Coppa Ceb in Germania, autolesionismo del Nettuno che perde la finale (11-12) contro Barcellona. Bagialemani lascia che Masin conceda 8 punti in un inning!

22 06 2008

di MAURIZIO ROVERI

Dodici a undici il punteggio finale. Tredici battute valide da una parte e quattordici dall’altra. Otto punti subiti da una squadra in un inning. Lanciatori che concedono di tutto (11 pgl, 4 fuoricampo). Difese imprecise e vulnerabili: sette errori complessivi. Sembra un baseball d’altri tempi, quello che si giocava in Europa negli anni cinquanta. E invece… stiamo parlando di una finale di oggi. La finalissima di European Cup, pool B (chiamiamola ancora Coppa Ceb) 2008. Incredibile. Alla Armin Wolf Arena di Regensburg, in Germania, è andato in scena l’anti-baseball. Qualcosa di… osceno. Rigorosamente da vietare ai minori (e anche ai maggiori).
Il Nettuno è stato sconfitto (11-12) in questa partita che non osiamo neppure definire finale, perché indegna di tale etichetta.

Il gruppo di Ruggero Bagialemani, che sabato era riuscito nella performance di eliminare il forte club olandese del Neptunus Rotterdam, si è fatto ieri nuovamente sorprendere dal Barcellona (com’era già avvenuto in apertura della manifestazione tedesca, in fase di qualificazione). Lasciando così nelle mani dei catalani la Coppa Ceb.

Quegli 8 punti subiti al quarto inning fanno gridare allo scandalo. E’ roba inammissibile, inconcepibile, inaccettabile. Non esiste, non deve esistere, nel baseball moderno. E fra l’altro in una competizione internazionale.

Il manager del Nettuno ci ha messo tanto del suo nella realizzazione di questo scempio. E spiego il perchè.

Primo punto: non si lascia a casa mai, per nessun motivo al mondo, il proprio miglior lanciatore straniero. E’ contro ogni logica. Nelson Cruz, ci fosse stato in questa Coppa, non avrebbe fatto… veder palla al Barcellona nella finale. Ma Cruz era rimasto a Nettuno. Come Fraylin Florian. Il regolamento delle competizioni internazionali impone l’utilizzo al massimo di tre giocatori stranieri (le squadre italiane, in campionato, ne hanno cinque). Occorre fare una scelta. Non si sacrifica mai un lanciatore: il ruolo attorno al quale ruota tutto il gioco del baseball. Cruz o Florian, uno dei due era indispensabile. Rinunciare ad entrambi i pitchers stranieri è stato puro autolesionismo. Il Nettuno era sguarnito nel settore degli esterni? E’ vero, erano indisponibili Ambrosini, Castrì, Retrosi. Ma sarebbe bastato prendersi dietro, come backup, un ragazzo della squadra under 21. E all’esterno ci si poteva piazzare Tavarez. Oppure Ugueto, alternando Schiavetti e Renato Imperiali nel ruolo impegnativo di interbase. Insomma, si potevano trovare altre soluzioni in alternativa alla scelta fatta lunedì alla partenza per Regensburg: cioè, dentro l’esterno Carlos Duran (uno che la differenza non la fa mai) e fuori Nelson Cruz, non un giocatore qualunque, ho detto Nelson Cruz uno dei big tesserati quest’anno dal Nettuno!

