IBL, una Fortitudo travolgente nel finale vince (8-1) il primo match con il Nettuno. Grande Frignani. Vargas pitcher vincente. Tre errori dei laziali negli ultimi inning

24 05 2008

di MAURIZIO ROVERI

E’ stata la notte degli eventi, al “Falchi” bolognese. Sia perché ogni volta che Bologna e Nettuno incrociano le mazze è sempre un evento, è così da cinquantotto anni, e questo è diventato il derby d’Italia. Sfida antica, passionale e fascinosa.
Quando, poi, la “superclassica” vale per il primato in classifica, diventa ancor più evento. La Fortitudo capolista contro la Danesi Nettuno, in energico rilancio, sua prima inseguitrice. Battaglia fra le mazze più potenti d’Italia.


E un evento è stato rivedere un grande pubblico al “Gianni Falchi”. C’era il timore di un rinvio per un piovasco che nel tardo pomeriggio aveva abbastanza inzuppato il campo di gioco, eppure i bolognesi stavolta non hanno tradito, non sono voluti mancare all’appuntamento, e sulle tribune dello stadio del baseball bolognese hanno preso posto 700-800 persone. Un’affluenza che al “Falchi”, in regular season, non si vedeva da un pezzo… Bel colpo d’occhio e notevole il coinvolgimento emotivo, segnali confortanti di un entusiasmo che ritorna. Una situazione che ha spinto Roberto Caramelli, storico speaker della Fortitudo Baseball, a cantare di nuovo dal vivo “Take me out to the ball game” durante il seventh inning stretch, la canzoncina-simbolo del baseball, che compie quest’anno cento anni (a Kansas City, all’inizio di questo mese, durante una partita dei Royals, l’ha cantata anche David Cook il recente vincitore di American Idol).

Ne valeva la pena, essere al Falchi. Nella sera dell’appassionante duello sul monte di lancio fra Jesus Matos e Nelson Cruz (ma la partita, poi, è stata vinta da Martin Vargas e persa da Fraylin Florian) gli appassionati bolognesi hanno potuto assistere alla quindicesima vittoria consecutiva del gruppo diretto da Marco Nanni. Record di tutti i tempi per la Fortitudo Baseball. E anche questo è un evento.

Successo limpido, meritatissimo, di Bologna in gara1 (e oggi, negli altri due match, si annunciano altre forti emozioni). Tuttavia l’8-1 finale è un punteggio eccessivamente severo per il Nettuno, che ha tenuto a lungo in bilico la partita.
Grandi equilibri per sei inning, col punteggio inchiodato sull’1-1. Nettunesi immediatamente aggressivi su un Matos un tantinello “freddo” in avvio, forse a causa dell’umidità: non esitavano a firmare quattro battute valide di fila (Duran, Tavarez, Menechino, Camilo) confezionando il punto del vantaggio.
Su quella difficile partenza del suo prodigioso Jesus, la Fortitudo ha rischiato molto ma è stata brava (ecco la sua solidità difensiva) a limitare i danni respingendo un assalto di Beppe Mazzanti con un “doppio gioco” 5-4-3 (Mazzuca, Connell, Frignani). Una volta ritrovato il suo ritmo, Matos ha abbassato la saracinesca: concedendo soltanto un singolo al terzo inning e un doppio al sesto. Sul sesto attacco nettunese nuova situazione di pericolo per Bologna, con Tavarez arrivato in terza base, Menechino in seconda, un solo out. Matos, con il suo slider che spesso non perdona, s’è tolto da una situazione delicata mettendo strikeout prima Camilo e successivamente Parisi. Terminava lì la sua partita, contrassegnata da un solo punto subìto e da sette eliminazioni al piatto: buona performance considerando che, di fronte, c’era il potente lineup del Nettuno e in particolare quattro battitori che –messi l’uno dopo l’altro nell’ordine di battuta – fanno veramente paura: Tavarez, Menechino, Camilo, Beppe Mazzanti.
Jesus Matos è uscito di partita né da vincente né da perdente. Il punteggio era di 1-1, poiché la Fortitudo era riuscita a pareggiare al quinto inning: battuta valida di Diego Bonci che spingeva Lele Frignani in terza, poi un “lancio pazzo” di Nelson Cruz metteva le ali al capitano fortitudino che arrivava a casabase.
L’unica nota stonata di un Cruz che aveva cantato bene, prima di quel lancio pazzo. Nelson (un passato con 6 stagioni in Major League) lancia da mestierante. Non un pitcher esplosivo, però intelligente, furbo, ti inganna rimescolando le carte, è fastidioso con i suoi effetti, alterna i lanci, fa battere male gli avversari, in particolare è molto abile nell’uso del “cambio”.
Nella notte del Falchi ha avuto vita meno felice Fraylin Florian. Lui ha palla molto più veloce di quella di Cruz, ma è meno fastidiosa, meno infida, e se la colpisci bene la fai volare. Cosa che è riuscita con grande efficacia a Rayner Bautista, a Lele Frignani, al pinch-hitter provvidenziale Giovanni Pantaleoni.
Due punti della Fortitudo al settimo attacco e addirittura big inning da cinque punti all’ottavo. Fuochi d’artificio nella notte del Falchi, con la luna che guardava impallidita l’impressionante e travolgente finale del gruppo di manager Nanni.

