IBL, verso Grosseto-Nettuno. Renato Imperiali, il rookie nettunese (vent’anni) che all’andata firmò due valide contro il mitico “professore” Mikkelsen

12 06 2008

di GIOVANNI COLANTUONO

Non ci sono dubbi: Renato Imperiali è, fino a questo punto, il giocatore-rivelazione del campionato di massima serie 2008. Gettato in mischia da Ruggero Bagialemani, con coraggio e anche con felice intuizione, fin dall’avvio della stagione (Schiavetti era out, sarebbe stato semplice e comodo spostare Frank Menechino interbase, invece Bagialemani diede fiducia ad un ragazzino debuttante in A1 coinvolgendolo in un ruolo chiave) il ventenne Renato –“scuola” nettunese – ha stupìto tutti. Per la sicurezza in difesa e, ancor di più, per l’efficacia e l’aggressività nel box di battuta. Ha la vera mentalità del giocatore nettunese. Un infortunio pareva dovesse fermarlo a lungo dopo lo straordinario inizio, invece ha recuperato in fretta. Lasciato al rientrante capitano Igor Schiavetti (in ottima forma) il ruolo di shortstop, Renato Imperiali è rimasto titolare. Seconda base, dopo la partenza di Frank Menechino. Al punto che il nuovo straniero Luis Ugueto, che sarebbe un interno, è stato utilizzato da esterno nella settimana del suo debutto in Italia.

Le statistiche del rookie della Danesi parlano di 17 partite da titolare, 265 di average (nelle prime settimane, quando il Nettuno era in emergenza, Renato sparava regolarmente oltre trecento risultando in certe situazioni il trascinatore del gruppo), 18 battute valide, con 7 doppi e 1 fuoricampo, 28 totale basi, 412 di slugging % e un eccellente 970 di media-difesa.

Una famiglia con una passione speciale per il baseball, quella degli Imperiali. Papà Maurizio è allenatore del settore giovanile del San Giacomo Nettuno e classificatore ufficiale, Francesco il fratello è il seconda base del San Marino, lui Renato Imperiali è il giocatore del momento, l’esordiente che sta impressionando l’IBL.
Renato è il primo frutto della Franchigia Nettuno, cresciuto nel Nettuno 2 con la guida di Guglielmo Trinci è ora esploso nella Danesi nell’IBL. Non ci stancheremo mai di dirlo, il vivaio nettunese è l’unico in Italia che continua a tirare fuori shortstop di grande livello, e va dato atto a Ruggero Bagialemani che su Imperiali non ha mai avuto dubbi. Sarebbe stato facile far giocare Menechino in quel ruolo in attesa del ritorno del capitano. Invece no, Ruggero ha dato da subito massima fiducia a questo giovane ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Lui resta con i piedi ben saldi a terra, e vive questo momento con la spensieratezza dei suoi vent’anni. “Per me giocare in serie A1 era un sogno, il Nettuno mi sta dando questa opportunità ed io cerco di sfruttarla al meglio. Avevo cominciato forte, battendo bene, l’infortunio mi ha poi un po’ frenato, ma sono rientrato: pronto a fare qualcosa di utile per il Nettuno”.

Con Schiavetti ti giocherai il posto da interbase, la sua esperienza sarà comunque importante per la tua crescita
”Igor oltre ad essere il nostro capitano è un grande giocatore. Lui mi sta sempre vicino. Mi ha aiutato molto dandomi preziosi consigli sulle posizioni in campo in base ai battitori. Sono consigli importanti per me”.

Chi ti vede giocare nota subito la sicurezza con cui interpreti il ruolo di interbase o d seconda base.
”Io sono caratterialmente un tipo freddo, riesco sempre ad essere calmo, senza farmi prendere dall’agitazione che può provocare l’emozione di un esordio o la tensione d’una partita importante”.

Il 24, 25 e 26 aprile il Nettuno perdeva tre volte, in casa, per mano del Grosseto. Era la prima volta che tu affrontavi un lanciatore come Mikkelsen ma sembravi un veterano, l’unico che lo ha colpito con due valide. Renato ricorda volentieri quei momenti. “il lancio che preferisco battere normalmente è la palla dritta. Lui tirava curve in continuazione, ho pensato che prima o poi una palla dritta l’avrebbe tirata. Ho aspettato quel lancio e, quando è arrivato, non ho esistato. E ho colpito”.

Ricordi come hai cominciato a giocare a baseball?” Tutti mi dicono che quando avevo 3 anni già stavo nei campi da baseball”.

Non poteva essere altrimenti con un papà allenatore e grande appassionato di baseball, ma lui ti ha allenato?” No, il mio primo allenatore è stato Piero Laurenzi , a 14 anni è stato Guglielmo Trinci a farmi esordire in serie A2, con lui ho imparato tantissimo”. Il fratello Francesco, ora nel San Marino, firmò un contratto di due anni con i Seattle Mariners.Di recente i due Imperiali si sono trovati l’uno contro l’altro per un derby tutto in famiglia.

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