IBL, il pagellone della settimana: Grosseto mette a tacere i gufi con il suo attacco devastante, Gerali pilota il Parma in zona playoff, la “realtà” Sgnaolin, il calo di tensione di Bautista, l’erroraccio di Austin

15 07 2008

di MAURIZIO ROVERI

DIECI al GROSSETO – Sta mettendo a tacere tutti i gufi. In tanti si preoccupavano… per la squadra maremmana domandandosi con malcelato piacere: come farà Mazzotti ora che gli vengono a mancare quasi tutti i lanciatori italiani?
Semplice: vince le partite con l’attacco, facendo più punti di quelli che possono fare gli avversari ai “resti” del monte di lancio del Grosseto.


Da allenatore professionista e professionale, Mazzotti e i suoi bravissimi collaboratori hanno presumibilmente accentuato il lavoro settimanale sulla battuta. C’è stato un cambio di strategia nella programmazione della stagione. Inevitabile, per far fronte alla delicata situazione provocata dai tanti, troppi contrattempi. La brusca accelerazione è stata sopportata bene dal gruppo. Il Montepaschi Grosseto – a parte Kelli Ramos che comunque è in via di guarigione – appare in ottima salute. Squadra tonica, reattiva, energica. Può darsi che i campioni d’Italia siano adesso al top della condizione nel box di battuta, e pertanto un po’ in anticipo sui mesi decisivi dei playoff, ma era necessario fare questa scelta.

E poi, indipendentemente dalle condizioni di forma, il Grosseto in attacco è pericoloso sempre. Era secondo per media-battuta pur avendo conosciuto momenti delicati, adesso ha scavalcato in questa graduatoria la Fortitudo. Ha tanti buoni battitori, la formazione di Mazzotti. Il segreto è che sono battitori di media, e battono tutti dal primo al nono del lineup. Non cercano necessariamente la legnata di potenza, è gente disciplinata che – in qualsiasi situazione – fa ciò che conviene fare in quel determinato momento. Pertanto, ecco la capacità di “accorciare” la mazza per confezionare un singolo di contatto, ecco una “velenosa” che mette in difficoltà la difesa avversaria, e poi il bunt, il batti e corri, le battute utili, le rubate. L’organizzazione-Mazzotti si vede chiaramente dal buon gioco sulle basi, nel pieno rispetto di un baseball logico e concreto.
Qualche tempo fa mancava sul monte Ginanneschi? E il Grosseto confezionò 19 valide e 19 punti. Era il 28 giugno a San Marino. La settimana successiva, sempre in gara3, le 21 battute valide e gli 11 punti contro il Godo. Poi Mazzotti ha perso anche Panerati, partito per la sua avventura americana. Ebbene, il Grosseto è arrivato a Bologna a battere la capolista anche nella partita degli italiani (oltre che in gara2) con il diciottenne Andrea Lucati che ha retto 4 inning e il rilievo lungo di un Ginanneschi tutto fosforo. E un attacco da 11 punti e 18 valide. Complessivamente, nel trittico del “Falchi”, i maremmani hanno prodotto 40 battute valide. Flagellando tutti i lanciatori della Fortitudo (l’unico che è riuscito a limitare i danni è stato Jesus Matos, e questo valorizza ulteriormente la sua vittoria di venerdì in gara1). In particolare evidenza Gabriele Ermini. E’ stato il più continuo nel box: 8 su 14, con 4 rbi.

NOVE a GIBO GERALI – E al suo Cariparma che ha realizzato un importantissimo en plein contro il San Marino, vincendo addirittura due volte in trasferta. Parma in questo momento è nei playoff. E’ quarto in classifica, ha agganciato la squadra del Titano, però ha il vantaggio dei confronti diretti: 5 successi in 6 partite.
La squadra di Gerali non ha tanti campioni come il Montepaschi, come la Fortitudo o il Nettuno. Sì, ha quel personaggio sempre straordinario di Orlando Munoz (grande giocatore, grande uomo), ha l’affidabilissimo Adolfo Gomez, ha una realtà come Leo Zileri (cresciutissimo sotto la gestione Gerali), ma tutti gli altri non sono dei fenomeni. E ci sono diversi giovani. E’ la squadra più “italiana” del baseball italiano (14 giocatori su un roster di 20 sono di scuola italiana): giusto sottolinearlo. Ebbene, sta facendo un baseball più che apprezzabile ed è in zona-playoff. A dimostrazione delle capacità e della professionalità di un timoniere come Gilberto “Gibo” Gerali.

