IBL, le notturne di venerdì: Sheldon supera la 1000 valide in carriera e, con De Biase e Vasquez, spinge S.Marino a battere la Fortitudo. Infelice gestione tattica dell’11° inning da parte della capolista bolognese

7 06 2008

di MAURIZIO ROVERI

Suicidio tattico della Fortitudo Bologna sul diamante di Serravalle. La capolista interpreta in maniera infelice l’undicesimo inning e regala la partita ad un San Marino in piena emergenza che ha giocato con grande cuore ed ha meritato ampiamente il successo per aver battuto 14 valide (con 1 triplo) contro 6. “Eroe” della serata David Sheldon, 45 anni, personaggio straordinario, tecnica sublime e una passione senza confini, entrato nel club dei mille: era il settimo inning quando “l’intramontabile” ha confezionato un singolo a sinistra. La millesima battuta valida d’una luminosa carriera italiana, cominciata 21 anni fa (nel 1987) a Firenze, proseguita nelle Calzeverdi Casalecchio, a Novara, a Grosseto, nella Fiorentina, a Milano nella Mediolanum, a Rimini, a Bologna nella Fortitudo Italeri, e dal 2005 difende con una classe che non arrugginisce mai l’angolo caldo di terza base. Poi, con il bastone fra le mani sa ancora lasciare il segno.

Inesorabile Martin Vasquez con 4 su 5 (il più bell’acquisto fatto dal San Marino). Match-winner Maximiliano De Biase, 3 su 4 nel box, con 3 punti battuti a casa. Sul monte di lancio bravissimo Horacio Estrada, che in 5 inning ha concesso appena 2 valide al lineup della capolista. Anche se il pitcher vincente è risultato ovviamente il suo rilievo Brian Looney.

Partiamo dalla fine, dal secondo extrainning, in piena notte, già oltre l’una (la gara era stata sospesa due volte per un guasto ad un faro dell’impianto d’illuminazione nella zona dell’esterno sinistro). Sul punteggio di 3 a 3, undicesimo assalto di Bologna. Liverziani è colpito da un lancio di Looney, e anche Austin viene colpito. Due corridori sulle basi e zero out. Pitching-coach sul monte a parlare con Looney. Batte Mazzuca ed è salvo su scelta difesa, ma Austin riesce ad arrivare in seconda e Liverziani in terza. Situazione di basi piene e nessun eliminato. Il massimo della vita per chi attacca. Volata di sacrificio di Angrisano per il punto di Liverziani: 4 a 3 per Bologna, al suo primissimo vantaggio della serata, dopo inseguimenti e agganci. Austin arriva in terza. E in base c’è anche Mazzuca. Ebbene, il lineup della Fortitudo non raccoglie più nulla perché Lele Frignani (con la mano sinistra ancora molto dolorante) viene messo strikeout e Landuzzi è eliminato al volo. Una ghiottissima opportunità che ha fruttato solo un punto.

Tocca al San Marino. Si trova in ritardo di un punto, per la prima volta nella lunga estenuante partita. Una sconfitta avrebbe il sapore della beffa. Si ribella, la squadra del Titano. Ci crede ancora. Ha il turno forte in battuta (Imperiali, Sheldon, Vasquez, De Biase).
Jesus Matos, che dal quinto inning ha rilevato un decoroso Vargas, fa battere in diamante Francesco Imperiali che viene eliminato da un’assistenza di Bautista. Mancano due soli out alla Fortitudo per vincere la partita. Il pericolo è in agguato. Spunta Sheldon, che è caricatissimo (dopo la millesima valida, ha confezionato anche la 1001). E la mazza di David colpisce ancora, singolo al centro (valida numero 1002). Matos è stanco, ha finito la benzina, lo si dovrebbe intuire. Nel bullpen c’è Fabio Milano, il “principe dei closer”, che si sta scaldando da un sacco di tempo.
La logica suggerisce di inserire Fabio Milano, l’uomo delle salvezze. No. Lo staff tecnico della Fortitudo insiste con Matos, il cui braccio non ha più la spinta degli inning precedenti. Infatti, Wuilliams Vasquez incrocia bene un lancio di Jesus e fa volare la pallina sulla destra per un altro singolo. Ma ancora nessun cambio sul monte.

