IBL, ecco i “nostri” Oscar: da Austin a Giuseppe Mazzanti, da Liverziani a Renato Imperiali, da Gustavo Martinez a Cillo, da Richetti a Da Silva. Scriveteci, vogliamo conoscere anche i “voti” dei nostri lettori

4 08 2008

di MAURIZIO ROVERI

Gli oscar del campionato. Vi proponiamo, con classifiche e relativi commenti, le nostre “top ten” della regular season: i giocatori più completi, i più costanti nel rendimento, i più efficaci, quelli che hanno fatto la differenza. Insomma, i migliori dei mesi scorsi. Coloro che, in buona parte, saranno anche grandi interpreti nei playoff che stanno per cominciare.
Si tratta di riconoscimenti soltanto virtuali, per ora (attenzione: solo per ora…). Frattanto ci permettiamo di essere i primi, con i nostri siti (BaseballItalia e Doubleplay), a dare un’indicazione e ad esprimere delle opinioni. Tracciando un giudizio sui giocatori che riteniamo siano stati i più bravi, i più interessanti nel corso della regular season. E’ una valutazione che abbiamo realizzato scrupolosamente e con profonda attenzione. Ma non siamo così poco umili da ritenere che questa sia la “verità assoluta”. E pertanto ci piacerebbe coinvolgere tutti i nostri lettori, tanti appassionati che seguono il baseball di massima serie, affinché – commentando questo articolo – possano trasmetterci le loro opinioni. Motivandole.

Fateci conoscere i vostri pareri, ancor meglio se saranno già impostati sugli imminenti playoff.
Una maniera simpatica, gradevole, interessante per dialogare di baseball. E per parlare di coloro che sono i “veri” personaggi della IBL: i giocatori. Da sempre i giocatori rappresentano la parte migliore del baseball italiano, sicuramente meglio di coloro che il baseball italiano lo dirigono (fra contraddizioni e approssimazioni).

“BaseballItalia”, che è sempre sulla notizia, ha già svelato nei giorni scorsi i MIGLIORI della regular season attraverso un sofisticato sistema. I “numeri” (e il baseball è uno sport di numeri) elaborati e “raffinati” dal computer. Ne sono uscite classifiche molto precise e ovviamente molto credibili.
Però il baseball è un gioco complesso, completo, intelligente, tattico, ingegnoso, che è fatto di tante tantissime sfumature, di numerosi dettagli. E non soltanto di numeri. I quali, inoltre, vanno interpretati.
“BaseballItalia” giustamente ha avvertito i lettori, sottolineando che il software che ha elaborato i dati immagazzinati ha preso, sì, in considerazione numerosi valori ma… non ha assistito ad alcuna partita.

Era giusto fare questa osservazione. Certi aspetti tecnici e tattici che avvengono durante le partite, nonché i coinvolgimenti emotivi, il giocare sotto pressione, l’eleganza di certe giocate difensive, la personalità di un giocatore, il carattere di un vincente, il range di un interbase o di un esterno (che non è uguale per tutti), la guerra dei nervi fra lanciatore e battitore: ecco, queste sono soltanto alcune appassionanti situazioni che per forza il software non può conoscere.
Altro esempio: c’è battuta e battuta. Un giocatore che in una partita batte 3 valide su 4 turni potrebbe risultare meno importante di un compagno di squadra che chiude a 1 su 5 ma che … con la sua unica valida (magari è un fuoricampo) firma la vittoria all’ultimo inning!
Ci sono sfaccettature che l’occhio – soprattutto se è un occhio esperto – può valutare meglio di qualsiasi computer. E pertanto si rende necessario “integrare” le interpretazioni, perché il discorso sia più completo e la valutazione più profonda.