OTTO a SGNAOLIN – Sempre più bravo, il terza base del Montepaschi Grosseto. Adesso è un giocatore di grande affidabilità. Completo e maturo. Ed ha solo 24 anni. Viterbese, figlio d’arte (anche suo padre giocava), Andrea è arrivato in Maremma nel 2003. Integrandosi subito nella realtà del Bbc Grosseto. Testa a posto, forte determinazione, enorme passione per il baseball. Ha lavorato forte per costruirsi anche un fisico notevole: vederlo adesso come tiene il campo, come si muove in terza base e nel box di battuta, è l’immagine del giocatore moderno, atletico.
Alto, solido, potente, nell’angolo caldo di terza è molto migliorato nell’aggredire la pallina, nella coordinazione presa e tiro, nella precisione delle assistenze. Sgnaolin ha compiuto progressi importanti in questi ultimi anni e si vede la mano di Mazzotti. E’ diventato più continuo, più efficace anche nel box di battuta: nella regular season dell’anno scorso batteva 223 di media, adesso ha un average di 313 (in classifica è collocato davanti a gente come Mazzuca, Lockwood, Dallospedale, De Biase, Amaury Garcia, Camilo).
Il baseball italiano è una bella “scuola” di terza base: lo stilista Pantaleoni, il potente Peppe Mazzanti, l’atletico Sgnaolin. E’ chiaro che in Nazionale non ci sarà bisogno di alcun oriundo in questo ruolo…

SETTE a GUSTAVO MARTINEZ – Sempre più convincente. Anzi, dominante. Palla veloce, controllo. E forte personalità. Numero uno in assoluto. Le cifre parlano chiaro: 0.70 di media pgl, 4 partite vinte e 2 salvezze; 64.2 riprese lanciate, 78 strikeout, appena 5 pgl. Se Rimini avesse “battezzato” lui come lanciatore partente fin dall’inizio del campionato, le statistiche di questo dominicano sarebbero state da record. E i Pirati forse sarebbero già dentro ai playoff. Se a Rimini certe cose fossero state capite per tempo…
Adesso soltanto un miracolo può far volare la Telemarket nei playoff. E’ un peccato se fra due settimane, al termine della regular season, il campionato dovesse perdere un fuoriclasse come Gustavo. Un SETTE lo merita un altro lanciatore riminese. Il veterano Ilo Bartolucci, autore di due “salvezze” nello scorso week end: in gara1 e in gara3 contro il Godo. Il “vecchio” Ilo c’è ancora.

SEI a LANDUZZI e a PEZZULLO – Bidi Landuzzi, il bolognese, immagine di fortitudinità, è il tipico giocatore utile. Sempre umilmente al servizio del gruppo. Non è un fenomeno (è stato forte in passato, poi gli intensi impegni di lavoro lo hanno frenato nella sua evoluzione), tuttavia sa essere sempre affidabile. Passano gli anni, ma su di lui ci puoi contare, non tradisce mai. Puoi chiedergli di giocare esterno sinistro, battitore designato o catcher, e lui è pronto. In particolare, è diventato impeccabile nella posizione di esterno sinistro dove le sue grandi gambe gli consentono di arrivare sulle palline più difficili. Un giocatore affezionatissimo alla casacca che porta. Lui e il capitano, Lele Frignani, sono – in questa squadra – i soli prodotti di un settore giovanile che poi per anni la Fortitudo aveva colpevolmente trascurato, e che ora sta rinascendo grazie al lavoro e alle idee moderne di dirigenti come Fornasari e Domenico D’Angelo.

Pezzullo è il lanciatore che probabilmente ha evitato al Nettuno la più clamorosa delle sconfitte, contro il Redipuglia. Entrato dopo i due punti segnati dai giuliani, i quali avevano riaperto la partita sul disastroso rilievo di Victor Arias, Carlos Pezzullo ha lasciato il segno dei suoi graffi: 2.1 riprese lanciate, 4 strikeout, 1 battuta valida concessa, zero di pgl. Ha conservato lo striminzito vantaggio nettunese (3-2) e ha salvato la vittoria di Giovanni Carrara.

