IBL, il pagellone della settimana: Richard Austin re dei fuoricampo, Mazzanti vince la media-battuta. Grosseto lascia a zero il Parma. Strepitosa “no hit” di Collina. Le 500 partite di Cabalisti. Il mistero Lucena

28 07 2008

di MAURIZIO ROVERI

DIECI a RICHARD AUSTIN – Chiude con i fuochi d’artificio (2 fuoricampo) una regular season strepitosa per rendimento, continuità, affidabilità, potenza, professionalità. Un cleanup così non lo si vedeva da tempo. “Numeri” da… marziano: primo fuoricampista del campionato (10 homerun, fra i quali un grand slam), 652 di slugging pct e cioè la media-bombardieri (primo posto), 50 punti battuti a casa (primo posto), 366 di media-battuta (terzo posto), 43 punti segnati (primo posto, assieme al compagno di squadra Bautista e a Nunez), 105 il totale basi conquistate (primo posto, unico giocatore ad aver superato quota 100). E poi, 475 di “on base pct” (quarto posto). Anche 32 basi su ball (quarto posto).

Il colosso Austin è quel trascinatore che alla Fortitudo Bologna mancava nelle stagioni scorse. Il personaggio giusto al posto giusto. Eppure, non era un giocatore particolarmente reclamizzato, e neanche tanto conosciuto. Mai arrivato in Major League e neppure in Triplo A. Una carriera professionale tutta fatta nel “mondo sommerso” delle Leghe Indipendenti: da Springfield in Frontier League a Rockford, e poi in Northern League con i Redhawks. Spesso guidando le statistiche di lega per media battuta e percentuale di arrivi in base. Segnalandosi anche come fuoricampista. Nell’inverno scorso la sua mazza cantava un bel 386 di average in Messico, nella Liga Invernal Veracruzana. E’ lì che l’omone nato nello stato di New York il 30 agosto 1977 viene raggiunto da una telefonata. Lo vogliono in Italia, lo cerca il club di Bologna. All’inizio Richard è un po’ titubante, poi accetta. E diventa protagonista della IBL. Il re dei fuoricampo.

Alla Fortitudo del presidente Marco Macchiavelli il merito di avere scovato questo fortissimo giocatore. Interessante personaggio, anche. Lureato in psicologia, si è adattato immediatamente e benissimo alla realtà italiana, fisico da supermassimo, tranquillo e sempre sorridente (ma… con la mazza in pugno diventa il terrore dei lanciatori). Ecco la dimostrazione di come si può ingaggiare giocatori preziosissimi senza andare necessariamente a cercare il “grosso nome”. E spendendo il giusto.
Dicevo: Austin ha concluso con due lampi la sua grande regular season. Venerdì notte ha deciso lui l’equilibratissima gara2 contro Rimini realizzando – al decimo inning – un gigantesco fuoricampo all’esterno centro, nel punto più profondo di uno stadio lungo come il “Gianni Falchi” (ne ha fatti diversi in quella posizione). La pallina è uscita abbondantemente oltre il limite dei 122 metri, si suppone che sia atterrata a circa 140 metri da casabase. Sabato notte Richard ha prodotto qualcos’altro di straordinario: lui, mancino, ha fatto volare la pallina oltre la recinzione a sinistra. Un homerun in “campo opposto”. Prelibatezza per intenditori.

NOVE a KYLE COLLINA – Quando l’ho visto la prima volta, agli inizi di maggio e lui era appena arrivato in Italia, non ho avuto dubbi: ho intuito che quello era un grande lanciatore e che sarebbe stato un interprete importante della IBL 2008. Così è stato. Il lanciatore americano del Godo (che nella prossima stagione potrebbe avere lo status da oriundo) ha palla veloce, bella personalità sul mound, uomo da strikeout. Nella sua ultima partita stagionale della sua prima esperienza italiana, Collina si è superato. Autore di una enorme performance: una “no hit” contro i Rangers Redipuglia. Nove inning, firmando 14 strikeout e lasciando letteralmente a bocca secca gente come Johnny Carvajal, Lizahio Baez, Massimiliano Sartori, Marco Ricciarelli. Kyle Collina ha costretto i Rangers ad uno sconcertante 0 su 28. Per il pitcher dei Goti 132 lanci, 84 dei quali nella zona dello strike.
Questo pitcher dalle origini italiane è di Easton (Pennsylvania), dove è nato il 21 giugno 1984. Uscito dalla Lehigh University, ha giocato qualche stagione da professionista in Singolo A per l’organizzazione dei Cleveland Indians. Un ragazzo in cerca di successo e qui nell’Italian Baseball League lo sta trovando. Kyle spara una dritta da 92 miglia, che non è mai in mezzo al piatto. Ha lanci interni ed esterni, lavora bene sugli angoli, usa efficacemente le due parti del piatto di casabase. Lanciatore potente e al tempo stesso di buon controllo, infatti sono poche le basi su ball concesse. In alternativa alla dritta veloce, Collina tira bene lo slider e il cambio di velocità.