LA TOP TEN DEI GIOCATORI PIU’ COMPLETI
(dove si tiene conto della battuta, del gioco sulle basi e dell’espressione difensiva):

1)  RICHARD AUSTIN. Quando si presenta lui nel box di battuta, i lanciatori impallidiscono. O sono assaliti da improvviso batticuore. Un mancinone, l’americano nato trent’anni fa nello stato di New York, con un fisico che incute paura. Alto 1,90 per 95 chili, il “cleanup” della Fortitudo Bologna ha un imperioso swing. Che fa male, molto male, soprattutto quando ci sono compagni sulle basi. E’ un autentico “uomo delle pulizie”. Sparecchia le basi come ho visto fare da pochi altri. Il lanciatore che gli tira una dritta veloce, magari un po’ altina, si aspetti… il fuoricampo. Austin è stato il re degli homeruns(10), primo anche per “punti battuti a casa” (50), per slugging pct (652), per punti segnati (43) e per totale basi conquistate (105).Terzo in media-battuta (366) e quarto nella graduatoria della On base pct (475). Alla sua prima stagione italiana, Richard ha sfiorato la Tripla Corona. Il suo giro di mazza ricorda in un certo senso quello di John Skuddy, altro americano che giocava a Bologna e che vinse lo scudetto del 1984 con la Fortitudo targata Be.Ca. Austin, utilizzato prevalentemente esterno centro ma anche a destra, si è ben destreggiato pure in difesa facendo registrare in regular season una media di 972.
2)  GIUSEPPE MAZZANTI. Il bomber del Nettuno, immagine di potenza, passione, aggressività, ha vinto la classifica della media-battuta con uno straordinario 392 di average. L’anno scorso aveva vinto De Biase con 360. E’ un battitore totale, Mazzanti. Capace di battere duro in qualunque posizione del campo. Pur essendo giocatore di notevole stazza, sa essere dinamico e abbastanza agile. Molto cresciuto in difesa, a protezione dell’angolo caldo di terza base: in questi anni è migliorata la sua tecnica nelle prese sul lato destro. Molto coordinato anche in prima base. Ha chiuso la regular season con 973 di media-difesa. E’ indubbiamente l’uomo-chiave del Nettuno.
3)  CLAUDIO LIVERZIANI. Intelligente, esperto, completo. Soprattutto giocatore prezioso, sempre e comunque. Sa quel che deve fare, in ogni occasione. Grande controllo, della situazione e dei nervi. Batte 352, con uno slugging pct di 560 e una percentuale d’arrivi in base di 506. Perfettamente a suo agio nello spot numero 3 dell’ordine di battuta della Fortitudo, avendo bomber Austin alle sue spalle. Grande occhio, si guadagna basi su ball e non va quasi mai strikeout. Uno dei pochi mancini a battere bene e con regolarità contro i lanciatori mancini. In difesa è insuperabile. Spettacolare e perfetto all’esterno destro, dove copre una vasta zona e va ad artigliare palle quasi impossibili o “contiene” in singoli potenziali doppi, Claudio è sicurissimo anche quando viene utilizzato in prima base. I suoi numeri difensivi dicono: 139 potouts, 13 assistenze, nessun errore. L’ultima volta che ho visto Liverziani commettere un errore in difesa è stato due anni fa, anche più. Fisico armonioso, gambe che corrono ancora molto bene. Ho collocato nei primi due posti Austin e Beppe Mazzanti per premiare sia il re dei fuoricampo sia il vincitore della media-battuta, ma… in realtà il primo posto – per la completezza, per l’efficacia, per la sostanza, per l’utilità – lo avrebbe meritato proprio Claudio Liverziani. Da anni il miglior giocatore di scuola italiana.
