Alla scoperta del personaggio Ugueto: da interbase e da leadoff il venezuelano sta diventando l’uomo in più del Nettuno

17 07 2008

di GIOVANNI COLANTUONO

Se la rinuncia ad un giocatore del calibro di Frank Menechino poteva rappresentare un indebolimento tecnico per la Danesi Nettuno, in realtà l’inserimento di Luis Ugueto nei meccanismi difensivi di manager Bagialemani sta dando i suoi frutti. Ad inizio stagione nel delicato ruolo di interbase è esploso il rookie Renato Imperiali, le strepitose prestazioni del giovane talento nettunese hanno tolto parecchi pensieri a Bagialemani, a cui va il merito di aver creduto da subito nel giovane interno. C’era anche la squalifica di Igor Schiavetti e la schiena di Menechino a pezzi. Ad un certo punto con l’infortunio di Imperiali ed il taglio di Menechino, il Nettuno si è ritrovato con il problema di schierare uno shortstop in piena forma fisica, visto che anche Schiavetti convive ormai da un anno con un ginocchio che fa i capricci. Ecco allora spuntare la scelta di Luis Ugueto.

Ruggero Bagialemani conosceva bene le potenzialità dell’ex Seattle Mariners, così come Giovanni Carrara che lo ha avuto come compagno di squadra in Winter League nei Cardinales de Lara. Ugueto per sua scelta non stava disputando nessun campionato. In inverno era stato tra i migliori battitori dei Cardinales, tanto da meritare, proprio insieme a Carrara, un posto nella squadra che rappresentava il Venezuela nelle Carribean Searies. Per lui anche un fuoricampo nelle partite delle Series. Poi aveva pensato di fermarsi, anche per stare vicino alla moglie prossima al parto del secondo figlio. A fine maggio la chiamata del Nettuno, nel dire sì Luis ha forse pensato che nel Nettuno avrebbe ritrovato gli ex compagni Carrara e Duran. Valigie in fretta e furia ed all’arrivo a Nettuno subito in campo contro il Godo. Con il passare delle settimane, la condizione fisica che migliorava, e l’occhio in battuta tornava ad essere quello delle Winter League.

Oggi Ugueto è un giocatore che ha un peso determinante nella formazione nettunese. Qualche partita in seconda base, poi Bagialemani l’ha spostato all’interbase ed il suo rendimento ha raggiunto gli attuali buoni livelli. Con Imperiali in seconda forma una cerniera eccellente, spettacolare un loro doppio gioco contro il Rimini. “ Gioco vicino a due grandi giocatori come Mazzanti ed Imperiali – dice Ugueto – con loro è stato facile inserirsi negli schemi difensivi e nelle giocate speciali che vuole il nostro manager”.

La tua condizione è cresciuta notevolmente

”Ora sto bene, ma ho ancora margini di miglioramento. Quando mi ha chiamato il Nettuno non stavo giocando, facevo solo allenamenti. Mi serviva tempo per riprendere il ritmo delle partite e l’occhio con i lanciatori. Poi il campionato italiano è di grande livello e bisogna allenarsi molto per riuscire a fare bene”.

Un caso che il tuo rendimento sia migliorato da quando giochi interbase e sei il leadoff della squadra?

“Credo che le mie medie siano migliorate perché mi sto allenando molto, tanto batting practice. Io sono un utility e cerco di farmi trovare pronto per ogni esigenza del manager”.

Personaggio simpatico ed allegro fuori dal campo, Ugueto si è subito inserito nel gruppo del Nettuno. Facilitato anche dalla presenza di altri venezuelani, che Luis già conosceva. Da poco anche la sua famiglia l’ha raggiunto in riva al Tirreno, e chissà che il figlio in arrivo non sia destinato a nascere “nettunese”.


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