IBL, il pagellone della settimana: Zileri sulla strada per diventare il nuovo Liverziani, Richetti si conferma, Da Silva rivelazione, la crisi di Dallospedale, il caso Beech

16 06 2008

di MAURIZIO ROVERI

DIECI – A Leonardo Zileri. Con una strepitosa presa da Major League, in corsa, spalle al campo e con la mano contro la recinzione nel punto più profondo del Falchi, l’esterno centro del Cariparma ha catturato una pallina ai confini dell’impossibile su una terribile legnata di Richard Austin. Spettacolare prodezza che ha lasciato di sasso perfino un veterano come Claudio Liverziani che, dalla prima, aveva messo il turbo ed era già arrivato in terza “battezzando” inafferrabile quella pallina. E invece Zileri l’ha artigliata. Salvando la vittoria del Cariparma nella seconda partita giocata domenica a Bologna. Grazie anche a questa performance – oltre alle concrete prestazioni di Roberto Corradini, Stefano De Simoni, Claudio Biagini, Pascual Matos, Mattia Salsi – il team parmense ha spezzato l’incantesimo. Liberandosi dalla “maledizione del Falchi”, che durava dal 1999 (29 sconfitte consecutive di Parma a Bologna).


Il 2008 è l’anno della consacrazione di Zileri. Questo è il suo campionato-carriera. I numeri, dopo 26 partite, dicono: 337 di media battuta, 34 valide, 20 punti battuti a casa, 56 totale basi, 554 di slugging pct, 395 di percentuale arrivi in base, 969 di media difesa. Leo è grande atleta. Ha fisicità, tecnica, temperamento, convinzione. A mio parere è destinato a diventare (in… competizione con il nettunese Giuseppe Mazzanti) un nuovo Liverziani. Già adesso Zileri, per rendimento e continuità, è molto vicino al campione novarese della Fortitudo che da almeno una dozzina d’anni è il “numero uno” dei giocatori italiani. Nativo di Sala Baganza, dove ha cominciato a muovere i primi passi sul diamante (all’età di 8 anni faceva già parte della squadra Ragazzi del Sala), Zileri è appena ventiquattrenne. Per imparare sempre di più, per migliorare, per crescere, d’inverno gira il mondo entrando in contatto con il baseball dei professionisti. E’ stato a prepararsi in Australia, in Colombia e, prima di questa stagione, si è allenato a Tucson, in Arizona, con la squadra di Instructional League dei Colorado Rockies. Con Zileri, in questa importante e suggestiva esperienza, c’erano Bertagnon e De Simoni, altri due “gioielli” del Cariparma.

NOVE – a Carlos Richetti, che sta confermando in questa sua nuova stagione nettunese d’essere in netta crescita sul piano della maturità. Anche allo Jannella di Grosseto ha lasciato il segno della sua fastball e della dimensione che ha raggiunto in questo Nettuno. Richetti sta viaggiando in campionato con 2.20 di media-pgl, sei partite vinte e solo una perduta, ma soprattutto concede ai battitori avversari un misero 164 di media.

OTTO – a Richard Austin, il re dei fuoricampo della IBL 2008. Domenica all’ora di pranzo, nel primo recupero bolognese fra la capolista Fortitudo e il Cariparma, il mancinone statunitense nato nello Stato di New York ha fabbricato il suo sesto homerun stagionale. Ed è stato impressionante, con la pallina arrivata al secondo anello del tabellone pubblicitario, al centro, nel punto più lontano, a 122 metri dal box di battuta. E ovviamente, da autentico “uomo delle pulizie”, per realizzare questa prodezza ha aspettato che ci fossero due compagni sulle basi. Fuoricampo da 3 punti. Esaltante per la Fortitudo. Un doloroso pugno nello stomaco per gli avversari. E’ la legge del vero cleanup. Sei homers, 600 di slugging pct, 29 rbi, 63 basi conquistate. E anche un ottimo 980 di media difesa. Sta producendosi su questi livelli, Austin. Acquisto indovinatissimo. Merita un otto (anche di più) chi l’ha “pescato” nel mondo sommerso della Independent League, dove ci sono forti giocatori che hanno quella fame di successo che certi ex-majorleaguer non hanno più.

