Round robin gara2: impressionante rimonta del San Marino a Bologna, da 0-7 al 14-9 (con 3 fuoricampo, 1 triplo e 3 doppi). Nettuno fa il bis (3-0) contro Grosseto. Duran e Ugueto rubano casabase! Questa sera gara3

9 08 2008

di MAURIZIO ROVERI

Il baseball è bello perchè è imprevedibile, perché non puoi mai dare niente per scontato, perché può accadere che una squadra si trovi in vantaggio 7-0 dopo i primi due inning e alla fine vince l’altra squadra per 14-9!
Quella di ieri sera, al Falchi di Bologna, è una delle partite più incredibili e bizzarre che mi sia capitato di vedere dal 1969. Sotto di sette punti, la squadra del Titano ha avuto la forza fisica e mentale di segnare 14 punti. Tuffandosi in una rimonta ai confini dell’impossibile, fino a chiudere l’incontro con 18 battute valide, 3 fuoricampo, 1 triplo e 3 doppi. Impressionante.

La Fortitudo Bologna, dominatrice della regular season e già vincitrice mercoledì scorso per 9-1 a San Marino nella prima gara del round robin di semifinale playoff, aveva ancora avuto sulla gara un impatto aggressivo e impetuoso. Flagellando Horacio Estrada, al quale praticamente era toccata quasi la stessa sorte di Matteo Tonellato mercoledì. Sette punti dei biancoblù bolognesi nello spazio di… un mattino. Pareva la fotocopia dell’avvio micidiale di due sere prime: allora i 7 punti erano stati realizzati con una sequenza impressionante nel primo attacco fortitudino, stavolta sono stati firmati in due inning (4 nel primo, 3 nel secondo). Al punto che Estrada dopo appena 1.2 r.l. era già fuori, tirato giù dalla collinetta per… manifesta inferiorità. A buttarlo all’inferno era stato un fuoricampo del sempre più maestoso Richard Austin che poco prima, in fase di difesa, s’era prodotto in una fantastica presa in tuffo (su una battuta tempestosa di De Biase) da cinque minuti di applausi.
Stava andando tutto alla perfezione per Bologna. Partita finita?
No. Neppure per sogno. San Marino era lì. Stavolta era lì con la testa. E con l’orgoglio, con i muscoli, col cuore, con tantissima determinazione. Soprattutto con le mazze pesanti dei suoi bombers.
Non si è scomposto, il gruppo di Doriano Bindi.
Anzi, quando è salito su monte Juan Figueroa si è sentito più sicuro. E quando al terzo inning ha cominciato a prendere le misure ai lanci di Jesus Matos, costringendo il pitcher dominicano a concedere una base su ball, tre singoli consecutivi e due punti, ecco in quel momento la squadra del Titano ha afferrato coraggio. E ha capito che poteva riaprire la partita. Lì è cominciata la rimonta: dapprima paziente, lucida, senza farsi assalire dalla frenesia, un punticino alla volta, poi esplosiva e travolgente. Disarmante.
San Marino ha confezionato 1 punto (con un “solo homer” di Simone Albanese, il suo nono uomo del lineup) al quinto inning, e poi 1 punto (con due valide, fra cui un triplo di Francesco Imperiali) al sesto, recuperando nel punteggio e portandosi sul 4-7. Però… veniva respinto indietro perché a sua volta – nella sesta ripresa – la Fortitudo mandava per la seconda volta la pallina oltre la recinzione: autore della prodezza Lino Connell, fuoricampo da 2 punti poiché in base c’era Austin. 9-4 per Bologna, che pareva mantenersi a distanza di sicurezza.

Poteva essere un pugno nello stomaco per Vasquez e i suoi compagni, quel fuoricampo di Connell. E invece… gli uomini provenienti dal Titano da quel momento si trasformavano in veri titani. E diventavano, progressivamente, padroni del match. Dando una dimostrazione di forza, di solidità, di energia, di potenza che ha letteralmente sorpreso una Fortitudo in difficoltà sul monte di lancio.
Bologna si afflosciava e si spegneva, inning dopo inning, mentre i “bastoni” dei sammarinesi accendevano fuochi d’artificio nel cielo del Falchi.