Il Nettuno, una volta subìto il sorpasso, si è scomposto, s’è disunito. Tradito dai suoi esterni, l’unico reparto “vulnerabile” della squadra di Ruggero Bagialemani. Ha cominciato Leonardo Mazzanti, l’esterno sinistro, con una grossa incertezza che ha permesso a Lele Frignani (autore di un gran doppio) di raggiungere la terza base. Con un solo out. Era il settimo inning e il Nettuno ancora avanti 1-0. Qui, felicissima intuizione di Marco Nanni che chiama fuori dal dugout Giovanni Pantaleoni. Ha uno stiramento, il “Panta”, e ha dovuto lasciare il suo posto difensivo nell’angolo caldo di terza base ad un Joe Mazzuca che si è dimostrato bravissimo anche in quella posizione. Pantaleoni entra come pinch-hitter, per Alaimo. Non può correre più di tanto, ma la mazza è in grado di girarla bene. E infatti “battezza” subito un lancio di Florian e piazza la battuta valida che spinge a punto Frignani. Il lanciatore di rilievo del Nettuno comincia a scendere all’inferno quando Rayner Bautista lo picchia duro e trova la complicità di un Carlos Duran “farfallone”. Sul legno di Bautista e conseguente erroraccio dell’esterno destro del Nettuno, va a punto Pantaleoni. Situazione ribaltata.
Ottavo attacco di Bologna: singolo di Mazzuca (una seratissima, la sua, 2 su 4 nel box, un muro insuperabile in difesa), Florian va in agitazione e colpisce – l’uno dopo l’altro – Austin e Connell. Basi piene, zero fuori. Gasparri è il primo out. Ma in agguato c’è Frignani (ancora lui…), singolo per il punto di Mazzuca. Nuovamente preziosa la presenza nel box dell’infortunato Pantaleoni: occorre una volata di sacrificio e lui la esegue perfettamente, Austin può arrivare a casabase. Poi, un errore del catcher Parisi permette a Bonci di raggiungere la prima base, a Frignani di avanzare in seconda e a Connell di arrivare in terza. Ed ecco Bautista: swing potente, giro di mazza vertiginoso, micidiale doppio a destra (sì, sempre dalla parte dello svagato Duran) per 3 punti battuti a casa. Il punteggio balza improvvisamente e vertiginosamente sull’8 a 1.
Il Nettuno è stordito, confuso. Nell’ultimo attacco non riesce a battere oltre il diamante: tre palline facili per il terza base Mazzuca. Impeccabile. Come impeccabile è stato Martin Vargas, alla sua seconda vittoria consecutiva sul monte di lancio dei biancoblù: in 3 riprese lanciate non ha concesso alcun punto né alcuna valida.