Ecco nel box la sagoma imponente di Max De Biase. No, con lui non si può rischiare. Ha la mazza caldissima. E’ troppo pericoloso. Sarebbe più prudente dargli la base intenzionale, per poi “giocarsi” il ragazzino Matteo Forcellini (entrato all’ottavo inning per Colicchio espulso, il quale Colicchio aveva sostituito Rovinelli che s’era infortunato…) e poi un Buccheri ammaccato e a mezzo servizio che veniva da uno 0 su 5.
Macchè. Niente base intenzionale. Matos, ormai sgonfio, sfida De Biase che gli stampa un doppione a sinistra. Sheldon pareggia (4-4) e Vasquez avanza in terza. A questo punto, lo staff tecnico biancoblù decide di dare la base intenzionale a Buccheri (domanda: perché a Buccheri sì e a De Biase, molto più pericoloso, no?). Situazione di basi piene, con 2 out. Matos non ce la fa più e concede la base su ball a Suardi: punto automatico (segna Vasquez) per il 5-4 sammarinese. Finisce all’una e trenta. In realtà, questa base su ball è principalmente un’invenzione dell’arbitro Screti, il quale ha diretto in maniera imprecisa e indecente, facendo arrabbiare entrambe le squadre. Nel finale ha sicuramente contribuito a innervosire Matos.
Contestatissimo, Screti. Una direzione di gara non all’altezza della IBL.

Su come ha giocato l’undicesimo inning la capolista si può discutere tanto. Di sicuro ha cacciato via una bella opportunità. Si è avvertita l’assenza della mazza di Manuel Gasparri (per lui si teme che la stagione sia finita!) perché hanno battuto valido soltanto i primi quattro uomini del lineup (Bautista, Pantaleoni, Liverziani, Austin). Tutti gli altri, zero. Se Connell ha una contrattura, perché non tenerlo a riposo? Nanni ha la fortuna di avere un Mazzuca in piena salute, fatto entrare soltanto al sesto inning quando Connell ha detto che non ce la faceva più. E se Frignani (peraltro commovente nel suo sforzo) non è in grado – con la mano infortunata – di battere oltre il diamante, aspettiamo che guarisca e nel frattempo si dia fiducia ad Alaimo.

Ammirevole coraggio del San Marino. Orfano di La Fera e di Matamoros, ha perso Rovinelli alla sesta ripresa e poco più tardi il suo sostituto Colicchio, espulso.
Dunque, un’impresa per il gruppo di Doriano Bindi l’aver vinto in queste condizioni. Indipendentemente dalla gestione tattica discutibile della capolista. Su quattro sole sconfitte della Fortitudo in 22 gare, tre sono maturate in arrivi in volata: partite perse di un punto.

Nelle altre partite di ieri sera il Nettuno allo Steno Borghese si è limitato a controllare con il suo grande Nelson Cruz sul monte di lancio il Godo. 4-1 per la squadra di Bagialemani, che ha vissuto di rendita sul fuoricampo da 3 punti di Carlos Duran. Bene anche Schiavetti. Negativo il debutto del nuovo straniero Ugueto: 0 su 3, con 2 strikeout.

A Parma il maltempo ha fatto slittare a oggi pomeriggio gara2 fra il Cariparma e la Telemarket Rimini.

Tranquillo il Montepaschi Grosseto, al “Gaspardis” di Ronchi dei Legionari dove ancora una volta c’era un buon pubblico (oltre 400 spettatori). 9-0 per i maremmani campioni d’Italia contro Redipuglia. Mikkelsen ha dominato sul monte. Ma è stata la serata magica di uno strepitoso Andrea Sgnaolin: 5 su 5, con 3 punti battuti a casa e 4 punti segnati. Una conferma che i talenti italiani ci sono.

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10 responses

7 06 2008
Stefano

Matos aveva già fatto quasi 100 lanci, considerando che il S. Marino era pericoloso particolarmente in questa partita, la situazione era quella classica dell’ inserimento del closer!
Non a caso è l ‘allievo prediletto di Mazzotti……..

7 06 2008
tylermets

dopo grosseto nanni era un genio, aveva fatto impazzire grosseto con vargas partente adesso, come per magia è diventato un “allievo di mazzotti” da come si evince dal commento di stefano, spero di sbagliarmi, la verità è che la fortitudo a volte passa questi momenti di black out, è successo con il nettuno e abbiamo perso, credo che ci fosse un out e basi piene in quell’occasione, la fortitudo è così a volte troppo sprecona in attacco, poi in difesa da quello che leggo perchè non ero li, abbiamo regalato matos cotto.
io stesso ero molto felice nel vedere che in fortitudo non giocano i nomi ma i giocatori, senza nulla togliere a milano che è fortissimo non voglio essere frainteso, ma quando sua maestà matos non ce la fa più non è un disonore lasciare il campo. spero che da questi errori si maturi, oggi tra l’altro 12 a 1 senza storia….

