Round robin, gara5: uno strepitoso Jesus Matos (12 k, 0 bb) tiene sotto controllo il pericoloso lineup del Grosseto. Fuoricampo di Bautista. Bologna torna a vincere ma rischia nel finale sul rilievo di Vargas. Stasera al Falchi (ore 21) il match-chiave: Cillo contro Cooper sul monte

16 08 2008

di MAURIZIO ROVERI

Jesus Matos batte Grosseto. Senza nulla togliere al resto della formazione di Marco Nanni (Bologna ha recuperato concentrazione e lucidità dopo una settimana di pazzia e tre partite assurde), l’importante successo che tiene ancora in gioco la Fortitudo nei playoff porta quasi esclusivamentre la firma del pitcher dominicano della Fortitudo.
Jesus Matos ha confezionato una prestazione mostruosa, di quelle destinate ad essere ricordate per sempre.

Tecnica e potenza, controllo e personalità. Concentrazione e resistenza. Mai una flessione, è arrivato a 123 lanci e – a mio parere – poteva fare la “completa”: quando Nanni lo ha tolto dal monte, restavano appena 2 out per chiudere il match: Jesus ci sarebbe riuscito benissimo, senza tutti i brividi di paura che l’impresentabile Martin Vargas ha fatto correre sulla pelle dei 500 tifosi bolognesi sulle gradinate del Falchi. Durante l’ultimo attacco dei maremmani.

Matos ha voluto dimostrare di essere tuttora in grado di fabbricare partite-capolavoro e di essere ancora dominante, come nel 2004 e nel 2005 quand’era il re degli strikeout. Ieri sera il campione di San Pedro de Macoris ha caricato la Fortitudo sulle sue spalle e le ha permesso di riveder la luce. Jesus ha firmato 12 eliminazioni al piatto in poco più di 8 inning (due su Marval, Sgnaolin e Andrea De Santis, una ai danni di Nunez, Dallospedale, Jairo Ramos, Kelli Ramos, Ermini, Bischeri). Tenendo sotto controllo un lineup maremmano tonico, in salute, che avrebbe fatto fuochi d’artificio contro qualsiasi altro lanciatore. Ad eccezione del maestoso Matos di ieri sera.
Tagliente, curvo, penetrante come un machete, lo “slider” di Jesus – abbinato alla fastball – ha impedito all’attacco di Grosseto di dare concretezza a tutta la potenzialità che possiede.
Per darvi un’idea di questa potenzialità, si pensi che il Montepaschi è riuscito comunque a produrre 9 battute valide contro un Matos così ruggente (bravo Jesus a disseminarle abbastanza abilmente, queste valide, e concedendo una sola extrabase).
Ma appena Grosseto (grazie ad una scelta discutibile di Nanni) s’è liberato della presenza ingombrante e frustrante di Matos, in un attimo ha riaperto la partita. Accendendosi di fuoco e aggredendo un Martin Vargas improponibile e stralunato. Base su ball a Ermini, singolo di Bischeri, battuta in campo opposto di Avagnina (out 4-3) per il punto di Kelli Ramos, che era stato messo in base da Matos. Punteggio 6-2. Singolo di Andrea De Santis, che spinge a casabase Ermini e Bischeri. Per il 6-4.
Partita riaperta al nono inning. Ma… dopo la prodezza del singolo da 2 rbi, De Santis commetteva una stupidaggine grande come l’Empire State Building. Con 2 out, l’esterno del Grosseto si faceva sorprendere ed eliminare in “ballerina” per toccata da Bautista. Terza eliminazione. Fine della partita. E il tentativo di recupero dei maremmani restava soffocato. Bravo Liverziani, felice intuizione nel capire la “mossa” di Andrea De Santis, pronta l’assistenza a Frignani in prima. E sull’asse Frignani-Bautista l’improvvido De Santis, sorpreso fuori base, non aveva scampo.