Sorprendente nel finale questo crollo di un Nettuno che per sei inning aveva giocato molto bene. Di colpo, tre errori, cinque battute valide concesse (con due doppi) e sette punti, i due “colpiti” di Florian. La Fortitudo, opportunista e concreta, non ha perdonato.

La quindicesima vittoria consecutiva in questo campionato è stata ottenuta davvero con la forza del gruppo, superando anche problemi fisici. Orfano di Claudio Liverziani (ancora alle prese con lo strappo), manager Nanni ha chiesto a Lele Frignani un grande sacrificio. Il capitano accusa una calcificazione alla mano sinistra, situazione che è andata peggiorando a causa di una reazione allergica ai medicinali. Tre giorni fa non riusciva ad infilare la mano nel guantone. Ma lui è il capitano e non può tirarsi indietro. Ha giocato in prima base per lo spostamento di Connell in seconda, andato a prendere il ruolo di un Mazzuca responsabilizzato a rimpiazzare Pantaleoni in terza.

Non era semplice, tutt’altro: senza Liverziani, con Pantaleoni utilizzato soltanto da pinch-hitter e con un Frignani ammaccato, e con un solo allenamento all’aperto durante l’intera settimana a causa del maltempo. Eppure, questa Fortitudo ha regalato al suo pubblico una bellissima partita. Buon baseball e intense emozioni.
Ma oggi è già un altro giorno. E le mazze del Nettuno hanno voglia di ribellarsi. Gara2 nel pomeriggio alle ore 16 (lanciatori partenti Cody Cillo e Giovanni Carrara, appassionante duello); gara3 in notturna con il confronto sul mound tra due pitychers che hanno già vinto 4 volte in questo girone d’andata: Betto e Richetti.

Due paroline sull’arbitraggio di gara1. Non ci è piaciuto. Giabbani troppo impreciso a casabase. E Serafini in prima sonnecchiava, due “chiamate” (che hanno permesso al Nettuno di completare due doppi giochi) sono state oscene.


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6 responses

24 05 2008
Wadi

Buongiorno Maurizio e buongiorno a tutti gli appassionati di baseball, o beisbol….
Ottima disanima, quoto in tutto.
Il trio Giabbani, Serafini e l’esterno Duran, sembravano aver degustato il pignoletto locale, nel weekend delle “cantine aperte”…..;-))

Grande Mazzuca in terza, grande Panta, che da infortunato porta a casa 2 punti e ne segna uno personalmente, comunque grandi tutti dagli atleti alla dirigenza che ha cercato ed ingaggiato questi giocatori, senza cercare nomi altisonanti.

24 05 2008
ludovisi franco

Il termine tecnico per descrivere le due chiamate di Serafini c’è:
“DOPPIA RUBATA” riuscita ai danni della Fortitudo (come da replay televisivo).
Influenti le due decisioni per mantenere in gara il Nettuno in momenti cruciali.
Giabbani invece non apprezzava nè i lanci di Matos che si è visibilmente lamentato più volte, lui che non si lamenta mai, nè quelli di Vargas: speriamo che sia un’allergia manifestatasi solo in questa partita.
Il Nettuno si è lamentato anche in questa occasione; ma cosa vorrà di più?

24 05 2008
tylermets

di cosa da commentare su gara uno ce ne sono tante, io vorrei cominciare da duran, che al primo inning ha salvato la fortitudo correndo in seconda invece che fermarsi in prima, chi ha visto sa. Poi all’esterno ha fatto ancora più danni, magari colpa del nuovo faro che copre la zona di primabase-esterno destro? Non so, secondo me lui è stato osceno e non gli arbitri.

Non mi è piaciuto affatto il paragrafo finale con le due paroline agli arbitri, non c’era nessuno a vedere la partita vicino al cuscino di prima perchè i posti a sedere erano bagnati quindi non credo che nessuno possa giudicare con esattezza quello che ha visto l’arbitro, anche a me da sopra il dougout è sembrato sbagliare ma ci sta, non ci sta invece che un esterno destro faccia quello che duran ha fatto, tu definisci svagato duran e osceno l’arbitro, be’ per me dovevi definire osceno duran e non commentare quello che hai visto sicuramente da molto più lontano dell’arbitro di prima.

