IBL, il pagellone della settimana: i “marziani” della Fortitudo Bologna, il supercampionato di Gustavo Martinez, la rivelazione Da Silva. E le accuse dei telespettatori, che contestano la RAI

30 06 2008

di MAURIZIO ROVERI

DIECI alla Fortitudo Bologna. Non sono ripetitivo. E’ la realtà che lo esige. I meriti sono meriti. Se non si attribuisce il voto più alto ad una squadra che, con la tripletta dello scorso week end, ha raggiunto le 25 vittorie in 30 partite… ditemi a chi bisogna dare il 10. La regular season che il team di Marco Nanni sta confezionando è qualcosa di straordinario. Considerando soprattutto che viene realizzato in un campionato come questo che, a livello di sei squadre su otto, è di apprezzabilissimo spessore tecnico.

La capolista Fortitudo è già virtualmente nella post season (alla quale si qualificano le prime quattro), avendo accumulato un vantaggio di ben 8 gare sulla quinta in classifica quando mancano 12 partite al termine della regular season. Statistiche impressionanti: la Fortitudo è prima per media-battuta (290), per media PGL (1.95) e cioè ha il miglior monte di lancio, prima per media difesa (976). Inoltre, comanda le graduatorie della percentuale slugging (413), della percentuale arrivi in base (378), dei punti segnati (214), delle battute valide (323), dei punti battuti a casa (189), dei fuoricampo (21), del totale basi (459). Che cosa si vuole di più dalla vita? Un cammino strepitoso sul piano della regolarità, della continuità di rendimento, dell’efficacia.

Non ha cali, eppure sta giocando da tempo senza campioni esperti come Lele Frignani e Manuel Gasparri. Il segreto? Giocatori forti, giocatori utili, brava gente. Un gruppo vero. Un bellissimo equilibrio che è limpidamente fotografato dall’esecuzione di tanti “doppi giochi” difensivi, il gesto tecnico più raffinato e sublime del baseball.

Della tripletta fabbricata contro il Godo voglio sottolineare la performance di Richard Austin in gara3: un Grand Slam, un doppio, 6 punti battuti a casa. Per il potente esterno americano sono già 7 i fuoricampo stagionali, più 10 doppi. La sua slugging pct è di 603. L’ancora imbattuto Cody Cillo ha raggiunto la settima vittoria personale sul monte. Come il veterano e sempre affidabile Fabio Betto (7-1). Clamoroso: continua a rimanere a zero di pgl Chris George, bravissimo rilievo di Cillo. Impressionante Juan Pablo Angrisano, un argentino che sa giocare a baseball come fosse nato in Usa, o a Cuba, o nella Repubblica Dominicana. 556 di media-battuta nel trittico contro i Goti (giocando solo due partite), con 2 fuoricampo. E da catcher è un muro. Chi dalla terza si avventura a casabase, sa che “salvo” sul piatto non ci arriverà mai: da Angrisano non si passa. E, zitto zitto, Claudio Liverziani sta battendo 361, terzo battitore della IBL (dietro soltanto a Vasquez e a Peppe Mazzanti): ecco una stella che non tramonta.

NOVE a Gustavo Martinez il ventisettenne lanciatore dominicano della Telemarket Rimini. Finalmente lo staff tecnico dei Pirati gli ha affidato la partenza. Che cosa aspettavano? E’ nettamente il migliore. Ma non soltanto è più bravo di Beech (che non ci vuole poi neanche tanto…). Martinez è in assoluto il “numero uno”. Il più forte pitcher straniero della IBL 2008. Gran palla veloce, talento e buon controllo, 60 strikeout in 49.2 riprese lanciate, una media pgl di 0.72. E un opposit bat average (cioè quel che un pither concede di media ai battitori avversari) di appena 153. Martinez allo Steno Borghese di Nettuno è stato strepitoso: non è colpa sua se la Telemarket non è riuscita a vincere quella partita…