Grosseto in questa partita ha fabbricato 11 valide. Realizzando 4 punti. Bologna di punti ne ha segnati 6, con 5 valide soltanto. La differenza l’ha fatta il fuoricampo di Rayner Bautista da 3 punti sul settimo attacco fortitudino. Un big inning per la Fortitudo Unipol Banca, arrivata a casabase ben cinque volte.
Si era aperto, il settimo turno offensivo di Bologna, con la prima e unica base su ball di Mikkelsen (ottimo per 6 riprese). Era il segnale, presumibilmente, che il braccio di Lincoln cominciava ad essere affaticato. “Palla mancata” del catcher Kelli Ramos, Connell va in seconda. Un buon bunt di sacrificio di Angrisano porta Connell in terza. Base intenzionale a Frignani. Singolo di Manuel Gasparri, a destra, per il punto di Connell. Su questa battuta osa e rischia tantissimo l’esterno destro Jorge Nunez, tentando una difficile eliminazione al volo in corsa: gli va male, si fa scavalcare dalla pallina, è l’errore che permette a Frignani di arrivare in terza e a Gasparri in seconda. Nel box c’è Diego Bonci, battitore di contatto, istintivo, imprevedibile. Spinge un bunt su Mikkelsen, che cerca di fare l’out a casabase, ma piomba Lele Frignani. Ed è salvo. Un arrivo aggressivo, energico, protetto e sorretto da orgoglio e da grande esperienza. Niente da fare per Kelli Ramos. Il punteggio sale sul 3-1.

A questo punto Mikkelsen scende dal monte. Ed ecco che lo staff tecnico del Montepaschi commette un evidente errore. La scelta più infelice. Qualcuno (Minozzi? oppure lo stesso Mikkelsen che è anche pitching coach?) manda sulla collinetta Yovany D’Amico, senza ricordarsi che allo Jannella qualche mese fa Yovany subì 2 homeruns da Rayner Bautista. Ebbene, chi c’è nel box di battuta quando Yovany sale sul monte? Guarda caso: proprio Bautista.
E che cosa fa Bautista? Sul primissimo lancio di D’Amico, gli dà il benvenuto scaraventando la pallina lontanissimo, oltre il tabellone pubblicitario più alto a sinistra, fin sul tetto degli spogliatoi. Un homer da tre punti (sule basi c’erano due “corridori”, messi da Mikkelsen) che vale il 6-1.

Poi… la decisione di non lasciar terminare la partita a Matos da parte di un Nanni comprensibilmente irrequieto in questi giorni, e il rilievo da incubo dello sfasato Vargas. Fortunatamente per Bologna era un “rilievo” da sole due eliminazioni. Tuttavia, che cosa sarebbe accaduto se Andrea De Santis non avesse fatto il pollo? C’era il turno forte del lineup grossetano in arrivo.

BOLOGNA – GROSSETO 6-4

Successione punteggio:
Grosseto: 0 0 0 0 0 1 0 0 3 = 4
Bologna: 0 1 0 0 0 0 5 0 x = 6

Battute valide:Bologna 5, Grosseto 11. Errori: Bologna 0, Grosseto 1.

Lanciatori
Matos (BO), vincente, 8.1 rl, 12 so, 0 bb, 9 bvc, 2 pgl
Vargas (BO), 0.2 rl, 0 so, 1 bb, 2 bvc, 2 pgl.

Mikkelsen (GR), perdente, 6.1 rl, 3 so, 2 bb, 4 bvc, 1 colpito, 5 pgl.
Yovany D’Amico (GR) 0.2 rl, 1 so, 0 bb, 1 bvc, 1 pgl.
Ferrari (GR) 1 rl.


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3 responses

16 08 2008
Wadi

Quando ho visto Matos salire sul monte per il nono inning ho pensato che in questo modo, Nanni, avrebbe perso definitavamente Vargas, non concedendogli fiducia.
Beh…a posteriori devo dire che Vargas si è già perso per conto suo, probabilmente è già irreversibile.

16 08 2008
Stefano

I 2 fuoricampo nella partita di Grosseto nel girone di andata, Bautista li fece contro Leonardo D’Amico, in quella gara Yovany lanciò 6 ottimi inning da partente senza concedere nulla!
Il problema del Grosseto si sta manifestando nella scarsa consistenza del bullpen, non a caso spesso a rilievo di Mikkelsen è stato adoperato Cooper che pure è spesso il partente della gara dei lanciatori italiani Non ASI, e questo la dice lunga sulle prestazioni offerte da Ferrari e dai fratelli D’Amico!

16 08 2008
gideon12

Complimenti per l’articolo ma è presente un errore quando viene detto che a Grosseto fu lo stesso Yovani a subire due homer da Bautista mentre in realtà fu il fratello Leonardo, il “colpevole”.

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