IBL, Bologna e Nettuno da record: 0-0 per 16 inning in gara2, decide Tavarez al 17°. Carrara perfetto. Immediato riscatto della Fortitudo con un grande Betto in gara3

25 05 2008

di MAURIZIO ROVERI

Io c’ero. Siamo in quattrocento, fors’anche di più, a poterlo dire. Con la fierezza negli occhi. A potere raccontare un pomeriggio indimenticabile vissuto al “Gianni Falchi” di Bologna. Un pomeriggio appassionante, intenso, estenuante, coinvolgente, con tutto il pathos e la forza drammatica che soltanto uno sport come il baseball ti può trasmettere quando è interpretato così. Come hanno fatto Nettuno e Bologna nel più straordinario braccio di ferro di sempre. Diciassette inning, praticamente due partite in una. Quattro ore e cinquantasette minuti di un’intensità spaventosa, sul filo del rasoio dell’equilibrio più esasperante. Battaglia dura in campo. Fiato sospeso in gola per la gente sulle tribune, che è rimasta lì, incollata alle sedie per cinque ore, rapita, stravolta. La tensione era troppo forte. Non c’è stato mai, neanche per un attimo, lo spazio per annoiarsi.
Per sedici riprese il punteggio è rimasto inchiodato sullo zero a zero. E questo è il fatto più clamoroso, più straordinario, più incredibile. Unico. E probabilmente irripetibile. Inferno e paradiso. Estasi e tormento. Un tourbillon vertiginoso di emozioni, fino al singolo decisivo di Ramon Tavarez al confine con la quinta ora di gioco.


Sì, abbiamo assistito ad una partita che entra nella storia. Ci risulta che qualcosa di simile non si sia mai verificato nel baseball italiano.
E’ stato lo zero a zero più lungo di sempre, e al tempo stesso il più vigoroso, il più energico, il più emozionante che si potesse immaginare. Perché dentro questi sedici inning senza punti si è sviluppata una partita vibrante e bellissima. Di alto spessore tecnico. Caratterizzata da azioni spettacolari, difese insuperabili, lanciatori dominanti, scelte tattiche. E la personalità, la consistenza, l’orgoglio, l’organizzazione di due grandi squadre come la Fortitudo Bologna e la Danesi Nettuno. Le due squadre che in questo momento stanno esprimendo il miglior baseball d’Italia.
Il Nettuno ha prodotto 11 valide. La Fortitudo appena 4 ed è straordinario come il gruppo biancoblù sia stato capace con soltanto 4 valide di rimanere aggrappato ad una gara di diciassette inning! Ennesima conferma di compattezza.

Una partita, i suoi cento volti, le sue mille emozioni. La prima parte tutta dedicata a due strepitosi interpreti, che hanno preso il centro della scena, incantando la platea con il loro talento, i loro lanci magistrali, la loro solidità mentale. Giovanni Carrara e Cody Cillo. I padroni del monte.
Monumentale la prestazione di Giovannone Carrara. Così autorevole, così carismatico, così intenso, così passionale non lo vedevano da un bel po’ di tempo, i nettunesi. E’ nei momenti importanti che balzano fuori gli eroi. Guarito di recente da una fastidiosa epicondilite, Carrara getta nella suggestiva sfida tutto il suo orgoglio da leader. E confeziona sette inning “perfetti”. Non concede assolutamente nulla. Né una base su ball, né una battuta valida. Neppure le briciole. Eppure, ha davanti a sé il lineup più efficace di questo girone d’andata della Italian Baseball League 2008.

E’ un grande, Carrara. Non ha ancora la forma e la forza per sparare la fastball e per mettere a sedere gli avversari, e allora rinuncia alla potenza e lancia d’intelligenza, di sapienza, d’astuzia. La sua “sinker” funziona egregiamente. E riesce nella clamorosa performance di realizzare un perfect game pur senza l’aiuto di uno strikeout. Inganna i battitori avversari, li mette fuori ritmo, li fa battere male. Un capolavoro di tecnica, di tattica, di orgoglio.
E quando la partita dell’ex-majorleaguer finisce, dopo 76 lanci, al termine del settimo attacco della Fortitudo, dalle tribune del Falchi scende una pioggia di applausi. E’ l’ammirazione vera, spontanea, leale per un grande campione, un duro avversario. C’è tutta la sportività della gente bolognese in questo gesto di profondo rispetto. Bellissima immagine.
Cody Cillo, l’oriundo che Cristian Mura ha portato a Bologna assieme a Joe Mazzuca, regge magnificamente il confronto con il prestigioso rivale. Piace e convince sempre di più, Cody. Non ha la classe di Carrara, ma è forte, intelligente, lavora benissimo sui fili con le sue perfide curve, alterna i lanci, concede 3 basi su ball e appena 2 battute valide. Fabbricando 9 strikeout. Sembra per un attimo in difficoltà al settimo inning quando, dopo un “colpito” e una base su ball, si trova nella situazione di due corridori sulle basi e un solo out. Momento delicato per la Fortitudo. Cillo ne viene fuori alla grande reralizzando due strikeout di fila (su Leonardo Mazzanti e Renato Imperiali). Chiude anche lui, dopo il settimo inning. E 110 lanci.