OTTO a Horacio Estrada e a Tiago Da Silva. Sono i “partenti” del San Marino in gara1 e in gara2, quelle che i Titani hanno vinto contro i campioni d’Italia del Grosseto. Piano piano Estrada ha trovato la sua dimensione, ora lancia con sicurezza (anche se la partita di venerdì sera è stata vita dal rilievo Looney) e non sta facendo rimpiangere più di tanto l’infortunato Juan Figueroa. L’italobrasiliano, giovanissimo, Tiago Da Silva è la rivelazione dell’anno. Tiago è una novità per la A1. Viene dalla categoria inferiore. Tutto da scoprire come lanciatore, lo si conosceva come interbase e buon battitore in A2. Doriano Bindi gli ha fatto assaggiare il monte come rilievo per tutto il girone d’andata, e adesso ha deciso di affidargli il ruolo di lanciatore partente (considerata l’inaffidabilità del deludente Marrone). E il ventitreenne Da Silva ha immediatamente impressionato tutti, annullando il temibile lineup del Grosseto. In 7 riprese lanciate, 3 strikeout, 1 base su ball e – clamoroso – 1 sola battuta valida concessa (ad Avagnina). Con i suoi lanci e il suo strano caricamento Da Silva ha tenuto prigionieri i vari Nunez, Dallospedale, Jairo Ramos, Marval, Sgnaolin, Ermini, Bischeri…

SETTE a Clinton Balgera e a Ilo Bartolucci. Protagonisti della vittoria (in gara3 a Nettuno) che tiene Rimini ancora aggrappata alla zona-playoff. Balgera ha deciso la partita con il fuoricampo al dodicesimo inning. Ilo Bartolucci ha risposto con una prestazione orgogliosa alle ingenerose critiche che talvolta a Rimini piovono su di lui. Il veterano dei Pirati (37 anni fra pochi giorni) ha dimostrato resistenza, e amore per la casacca che porta, tenendo il monte per 5.2 inning nella notturna di sabato (lui che aveva lanciato 2 riprese anche nella gara pomeridiana) e non concedendo alcun punto ai nettunesi. Senza una performance di questo tipo, Rimini forse avrebbe subìto uno sweep e ora sarebbe tagliata fuori dalla post season. Invece, può crederci ancora.

SEI a Claudio Biagini e a Pascual Matos. Un giovane del Cariparma e uno straniero inizialmente molto criticato. Biagini è un ragazzo del luglio 1983, fisico compatto, non vasta esperienza, un avvio di stagione inquietante in questo 2008: nei primi quaranta giorni non batteva quasi nulla. Da fine maggio qualcosa è cambiato, ha preso ritmo e sicurezza. Sabato pomeriggio, a Buttrio, il suo 2 su 4 (con 3 punti battuti a casa) è stato determinante per il successo sofferto del Cariparma che così ha potuto realizzare la tripletta contro i Rangers Redipuglia. Da qualche tempo si è svegliato nel box di battuta Pascual Matos, che ora sta viaggiando a quasi 2 valide per partita. All’inizio sventolava sempre a vuoto, non prendeva… in una casa. Fenomeno non lo è, però è diventato giocatore utile.

CINQUE a Manny Alexander. Lui, proprio lui, che ha giocato 11 stagioni in Major League e che è uno dei difensori più raffinati della IBL, ha commesso 2 errori – decisivi – nello stesso inning. Da non credere! Regalando gara1 al Nettuno. Da campione orgoglioso, l’interbase dominicano del Rimini si è riscattato (parzialmente) il giorno dopo, in gara3, firmando un importante 4 su 6 dal box di battuta.