SETTE – a Tiago Da Silva. Ha ventidue anni, italobrasiliano, viene dalla A2, giocava nei Marina Waves. Prima stagione nella massima serie, a San Marino. Doriano Bindi manager di grande esperienza non esita a coinvolgerlo. Ne intuisce il talento naturale e le potenzialità. Venerdì sera, in trasferta, sul diamante di Godo, affida al suo rookie la “partenza”, nella partita degli oriundi. Tiago non s’impressiona. Le responsabilità gli danno più carica. Tiene il monte per sette inning. Il suo particolare tipo di caricamento, con l’hesitation, mette in crisi i Goti. I quali non riescono mai a prendere le misure al giovane pitcher del San Marino. Velenoso. Tiago confeziona 9 strikeout e annienta il lineup avversario: concede 1 sola battuta valida, e nessuna base su ball.

SEI – a Mario Chiarini, “bandiera” del Rimini, che con una volata di sacrificio a basi piene, salva i Pirati da una clamorosa sconfitta casalinga al 12° inning in gara1 contro i Rangers Redipuglia. Ovviamente bisognerebbe parlare anche di Gustavo Martinez: ma lui… altro che 6, meriterebbe un 12 nel pagellone (12 come gli strikeout che ha realizzato venerdì in sette inning) perché è un fenomeno e sta facendo un campionato strepitoso. Rimediando agli errori di altri. Comunque, potrete trovare qualcosa su Martinez più in basso, sotto la voce Beech.

CINQUE – all’improvvisa crisi d’identità che sta imprigionando Davide Dallospedale, mai visto così sgonfio in battuta come ora. Nella supersfida contro Nettuno, “Dallo” non ha minimamente inciso: 0 su 11. Clamoroso. Dopo diverse stagioni ruggenti, che l’avevano collocato sul livello del suo amico Liverziani come miglior giocatore italiano, il calo di rendimento di quest’anno (259 fino ad ora la sua media-battuta in questo campionato, con appena 3 extrabase) è decisamente sorprendente e inquietante. Si riscatterà questa settimana in Coppa dei Campioni?

QUATTRO – a questo tempo imprevedibile, bizzarro, pazzerello, che fa sembrare autunno la metà di giugno, e tiene costantemente con il fiato sospeso la IBL perché la minaccia di piogge è sempre presente. Acquazzoni improvvisi, campi allagati, partite rinviate per due giorni di seguito, un’altra sospesa al secondo inning e ripresa dopo oltre un’ora. OK, non è colpa di nessuno se il meteo è pazzo, se non c’è più la mezza stagione e così via… Sapete come andrà a finire? Che sarà costantemente bellissimo a settembre – il mese del baseball – quando però… il campionato di A1 sarà già terminato. Perché certi menti “illuminate” hanno deciso che il torneo di massima serie non può andare oltre la prima settimana di settembre. Gli altri campionati sì, la “vetrina” del baseball italiano no. Gli sponsor ringraziano…

TRE – a Matt Beech e a chi si intestardisce ad usarlo come lanciatore partente. Beech usato in avvio, è una garanzia. Per gli avversari. I quali regolarmente prendono vantaggio. E talvolta vantaggi anche consistenti. Costringendo Rimini ad affannosi inseguimenti. Clamoroso quel che è avvenuto venerdì sera nella Casa dei Pirati, con i Rangers Redipuglia ultimi in classifica a firmare subito 3 punti su un Beech impacciato, uscito di scena dopo 5 riprese con 4 punti sul groppone (tutti guadagnati). Poi è salito Gustavo Martinez che in 7 riprese lanciate (la partita è stata vinta dal Rimini al 12° inning!) ha confezionate 12 strikeout, concedendo una sola battuta valida e nessun punto. Altri esempi. Il 5 gugno Rimini perde in casa contro Parma, 4-5. Beech lancia 2 inning e concede 5 punti. 31 maggio a Bologna contro la Fortitudo: Beech lancia 7 riprese, concede 3 punti e lascia il monte sul punteggio di parità (3-3), partita poi vinta dai Pirati romagnoli (4-3) con Martinez sulla collinetta del Falchi. 23 maggio, a Grosseto. Telemarket sconfitta per 8-4. Beech lancia i primi 5 inning e subisce 4 punti, 3 sono guadagnati.
Chiariamo: il californiano Beech non è uno sprovveduto (ha 36 anni, gioca da una vita, ha fatto anche tre stagioni in Major League), però è un mediocre. Il dominicano Gustavo Martinez è di un’altra dimensione: cento volte meglio. Non esiste confronto. Ebbene: se hai due lanciatori e uno è molto più bravo e affidabile, la logica suggerisce che il più bravo sia il titolare. A Rimini fanno il contrario. Evidentemente a loro piace partire con l’handicap… Beech.