OTTO al NETTUNO e al GROSSETO – La Danesi Nettuno di manager Ruggero Bagialemani ha conservato in trasferta, sul difficile diamante di San Marino, il suo buon secondo posto in classifica. Respingendo così la minaccia del Montepaschi. Si annunciava delicatissima la trasferta dei nettunesi nell’antica Repubblica del Titano. E la sconfitta in gara1 contribuiva a far crescere la pressione sulla squadra laziale. Però il Nettuno è un gruppo con grandi risorse caratteriali. Orgoglio, temperamento e solidità mentale hanno sorretto Schiavetti, Mazzanti, Renato Imperiali e i loro compagni, capaci di tenere sotto controllo una partita “stretta” e sofferta (com’è stata gara2) e poi di esplodere letteralmente in gara3 fabbricando 19 punti, 16 valide, 19 PBC, quattro fuoricampo e quattro doppi!
OTTO merita ovviamente anche un “super” come GIUSEPPE MAZZANTI, 3 su 7 in due partite giocate a San Marino.Niente di esaltante per un bomber come lui, ma gli è bastato per conservare il primato e vincere la classifica della media battuta con un fantastico 392 di average. Precedendo Vasquez (San Marino) e Austin (Bologna).

Grosseto ha inflitto una tripletta al Cariparma. Ma ciò che è impressionante è che ha lasciato gli avversari a zero in ogni partita e addirittura nella notturna di sabato i lanciatori del Montepaschi hanno realizzato una “no hit”. Ma non doveva essere la partita a rischio, quella dei lanciatori italiani, per la squadra di manager Mazzotti? Da quando è in emergenza in gara3 (si era fermato Ginanneschi il mese scorso, dopo che da molto tempo era definitivamente out Riccardo De Santis, poi è andato in America Panerati, la settimana dopo lo ha seguito Lucati) il Grosseto ha sempre vinto quella partita… Stavolta lo ha fatto con 4 inning del “Gina”, 2 inning del giovanissimo debuttante Alessandro Medaglini, con 1 inning del coach Fabio Toniazzi (chiamato da Mazzotti sul monte, a 43 anni, a distanza di quindici anni dalla sua ultima apparizione in massima serie) e con 2 riprese interessanti di quel Lorenzo Avagnina che una volta lanciava nell’Avigliana in A2 ma che non era mai salito sul monte in A1. Tenere un avversario a zero per tre partite è una performance che in questo campionato è riuscita soltanto al Montepaschi. Sette vittorie per i toscani nelle ultime nove partite. Squadra in salute. Proprio come il Nettuno e come Bologna. Che grandi sfide si annunciano nei playoff (dal 6 agosto).

SETTE a RICHETTI e a CILLO – Carlos Richetti è un ragazzo estroverso, a volte un po’ irrequieto e impulsivo, però da lanciatore sta trovando a Nettuno la sua maturità e la sua dimensione. Gioca da italiano e fa la differenza, proprio come sperava manager Bagialemani. Richetti ha dimostrato il suo valore anche sabato notte: la sua “veloce” ha fabbricato 7 strikeout in 5 inning sul diamante sammarinese di Serravalle. Carlos ha vinto la classifica degli strikeout in questo campionato 2008: 96 eliminazioni al piatto in 93.1 inning lanciati. Sono state 9 le partite vinte dall’italodominicano del Nettuno. 9 successi e 1 sconfitta. Esattamente come CODY CILLO, il bravissimo oriundo della Fortitudo Italeri Bologna, che ha concluso la sua regular season con un ottimo 1.34 di media-PGL. Dietro soltanto a Gustavo Martinez, il forte pitcher straniero della Telemarket Rimini (1.17).
Al fianco di questi grandi lanciatori, merita una menzione Matteo Bertoldi, 21 anni, lanciatore mancino, che ha consegnato la seconda vittoria stagionale (quella di gara2, venerdì sera) ai Rangers della Venezia Giulia sul diamante di Godo. E’ stata la prima vittoria in trasferta di Redipuglia.

SEI a ROBERTO CABALISTI che a 47 anni ha ancora quel sacro amore per il baseball che lo spinge a salire sul monte, seppure per brevi apparizioni. Rimini ne ha bisogno e lui non si tira indietro. Grande dimostrazione di affetto e dedizione al proprio club. Ha lanciato 3 inning venerdì (subendo al 10° il fuoricampo decisivo di Austin) e 1 sabato senza concedere nulla. Proprio quell’inning di gara3 a Bologna ha consentito al vecchio “Caba” di raggiungere il traguardo delle 500 presenze in serie A da lanciatore. Record straordinario. Credo che in totale abbia lanciato qualcosa come 2200 inning.

