Round robin: stasera e domani a Nettuno (Danesi-San Marino) e a Bologna (Unipol Banca-Montepaschi Grosseto) partite che possono essere decisive. Nanni, cinquanta minuti di faccia a faccia con la sua Fortitudo caduta in crisi d’identità

15 08 2008

di MAURIZIO ROVERI

Il Nettuno “vede” la qualificazione. Un tuffo nella serie finale per lo scudetto. L’obiettivo è a portata di mano. Se il gruppo di Ruggero Bagialemani chiude il conto con San Marino, aggiungendo altre due vittorie a quella realizzata limpidamente e con grande autorevolezza mercoledì sul diamante del Titano, si porta sul 5-1. E con cinque vittorie e una sola sconfitta dopo il secondo turno del girone di semifinale (il cosiddetto round robin, “novità” di questa stagione) il team laziale sarebbe dentro. Può riuscirsi, il Nettuno, a confezionare questa performance. Perché la squadra è arrivata in salute a questi playoff, carica psicologicamente, determinata, motivatissima. E allo “Steno Borghese”, stasera e domani sera, ci sarà l’atmosfera dei grandi appuntamenti.


Tuttavia, è proprio nel corso del week end che i Titani di manager Doriano Bindi possono mettere in gioco le loro carte migliori. La partita più difficile per loro, quella dei lanciatori di scuola italiana, è già alle spalle. Quella di mercoledì. Un dente tolto. Ora salgono sul monte i pitchers migliori a disposizione dello staff tecnico sammarinese: situazione della quale beneficerà psicologicamente il line up. Vasquez, De Biase, La Fera, Rovinelli, Buccheri e compagnia prenderanno più coraggio nel box di battuta, sapendo che il monte di lancio può sostenere l’urto con il massiccio e aggressivo attacco nettunese.

In particolare è “gara2” di questo trittico, cioè la partita in programma stasera, la più insidiosa per la Danesi Nettuno. Sulla collinetta i pitchers stranieri. E qui il San Marino usa una strategia che nessun altro club ha mai adottato: la formazione di Bindi è l’unica a proporre e ad avvicendare tre lanciatori extracomunitari. Horacio Estrada, Juan Figueroa, Brian Looney. Diventa dura per qualsiasi attacco: quando un lineup comincia a rubare il tempo al “partente”, entra in scena Figueroa che è in pieno recupero dopo il lungo stop per infortunio e la cui fastball è probabilmente la più veloce dell’Italian Baseball League; infine se si tratta di salvare una vittoria la palla passa all’espertissimo e affidabilissimo Looney che della IBL è il miglior closer. Basterà questo mound per fermare un Nettuno che sta sprigionando aggressività e potenza?

Domani il San Marino si aggrapperà ai lanci “velenosi” del pitcher-rvelazione dell’anno, l’italobrasiliano Tiago Da Silva. Il ragazzo, che al suo debutto in A1 sta producendo un grande campionato, porta sul monte dello “Steno Borghese” il suo entusiasmo, la sua freschezza, il gusto e la gioia di giocare. Il ventitreenne Tiago troverà sulla sua strada l’ex-majorleaguer Giovanni Carrara. Un personaggio che vuol dire esperienza, storia, prestigio, classe. Ma il popolo di Nettuno vorrebbe da Carrara anche un po’ di “cuore”.
E’ gente passionale, quella di Nettuno. Ama i “guerrieri”. Apprezza quelli che in campo danno tutto, quelli che sanno soffrire, quelli che non si tirano mai indietro, quelli che hanno orgoglio (anche se magari modesti di talento), quelli che sanno sopportare il dolore.
Non è piaciuta ai nettunesi la scena di sabato scorso quando Carrara, che stava lanciando benissimo in una partita delicata, sul filo del rasoio, dopo 56 lanci ha smesso. Stop. Come a dire: Io ho già dato…
Si rimprovera a Giovanni Carrara di non aver avuto cuore. Quella partita, che alla fine il Nettuno ha perso, poteva portare al Grosseto i colpi di un ko forse definitivo.
I nettunesi non gliela perdonano all’italovenezuelano, quella scelta. Carrara dovrà farsi perdonare con una prestazione superlativa questa settimana. Nel match di domani.

Salvato dal possibile ko, il Grosseto ha capito che il suo campionato è ancora recuperabilissimo. E per raggiungere quest’obiettivo la dirigenza del club maremmano ha fatto la rivoluzione. Esonerando clamorosamente il più popolare manager italiano, Mauro Mazzotti, e affidando la squadra a Paolo Minozzi (il più esperto fra i coach che lavoravano assieme a Mazzotti) con la collaborazione dei giocatori Jairo Ramos e Lincoln Mikkelsen. Il debutto è stato scoppiettante: un 14-0 che fa effetto e fa rinascere entusiasmo, sia perché ottenuto contro Bologna (la reginetta della regular season) sia per l’improvvisa ed energica inversione di tendenza: l’ultima versione “mazzottiana” del Grosseto era quella d’una squadra sgonfia che non aveva prodotto neppure un punto nei primi 25 inning dei playoff!

Rabbia, cattiveria agonistica. Ecco cosa si è visto nel Montepaschi travolgente di mercoledì in gara1 del trittico di questa settimana.
Rabbia e cattiveria agonistica. Ecco quel che ha chiesto Marco Nanni, il manager bolognese, giovedì in un franco “faccia a faccia” con i giocatori. Non era neppure previsto, l’allenamento. E invece per i biancoblù improvvisa convocazione al “Falchi”: lo ha stabilito Nanni – finalmente con la faccia truce – dopo la più imbarazzante partita stagionale della sua squadra. Nessun punto, nessun giocatore arrivato in seconda base, un attacco da 3 valide che per oltre sei inning ha fatto realizzare al veterano Emiliano Ginanneschi una “no hit”.

