danesi: stasera a Nettuno, poi venerdì e sabato al Falchi.
Leggiamo dal sito della Fortitudo Baseball: “Non si possono vincere tre gare senza vincere la prima. Tutta l’attenzione è dunque sulla sfida di mercoledì a Nettuno che vede la Fortitudo opposta a Carlos Richetti, molto in forma ultimamente ma già sconfitto da Fabio Betto nel sesto turno della regular season”.

Già, Fabio Betto. Il suo orgoglio, la sua esperienza. Bologna si aggrappa a tutto il mestiere di questo trentaseienne che in quindici stagioni di massima serie – tra Parma e Bologna – ha lanciato 1170 inning, collezionando 94 partite vinte, contro 44 sconfitte. In questa stagione Betto viaggia con 8 successi e solo 2 partite perdute. Non ha più la palla veloce degli anni ruggenti (quelli di Parma), però tantissimo senso tattico.
Nativo di Castelfranco Veneto, Betto ha giocato ad alto livello con Parma dal 1994 al 1998 vincendo 3 scudetti e 2 Coppe dei Campioni, poi si è trasferito a Bologna nel 1999 indossando la casacca della Fortitudo e con il club petroniano è diventato altre due volte campione d’Italia.

Betto cercherà di reggere per almeno cinque inning l’urto con un lineup potente formato da battitori tempestosi come Giuseppe Mazzanti, Camilo, Schiavetti, Tavarez, Ugueto, il Carlos Duran attuale. Poi toccherà al rilievo di Matteo D’Angelo (il lanciatore-rivelazione della scorsa stagione), infine la chiusura di Fabio Milano pitcher mancino che… stranamente da tre partite non vede il campo.

Le statistiche offensive di questi playoff vedono (dopo 6 partite) Richard Austin (Bologna) primeggiare per media battuta (474) e per slugging pct (1053) davanti a Carlos Duran il venezuelano del Nettuno (450 e 900), mentre Peppe Mazzanti (Nettuno) è primo come percentuale di arrivi in base (556); Max De Biase (San Marino) è il battitore che ha fabbricato più battute valide (11), Carlos Duran (Nettuno) primo per punti segnati (8), Raul Marval (Grosseto) comanda la graduatoria dei “punti battuti a casa” (9). Camilo e Austin (che sfida stasera!) sono i migliori fuoricampisti (3 a testa, in 6 gare).
Per quanto riguarda il monte di lancio, Carlos Richetti (Nettuno) è ancora a 0.00 di media pgl; Giovanni Carrara (Nettuno) 0.82; Chris Cooper (Grosseto) 1.35; Nelson Cruz (Nettuno) 1.38; Luca Martignoni (San Marino) 1.93; Tiago Da Silva (San Marino 2.51). Poi, Ginanneschi 3.14; Cillo 3.29; Betto 5.00; Mikkelsen 5.02.

IL PROGRAMMA
(round robin gara n. 7)

San Marino – Grosseto ore 21
Nettuno – Bologna ore 21.

Venerdì e sabato si giocherà a Grosseto e a Bologna.


Azioni

Information

One response

20 08 2008
Wadi

A Bologna, nel basket, ci fu qualcuno (per i non bolognesi, fu il proprietario della Virtus pallacanestro) che fece stampare delle maglie con su scritto:
“I conigli hanno la palle, le aquile no”.
Vedremo se sarà così anche nel baseball….

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