IBL, il pagellone: Fortitudo squadra del momento, la delusione Melo a Rimini, Parma con 4 “asi” e S.Marino fa protesto

19 05 2008

di MAURIZIO ROVERI


DIECI – Alla “Squadra”. Quale squadra? Domanda inutile, risposta scontata: la Fortitudo Bologna. E’ la squadra del momento, anzi del mese, del primo mese di stagione. Quattordici partite vinte di fila, con la perla di un clamoroso tris sul campo del Grosseto campione d’Italia. L’impressionante striscia di successi uguaglia il ranking di 14-1 fatto registrare dalla Fortitudo Italeri nell’anno di grazia 2003.
Quella diretta da Marco Nanni sta dimostrando d’essere “più squadra” di qualunque altra formazione della IBL. Non intendo dire, con questo, che è la squadra più forte in assoluto o che vincerà lo scudetto (anche perché mi sembra poco probabile che possa continuare a correre su questi ritmi pazzeschi…). Di sicuro, in questo periodo, la Fortitudo è la squadra che produce il miglior baseball d’Italia. E non soltanto per via della sensazionale tripletta confezionata in Maremma, o per via delle 44 valide, dei 26 punti, dei 25 PBC, delle 12 battute extrabase (3 fuoricampo, 1 triplo, 8 doppi), dei 5 “doppi giochi” difensivi e di un monte di lancio che concede soltanto briciole.

C’è di più. La Fortitudo è “squadra” nel senso più autentico del termine per la sua compattezza, per la solidità, perché è un vero gruppo dove tutti i giocatori si aiutano, dove tutti si sentono coinvolti, dove c’è perfetta sintonia. E’ squadra dai bellissimi equilibri. Qui la parola egoismo non esiste, è tenuta fuori dai cancelli del campo di gioco.
La Fortitudo è “squadra” perché in tutti i giocatori c’è il gusto, il piacere vero, di fare qualcosa di utile per il gruppo. Senza invidie o gelosie, e non è semplice considerando che i baseball è fatto di numeri e la prima cosa che normalmente la gente (tifosi, addetti ai lavori, giocatori) va a vedere sono le statistiche: quanto batte tizio, che media PGL ha caio, che media difesa ha sempronio, e così via…
In Fortitudo, per ora, nessuno si lascia condizionare o travolgere dai numeri e dai primati individuali. Davanti a tutti viene il gruppo.Vengono le cose utili: ad esempio, l’azione in attacco di un giocatore che batte e che viene eliminato ma con la sua battuta consente ad un compagno di avanzare sulle basi. Quest’azione nelle statistiche non appare: chi ha effettuato la battuta ed è stato eliminato non riceverà gloria, ma sa d’aver fatto una cosa utile. E se quel corridore verrà poi spinto a casabase da una battuta valida di un altro compagno, anche lui potrà dire d’aver contribuito a costruire quel punto. Questa è la mentalità del buon gioco di squadra, quella che “vedo” attualmente nella Fortitudo.

NOVE – A Rayner Bautista. Sì, ancora Fortitudo. Inevitabile. L’interbase del team bolognese ha fabbricato sabato una performance singolare, straordinaria, difficilmente imitabile. Due fuoricampo, due doppi e un singolo nella stessa giornata. Non solo: ha prodotto tutto questo l’uno dopo l’altro, consecutivamente, in cinque turni nel box tra una partita e l’altra. Fuoricampo al 10° inning e al 12° inning di gara2; doppio, doppio, singolo nei suoi primi tre turni di gara3.