8 06 2008
Stefano

Beato lui che se lo può permettere di “regalare” una partita!
Solo che nei playoff certi errori non se li potrà permettere, Mazzotti ci ha quasi perso lo scudetto l’ anno scorso in gara 7, sopra di 5 al 9°, per poi trovarsi 5-4 col punto del pareggio in 2a e il miglior battitore della serie (Schiavetti) nel box…..

8 06 2008
tylermets

infatti, in stagione regolare con 4 partite di vantaggio sulle seconde, ci si può permettere di provare, di sperimentare e di commettere errori per avere l’esperienza di non farli quando le partite contano. mi sembra che sabato abbia dimostrato di aver capito la lezione mettendo a sedere chi stava male (finchè ha potuto) e dominando in lungo e in largo da vera capolista.

9 06 2008
prince

sperimentare e provare significa appunto mazzuca in starting lineup il venerdi e fabio milano a chiudere la partita stessa, cose mai fatte prima d’ora. Sono d accordo con Stefano per la gestione mazzottiana della partita e cioe in campo i suoi fedeli scudieri anche con le stampelle. Su 4 partite agli extrainnig la fortitudo ne ha perse 3, non è un caso.

9 06 2008
gideon12

Caro Prince, ma come fai a dare la colpa all’allentore per le precedenti gare perse agli extra-inning?
Nella maratona contro il Nettuno ha vinto chi era meno stanco (il Nettuno) mentre contro il Rimini è stato bravo Balgera ad indovinare la battuta e non certamente colpa del manager.
Diciamo che a posteriori siamo tutti bravi a dare la colpa a tizio o a caio, ma se si confezionava il terzo out (inguardabile Screti con le sue chiamate), che cosa si potrebbe dire?……

My Website: http://www.grandeslam.wordpress.com

9 06 2008
stefano

Si, ma l’ unica l’ ha vinta contro Mazzotti…….

10 06 2008
prince

Contro il Nettuno – ricordate? – seconda e terza occupate, 1 out Frignani in battuta, siamo al 9°. Liverziani ph per Frignani (potava andare in prima direttamente dalla panchina): scontata la base intenzionale. Basi piene, con Landuzzi in battuta. Scelta felice? Col Rimini, partite invertite, venerdi notte Cillo, sabato pomeriggio Matos. Il venerdi al 7° la Fortitudo vince 10 a 0, situazione ideale per Paoletti (visto anche l’ arrivo di Matteo D’ Angelo per la partita del sabato sera), George lancia 3 inning quando ti poteva servire il sabato pomeriggio visto che la partita dello straniero è qualla con piu difficoltà ( su 4 sconfitte, 3 slno arrivate in questa partita) e dove Matos non è piu dominante come gli anni passati e Vargas è altalenante. Pensarci a queste cose! Nelle partite punto a punto gli allenatori devono metterci anche del loro (anche se il baseball è tutto e il contrario di tutto) perchè con 30 hits in due partite è difficile perdere. 30 hits che comunque danno merito non solo a chi li batte ma anche all’allenatore che rende un gruppo sereno e unito

10 06 2008
prince

Per Stefano: perchè Mazzotti(4 a 3 fortitudo, 2 out, Gina nel bullpen da 2 inning) insiste con D Amico che ne prende altri 3. Direi molto simile a Nanni venerdi a S. Marino

11 06 2008
Stefano

Diciamo che Mazzotti aveva la scusante che il Gino gli sarebbe servito la sera, come rilievo causa la mancanza di De Santis (e infatti ha lanciato 5 inning). Nanni, invece, sapeva che il San Marino nelle altre 2 partite era meno temibile e poteva giocarsi Fabio Milano proprio perchè la partita più critica era quella. Tirare il collo a Matos non mi pare sia stata una bella idea, proprio in funzione dei playoff: guardare come il bullpen del Grosseto, che ha vinto lo scudetto con soli 3 partenti e 1 rilievo l’ anno scorso, se li ritrova quest’ anno: guardacaso, tutti a pezzi….

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