DUE – a Sanchez, Skrehot, Messineo, tre del Godo che sono andati in confusione e non ne azzeccano una. Dovrebbero aiutare il gruppo (Lockwood almeno ci prova), viceversa lo penalizzano. Nel trittico perduto con S.Marino, Skrehot si è esibito in un meraviglioso 1 su 11 nel box di battuta (più 2 strikeout subiti e 1 errore difensivo), Sanchez 1 su 9 (e 1 errore). E Kyle Messineo? Ragazzo, va bene metterci grinta, ma usa un po’ anche la testa, guarda i lanci, selezionali, non puoi sventolare sempre e comunque. Kyle, ragiona un attimino: ti sei già beccato 46 strikeout!

UNO – al Redipuglia che goliardicamente fa e disfa. Va a Rimini e lodevolmente accende battaglia. Fabbrica 6 fuoricampo in tre partite, cosa che a Rimini non ricordano d’aver mai visto da una squadra avversaria. Addirittura 5 homers nella stessa giornata, quella di sabato. Però, dopo tanto sforzo, arrivano tre sconfitte. E’ inevitabile: nel baseball non si batte soltanto.
Sono apprezzabili i Rangers della Venezia Giulia per l’aggressività in attacco, ma… le squadre si cominciano a costruire partendo dal monte di lancio e dalla difesa. Se non si ragiona così, non si va da nessuna parte.


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5 responses

17 06 2008
tylermets

commento al voto 5: eh si quest’anno Dallospedale non è proprio quello che ricordavo a bologna, chissà che è successo…
commento al voto 4: beh era difficile ipotizzare un giugno come questo, molto più facile ipotizzare un settembre piovoso, io ricordo un playoff contro grosseto con tanta tanta pioggia, o gara sei e sette giocate nello stesso giorno contro san marino a bologna, il tempo è così mica si può incolpare qualcuno perchè piove o no?

17 06 2008
Maurizio Roveri

Tylermets, non incolpo nessuno perchè piove a giugno. Ma ho preso spunto da questa constatazione per ribadire un concetto: non si toglie il mese di settembre al campionato di vertice, alla “vetrina” del baseball italiano. Quest’anno non andava fatto. Costringere la IBL a finire entro la prima settimana di settembre è una sciocchezza, una scelta stupida. Lo dico da mesi e ribadisco il concetto. Settembre è il mese IDEALE per il baseball, il mese più adatto (almeno le prime tre settimane) per la fase decisiva del campionato di A1. Settembre in futuro (ad eccezione del 2009, anno dei Mondiali in Italia) andrà sfruttato affinchè la IBL diventi sempre più ampia, più grande, più importante, più appassionante. Perchè è il campionato di A1 la vera forza trainante del movimento, e lo dovrà diventare sempre di più. Chiaro che i grandi eventi internazionali fanno risonanza, e sono appuntamenti necessari e coinvolgenti. Tuttavia, soltanto la CONTINUITA’ di una grande IBL (che possa un giorno coinvolgere più città di quelle attuali e garantire un’attività intensa di almeno 5 mesi) farà compiere il salto di qualità al baseball italiano. Un grande campionato che potrà catturare pubblic e sponsor: ecco cosa faràveramente la differenza.
Pensa che campionato salterebbe fuori se un giorno ci potessero essere 10 club di livello tecnico buono o alto come lo sono le prime sei squadre del campionato attuale: Fortitudo Bologna (la squadra che in questo momento produce il miglior baseball d’Italia), Nettuno, Grosseto, San Marino, Parma, Rimini.
Lo so, per arrivare a questo obiettivo c’è ancora tanto lavoro da fare. C’è una mentalità da cambiare. Le società debbono darsi strutture più solide e professionali. Bisogna intervenire sugli impianti, alcuni dei quali sono in fase decadente. Ci vuole spirito d’iniziativa, e sotto questo aspetto ritengo che Grosseto e Nettuno siano all’avanguardia.
Tornando al discorso del meteo, quei playoff piovosi che tu ricordi… sono episodi avvenuti ad ottobre. Non a settembre.