CINQUE a AUSTIN e a BAUTISTA – I due fortitudini sono fra gli stranieri più forti di questa IBL 2008, ma hanno vissuto un sabato tutt’altro che felice. Austin si è fatto valere, come sempre, con la mazza. Però – per troppa sufficienza, per eccesso di sicurezza, per deconcentrazione – ha commesso un errore che ha del clamoroso. Su un alto pop (da tranquilla eliminazione) è andato con molta faciloneria solo col guantone, anziché una presa a due mani. Così la pallina gli è uscita dal guanto. Cose di questo tipo si vedono, sì e no, in serie B. Una stupidaggine che è costata 3 punti in gara3, quella che la Fortitudo ha perso agli extrainning. Bautista nella partita pomeridiana del sabato – sarà per via del grande caldo o per qualche altro motivo – non c’era con la testa. Voglia di giocare pari a zero: si capiva lontano un chilometro. Perdere la forma è normale, ma giocare con pigrizia mentale non è accettabile.

QUATTRO a BINDI – Vorremmo capire qual è stata la motivazione (perché sicuramente c’è stata) che ha spinto il manager del San Marino a sostituire Looney con Nyari quando gli mancavano soltanto due out per vincere la partita. Parliamo di gara1 fra Parma e San Marino. Tredicesimo inning, San Marino in vantaggio 1-0. Ultimo attacco del Cariparma: singolo di Gomez, si riscatta Looney mettendo strikeout Finetti. E’ la settima eliminazione al piatto del veterano pitcher americano, in serata felice. Bindi lo toglie, entra Nyari che è un closer. La mossa potrebbe avere una sua logica. Ma Looney stava lanciando benissimo (anche se è vero che già aveva effettuato 94 lanci…) e poi è più bravo di Nyari. Il quale, appena salito sul monte, ha messo K Zileri, però – ad un out dal successo – si è fatto colpire duro da Munoz e poi ha concesso una “velenosa” a Pascual Matos: su quell’arrivo stretto in prima, anche contestato (ma ha avuto ragione l’arbitro De Angelis a dare il “salvo”) Munoz si è spinto a casabase per il sorpasso ed il successo di Parma. Nei giorni successivi, a San Marino, la banda di Doriano Bindi ha perso le altre due partite. Subendo un sorprendente sweep.

TRE ai DISASTRI di certi lanciatori. Non di scuola italiana. Cominciamo da Victor Arias (Nettuno). Impresentabile. Al 6° inning, salendo sul monte come rilievo di Giovanni Carrara sul risultato di 3-0 per il Nettuno, l’oriundo in 1.2 inning ha concesso 3 valide (tra cui un fuoricampo a Carvajal e un doppio a Piani che viaggiava in questo campionato con circa 070 di media-battuta), 2 basi su ball e 2 pgl. Incredibile. Bravo Bagialemani a toglierlo senza esitazioni prima che provocasse altri danni. Venerdì notte al Falchi: Anthony Ferrari raccoglie il testimone da Mikkelsen, fa appena in tempo ad affrontare due battitori, un doppio, un singolo, 2 pgl.
E poi, la coppia dei lanciatori stranieri de Redipuglia: insieme, a Nettuno, regalano 11 basi su ball e concedono 8 pgl.

DUE a IEZZI – E’ un voto dettato dalla statistica: fra i battitori che hanno fatto un minimo di presenze Roberto Iezzi è il peggiore del campionato con 061 di media-battuta. Aldilà della constatazione statistica, vorrei incoraggiare il giovane giocatore dei Rangers Redipuglia a non mollare. Roberto, hai solo 22 anni e dunque c’è tanto tempo – se vuoi – per migliorare.