4)  WUILLIAMS VASQUEZ. Il più importante acquisto realizzato dal San Marino sul mercato, l’inverno scorso. Ha confermato d’essere battitore efficacissimo e regolare: secondo in media-battuta dietro a Mazzanti con 380 di average, terzo per arrivi in base (485 di percentuale) e per numero di basi conquistate (88). Difensivamente valido, un jolly che può ricoprire le tre posizioni dell’esterno ed essere eventualmente utilizzato anche come interno.
5)  JAIRO RAMOS. Smaliziato, concreto, opportunista. Talvolta dà la sensazione di gigioneggiare un po’. Ma quando serve, Jairo c’è. Quando c’è da ribaltare una partita con un fuoricampo, magari agli extrainning, Jairo c’è. Numeri: 342 di average, 555 di slugging pct, 40 punti battuti a casa,7 fuoricampo, 86 il totale basi. Appartiene a quella categoria di giocatori esperti e scaltri che sanno stare in campo e che lasciano il segno, come i suoi compagni di squadra Kelli Ramos, Marval, Mikkelsen. Prima base del Grosseto campione d’Italia, Jairo Ramos ha chiuso la regular season con 980 di media-difesa.
6)  JOHNNY CARVAJAL. Il vecchio drago venezuelano ha firmato un grande campionato. Poteva diventare frustrante per uno come lui giocare nel Redipuglia e non vincere mai (o quasi), invece non si è tirato indietro. Anzi, partita dopo partita, ha giocato con sempre più entusiasmo ed energia. Risultando un esempio importante per i Rangers. Ha tallonato Austin nella graduatoria dei fuoricampo (Carvajal ne ha fabbricati 9) e si è collocato in seconda posizione (ancora alle spalle di Austin) nel totale basi (92) Ha difeso abbastanza bene l’angolo caldo, destreggiandosi anche come interbase. Un giocatore, chiaramente, da squadra superiore.
7)  ORLANDO MUNOZ. Ecco un altro veterano. Passano gli anni, ma Orlando è sempre protagonista. Perché “vede” il gioco, ha tecnica limpida, cura molto bene il suo fisico, gira ancor molto efficacemente la mazza (357). Terza base del Cariparma, appena 4 errori in 42 partite. Media difesa 978.
8)  RAUL MARVAL. Colonna della difesa del Montepaschi Grosseto. Per manager Mazzotti un interbase così è una garanzia: 33 po, 90 assistenze, 5 errori. E un buon 337 di media-battuta. E’giocatore di sostanza, di quelli che danno equilibrio ad un gruppo. Costretto a saltare 13 partite per infortunio, e senza di lui la difesa dei maremmani campioni d’Italia non aveva la stessa solidità. Ha un grande pregio, Raul Marval: in attacco non va mai strikeout. Soltanto 4 le volte che è stato eliminato al piatto in 101 turni alla battuta.
9)  IGOR SCHIAVETTI. E’ il capitano del Nettuno e sa stare in campo da vero capitano. Un leader. Temperamento, orgoglio, coraggio, carattere. Problemi fisici lo hanno condizionato, infatti ultimamente era stato impiegato da “battitore designato”, ma Igor rimane in assoluto il miglior interbase di scuola italiana del campionato. Se la cava benone anche in terza. Che bel diamante potrebbe avere il Nettuno, con Giuseppe Mazzanti in prima base, Renato Imperiali in seconda, Schiavetti in terza e Ugueto shortstop! Notevole il salto di qualità che il trentaduenne interno nettunese ha prodotto in attacco rispetto alla stagione scorsa: un anno fa Schiavetti batteva 244, quest’anno ha chiuso la regular season con 339 di average, 22 punti battuti a casa, 52 totale basi e soltanto 8 strikeout subìti.
10)  a pari merito: il poderoso e cresciutissimo LEONARDO ZILERI (Cariparma) 329 di average e 960 di md all’esterno centro, e il concreto MIKE LOCKWOOD (Godo) 7 fuoricampo e 537 di slugging.