Secondo punto: nella finalissima, com’è stato possibile subire otto punti in un inning? Otto punti presi con 2 out! Ancor più clamoroso, dunque. Mai accaduto, pare, nella storia del Nettuno (almeno in questi decenni…). Com’è possibile che Bagialemani abbia potuto far prendere a Massimiliano Masin otto punti? Ma anche un giocatore espertissimo come il veterano Masin, come fa a cadere di colpo in un simile stato confusionale e scivolare dentro un pozzo senza fine? Ha dell’incredibile. Va raccontato, questo quarto attacco di un Barcellona (che stava perdendo per 4-1 dopo le prime tre riprese). Roman è out in prima, Pancho viene messo strikeout. Singolo di Miqueleiz, singolo di Diaz, con Miqueleiz in seconda. Singolo di Salazar e punto di Miqueleiz. Bagialemani va a far visita a Masin. Giusto. Gli dà qualche consiglio e infatti, alla ripresa del gioco, Febles spara un triplone da 2 punti battuti a casa! A quel punto, appare chiaro anche a un bambino che Masin andava sostituito. No. resta sul monte. E’ letteralmente in banana, colpisce Isasi e poi concede base ball a Mora. Ed ecco nel box Galindano. Ci sono le basi piene. La palla di un Masin frastornato è un cocomero che Galindano vede benissimo. E la scaraventa lontano, oltre la recinzione. Grand Slam. Fuoricampo da 4 punti! Torna in battuta Roman, quello che aveva aperto l’attacco. E che fa? Fuoricampo pure lui…
Si sveglia di soprassalto Bagialemani.No, non è un brutto sogno. E’ realtà, Ruggero. E finalmente il manager nettunese va a portarsi via Masin. Frattanto il punteggio s’è trasformato in un 9-4 per i catalani.

Punto terzo: altra scelta infelice della gestione di Bagialemani. Mariani, rilievo di Masin, si produce in tre buoni inning. Tenendo a zero il Barcellona nel quinto, sesto e settimo attacco degli spagnoli. All’ottava ripresa Mariani perde controllo. Ci sta. Base su ball a Isasi, passaggio gratis anche per Golindano. Chiaro che non ce la fa più. Non trova la zona dello strike. pazienza, in fono il suo buon lavoro Mariani lo ha fatto. Ora andrebbe cambiato. Bagialemani lo farà, sì, ma con un attimo di ritardo. Dopo aver permesso a Mariani di concedere base su ball anche a Roman. Solo allora, fa salire sul monte Marco Costantini. Ebbene, in quell’inning il Barcellona segna 3 punti. E l’ultimo è firmato proprio da Roman, la cui base su ball andava evitata.

E poiché alla fine il Nettuno ha perso di un punto (12-11), dopo avere reagito nel suo ottavo attacco, appare evidente che le incertezze nella conduzione tattica della partita siano state determinanti per la sconfitta. E la Coppa perduta.

Al Nettuno resta la soddisfazione d’essersi qualificato, arrivando in finale, per la Final Four di Barcellona del primo Campionato Europeo per Club. Però, portando Nelson Cruz anziché Duran, il team nettunese la Coppa l’avrebbe vinta. Di sicuro.


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3 responses

23 06 2008
tylermets

con 2 out entrano i punti lo sanno anche i sassi…
mi dispiace molto per nettuno, cmq può consolarsi con la qualificazione per le final four di barcellona

24 06 2008
Green manalishi

Ma è il Masin che giocava a Nettuno a fine anni 80 o è il figlio?

24 06 2008
Maurizio Roveri

Massimiliano Masin, nato il 7 settembre 1968, debuttò giovanissimo in serie A. Diciannovenne. Lanciatore mancino, ha sempre difeso i colori del Nettuno il più prestigioso club del baseball italiano. Questa è la sua ventunesima stagione. Masin è una istituzione a Nettuno. La sua lunga, e anche brillante carriera, è una storia d’amore per il baseball e per Nettuno. Massimiliano era sul monte di lancio della serie A già sul finire degli anni ottanta (nel 1988 il debutto) qando il club nettunese era sponsorizzato Scac. In tutto questo periodo con il Nettuno ha conquistato cinque volte lo scudetto, due volte la Coppa dei Campioni, tytre volte la Coppa Ceb, due volte la Supercoppa europea, due volte la Coppa Italia.
In carriera il braccio di Masin ha lanciato per 1518 inning in serie A. Con 113 partite vinte. Più 36 presenze in maglia azzurra.

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