UNO a CERTI TIFOSI DEL FALCHI – Mi riferisco a coloro (per fortuna una minoranza) che, a distanza di due e tre anni, continuano ancora a fischiare e a insultare Davide Dallospedale (dandogli del traditore per aver cambiato casacca) e Mauro Mazzotti. Questi tifosi dimenticano che il baseball bolognese ha vinto due scudetti (ed è stato anche vicecampione d’Europa) con il contributo fondamentale di manager Mazzotti e di un eccellente seconda base come “Dallo”. Ci vorrebbe più rispetto. Come fa osservare Franco Ludovisi in un suo interessante articolo. Detto questo, apprezzo il pubblico del Falchi per il ritrovato affetto nei confronti della Fortitudo. Sabato notte, al decimo inning, dopo quattro ore, con il Grosseto portatosi avanti di 3 punti, nessuno si è alzato dagli scomodi gradoni dello stadio bolognese, nessuno se n’è andato via, la gente è rimasta lì a soffrire assieme alla Fortitudo.


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6 responses

15 07 2008
Daniele

Pagelle nel complesso giuste, peccato nel vedere per la prima volta due fortitudini insufficenti. Una piccola considerazione: mi trovo pienamente d’accordo con te nel criticare coloro che hanno fischiato Mauro e Dallo al Falchi, ma questa è una caratteristica ben diffusa in tutta Italia, basta ricordarsi le offese che i grossetani, allo Jannella, hanno urlato agli “ex” Rigoli e Gasparri, giusto per fare un esempio, senza poi dimenticare, quelle del pubblico di Rimini che addirittura realizzò cartelloni ingiuriosi nelle semifinali 2005 offendendo alcuni ex giocatori/allenatori che in quel momento vestivano Fortitudo.

My website: http://www.grandeslam.wordpress.com

15 07 2008
prince

avrei invertito il 10 e il 9 perchè a mio parere la vera impresa è stata quella del parma di gerali con 3 vittorie fondamentali per i play off. Vorrei far presente a Daniele che sono ben differenti il pubblico dello jannella con quello del falchi. invece di criticare il pubblico che ha sonoramente fischiato Dallospedale, ci siamo chiesti perchè tale trattamento è riservato solo a lui mentre quasi tutti gli altri ex vengono addirittura applauditi? Mi sambra esagerata la polemica e le critiche al pubblico che si è limitato a fischiare e non a offendere. Penso che il malcostume di cui parla Daniele nel suo commento sia molto piu diffuso e gratuito in altri stadi piuttosto che al falchi. ripeto se il solo Dallospedale viene accolto in questa maniera un motivo ci sarà.

15 07 2008
cecca

Cosa ne pensate di un bel dieci a Roberto De Franceschi che ha passato le 1500 valide????? campione di altri tempi ancora sulla cresta dell onda………….
Veramente grande De franceschi una colonna portante del baseball italiano

15 07 2008
paolo palmieri

sono d`accordo con Cecca .

16 07 2008
tylermets

grosseto avrà messo a tacere anche i gufi ma ha una partita in più di distacco da nettuno e una in meno da parma, io non gioirei troppo

16 07 2008
Maurizio Roveri

Infatti, Tylermets, il Bbc Grosseto non sta certo festeggiando. Ma penso che sarà concentrato più che mai sulle prossime battaglie, perchè la vita è ancora dura. Era semplicemente una mia constatazione quella di affermare che con le due vittorie realizzate a Bologna i campioni d’Italia hanno – almeno momentaneramente – messo a tacere i gufi. E per gufi intendo quella gente che, a Grosseto e dintorni, si diverte a gettar fango su un Club che sta lavorando bene e con idee moderne (soprattutto da quando al timone c’è un personaggio dinamico come Claudio Banchi). Per me questo è incomprensibile e inconcepibile, anche se è vero che ciascuno è libero di pensarla come vuole.

Bisogna avere rispetto per la gente che lavora, che si sforza di fare delle cose utili per il baseball. Come, ad esempio, anche il sottoscritto. Sono un giornalista professionista che ha deciso, quest’anno, di creare Doubleplay: un sito che – nel suo piccolo – mi sembra uno strumento utile. Lo faccio per pura passione, non mi viene un euro in tasca (anzi ne spendo), ci metto la qualità e l’esperienza giornalistica di tsnti anni di mestiere. Gestisco da solo Doubleplay, e non è un impegno di poco conto, facendo regolarmente venire le… cinque del mattino. E’ un lavoro professionale che credo sia apprezzato dalla gente intelligente (e siete in tanti, lo vedo dal numero dei lettori).
Di quelli che non capiscono il mio sforzo a favore del baseball (o non vogliono capire) non me ne frega niente.

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