Meritano certamente di essere menzionati anche personaggi come Manny Alexander, Bautista, Mazzuca, Gomez, Angrisano, Kelli Ramos, Ermini, Sgnaolin, De Biase, Connell, Sheldon, Buccheri, Parisi, Avagnina, De Franceschi. E vorrei sottolineare anche la performance difensiva di ENRICO CECOTTI, prima base del Redipuglia, 992 di media difesa.

ROOKIE DELL’ANNO
Renato IMPERIALI, ventenne, prodigio nettunese. Compie un doppio salto, dalla serie B (promosso in A2) alla IBL. Non fa in tempo ad affacciarsi alla prima squadra del mitico Nettuno che già… si trova gettato in mischia. Al centro del diamante. Nel ruolo difensivo più difficile e impegnativo, quello di interbase. Stupisce tutti: per l’aggressività e il rendimento nel box di battuta, e per la sicurezza in difesa. Poi torna Schiavetti a riprendersi il suo vecchio ruolo (e successivamente Ugueto, il sostituto di Menechino), cosicché Renato viene spostato in seconda base. Che è la stessa posizione di suo fratello maggiore Francesco nel San Marino. Titolare inamovibile, Renato Imperiali: 304 di media-battuta, 20 punti battuti a casa, 3 fuoricampo, 464 di slugging, 974 di media-difesa (61 po, 90 assist, 23 doppi giochi, solo 4 errori): ma dove lo trovate un altro debuttante così, che veniva dalla B (il Nettuno2) ed aveva appena diciannove anni quando è entrato nel roster della Danesi? Bravo Renato. Ma molto bravo anche il suo allenatore Ruggero Bagialemani, che questi giovani talenti di scuola italiana (o meglio, di scuola nettunese) li scopre e li lancia. Un buon manager si vede anche da queste cose.

LA TOP TEN DEI LANCIATORI

1)  GUSTAVO MARTINEZ. Rimini ha scoperto in ritardo di avere un fenomeno. Decisamente il miglior pitcher della IBL 2008. La palla più veloce del campionato (anche per via del lungo stop di Figueroa). Ha concluso la sua prima avventura italiana con 1.17 di media PGL, e 88 strikeout in 76.2 riprese lanciate. Concedendo ai battitori avversari una media di 184.
2)  CODY CILLO. Bologna ha davvero investito bene sull’ex del Godo. Nove partite vinte e soltanto 1 persa con la casacca della Fortitudo, e 1.34 di media pgl. Cillo è lanciatore di controllo, fastidioso per i battitori per quel suo tipo di lancio da tre quarti. Discreta velocità, ha uno slider che manda fuori tempo i battitori.Cody fa buon uso anche di una sinker che crea problemi ai battitori destri.
3)  CARLOS RICHETTI. Da “italianizzato” fa la differenza per il Nettuno nelle partite dei lanciatori italiani. Ha vinto la classifica degli strikeout: 96 in 93.1 rl. Tira a 90 miglia e anche oltre, quest’anno ha migliorato decisamente il suo controllo, quand’è in giornata diventa difficile per chiunque batterlo. Anche Richetti ha un record di 9-1. Come Cillo.
4)  JESUS MATOS. Il dominicano di San Pedro de Macoris è alla sua quinta stagione bolognese. Non è più il pitcher dominante dei primi anni, ma resta affidabilissimo. Qualche strikeout in meno rispetto al passato, però la solita sicurezza e forse un maggiore senso tattico. 7 partite vinte, 2 perse, 2 salvezze.
5)  KYLE COLLINA. Il Godo ha avuto il merito di portare in Italia questo lanciatore molto interessante, che ha chiuso la sua stagione con una strepitosa “no hit”. Impressionante inoltre quel solo 149 di media-battuta concessa agli avversari. Se diventa oriundo, sarà l’uomo-mercato del prossimo autunno-inverno.
6)  LINCOLN MIKKELSEN. Il “professore”. Tanto mestiere, tanta intelligenza. Mescolando abilmente i lanci in suo possesso. Leader e punto di riferimento importante per il Grosseto. La sua sapienza tattica e il suo orgoglio potrebbero avere un notevole peso nei playoff, dove i “duri” emergono.
7)  GIOVANNI CARRARA. Per l’ex-major leaguer, stella del Nettuno, vale lo stesso discorso fatto per Mikkelsen. Carrara, che nei suoi anni ruggenti ha lanciato anche per i Los Angeles Dodgers, ha anche più classe di Mikkelsen (ma minore autonomia).
8)  CHRIS COOPER. Questo oriundo, che a Grosseto ha vinto 6 partite esattamente come Mikkelsen, è stato l’uomo della provvidenza per Mauro Mazzotti: gli ha risolto diversi problemi nel lungo periodo dell’emergenza del mound grossetano.
9)  BRIAN LOONEY. Il mancino del Connecticut è uomo di vastissima esperienza e di notevole classe. Rilievo e closer di grande concretezza. Lanci di qualità.
10)  a pari merito: EMILIANO GINANNESCHI (Grosseto) e FABIO BETTO (Bologna): due veterani che sanno dove piazzare la pallina e come mettere a disagio i battitori avversari. Dove non arrivano più con la velocità, arrivano con l’intelligenza e con l’orgoglio.