QUATTRO alla difesa della Telemarket Rimini che, dopo 30 partite di campionato, ha praticamente commesso lo stesso numero di errori delle ultime della classifica: 50 errori difensivi i Pirati della Romagna, 52 il Godo, 53 i Rangers di Redipuglia. Ciò che stona è che Rimini ha giocatori di ben altro spessore tecnico… Se la difesa fosse stata più solida, la Telemarket avrebbe una classifica decisamente migliore considerando il buon 275 di media-battuta.

TRE a George Enrigue Delgado e a Olmos del Redipuglia, la peggiore coppia di lanciatori stranieri del campionato. Non hanno mai vinto. George Delgado è a 0-4 con 5.35 di media pgl, Olmos è a 0-3 con 5.31.

DUE ai lanciatori di gara3 fra San Marino e Grosseto, vinta dal lineup dei campioni d’Italia. La sagra della valida, per un risultato finale di 19-8 che sa tanto di anti-baseball (pur con tutto il rispetto per i 5 rbi di Marval e di Sgnaolin). Cinque lanciatori sul monte (due da una parte, tre dall’altra) hanno complessivamente concesso 31 battute valide, tra cui un fuoricampo e otto doppi. L’unico da salvare è Lucati, che non ha subìto punti. Ha vinto la partita Panerati con 8 pgl e 11 valide! I tre del San Marino (Tonellato, Martignoni e Lucena) insieme hanno concesso 19 valide e 14 pgl. Che squallore.

UNO alla Rai. Non è un voto mio, non avendo visto giovedì la telecronaca di Redipuglia-Cariparma (ero al Falchi). Ma è il giudizio dei telespettatori. Riporto alcuni “passaggi” di commenti che ho ricevuto da appassionati di baseball e lettori del sito:

Pur con tutte le attenuanti del caso (ma è possibile che ne 2008 si debba fare una telecronaca con il telefonino?) mi sembra che il prodotto offerto sa stato di livello bassissimo. All’inizio hanno confuso le due squadre… infine si sono persi un punto del Redipuglia… Andare in Tv con questo genere di prodotti è soltanto un boomerang”.

Immagini che definire penose è forse essere buoni, per non parlare della telecronaca”.

Spero che qualcuno si renda conto che l’anticipo del giovedì è qualcosa di penoso da seguire:per il livello della telecronaca paro a zero, per il coinvolgimento della telecronaca pari a -2, per l’entusiasmo della telecronaca pari a -7, per la grafica pari a Tv del Congo”.

Non c’è da sorprendersi delle immagini rai, riescono a trasmettere male gli europei di calcio, figuriamoci il baseball ibl”.

Chi per caso capita su rai sport in quel momento, cambia sicuramente canale”.

Questi che abbiamo riportato, in sintesi, sono solo alcuni dei tanti giudizi negativi di telespettatori insoddisfatti del prodotto-baseball della RAI.


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6 responses

1 07 2008
prince

La partita di baseball su raisat dovrebbe essere contrassegnata da bollino rosso in modo che i genitori la proibiscano ai bambini che altrimenti crescerebbero odiando questo sport. Per fortuna che il ch 213 è prima del 227

1 07 2008
gideon12

Grande Prince, ben detto!!!
Mi associo pure io alle lamentele contro la Rai, che sta dimostrando per l’ennesima volta di non voler valorizzare il baseball. E allora dico, perchè non fare come la pallamano, abbandonando RaiSat e andando su Sky?