E comincia un’altra partita. La seconda parte. Quella di Victor Arias e di Chris George. Meno dominatori dei “partenti”, ma controllati, comunque efficaci, ben sorretti da granitiche difese. Dovrebbero essere semplicemente i rilievi, però il match rimane inchiodato sullo 0 a 0 fino al nono inning. Supplementari. Decimo, undicesimo, dodicesimo, il punteggio non si sblocca. Alla dodicesima ripresa i due rilievi hanno già entrambi nel braccio un’ottantina di lanci. Come una gara fra “partenti”. Fanno bene il loro lavoro. Scendono dopo 4.2 riprese lanciate. Arias perché attaccato dai crampi, George dopo una battuta valida di Schiavetti che il classificatore ufficiale… trasforma in un errore di Bautista (e sarebbe il primo errore delle due difese, in 12 inning di 0-0). Entra Fabio Milano, che tranquillamente toglie il problemino.

Terza parte della gara, quella dei closer da… cinque inning. Masin, in ottima condizione, si presenta con un grande K su Connell. Lo sorprende Bonci con un raffinatissimo bunt al 14°, però Masin si riscatta immediatamente con un magistrale pick-off in prima che coglie Bonci fuori base. Al 15° e al 16° la Fortitudo mette un uomo in prima e in seconda, Masin li tiene inchiodati lì con la collaborazione d’una difesa attentissima (interessante come Bagialemani ha disposto il diamante per questa “gara2”: Menechino interbase, Schiavetti in terza, Tavarez in seconda, Beppe Mazzanti in prima).
Fabio Milano concede un doppio a Camilo e una base intenzionale a Beppe Mazzanti al 13° e un singolo ad Ambrosino al 14°, ma si destreggia anche lui con abilità. A metà del 16° lo speaker Roberto Caramelli intona il “sixteen inning stretch”.

E si arriva al diciassettesimo attacco del Nettuno, quello decisivo. Milano dà la sensazione di aver ancora energie da spendere, mettendo strikeout Castrì. Però si fa sorprendere da Igor Schiavetti, e in questa occasione il capitano del Nettuno confeziona ufficialmente la sua battuta valida numero 701 in carriera. Nel box c’è Duran, scelta difesa su di lui per l’eliminazione di Schiavetti in seconda. Il successivo errore di tiro di Connell permette a Duran di raggiungere la seconda. Uomo in posizione punto, con due out. Ramon Tavarez è in agguato: va a battere, legge il lancio di Milano e la sua mazza scatta rapida, pallina che passa in mezzo fra seconda base e interbase, inafferrabile, è la battuta valida che mette le ali a Duran per il punto dell’1-0.
L’ultimo attacco della Fortitudo si apre con una base su ball per Austin, ma poi Connell viene eliminato in foul dal prima base, stessa sorte per Gasparri (out in foul per mano del seconda base), Delgado batte in diamante sul terza base e quando Schiavetti lo folgora in prima sono passate 4 ore e 57’ dal playball della partita più incredibile: durata 17 inning, col punteggio clamorosamente sullo zero a zero per sedici riprese. Da record.

Su questa sconfitta per 1-0 s’interrompe a 15 la striscia della squadra bolognese di Marco Nanni (a proposito, la serie più lunga di successi consecutivi nella storia del baseball italiano appartiene al Nettuno edizione 1990 con 21 partite vinte di fila).

PRONTO RISCATTO DELLA FORTITUDO – E’ un gruppo di “duri”, quello della Fortitudo 2008. Grande orgoglio. Connell, Austin, Bautista e compagni nella partita in notturna (gara3) si producono in un reazione fiera, intensa, vigorosa. Manager Nanni e il pitching coach Radaelli trovano un Fabio Betto maestoso e ispiratissimo, che regge splendidamente per otto inning effettuando 96 lanci. C’è bisogno di tutto il suo mestiere, di tutta la sua professionalità. E lui risponde nel migliore dei modi, fabbricando una partita di estrema intelligenza. Nei momenti di sofferenza (in occasione dei due punti nettunesi) si aggrappa alla vastissima esperienza e riesce sempre a portarsi fuori con eleganza dai sentieri infidi e tortuosi. Sull’altro fronte Carlos Richetti spara la sua fastball da 92 miglia, sembra poter spaccare il mondo, ma il lineup bolognese lo punge, lo infastidisce, gli mette pressione. E Richetti, con gli uomini sulle basi, tende a perdere tranquillità. Il pareggio bolognese, dopo l’1-0 iniziale del Nettuno, arriva al secondo inning con Gasparri. Bologna allunga alla terza ripresa con una valida di Connell che frutta due punti. Richetti è sempre più irrequieto, Fortitudo reattiva, Austin segna il punto del 4-2. Il “partente” del Nettuno ha già 118 lanci nel braccio quando (dopo 6 inning e 4 pgl) lascia la collinetta del Falchi a Mariani. Il quale viene immediatamente messo sotto pressione da un bunt di Bonci che lo induce all’errore. Pregevolissimo “batti e corri” in combinazione Bonci-Mazzuca, e Bonci arriva in terza, poi a punto su singolo interno di Austin: 5-2. Problema alla spalla per Mariani, che deve lasciare il monte a Mauro Salciccia. Gran legno di Juan Pablo Angrisano contro la recinzione, è un doppio e Bologna vola sul 7-2.

