Round robin, gara 4: anche Leonardo Mazzanti si aggiunge ai bombers del Nettuno (11-2 sul diamante di San Marino), a Grosseto super-Ginanneschi e sconcertante crollo d’una Fortitudo piombata in crisi d’identità (14-0)

14 08 2008

di MAURIZIO ROVERI

11-2 del Nettuno a San Marino; 14-0 per il Grosseto in casa contro una Fortitudo Bologna diventata improvvisamente inguardabile. Due squadre travolgenti, due squadre travolte. Una differenza così abissale, così sconcertante sul piano dell’espressione tecnica da farmi credere (pur sapendo che sarebbe prudente non dare mai nulla per scontato) che la serie finale per lo scudetto avrà per interpreti ancora loro: Nettuno e Grosseto.

Giudicare il San Marino per la partita dei lanciatori di scuola italiana può essere ingannevole, è vero. Nelle altre due partite, con i pitchers stranieri e oriundi, il livello di rendimento della squadra del Titano sale notevolmente (infatti la settimana scorsa ha sorpreso due volte la Fortitudo al “Falchi”) ma penso che non si ripeterà contro l’imperioso Nettuno attuale. Perché il Nettuno ti toglie il respiro con la forza della sua intensità, della sua passione, dei suoi bombers. Il Nettuno in questo momento è il gruppo che produce il miglior baseball in assoluto. Ha un lanciatore, Carlos Richetti, in grado di “fare la differenza” più di qualsiasi altro pitcher. E poi… propone un gioco sulle basi che per aggressività non teme confronti. Inoltre, al suo cast di battitori tempestosi (i soliti Peppe Mazzanti, Camilo, Schiavetti, Tavarez e il cresciutissimo Duran) il Nettuno ha aggiunto il rendimento positivissimo di un giocatore della vecchia guardia al quale manager Bagialemani ha ridato in questi mesi una collocazione precisa e il ruolo di titolare all’esterno sinistro. Lui è Leonardo Mazzanti, 35 anni fra sei giorni, cugino (meno popolare) del famoso Peppe il re dei battitori. Bagialemani da qualche tempo ha puntato in maniera decisa su Leo, sulla sua concretezza. E Leonardo, di settimana in settimana, si sta rivelando sempre più utile e importante nel meccanismo nettunese.

Ha dovuto fare delle scelte, Ruggero. Sacrificando a malincuore Ambrosino e Castrì. Ovviamente non li ha messi in un angolo, di loro continua a fidarsi, di loro ci sarà bisogno. Però i titolari di questo Nettuno duro, aggressivo, sostanzioso sono Leonardo Mazzanti e Ramon Tavarez, rispettivamente nelle posizioni di esterno sinistro e di prima base. Ieri sera, sul diamante sammarinese di Serravalle, proprio Leo Mazzanti e l’italianizzato Tavarez hanno battuto fuoricampo esaltando la potenza, l’efficacia di un Nettuno da 13 battute valide (doppi di Ugueto e Duran, oltre agli homers di Leonardo Mazzanti e di Ramon Tavarez).
Apprezzabile continuità della squadra di Bagialemani in attacco: ha segnato punti in cinque riprese su nove, con due big inning da 4 punti (il secondo e il sesto).
Totale controllo della situazione da parte di Richetti sul monte di lancio: 3 sole valide concesse a Vasquez e compagni in sette riprese lanciate, e nessun punto. Carlos sta confezionando un grande campionato. Ha imparato a tenere sotto controllo i suoi nervi, le sue emozioni. Ed ha aggiunto un micidiale “cambio” alla sua gamma di lanci.