My website: http://www.grandeslam.wordpress.com

1 07 2008
francoludovisi

Ma chi vorreste a commentare le gare di baseball?
Avete mai seguito sulle reti locali le partite della ML USA illustrate dai commentatori scelti, penso, dalla nostra organizzazione ?
Domenica 15 giugno, su una rete locale, mi capita di vedere uno spezzone di una partita di major league Seattle vs Red Sox:
e nei pochi momenti che resto a guardare ecco che l’arbitro chiama un infield fly, una volata interna, che provoca da parte del commentatore una delucidazione “per quelli non troppo addentro al gioco”.
E per fortuna che non si rivolge a chi lo conosce perché costui afferma che la volata interna avviene bla, bla, bla, purchè vi sia almeno un corridore sulla prima base.
Sono incredulo per quello che sento che dovrebbe essere (e forse lo diverrà) vangelo per i nuovi iniziati, ma mi viene il dubbio che nel regolamento di gioco 2008, assieme a tante altre modifiche, ne sia stata apportata una anche alla regola della volata interna.
Rapida consultazione sul sito federale.
No, nulla è cambiato. La regola è rimasta come prima.
E’ il commentatore che non la conosce bene!
E non parlatemi di un lapsus nella “concitazione della cronaca” perché è proprio del telecronista la precisazione che spiega a chi non ne sa più di tanto.
Non mi sono stupito però dell’ignoranza del regolamento di tale commentatore che avevo già sentito, in altra occasione, incespicare sulle regole: resta sempre da dire che, pagato o no per fare il commento, se non professionista almeno COMPETENTE dovrebbe esserlo.
Spero di essere affetto da senilità avanzata e di aver capito “l’otto per il diciotto” di quello che è stato detto in telecronaca:
così almeno il baseball non ne avrebbe discapito.

2 07 2008
Enrico Luschi

Dubito che Sky, dopo aver scartato la MLB, sia interessata alla Serie A1.
Ma tutto può essere.

2 07 2008
Maurizio Roveri

Dubito fortemente anch’io che SKY sia interessata al prodotto baseball italiano. Nè lo sarà fino a quando non esisterà una “vera” IBL: più ampia, più consistente, più professionale (soprattutto nei dirigenti). E’ il campionato di serie A1 che deve fare da grande vetrina, da traino a tutto il resto del mvimento. Io insisto su un concetto: un grande campionato di massima serie – con una formula giusta, che abbia spazio e visibilità per cinque mesi e mezzo, capace di coinvolgere un maggior numero di regioni, ecco… un campionato di questo tipo potrebbe diventare un “prodotto” interessante, stuzzicante, appetibile.
La strada è lunga, ma bisogna crederci. Chi gestisce il baseball italiano deve mettersi in testa che la IBL ha la precedenza, è il principale progetto da sviluppare. Chiaro che tutto il resto non va trascurato: gli altri campionati, la Nazionale, l’attività internazionale, i rapporti con la Major League, la diffusione del baseball nelle regioni dov’è meno presente, una grandissima attenzione ovviamente all’attività giovanile (e sulla valorizzazione dei vivai le Società, di qualunque categoria, dovranno lavorare più intensamente). Però sarà fondamentale avere una IBL di alto livello, per dare alla gente, agli sponsor, quell’immagine che il baseball italiano non ha ancora.
Se risulta abbastanza interessante il “mezzo campionato” di quest’anno (nelle prossime settimane la lotta per entrare nei playoff sarà particolarmente appassionante), immaginiamoci quanto coinvolgente potrebbe diventare la IBL se fosse più ampia, più consistente, giocata in stadi confortevoli e all’altezza della situazione (in questo momento soltanto lo Jannella di Grosseto e lo Steno Borghese di Nettuno).

La RAI dà chiaramente la sensazione di seguire il baseball senza amore. E con insufficiente professionalità, questo è il problema. Ho enorme rtispetto per Giancarlo Mangini, uomo di baserball, un personaggio al quale il baseball deve tanto. Vorrei dire:lasciatelo parlare di più. Giancarlo ci mette cuore e competenza. Gli altri no.

C’è soltanto la RAI come emittente ad interessarsi al baseball italiano? Forse sì, ed è una triste constatazione. Questo -per la Tv di Stato – non deve diventare un alibi per offrire un prodotto mediocre, insufficiente. Quando si fa una cosa (che sia più o meno importante) va fatta con la massima professionalità. Sempre.

3 07 2008
Roberto Sieni

Verissimo. Ogni cosa andrebbe fatta con la massima professionalità.

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