LANCIATORE RIVELAZIONE

TIAGO DA SILVA. Come vivere dentro una favola. E’ la storia di un ragazzo, ora ventitreenne, che arrivò giovanissimo in Italia. Dal Brasile. Con una valigia piena di sogni. E tanto talento per il baseball. Era la primavera del 2005. In Venezia Giulia scoprì Redipuglia, la sua prima squadra italiana. E scoprì anche l’amore. Tiago e la sua Katia si sposarono presto. Poi lei, Katia Boscarol, ebbe un’offerta importante dalle San Marino Hornets. Lui l’ha seguita: si sono trasferiti in Romagna dove Tiago ha trovato un ingaggio in A2, a Marina di Ravenna. Con la casacca dei Marina Waves ha giocato molto bene da interbase la stagione scorsa ed è stato micidiale come battitore: 384 di average, con 21 punti battuti a casa. Non lanciava, non poteva salire sul monte in A2 (era straniero), e non mi risulta che avesse lanciato nei due campionati di A2 con Redipuglia. Dunque, ha del clamoroso il rendimento che Tiago (da quest’anno tesserato come oriundo) ha prodotto nel suo primissimo campionato di massima serie. Di colpo, sale in A1, sale sul Titano, sale sulla collinetta e da debuttante confeziona una stagione da 1.92 di media-pgl, con 69 strikeout e appena 12 basi su ball in 65.2 inning. Mette in difficoltà i battitori con quel suo strano caricamento (lancia di tre quarti, con una sorta di “hesitation”), tecnica imparata da ragazzetto in Giappone. Magistrale il “cambio di velocità” di Tiago, l’esordiente che concede ai battitori appena 173 di average. Indiscutibilmente è lui la rivelazione dell’anno sul monte di lancio.


Azioni

Information

3 responses

5 08 2008
gideon12

Praticamente perfette queste pagelle!!

7 08 2008
francoludovisi

Sicuramente Roveri propone i migliori in ogni ruolo in base ad una serie di considerazioni che vengono esposte attentamente nell’articolo.
Ma il variegato mondo del baseball, dove si sa che ognuno ha la “sua” da dire su ogni cosa, questa volta è totalmente d’accordo?
Non ho visto molte partite quest’anno, per cui non azzardo indicazioni.
Ma chi è stato spesso presente, una mezza idea la potrebbe esprimere:
ad esempio su Tiago Da Silva, lanciatore rivelazione.
Ma è vero?