18 06 2008
tylermets

io sono d’accordo con te su settembre, di solito ad agosto le persone vanno in vacanza, io stesso ho le ferie in quel periodo e mi rompe dover scegliere tra i playoffs e le vacanze. E’ una decisione molto stupida quella della lega di perdere settembre, concordo.
Io ho visto la mia prima partita agli Europei del 99 a Bologna, quindi i grandi eventi fanno davvero bene. Il campionato di A1, come dici tu, va ampliato a 10 squadre, magari anche di più ma… solo se avranno un livello accettabile, anche su questo punt siamo in armonia. Sul fatto che si debba cambiare tutto non ci sono obiezioni, guarda a Bologna dove la Fortitudo non può fare nulla per un palo della luce che produce solo fastidi.
Ho letto del maxischermo a Grosseto per la coppa dei campioni, dei miglioramenti fatti per la manifestazione, tutte cose che vanno benissimo e spero che succedano in altre città. Ma se a Parma devono trasferire la squadra in un altro impianto perchè lo stadio Europeo deve essere demolito, allora sono io a dare la colpa a qualcuno, è populismo ma se noti che le due città all’avanguardia sono prive di una rappresentanza calcistica di serie A, e che lì il Comune si applica in favore del baseball e non mette i bastoni tra le ruote, allora sono davvero triste.
Altro esempio la prossima partita al Falchi, 26 di giugno, concomitanza con la semifinale degli Europei di calcio che potrebbe vedere impegnata la Nazionale italiana. Guardando la realtà, spero vivamente che se l’italia dovesse battere la Spagna la partita di baseball fra Fortitudo e Godo si giochi di mercoledì invece che di giovedì. Non so se il regolamento consente un posticipo, vedo che Parma e Bologna hanno spostato alla domenica la gara di giovedì. Io credo sia nell’ineteresse di tutti, no? A qualcuno potrà sembrare un segno di debolezza cambiare il calendario in funzione di un altro sport, io la vedo come un mancato guadagno da parte della fortitudo e del baseball non agire. Cosa ne pensi? La mia non è una richiesta personale, perchè io giovedi sarò al Falchi di sicuro: ho già perso le gare con Parma, sono in astinenza. però non vorrei poter contare a occhio nudo le persone che saranno li con me a vedere il baseball.
in conclusione spero che le tue parole possano svegliare qualcuno, perchè sarebbe davvero emozionante avere una IBL conosciuta a livello nazionale. Con tv e pubblico, sponsor e stadi nuovi.

19 06 2008
marcello

Aggiungerei nel Pagellone un TRENTA E LODE (CON BACIO ACCADEMICO) a Cristian MURA, general manager della Fortitudo Bologna che ha operato una campagna acquisti strepitosa.
Ci ha regalato personaggi come Mazzuca, strepitoso secondabase, Bautista fantascientifico interbase, bazooka Angrisano che con i suoi tiri in seconda farà presto passare la voglia di provarci ai velocisti avversari, Richard Austin che fa paura (e si vede) ai lanciatori e che finalmente rappresenta un vero clean-up: mancava da troppo tempo un’arma così.
Dopo la quasi armata Brancaleone vista l’anno scorso (che tuttavia andò vicinissima a vincere la regular season) andare al Falchi quest’anno è garanzia di grande baseball.
Quindi il voto meritatissimo e un grazie di cuore al Presidente Macchiavelli che ha permesso che Mura mettesse in pratica le sue idee.

19 06 2008
tylermets

concordo con marcello al 100%. Aggiungo cillo, dominante.

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