Betto è un gigante anche nell’ottava ripresa, lascia il segno della sua classe e termina qui la sua partita-capolavoro. Tranquilla la chiusura di Alfredo Delgado. Per Betto è la vittoria numero 5 stagionale. La capolista Fortitudo respinge così l’assalto del Nettuno, vincendo due partite su tre nel trittico più difficile e più fascinoso.

La squadra di Ruggero Bagialemani esce dal Falchi con una vittoria. E a testa alta. In settimana dovrebbe essere a disposizione un rinforzo, un catcher oriundo che potrà permettere allo stoico Parisi di prendere fiato e di non doversi sobbarcare costantementerle tre partite con un ginocchio malandato.

Riepilogo risultati

Fortitudo Bologna-Danesi Nettuno 8-1, 0-1 (17 riprese), 7-2
T&A San Marino-Rangers Redipuglia 6-2, 9-1, 5-3
Montepaschi Grosseto-Telemarket Rimini 8-4 (13 riprese), 4-3, 11-10
Cariparma-De Angelis Godo 2-0, 9-3, 3-2

La classifica

Fortitudo 888 (16 vittorie-2 sconfitte); Montepaschi 722 (13-5); Danesi 667 (12-6); T&A 611 (11-7); Cariparma 555 (10-8); Telemarket 500 (9-9); De Angelis 055 (1-17); Rangers 000 (0-18).


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4 responses

25 05 2008
ludovisi franco

Questa non vuole essere una critica (non c’è mai la prova contraria), ma piuttosto una considerazione.
Ottavo attacco Fortitudo delncredbile gara2 di sabato pomeriggio, quella dei 17 inning, 16 col punteggio inchiodato sullo 0 a 0.
Connell in terza, Gasparri in seconda e un eliminato.
Sostituzione di Frignani con Liverziani, un mancino per un destro, 436 di media battuta per 348, uno su uno nell’incontro precedente contro 1 su tre. Ci sta.
Il pubblico approva con un caloroso applauso.
Voi cosa avreste fatto nei panni del Nettuno?
Io avrei fatto come loro, avrei passato in base Liverziani, obbligando le basi e dando anche la possibilità alla difesa di chiudere la ripresa con un doppio gioco difensivo su una rimbalzante.
La base intenzionale era prevedibile:
quindi Landuzzi o un eventuale suo sostituto doveva fare valido o un lungo fly sugli esterni per fare almeno un punto.
Allora anche Frignani poteva farlo e il Nettuno non avrebbe avuto l’opportunità del doppio gioco.
Pantaleoni poi va a battere per Alaimo con la sola possibilità di fare valido data l’eliminazione di Landuzzi.
Questo è il baseball: bello vero?

25 05 2008
Wadi

Ho ascoltato le partite del sabato per radio.
Quando ho sentito il cambio Liverziani per Frignani, ho subito pensato anch’io, semplice appassionato, alla base intenzionale, come descritto dal signor Ludovisi.

27 05 2008
Marco

C’ero anche io . Quattrocento, fors’anche di più, . Con la fierezza negli occhi.

29 05 2008
Massimo Casorati

Scusate, ma c’erano alternative? La scelta del Nettuno non mi pare estranea al gioco del baseball, piuttosto si potrà discutere l’attacco del Nettuno sempre all’ottavo:

DANESI NETTUNO 8th – GEORGE to p for CILLO. SCHIAVETTI singled to right center (0-0). DURAN flied into double play p to 2b (0-0); SCHIAVETTI out on the play. TAVAREZ grounded out to ss (0-0). 0 runs, 1 hit, 0 errors, 0 LOB.

A parte la scelta tattica, che a quel punto sarebbe stata presa in considerazione anche da Earl Weaver, dell’esecuzione di Duran, che dite? Sempre che sia quello che mi par di capire, cioè un bunt non riuscito.

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