Stasera vengo a vedere il baseball per allontanarmi dal calcio, gioca la mia squadra in finale di coppa, e mi ritrovo commenti e polemiche degne della serie A: cerchiamo di rimanere superiori a queste cose come siamo sempre stati.

ciao.

24 05 2008
Maurizio Roveri

Rispondo a Tylermets. Puoi commentare tutto quel che vuoi (questo sito vuole essere proprio un “salotto” per dialogare di baseball, per esprimere opinioni, per discussioni purchè civili). Però, non venirmi a dare lezione nè di giornalismo, nè di onestà professionale: sotto questi aspetti sono inattaccabile, e chi mi conosce bene lo può confermare. E poi, ti pregherei di non confondere il mio stile di commenti con quello che spesso viene usato nello sport che considero minore: il calcio.

Duran non ne esce certamente bene dal mio articolo… E non ho definito osceno l’arbitro, bensì due sue chiamate in prima base. E se non mi fossi sentito sicuro, non avrei fatto questa critica a Serafini.

Io sono il primo, credimi, a voler parlare bene degli arbitri. In qualsiasi sport, fra tutti quelli che ho seguito (e che seguo ancora). E quando ne ho l’opportunità, lo faccio volentieri. In quest caso, non era possibile. Ha sbagliato Duran, hanno fatto errori anche Leonardo Mazzanti e Vincent Parisi. E l’ho scritto. Esattamente come ho scritto dei due errori dell’arbitro Serafini e delle chiamate imprecise a casabase di Giabbani.

No, no, non sono il depositario della verità: che nessuno pensi a roba di questo genere, per carità. Mi danno fastidio i presuntuosi, quindo non posso certo esserlo io. Ma mi sento di dire che il mio mestiere di giornalista so come si fa.

25 05 2008
tylermets

non volevo assolutamente criticare tu e il tuo mestiere che svolgi egregiamente, il mio era solo un piccolo appunto su quanto visto in campo, anche per me come per te gli errori c’erano ma mi sento più di commentare gli errori dei giocatori che quelli degli arbitri tutto qui, mi fa piacere avere ricevuto una risposta, mi dispiace se ti sei sentito attaccato non era mia intenzione.

spero di leggere presto il tuo commento a gara 2 di oggi.

25 05 2008
Maurizio Roveri

Tranquillo, Tylermets, nessun problema. Anzi, spero di ricevere spesso tuoi interventi. E’ vero che venerdì quacuno (vedi l’esterno Duran) ha sbagliato mentalmente l’iterpretazione della partita, non entrandone nello spirito, è anche vero che sabato pomeriggio abbiamo assistitito a qualcosa di unico, di storico. E tutti i giocatori in campo hanno gettato il cuore in una battaglia intensa estenuante spasmodica. Commoventi gli ammaccati della Fortitudo, e stoico il catcher dei nettunesi Parisi che sta giocando tutte le partite – in un ruolo così faticoso e impegnativo – con una calcificazione ossea che gli blocca il ginocchio sinistro. Meritevoli tutti (in particolare i lanciatori) di grandi applausi. Due squadre “vere”. Bellissimo, da brividi, quel lungo spontaneo applauso del pubblico del Falchi a Giovanni Carrara. In quello sport minore (intendo sul piano della cultura sportiva) che è il calcio, questo apprezzabilissimo gesto di sportività non sarebbe mai accaduto.
E debbo dire che sia nella maratona incredibile di gara2, sia nella notturna di ieri, l’arbitraggio mi è parso buono. Più preciso che in gara1. Serafini si è riscattato. Questo è il baseball che amiamo vedere.
E certa gente (ovviamente non mi rivolgo a te, tutt’altro…) che non fa altro che disprezzare e infangare la IBL, avrei voluto che fosse stata al Falchi sabato. I disfattisti per natura sarebbero stati messi a tacere. Lì dentro ci abbiamo passato quasi dieci ore, ma ne è valsa la pena.

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