IL CROLLO DI BOLOGNA – In questo commento al turno d’apertura della seconda settimana del round robin ho dato la precedenza alla Danesi Nettuno perché è la squadra più consistente del momento (e la principale candidata allo scudetto, a mio parere). Tuttavia “il fatto del giorno” – la notizia più clamorosa – è il crollo vertiginoso della Fortitudo Bologna.
Da non credere. C’è da rimanere sconcertati. Vien da chiedersi com’è possibile che la squadra per mesi più bella del campionato, reginetta della regular season, ammiratissima e applauditissima, possa all’improvviso crollare così. Smettendo di giocare a baseball.
Dico: si potrebbe comprendere un calo di forma e di rendimento, dopo avere a lungo cantato e danzato spendendo forse e inconsapevolmente le energie migliori. Può pure succedere che una squadra cominci a sgonfiarsi mentre altre crescono: anche questo fa parte del gioco e ha una sua logica.
Ma non c’è niente di tutto ciò in questo tracollo dei bolognesi. Qui stiamo parlando d’una squadra che una settimana fa andava a vincere 9 -1 nella Repubblica di San Marino con la massima tranquillità, realizzando la sua vittoria stagionale numero 35. Sì, trentacinque partite vinte su 43 giocate. Un percorso strepitoso. Che faceva sensazione. E tutto era tranquillo. Gruppo compattissimo. Poi… due sorprendenti sconfitte casalinghe contro la formazione del Titano. Clamorosa com’è maturata la sconfitta di venerdì scorso: in vantaggio 7-0 dopo due inning, la Fortitudo alla fine ha perso per 14 a 9. Disarmante. Una roba che non ha senso. Quattordici punti subìti al Falchi! Incidente di percorso? Il giorno dopo altro ko (2-6). E ieri sera, allo Jannella di Grosseto, nella partita dei lanciatori di scuola italiano dove la Fortitudo dovrebbe essere meglio attrezzata, la squadra di Marco Nanni è stata fatta a pezzi. Sbranata. Accusando un devastante 14-0. Mai pericolosa. Mai in partita. “No hit” per il vecchio drago maremmano Emiliano Ginenneschi (8 inning, 7 so, 1 bb, 2 bvc) e per il closer Lorenzo Avagnina (1 rl, 1 so, 1 bvc).
Appena 3 le battute valide di Bologna, la prima è arrivata al settimo inning! Pazzesco. Paranormale.

E’ una Fortitudo non propriamente in salute, anzi alquanto ammaccata (Bautista ha un problema inguinale, Frignani accusa nuovamente dolori alla mano infortunata già da mesi), ma prim’ancora d’una questione fisica mi sembra che la Fortitudo non ci sia più con la testa.
Tre sconfitte consecutive e, soprattutto, 34 punti subìti. L’attacco non produce più nulla, i lanciatori sono una frana. Anche Matteo D’Angelo non è più lui. Il ragazzo-prodigio della stagione scorsa sta attraversando una fase delicata di involuzione. La sua prima esperienza americana lo ha scombussolato, forse lo staff tecnico di Winthrop University non ha lavorato su Matteo nella maniera più giusta.

Lo scossone voluto dalla dirigenza del Montepaschi Grosseto con l’esonero improvviso di Mauro Mazzotti ha fatto immediatamente effetto, e in maniera eclatante. Quel Grosseto che non aveva realizzato neanche un punto nei primi 25 inning di questi playoff, ne ha confezionati 14 in un colpo solo.
Sicuramente c’è stata una positiva, energica, immediata, importante reazione dei maremmani sotto la guida di Jairo Ramos e di Lincokn Mikkelsen, ma la Fortitudo li ha decisamente agevolati decidendo di fare da spettatrice.
Nelle ultime settimane sono arrivati in Fortitudo due partner (Italeri e EmilBanca) ed un main sponsor (Unipol Banca). Contemporaneamente la squadra è andata in vacanza. Forse è meglio che qualcuno avverta i biancoblù di Nanni che la stagione continua. E che bisognerà vincere tutte le prossime 5 partite se si vuol volare dentro la finale per lo scudetto. Altrimenti, non resterà che la Coppa Italia (attraverso la quale si può arrivare in Coppa dei Campioni). Ma pure lì sarà dura, se permarrà l’attuale stato confusionale.


I risultati di garauno del secondo turno del girone di semifinale:

Montepaschi Grosseto-Unipol Banca Bologna 14-0
T&A San Marino-Danesi Nettuno 2-11

Classifica: Nettuno 750 (3-1); Grosseto e San Marino 500 (2-2); Bologna 250 (1-3).

Venerdì 15 e sabato 16 agosto si giocheranno le altre due gare del turno sui diamanti di Bologna e Nettuno. In garadue potranno essere utilizzati i lanciatori stranieri, in garatre quelli non ASI.


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15 responses

14 08 2008
MiDa

Ahimè, purtroppo coloro i quali (me compreso) avevano paventato un crollo non sono stati smentiti.
Chi ha seguito la partita della Fortitudo si è reso bene conto di come è maturata la sconfitta, con la squadra scesa in campo senza speranze di vittoria.
A questo punto tanto vale dire le cose come stanno.
Da anni, la squadra non è assolutamente in grado di gestire situazioni di stress. Non solo non riesce ad imporre la propria superiorità tecnica, ma non riesce nemmeno a stare al passo di compagini che in regular season si sono dimostrate inferiori.
Questi sono i fatti.
La mia opinione è che grandi responsabilità stiano nella guida della squadra, con un allenatore di caratura (ormai è chiaro) inesorabilmente provinciale.
E’ la mia opinione, naturalmente.

14 08 2008
gideon12

Io invece penso positivo: dovevamo vincerne due su tre? Bene, sono ancora lì a portata di mano. Crediamoci e continuiamo a incitare i ragazzi, mai come adesso ne hanno bisogno.

P.S. E che le critiche siano costruttive e non destinate a polemiche assurde.

Il mio sito internet: http://www.grandeslam.wordpress.com

14 08 2008
Wadi

Ho ascoltato la radiocronaca di P.B. e F.S. fino al 7-0.
Ho spento incredulo.
Può una squadra dominare un campionato, giocare benissimo per 11 innings nei playoffs, 10 togliamo quello contro Tonellato, e poi schiantare di botto?

14 08 2008
cinghiale

E’ sempre colpa degli allenatori? Ma Grosseto con Mazzotti aveva già battuto la Fortitudo quindi il fatto che abbiano vinto ancora non significa assolutamente “positiva, energica, immediata, importante reazione dei maremmani” che già avevano vinto a Bologna due partite su tre il mese scorso. Se vogliamo giudicare tutto e tutti sul brevissimo periodo allora entriamo in un era di destabilizzante carneficina, stile Moratti e inter, della quale non credo ci sia di che vantarsi.

14 08 2008
Claudio Adelmi

Non sono certo tenero nelle considerazioni sull’approccio mentale della Fortitudo per questo importante appuntamento. Tanto meno sulle conseguenti prestazioni che prima di tutto offendono il valore degli stessi giocatori e dello staff tecnico, oltre che mortificare chi non sta in campo ma ha la Effe Blu nel cuore. L’opinione di MiDa è rispettabile ed ha certo dei fondamenti. Non credo giusto tuttavia imputare tutte le colpe alla conduzione tecnica, che a mio avviso rimane la migliore nel lotto delle 8 squadre IBL, nelle quali non ne intravedo nessuna di caratura “non provinciale”, solo una piu’ organizzata delle altre, il Grosseto, che guarda caso ha appena esonerato forse l’unico allenatore non etichettabile come “provinciale”, per vari motivi che non sto a riportare per ragioni di spazio. A tal proposito, un saluto affettuoso a Mauro Mazzotti, con il quale, al di là della consonanza o meno di vedute sul baseball e della inevitabile rivalità generatasi dopo il suo trasferimento a Grosseto, c’e’ stato sempre un rapporto di grande correttezza e mi ha aiutato molto nel mio “lavoro” di addetto stampa.
Mi ricordo che i cugini del basket cambiarono fior di allenatori, continuando a perdere irrimediabilmente ogni finale, fino a vincere con Recalcati, ma anche con una squadra che non aveva rivali sul piano tecnico e atletico. Ogni “fortitudino totale”, come il sottoscritto, si ricorda come andarono poi le cose nell’anno successivo, e anche Recalcati non andava piu’ bene, fino ad arrivare a Repesa, che ha portato uno scudetto piu’ inaspettato e dunque entusiasmante, ma anche per lui finali scudetto perse (3) e soprattutto quella europea dove siamo stati letteralmente seppelliti dal Maccabi.
Se conosco bene il “Nano” e i “Ragaz”, credo che non vedranno l’ora di dimostrare sul campo di poter invertire questa tremenda inerzia negativa, e penso che domani sera ne vedremo delle belle. Se cosi’ non sara’, avremo tutto il tempo per fare ogni considerazione che riteniamo opportuna. Le analisi migliori si fanno a freddo e non si vince un premio per essere il primo ad affermare “io l’avevo detto”. Sfido chiunque ad affermare che ad inizio aprile si aspettava il rendimento dei biancoblu espresso nelle prime 43 gare e 1/3 di questa stagione.

Claudio Adelmi

14 08 2008
Maurizio Roveri

Faccio i complimenti all’amico Claudio Adelmi per l’equilibrio e la saggezza del suo commento. Un intervento non semplicemente da addetto stampa ma anche esempio di buon giornalismo. Giusto invito alla prudenza, ad aspettare prima di “sparare” (eventualmente) delle sentenze e delle critiche aspre nei confronti di ua squadra e di uno staff tecnico che per mesi hanno lavorato benissimo. Mostrando il più bel baseball d’Italia. Chiaro che fa effetto questo crollo improvviso, vertiginoso, inimmaginabile, sconvolgente. Ci sta anche di perdere tre partite consecutive, quando sei nei playoff e gli avversari sono altre squadre di valore, ma non è accettabile che la Fortitudo perda in maniera così vergognosa. E’ accaduto, vero. E ovviamente si cerca di dare una spiegazione a questa defaillance. Sono stati commerssi degli errori, questo è pacifico. Ma il cammino prosegue, i playoff non concedono soste, le squadre sono già di nuovo in campo e credo che la Fortitudo abbia le forze per riemergere.
Attaccare, in questo momento, i giocatori e lo staff tecnico mi sembrerebbe irrispettoso. Prima di esprimere giudizi profondi, si aspetti almeno la fine di questo trittico contro Grosseto.

Voglio rispondere, a questo punto, al lettore (presumibilmente di Grosseto) che si firma Cinghiale. Giusto porsi l’interrogativo: è sempre colpa degli allenatori? Io dico di no. Per il rispetto che ho nei confronti di Mauro Mazzotti (che apprezzo come ottimo organizzatore, per quanto riguarda il piano degli allenamenti, la sistemazione e gli equilibri delle sue squadre in campo) voglio non pensare che siano stati i risultati a determinare la decisione presa dalla Bbc Grosseto di esonerare il manager: veniva da una partita vinta a Nettuno e stiamo parlando dell’allenatore campione d’Italia in carica. No, non posso pensare che sia soltanto quello il motivo. La dirigenza maremmana mi deluderebbe. Debbo presumere che all’improvviso, all’inizio della settimana, la situazione sia precipitata: un litigio inportante, o una rivolta interna, insomma qualcosa che sia andato ben oltre i risultati del campo.
Ribadisco il rispetto che ho per Mauro Mazzotti: se non altro perchè ha vinto 4 scudetti in tre “piazze” diverse e ciò è REALTA’ , mentre mi fa sorridere sentir dire che di titoli ne ha persi: può darsi, ma non ci sono le prove…
Detto questo, i giocatori del Grosseto avevano L’OBBLIGO – mercoledì – di dimostrare una forte reazione. E la reazione (ripeto quanto ho scritto in sede di commento) è stata positiva, energica, immediata, importante.
Ho scelto (e non casualmente, non faccio mai le cose a caso…) questi aggettivi e credo che siano azzeccatissimi. E’ la verità, Cinghiale. Forse non hai interpretato bene ilmio concetto.
Ora verificheremo se il Montepaschi Grosseto conserverà questo atteggiamento, questo rendimento. Ma c’è da aspettarsi, anche, una reazione positiva, energica, importante da parte della Fortitudo nelle due partite di Bologna.

14 08 2008
Stefano

Il baseball è un gioco fondamentalmente “di testa”, non mi si venga dire di calo fisico, il Bologna non ha dovuto spremere i propri giocatori per conquistarsi la post season!
Si tratta poi di partite “dentro o fuori”, ben diverse dalla regular season dove puoi rimediare a un passo falso,quello che stupisce è che nella Fortitudo non manchino i giocatori di esperienza che, quindi, dovrebbero sopportare le pressioni di partite decisive.
Mi ricordo la finale di Coppa Campioni del 2004 contro gli olandesi, persa 8-1, con la squadra attanagliata dalla tensione che commise non pochi errori facilitando il compito dei pur forti tulipani. Forse manca l’ uomo leader che dia la scossa alla squadra per reagire alle circostanze negative: è come se dopo aver considerata vinta la seconda partita col S.Marino, sul 7-0 e poi 9-4, tutti abbiano pensato di aver vinto per diritto divino, peccando di presunzione, poi nella terza l’ infortunio ad Austin può essere stato motivo di disagio influendo sulla concentrazione.
Ma a Grosseto?
Contro una squadra determinata, ma con un lanciatore solo (e dunque la squadra toscana doveva giocare con la poco allegra prospettiva di fare parecchi punti per sopperire al fisiologico calo del partente nelle riprese finali), le premesse erano favorevoli, eppure si è vista una Fortitudo smarrita che ha messo in base il primo uomo al 6° su base ball, mebtre il lanciatore partente di Bologna in 3 riprese ha collezionato 6 valide 2 colpiti e 2 lanci pazzi.
Può darsi che venerdì e sabato, 15 e 16 agosto, si ribalti tutto, certo quel vecchio volpone di Mikkelsen è uno dei clienti meno adatti a un lineup in crisi di identità come quello del Bologna…….

15 08 2008
MiDa

Va bene, va bene, mi ritiro sotto la compattezza di un fuoco di fila istituzionale degno forse di miglior causa.
In effetti forse è presto per “sparare” sentenze: il triennio 2006-2008 è un periodo breve. Aspetteremo la fine del trittico con Grosseto. La pazienza non manca, né l’entusiasmo: applaudivo la squadra quando il sabato pomeriggio veniva sconfitta in A2, posso sopportare senza problemi anche la situazione attuale. Anzi.
I fatti però sono avvenuti, e mi sembra che tutti ce ne siamo accorti. E una ragione ci sarà. O no? Io ho indicato quella che, a mio modesto parere, è la causa, poiché credo che il blog serva anche a questo.
E’ solo la mia opinione, anche se espressa prematuramente (e spero di non portare sfortuna). Ma io penso così.

16 08 2008
roberto sieni

Una domanda tecnica. Leggo: «“No hit” per il vecchio drago maremmano Emiliano Ginenneschi (8 inning, 7 so, 1 bb, 2 bvc) e per il closer Lorenzo Avagnina (1 rl, 1 so, 1 bvc).»

Perciò domando se bvc vuol dire ancora come tanti anni fa, quando si usava quest’espressione e questa sigla, oggi desueta, battute valide concesse e se, quindi, i lanciatori del BBC, Ginanneschi e Avagnina, possono essere accreditati di una no hit.

Una no hit, poi non è al completo dei 9 inning, altrimenti essendo solo 8 inning no hit o 1 inning no hit (per stare al caso)?

17 08 2008
Maurizio Roveri

Per “no hit” di Ginanneschi (nella gara di mercoledì scorso) ci si riferiva ovviamente alle prime sei riprese, quando non ha concesso alcuna battuta valida ad una Fortitudo inconsistente e in stato confusionale. Poi, alla settima ripresa, Liverziani ha spezzato l’incantesimo confezionando finalmente la prima valida della squadra di Marco Nanni.

18 08 2008
roberto sieni

Ripeto la domanda, visto che probabilmente per un guasto è sparita: dunque Ginanneschi non ha fatto una no hit?
E Avagnina che nemmeno completa un inning senza concedere una valida men che mai?

Ringrazio per la risposta.

18 08 2008
Maurizio Roveri

Quella “no hit” ovviamente si riferiva ai primi sei inning della partita di mercoledì scorso fra Montepaschi e Fortitudo, avendo Emiliano Ginanneschi concesso la prima valida alla settima ripresa. Rimane comunque una notevole performance da parte del veterano pitcher e capitano del Grosseto. Va anche sottolineato, tuttavia, il momento critico della squadra bolognese che ha perso continuità ed efficacia nel box di battuta. Qualche problema fisico non giustifica l’improvviso vertiginoso calo di rendimento di Bologna, squadra che non si è fatta trovar pronta all’impatto con i playoff. Dove bisogna saper “fare la guerra”. Nettuno e Grosseto (il Grosseto attuale) hanno qesto spirito, e anche San Marino è sorretto da una forte determinazione e da notevole intensità. La Fortitudo invece è rimasta spiazzata, dopo avere comandato per tutta la regular season. Il fatto è che i playoff sono un’altra cosa.

18 08 2008
roberto sieni

Tutto molto interessante. Ma la mia domanda era un’altra: è accreditabile di una no hit un lanciatore che subisce due hit in 8 inning e un lanciatore che subisce un hit in un inning?

18 08 2008
Bob_21

Anticipo, purtroppo, MiDa, il mio compagno/a di sventure.
E’ lunedi e non si e’ ancora smaltita la tristezza del momento.
MiDa, e’ dura soprattutto per chi come noi la vede in un certo modo.
E’ molto peggio rispetto a chi si scatena appunto i fuochi di fila oppure a chi in buona fede o da tifoso, aiuta a far scappare i buoi.
Onore egualmente a Claudio Adelmi per il suo equilibrio e per la difesa piu’ che giustificata e credo anche non solo dovuta al suo ruolo.
Ma purtroppo tra il volere ed il fare c’e’ di mezzo un lavoro mentale e tecnico che non bisogna mai tralasciare in un team.
E NON ME NE FREGA UN BENEAMATO…..di dire “io l’avevo detto”.
Il problema che c’e’ chi dice e spesso c’e’ chi NON ASCOLTA.

19 08 2008
Maurizio Roveri

Rispondo ancora a Sieni: è evidente che non è una “no hit”. Si tende a usare questo termine anche per dare un’idea del rendimento di un pitcher nel corso degli inning (esempio: il lanciatore tal dei tali per sei inning ha fatto una no hit, nel senso che per sei inning non ha concesso neppure una valida): lo si dice per sottolineare la performance di questo lanciatore, il rendimento notevole avuto fino a quel momento. Poi magari becca una valida alla settima ripresa (o all’ultima) e chiaramente la sua partita non è più una no hit.

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