“Che cosa è accaduto mercoledì allo Jannella? Non abbiamo giocato. Non eravamo a Grosseto, siamo rimasti con la testa a Bologna…”. Questo il commento di Marco Macchiavelli, presidente della Fortitudo neo-sponsorizzata da Unipol Banca. “Ho visto una squadra molto timorosa. Credo che siano nate tante paure. Tutto quello che siamo riusciti a fare bene per quasi l’intera stagione, adesso ci riesce difficile”.
E adesso? “E adesso – prosegue il presidente Macchiavelli – dobbiamo metterci alle spalle queste paure, ricominciare a giocare. Credo che ci sia ancora lo spazio per rimediare a quel che abbiamo combinato nell’ultima settimana quando, in tre partite, abbiamo un po’ rovinato l’immagine di tutta la stagione. Sono sicuro che i giocatori siano consapevoli di tutto ciò. In queste ore bisognerà lavorare soprattutto di psicologia”. Così il presdente.

E il manager? Marco Nanni alle due di notte dell’infelice trasferta grossetana ha deciso di convocare i giocatori per l’indomani. Un meeting. Per parlare, per chiarire e per chiarirsi. Per comprendere il buio totale che sta accompagnando la Fortitudo nelle ultime sconcertanti esibizioni: le due partite casalinghe con San Marino, e poi quella dell’altra notte a Groseto perduta 14 a 0.
“Ci siamo parlati a lungo e in maniera decisa . Penso sia stato un incontro positivo. Io ho fatto le mie ipotesi sulla crisi d’identità nella quale improvvisamente siamo caduti, indicando una via d’uscita. In realtà prima dell’inizio dei playoff avevo già spiegato chiaramente ai ragazzi che cosa dovevamo fare per giocare al meglio. Le mie indicazioni non sono state rispettate. Ho ribadito, ora, in questo meeting, come vanno affrontati i playoff. I giocatori sono d’accordo con me, mi confermano che hanno capito cosa va fatto, poi… purtroppo in campo non ci si riesce”.
Nanni spiega. “Un blocco mentale ha fermato la Fortitudo. Tutto è cominciato dal terzo inning di venerdì 8 agosto, contro San Marino, quand’eravamo avanti 7-0. E dunque, il mio discorso al gruppo è iniziato partendo da lì, da quel momento, cercando di capire come sia stato possibile per una squadra esperta come la nostra perdere totalmente il controllo e smettere nello spazio d’una settimana di giocare a baseball”.

Già, 34 punti subìti in 3 partite (o meglio, 2 partite e 7 inning). Assurdo, per la squadra che ha dominato la regular season.

“Si può perdere, certo. Io non contesto la situazione di una vittoria e di tre partite perse in quest’avvio di playoff, perché bisogna tener conto che ci sono anche gli avversari. Ma non posso assolutamente accettare la maniera vergognosa con la quale sono arrivate le tre sconfitte. Questo non mi sta bene. Non posso vedere un Ginanneschi che tira un perfect game per cinque inning, una no hit per sei inning! Io solitamente non alzo la voce. Ma alla terza ripresa, mercoledì, l’ho anche fatto. Con la speranza di dare una scossa. Non si possono perdere tre partite in modo così vergognoso. Punto e basta”.

“Se gli avversari vincono perché si dimostrano più bravi, ne prendiamo atto. Bravi loro. Però noi dobbiamo far vedere che non giriamo dei lanci ball, dobbiamo far vedere che non giriamo la mazza tanto per girare la mazza. E quando c’è un corridore avversario in seconda e la prima è libera, si può anche “passare” in base un battitore. Soprattutto se forte. Non possiamo ogni volta venir puniti dal terzo e dal quarto in battuta dell’altra squadra, quando c’è la prima libera e ci sarebbe la possibilità di “giocarli” male, magari accettando anche l’eventualità di concedere la base su ball. Se giocatori di trent’anni non sono in grado di fare questo, allora c’è qualcos’altro…”.

Cinquanta minuti di riunione tecnico-psicologica. Affrontando interrogativi, dubbi, e i mille perché d’una situazione sorprendente e clamorosa.
Da questa sera, nella notte di ferragosto, Marco Nanni vuole rivedere la sua Fortitudo. Quella vera. La vuole vedere cattiva, gonfia di rabbia. Con gli occhi della tigre.

Ma, attenzione. Bologna dovrà evitare la frenesia, e fare con pazienza ed umiltà le tante piccole cose che sono poi quelle determinanti. Il tutto senza farsi assalire dalla fretta né dalla tensione, altrimenti si rischia di… fare il gioco di quel volpone di Mikkelsen.


IL PROGRAMMA (gare 5 e 6 del round robin)

Venerdì 15 agosto ore 21 (lanciatori stranieri); sabato 16 agosto ore 21 (lanciatori italiani anche non ASI)


A Bologna (stadio Gianni Falchi): Fortitudo Unipol Banca – Montepaschi Grosseto
A Nettuno (stadio Steno Borghese): Danesi Nettuno – T&A San Marino.

CLASSIFICA
Nettuno 3–1
San Marino 2-2
Grosseto 2-2
Bologna 1-3


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One response

15 08 2008
mixer

Auguri forti per il Nettuno.Mazzotti è out.Ramos è tutto meno che un manager.Questa volta Ruggero deve mantenere la calma, non accettare provocazioni nè arbitri casalinghi e restituire agli Orioles il servizio di anno con gli interessi.

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