E allora, a questo punto, ci vuole un VOTO alla CARRIERA. E non ho dubbi: Roberto Cabalisti merita un DIECI. Cominciò in serie A con Trieste nel 1984, poi Verona, San Marino e dal 1989 è al servizio del Rimini.Vent’anni con i Pirati. Classe, cuore, professionalità. Un esempio. Applausi.
Io penso che Roberto Cabalisti e Paolo Ceccaroli (altro straordinario personaggio del Rimini Baseball) siano da considerare i più forti lanciatori ITALIANI (cioè di scuola italiana) degli ultimi 25 anni. E forse i più grandi in assoluto (a parte il leggendario Giulio Glorioso).

CINQUE a SANDY PATRONE – Sempre rimanendo a Rimini, sorprendente il calo di rendimento accusato quest’anno da Sandy Patrone. Il pitcher “italianizzato” della Telemarket non è più il lanciatore dominante e, comunque, sicuro e affidabile della stagione scorsa. Flessione evidente. Come ha confermato anche l’ultima partita, quella di sabato: 4 inning lanciati, 2 K, 1 bb, 6 bvc, 4 pgl. Lanciatore perdente dell’incontro. Venticinquesimo posto nella graduatoria della media PGL, con 4.98 (preceduto da Tonellato e da Nisco…).

QUATTRO a PASCUAL MATOS – Il catcher straniero del Cariparma ha commesso un errore importante in gara1 a Grosseto. Poi ha battuto (si fa per dire…) 0 su 3 in gara2. E nella terza partita lo hanno tenuto giù. Penso che non lo rivedremo più. Il campionato italiano non perderà tanto (considerando anche che s’è rivelato uno specialista delle “palle perse”).
Un QUATTRO va attribuito anche ad un altro ricevitore, Serafin De Camargo, l’oriundo della Telemarket Rimini: il quale, nel trittico di Bologna, si prodotto in un avvincente 0 su 11 nel box di battuta. Spero che qualcuno non abbia l’insana idea di chiamarlo in azzurro: Angrisano e Parisi sono di tutt’altra dimensione!

TRE al CARIPARMA – La missione del gruppo di Gerali (entrare nei playoff) appariva molto difficile, ma non impossibile. Era partito per fare la… guerra, per tentare di vincere tre incontri. Così da Parma avevano dichiarato alla vigilia. Non soltanto non hanno vinto neppure una gara in Maremma, ma sono rimasti a secco sempre. Zero punti in tutte tre le partite di Grosseto, addirittura subendo una “no hit” nell’ultima: 0 su 25. Okay, il pensiero è già indirizzato sulla Coppa Italia, ma un briciolo di dignità sarebbe stata apprezzata.

DUE al MISTERO LUCENA – Non va. Non tira strike. Non sembra neanche più essere un lanciatore. Lui che negli anni scorsi tirava carrettate di lanci e sembrava avere un braccio bionico. Quando San Marino lo mette sul monte, lo deve togliere per disperazione. Eppure, l’inverno scorso era stato l’uomo-mercato. Tutti volevano William Lucena, da “italiano”. L’ha spuntata la società del Titano, pagandolo sull’unghia circa 25 mila euro (così si dice). E poi… è stato come non averlo. Si portava dietro un problema alla spalla, non quella del lancio. In apertura di campionato si è infortunato a Bologna, stiramento intercostale. E’ stato fermo due mesi, facendo qualcosina con prudenza in allenamento e tenendosi preparato sulle gambe. Ma da quando è rientrato non tira più strike. Lui assicura la dirigenza dicendo che non ha niente, che non sente dolore. Però lancia male, malissimo. Pensate: è l’ultimissimo di tutti i lanciatori della IBL con un orribile 14.79 di media-PGL. Quattordici inning lanciati, 29 battute valide concesse, 17 basi su ball. Il Nettuno sabato, in gara3, lo ha demolito: 10 valide (in 3 riprese lanciate), 13 punti (12 pgl), più 7 basi su ball. Eppure Lucena dice di star bene. E’ giovane, ha 26 anni. Un mistero.

UNO alla RAI (ma anche alla Fibs). Alla RAI perché non si può avere così scarso rispetto per il baseball. C’è un campionato che l’emittente di Stato ha seguito (in modo non proprio soddisfacente…) per l’intera regular season, e adesso che questo sport entra nel vivo… lo abbandona. Eppure la Federazione paga, per avere un servizio. D’accordo, ci sono le Olimpiadi. Però…
Non so se la RAI avesse per tempo avvertito la Federazione, comunicandole l’eventualità di questa scelta durante i playoff perché i Giochi di Pechino dovranno avere la priorità su tutto. Se la Rai lo ha fatto, evidente che anche la FIBS ha delle colpe: 1) non si è fatta rispettare, ma forse non è abbastanza potente per fare la voce grossa; 2) avrebbe dovuto diffondere, chiaro, un comunicato; 3) immaginando che ciò sarebbe potuto accadere, avrebbe dovuto provvedere per tempo a trovare delle alternative.