7 08 2008
Claudio Adelmi

Condivido nella sostanza le opinioni espresse da Maurizio Roveri in quella che è letteralmente sua la “notte degli Oscar”, anche perché ogni tanto egli stesso ci ricorda che spesso lavora fino a tarda notte per fornirci il suo ottimo prodotto giornalistico, e per questo penso che meriti la gratitudine del mondo del baseball.
Appare chiaro come le performances statistiche abbiano influito sulla scelta dei candidati e sul loro ordine, d’altra parte il baseball è uno sport di numeri. Numeri che non mancano a Claudio Liverziani, che tuttavia è collocato al terzo posto fra i giocatori più completi essendosi “solo” piazzato nelle principali classifiche individuali di specialità. Giusto premiare la quasi tripla corona (Austin), o la miglior media battuta (Mazzanti), tuttavia, come afferma lo stesso Roveri, in realtà è proprio il “bomber” biancoblu il giocatore più completo del nostro campionato, un atleta e un vero e proprio giocatore totale, che potrebbe trovarsi a proprio agio in qualsiasi spot del lineup e sublime difensore dell’esterno destro e forse ancor meglio del cuscino di prima base.
Per il resto, probabilmente meriterebbe di essere preso in considerazione anche qualche giocatore la cui importanza non è sufficientemente premiata dalle statistiche, ma le cui prestazioni hanno fortemente inciso sul rendimento della squadra.
Essendo di parte, faccio solo qualche esempio in casa Fortitudo, che d’altro canto si è imposta in regular season obiettivamente con grande merito.
Juan Pablo Angrisano (peraltro menzionato anche da Roveri) ha chiuso con una media battuta di .265, adeguata per un ricevitore, ma molto più bassa di quella ottenuta dai 10 selezionati. Tuttavia, in 31 partite ha battuto a casa 26 punti (0.84 a gara, solo Austin meglio di lui in Fortitudo) grazie anche a 6 doppi, 1 triplo e 4 homer. Dunque, al di là della media, una “presenza”. Non c’è bisogno di ricordare come si è mosso dietro al piatto di casa base, basti pensare che la Fortitudo è stata la squadra che ha subito meno rubate, la seconda per tentativi di rubata subiti, e la migliore assoluta come percentuale di colti rubando (.405), numeri che portano soprattutto la firma di Angrisano, ma anche la sostanziale collaborazione di Gasparri e Landuzzi, che comunque hanno ricevuto circa il 30% delle partite. Un solo errore difensivo per l’italoargentino, senza il quale avrebbe vinto la classifica individuale della media difensiva (con le sue 259 opportunità contro le 251 di K. Ramos). Una sola palla mancata … nell’ultima gara di regular season. E dire che e’ il suo anno di esordio nella massima serie.
Altre individualità sono emerse in Fortitudo, ma voglio citare un altro giocatore che quest’anno non è stato premiato come meriterebbe dalle statistiche. Si tratta di Fabio Milano: 28 ip, era 2.25, 2 vinte, 2 perse, 4 salvezze. Fabio è un lanciatore che a mio avviso potrebbe essere utilizzato in tutti i modi, facendo bene in ogni circostanza. E’ stato utilizzato come closer, almeno da 6 anni a questa parte, un ruolo in cui fa la differenza, dunque bene così, anche perché pochi come lui hanno dimostrato la “freddezza” necessaria per svolgere bene quel ruolo, specialmente quando entri con corridori in base e qualche out da fare. A mio avviso non c’è nessun lanciatore con le caratteristiche di Fabio Milano nell’IBL, mi viene in mente solo Looney. Dopo un inverno tribolato che gli ha reso molto difficoltosa la preparazione alla stagione, Fabio si è presentato comunque puntuale ottenendo due salvezze (da due riprese) fondamentali nei primi due weekend di campionato, che probabilmente hanno contribuito non poco a dare il la alla cavalcata biancoblu. Il mound biancoblu poi è entrato decisamente in ritmo e di lui c’è stato meno bisogno, ma quando è successo Fabio si è sempre fatto trovare pronto. Nel weekend di Nettuno, per esempio, è stato decisivo per far vincere alla Fortitudo le due gare che hanno consegnato il primo posto ai bolognesi, con due apparizioni nel giro di 24 ore nelle due gare più difficili, salvando una situazione complicata in gara1 e salvando la partita in gara2. Entrambe le sue sconfitte (evento rarissimo peraltro, se non ricordo male, dal 2003 al 2008 compresi, 4 sconfitte in tutto in regular season per lui) sono avvenute agli extrainning, e quella in casa contro il Nettuno subendo un punto dopo 5 riprese sul mound.
Grazie ancora a Maurizio Roveri.

Claudio Adelmi

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger cliccano Mi Piace per questo: