Gigi Carrozza e le sue 1000 battute valide. “Adesso inseguo un altro obiettivo: i 100 fuoricampo in carriera, sono a meno sei”

3 06 2008

di MASSIMILIANO MUSSONI

Il suo segreto? Non averci pensato. “Perché quando ti metti in testa un obiettivo del genere, poi rischi di non raggiungerlo mai”. L’obiettivo in questione sta tutto in un numero: 1000. Tante sono infatti le valide battute in carriera nella massima serie da Gigi Carrozza, che ha tagliato il prestigioso traguardo sabato sera in garatre contro il Bologna (la millesima hit è stata un doppio a sinistra al primo inning).

“Mi fa piacere che sia arrivata proprio contro Betto – rivela il designato riminese – perché Fabio è un amico e insieme a lui ho vissuto tanti momenti importanti. Peccato soltanto non aver potuto festeggiare una gioia così grande con la vittoria della squadra: portare a casa la doppietta contro la Fortitudo, infatti, sarebbe stato fondamentale per il nostro cammino. A parte tutto, comunque, sono davvero contento, perché ci tenevo a raggiungere un traguardo così prestigioso. Ne avevo parlato all’inizio del campionato con alcuni dei miei compagni ma, da quel momento in poi, non ci avevo più pensato, perché non volevo mettermi addosso delle pressioni inutili. E infatti, quando sabato ho battuto quel doppio, non ne avevo proprio idea che si trattasse della millesima valida, me lo hanno urlato dal dug out. E’ stata una piacevolissima sorpresa. I miei compagni, al contrario, sapevano che prima dell’ultimo week end mi mancavano soltanto 5 valide ma non mi hanno voluto dire nulla per evitare che mi deconcentrassi”.
Se dovessi scegliere le tre valide più importanti tra le 1001 che hai battuto, quali indicheresti?

“Beh, sarebbe fin troppo scontato iniziare dalla prima, ma sinceramente sono passati troppi anni e non me la ricordo. Posso soltanto dire che è accaduto nel lontano 1989, quando giocavo con la Calze Verdi Casalecchio, alla mia prima stagione in serie A. Oltre alla millesima, comunque, ricordo con piacere anche la valida battuta nel 1991 contro Kinnunen del Verona, perché è stata la prima in una finale scudetto, e il fuoricampo in semifinale nel 1997 contro il Nettuno, perché grazie a me pareggiammo la partita e da quel momento in poi la serie girò a nostro favore”.

Adesso hai un altro bersaglio nel mirino: i 100 homer in carriera...

“Già, me ne mancano soltanto sei ma in questa stagione non ne ho ancora battuto alcuno e quindi è ora che mi dia una mossa… Di solito nel girone di ritorno il mio rendimento offensivo sale e chissà che non possa avvicinarmi un po’ al traguardo. Se poi non lo dovessi raggiungere quest’anno, pazienza, vorrà dire che ci proverò nel prossimo campionato: in fondo, in questo 2008 posso anche accontentarmi delle valide. Di una cosa, però, sono certo: finché mi divertirò e non rimedierò figuracce, ho tutta l’intenzione di continuare a giocare a baseball. A Rimini mi trovo benissimo e, se mi vorranno ancora, mi piacerebbe restare a lungo”.

Tornando allo scorso week end, sei stato il migliore della Telemarket nel box con un ottimo 6/11

“E questo non può che rendermi particolarmente felice, perché di fronte avevamo il monte di lancio più forte del campionato. In questa stagione ero partito abbastanza bene, poi purtroppo ho attraversato un brutto momento, e di questo me ne dispiaccio parecchio, perché non ho dato il contributo che la squadra si aspetta da me. Adesso sono tornato in forma e ho trovato una buona continuità in battuta”.

La Telemarket, invece, continua a stentare

“E’ vero, e questo è davvero un peccato, perché abbiamo un potenziale incredibile, che non sempre riusciamo a esprimere. Che cosa ci manca? La convinzione nei nostri mezzi. Forse, se avessimo portato a casa tutte quelle partite perse di un punto, adesso avremmo più fiducia in noi stessi e staremmo parlando di tutt’altro tipo di campionato. L’importante, comunque, è darci una mano a vicenda, perché è questo l’unico modo per continuare a sperare nei play off. Io resto ottimista, perché questa squadra è capace di tutto e, con un po’ più di attenzione e di concretezza, può puntare in alto. Il gruppo è unito, ora anche i risultati ci devono dare ragione”.


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One response

4 06 2008
gideon12

Complimenti per il traguardo raggiunto!!!

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