Quando Fraccari dice: “Abbiamo saputo la notizia a stagione inoltrata, lo sospettavamo…” significa che la Federazione era già da qualche tempo al corrente di quella che sarebbe stata la scelta della RAI o lo immaginava. Ma se n’è stata zitta.
E’ evidente che sul piano della VISIBILITA’ il baseball italiano continua ad avere dei problemi. E’ la verità. L’amico Fraccari non s’infastidisca se dico delle cose vere.

Io ho rispetto per la Fibs, anche se a volte non ne condivido le scelte. E stimo Fraccari. Tuttavia la Federazione ed il suo presidente non possono pretendere soltanto complimenti. In queste settimane con i miei servizi su BaseballItalia e su Doubleplay ho reso noto un paio di “casi” che la FIBS presumibilmente avrebbe gradito fossero passati sotto silenzio: 1) la scelta sbagliata di Parma-Godo anziché Nettuno-Bologna come programmazione televisiva del penultimo turno (ho sottolineato inoltre il NON EQUILIBRIO di questa programmazione nel corso della regular season); 2) la notizia clamorosa della mancata copertura televisiva dei playoff da parte della Rai.
Io credo d’avere fatto il mio mestiere (e, penso, bene) facendo conoscere alla gente queste situazioni. E la Federazione?


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5 responses

28 07 2008
Wadi

E la Federazione?…
…come i bimbi che fanno la marachella, abbassano lo sguardo e sottovoce con gli occhi lucidi, dicono:” non sono stato io….”
Andate a f…..fare qualcos’altro!!!

28 07 2008
Stefano

vorrei far notare una cosa: alcuni dei migliori stranieri degli ultimi anni non hanno mai giocato in MLB o AAA, basti citare Mikkelsen e Marval ( e dopo aver visto il tanto celebrato Manny Alexaner, mi tengo il buon Raul, uno che vale il prezzo del biglietto, non a caso il Grosseto da quando è tornato va molto meglio).
Il punto è questo: quanti sono i giocatori che attirano gli spettatori che vogliono vedere il “fenomeno”?
Pochi, pochissimi!
Mi ricordo quando il Grosseto portò il biglietto a 15000£ il venerdì quando lanciava Otis Green, oppure quando il BBC prese Andres Thomas a metà degli anni 90, portò 2000 spettatori allo Jannella fino allora semivuoto anche a causa dei lavori!
E oggi si deve pagare per vedere Matos (quello del Parma, eh!) o Duran che all’ esterno ne ha combinate di tutti i colori oltre a battere 233?
Ma allora mi tengo Ambrosino che almeno è giovane ed è un nostro prodotto!
Non ci lamentiamo, quindi, se ci ritroviamo i soliti 200 bischeri a vedere certe partite, se poi devo vedere un coach di 44 anni che torna sul monte ( e pure prima non era certo un fenomeno) e la cosa è strombazzata ai 4 venti manco fosse il ritorno di Roger Clemens, allora si è toccato il fondo e smetto di venirci pure io!

29 07 2008
pudge

si grosseto in gara3 si è esaltato contro rimini e parma, che fanno schifo.
Adesso contro nettuno e bologna ridono di meno, altro che i mitici gino e medaglini!!!

1 08 2008
Wadi

Rai, Giochi da 3 milioni al giorno

Il Giornale – Tre milioni al giorno, euro più euro meno. Ecco quanto costerà la spedizione Rai a Pechino per le Olimpiadi. Un esercito di 250 persone tra giornalisti, operatori, commentatori. Viaggio in business class, albergo a 5 stelle da 320 dollari al giorno per 29 giorni. Per la Rai è già record. Con i soldi pubblici.

…no comment…

Anzi uno si, guarderò le olimpiadi su Eurosport, boicottando la RAI.
Soprattutto perchè icanali Eurosport sono vicini al 213 di NASN…

4 08 2008
Mario

Manny Alexander ha fatto delle giocate da fenomeno, ha battuto, rubato una marea di basi e ha dimostrato professionalità e voglia di vincere in una stagione a dir poco disastrosa… Poi sono d’accordo che alcuni ex-pro potrebbero starsene veramente a casa per la voglia di giocare che hanno. Perà di Alexander, se ce ne fossero 10 il campionato ne guadagnerebbe di sicuro.

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