Nasceva un’altra partita. Settimo assalto degli uomini pilotati da manager Bindi: 5 battute valide, tre su un Matos nervoso impreciso e frastornato (singolo di Buccheri, singolo di La Fera, doppio di Vasquez), due sul rilievo Martin Vargas (singolo di De Biase, singolo di Rovinelli). Morale: big inning da 4 punti. E San Marino a -1: punteggio sull’8-9.
Ottavo attacco sammarinese. Vargas fa battere male Matamoros e poi elimina al piatto Albanese. Ma quel volpone di Buccheri va a guadagnarsi la base su ball e poi ruba la seconda, allora Vargas va in tilt e subisce da Seth La Fera il singolo che spinge a casabase Buccheri per il 9-9. Clamoroso.
Tutto da rifare per la Fortitudo, che era baldanzosamente partita sul 7-0.
Ebbene, Bologna non immaginava ciò che ancora l’aspettava…
Con la base intenzionale a Vasquez, ordinata da Nanni, terminava la partita di Martin Vargas: molto breve, durata 1.1 rl, con 4 pgl. Prestazione negativa. Statisticamente la partita l’ha persa lui, anche se avendo “tirato” pochissimo non ha fatto i danni prodotti alla sua squadra da Jesus Matos: 6.1 riprese lanciate, 5 so, 1 bb, 12 valide subite, 7 pgl. Forse la prestazione più sofferta e più negativa di Matos nelle sue cinque stagioni bolognesi.

Dunque, scende Vargas all’ottavo inning, con 2 out. Sale sulla collinetta Fabio Milano, a lui il compito di chiudere senza altri guai. E invece il lineup terribile (lo è davvero quando si produce così…) del San Marino castiga anche il re dei closer. Al suo terzo lancio, Milano viene centrato dallo swing tempestoso di Max De Biase: fuoricampo da 3 punti. E così l’inning si chiude con altre quattro segnature dei Titani. Il punteggio balza sul 12-9. I tifosi, sulle gradinate del Falchi, sono impietriti. I giocatori della Fortitudo confusi.
Non è finita. E’ entrato in campo Riccardo Suardi, mandato da manager Bindi nella posizione difensiva di esterno destro. In attacco, Suardi prende il posto di Albanese. Ebbene, che cosa ti combina Riccardo al suo primissimo (e unico) turno in battuta? Fuoricampo! Un gran “legno” a destra su un lancio di Fabio Milano. E’ un homer da 2 punti perché in base c’era Matamoros. Finisce 14-9 una partita che la Fortitudo aveva allegramente cominciato sul 7-0.

Una partita strana, bizzarra, emozionante, caratterizzata da questo prodigioso recupero del San Marino e dai 5 fuoricampo (3 dei sammarinesi, 2 del Bologna.
Diciotto valide del San Marino, dieci della Fortitudo.
Male il monte di lancio di Bologna, però più dei demeriti di Bologna occorre sottolineare i grandi meriti del San Marino. E’ chiaro: nella partita dei pitchers stranieri (San Marino ne ha tre), quando il lineup sa essere così esplosivo, la squadra del Titano può essere in assoluto la più forte. Almeno in questa partita.

Se ha dell’incredibile la gara del Falchi, per come si è sviluppata, allo Steno Borghese di Nettuno (dove la formazione laziale di Bagialemani ha battuto per la seconda volta il Grosseto) si è verificato un fatto tecnico destinato a passare alla storia.
Due volte il Nettuno ha rubato casabase. Segnando al primo inning con la velocità e l’aggressività di Carlos Duran, ripetendosi poi con Ugueto che dalla terza volava a casabase approfittando che Mikkelsen era talmente concentrato sul battitore (Camilo) da dimenticare completamente che c’era un corridore del Nettuno in terza.
Sono le cosiddette “grandi rubate”. Già vedere una “grande rubata” nel baseball attuale – con le difese organizzate di oggi – è rarissimo (in passato ne avvenivano decisamente di più). Ma due “grandi rubate” della stessa squadra e nella stessa partita è roba… da primato. Indica lo stato di salute del Nettuno. E il baseball aggressivo che è caratteristica tecnica e tattica del baseball di manager Bagialemani.
Era l’ottavo inning (punteggio ancora sull’1-0 per il Nettuno e dunque partita in bilico) quando Ugueto, mandato in terza base su una battuta di Tavarez, sorprendeva la “batteria” grossetana Mikkelsen-Kelli Ramos.
La performance di Ugueto innervosiva e disuniva il pitcher del Montepaschi, il cui successivo lancio (una curva rimasta in mezzo al piatto) era facile preda di Juan Camilo che spediva la pallina oltre la recizione. Per il fuoricampo che valeva il 3-0.

Grosseto inconsistente, anzi improponibile, in attacco: una sola battuta valida (autore Avagnina).
Nelson Cruz, dalla collinetta dello Steno Borghese, ha dominato la scena. Quando lancia così, il Nettuno va sul sicuro. Apprezzabile la chiusura di Florian.

ROUND ROBIN, GARA 2

Bologna – San Marino 9-14
Successione punteggio:
San Marino: 0 0 2 0 1 1 4 4 2 = 14
Bologna : 4 3 0 0 0 2 0 0 0 = 9
Lanciatore vincente Looney. Lanciatore perdente Vargas.

Nettuno – Grosseto 3-0
Successione punteggio:
Grosseto: 0 0 0 0 0 0 0 0 0 = 0
Nettuno : 1 0 0 0 0 0 0 2 0 = 3
Lanciatore vincente: Cruz. Lanciatore perdente: Mikkelsen.

La classifica
Nettuno 1000 (2-0), Bologna e San Marino 500 (1-1), Grosseto 0 (0-2).

Questa sera
Questa sera si chiude la prima settimaa del round robin. Ancora in programma: Nettuno-Grosseto e Bologna- San Marino. Con i lanciatori oriundi. Inizio ore 21.


Azioni

Information

8 responses

9 08 2008
massimo

gira voce di un reclamo del Grosseto: il presidente Banchi ha dichiarato illegale la rubata di casa base……….

9 08 2008
gideon12

A proposito di rimonte, non scordiamoci l’arbitraggio di De Franceschi, inguardabile sotto ogni aspetto. E se avesse chiamato K a La Fera (come doveva essere) penso che la partita sarebbe andata in un altro modo.

Il mio sito internet: http://www.grandeslam.wordpress.com

9 08 2008
Maurizio Roveri

Daniele (o gideon 12), è vero che i primi due punti del San Marino portano la firma di un De Franceschi molto impreciso, il quale ha sbagliato in maniera evidentissima una chiamata di strikeout su La Fera che sarebbe stato il terzo out. Ma gli altri 12 punti? Non c’è la mano di De Franceschi (seppure sia un arbitro in evidente fase calante nel dirigere a casabase) ma le mazze di De Biase, Vasquez, Sheldon, Albanese, Buccheri, Suardi.
Forse senza quell’errore dell’arbitro De Franceschi la partita di venerdì al Falchi non sarebbe finita col punteggio di 14 a 9, ma avrebbe vinto ugualmente il San Marino. Che in questa occasione è stato più bravo

9 08 2008
gideon12

Certo. Il San Marino venerdì ha meritato la vittoria (mai messo in dubbio questo punto) ma forse, e dico forse, sarebbe stato un nono inning differente con il vantaggio di un punto e perchè no, con Milano sul monte a chiudere e a non fare delle missioni Impossibili.

9 08 2008
massimo

Dare la colpa ad un arbitro per una sconfitta è solo cosa da calcio ( spesso vero ) nel baseball succede troppo spesso che gli arbitri non siano per niente capaci ( non tutti per fortuna ). Se De Franceschi fosse davvero ( è sicuramente lo è ) in fase calante non lo è stato “solo” su LaFera e non “solo” a favore del San Marino: quanti dei primi sette punti sono arrivati per chiamate imprecise?? Uno strike out non ha MAI cambiato una partita a meno che non sia a basi piene con due out a conto pieno. Sono di altro tipo le chiamate che cambiano le partite!!!

10 08 2008
Gideon 12

Caro Massimo, de opinibus……

12 08 2008
Alfredo

Per noi di nettuno,quest’anno senza Cipriani(nato e cresciuto a Grosseto, non doveva arbitrare la finale tra Grosseto e Nettuno)sembra che le cose vadano meglio. Gli Arbitri di quest’anno: Fabbrin,Giabbani,Filippi,Maestri,Serafini(cosi cosi),Bastianello,metterei anche Chirici(lui ha avuto una diatriba con la Società)ma per me resta un grande Arbitro,a volte esagera nel protagonismo,ma questo fa parte del suo carattere, tutti molto bravi e migliorano di giorno in giorno….COMPLIMENTI per l’abnegazione e la voglia di fare sempre bene,continuate cosi tutti insieme diventeremo grandi.

12 08 2008
Maurizio Roveri

E’ giusto parlare di arbitri sottolineandone anche i meriti, perchè troppo spesso (a causa della insufficiente cultura sportiva della nostra Nazione) si tende solo a criticarli o a contestarli. I calciofili sono maestri in questa cattiva abitudine…

Dunque, i migliori arbitri del baseball italiano: a mio parere sono Fabrizio Chirici, Pier Franco Leone, Alessandro Cappuccini, Marco Taurelli, Andrea Giabbani, Sergio Leanza.

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