OTTO – Al monte di lancio della Fortitudo. Come si può non parlarne? E’ la chiave di questo strepitoso inizio di stagione della squadra di Marco Nanni. Perché, gira e rigira, nel baseball tutto ruota attorno al lanciatore. E gli otto pitchers che lo staff tecnico biancoblù gestisce (in attesa del rientro di D’Angelo dagli USA) stanno producendo un rendimento positivissimo. In sette hanno vinto almeno una partita: 4 Fabio Betto, 3 Jesus Matos, 3 Cody Cillo, 1 vittoria per Martin Vargas, Alfredo Delgado, Fabio Milano, Riccardo Paoletti. Il solo Chris George (rilievo di Cillo) non ha ancora avuto l’opportunità di un successo personale, però è l’unico ancora a “zero” di pgl. Non ha concesso alcun punto. Martin Vargas è l’uomo del giorno. Il pitcher dominicano dai lanci sottomarini (tecnica imparata giocando nella Lega maggiore in Giappone, con i Chumichi Dragons) è stato lanciato in mischia venerdì sera in gara1 a Grosseto da Marco Nanni, che gli ha affidato la “partenza”. Scelta coraggiosa, intuizione felice e vincente. Mauro Mazzotti manager del Montepaschi si aspettava Matos, aveva già pronta una strategia, poi s’è presentato a sorpresa Vargas con i suoi lanci strani e non semplici da interpretare e… sono saltati i piani del Grosseto. I maremmani, contro di lui, non hanno realizzato alcun punto in 6 inning. E’ stata la prima vittoria per Vargas, che sta risultando il lanciatore fortitudino più indigesto agli avversari. Difficile battere bene contro di lui: concede una media battuta di 167 ai battitori mancini e 140 ai destri. Prima vittoria, apprezzatissima, anche per Alfredo Lopez Delgado l’italocubano che sta ritrovando i suoi ritmi e cresce settimana dopo settimana. Chiamato in scena abbastanza presto, all’inizio del quinto inning poiché Grosseto stava prendendo le misure a Betto, Alfredo Lopez Delgado in 4.2 riprese lanciate ha concesso appena 3 valide e 1 punto. Bravo. E bravo anche a Jesus Matos: il “numero uno2 dei lanciatori della IBL ha accettato con umiltà la scelta tecnica del suo manager, si è adattato a fare il rilievo ed ha avuto anche lui una soddisfazione: firmando la prima “salvezza” delle sue cinque stagioni italiane.
E a proposito di lanciatori: merita un OTTO anche Carlo Richetti (Nettuno) alla quarta vittoria in cinque partenze. Ha lasciato a zero Redipuglia, soprattutto in cinque riprese non ha concesso neppure una base su ball. E sembra quasi incredibile per chi l’ha visto, a Bologna nel 2005, quando già tirava forte ma era decisamente scontrollato (e anche un po’ immaturo).

SETTE – Al vecchio drago Roberto De Franceschi, e al Godo che ha vinto la prima partita stagionale e lo ha fatto ai danni di una big come la Telemarket Rimini. Il grande spirito nettunese al servizio dei Goti. Quel fuoricampo da 3 punti, nell’anticipo del giovedì sul diamante di Godo, porta la firma di un maestro. In quella prodezza c’erano tecnica, esperienza, orgoglio. La De Angelis Godo ha dimostrato che, adesso, in gara1, con la coppia Baerlocher-Collina sul monte ed un catcher affidabile come Danilo Sanchez, è in grado di tener testa a chiunque. Almeno in quella partita. E della formazione guidata da Maurizio Zoli merita di essere sottolineato l’entusiasmo di Kyle Messineo. Il ragazzo viene dal college, getta in campo tutta la sua freschezza e tanta fisicità. Piace per come è aggressivo (anche se ovviamente un po’ ingenuo, data la giovane età) nel box di battuta. Dall’esterno destro ha un braccione da fucilate e sulle basi ama correre (6 basi rubate).

SEI – Agli alti e bassi della Telemarket Rimini. Squadra con giocatori di qualità ed esperienza, ma non ancora sufficientemente concreta né costante nel rendimento. In gara1, quando concede alla De Angelis Godo la prima vittoria del campionato, sciupa troppo: 9 battute valide, 1 solo punto (venuto da un’azione individuale, cioè un fuoricampo). Deve organizzarsi meglio nel gioco sulle basi. Nel box bisogna essere più lucidi e selettivi. Ma più che in attacco il problema è in difesa, dove la squadra di Mike Romano non ha ancora una precisa identità. Luci e ombre (fino ad ora) per quanto riguarda il monte di lancio, che tuttavia appare in crescita. In gara2 contro il Godo ottima la prestazione dell’oriundo Richard Bengel: 9 strikeout, nessuna base su ball, 4 valide concesse e nessun punto subìto in 7 inning.

CINQUE – Ai tre lanciatori del San Marino in gara2 contro Parma. Che hanno concesso 14 valide e 13 punti (11 guadagnati). Lanciatore partente, e perdente, Matt Marrone: 9 valide subite e 6 pgl in 3.2 riprese lanciate; poi Pedro Orta 2 valide e 2 pgl in 1.2 rl; infine Tiago Da Silva 2 basi su ball, 3 valide e 3 pgl in 2.2 innings. Ehi, ragazzi, si può fare meglio…

QUATTRO – Al “professore”. Lincoln Mikkelsen. Succede anche a lui, un principe del controllo, la giornataccia. Lento ad entrare nel ritmo partita, è stato aggredito e colpito duro da una Fortitudo tempestosa. Nove valide e sei punti subiti in un avvio da incubo. Il veterano pitcher del Montepaschi ha visto l’inferno. Ma ha resistito. Aggrappandosi all’orgoglio e all’esperienza ha poi limitato i danni, scendendo dal monte al sesto inning:la partita tuttavia era già largamente compromessa. La sensazione è che Mikkelsen in questo momento abbia un po’il braccio affaticato. Forse, dopo la Coppa dei Campioni, arriverà a dargli una mano un secondo lanciatore straniero? Il voto a Mikkelsen va esteso a quasi tutto il monte di lancio grossetano, che ha “tradito” manager Mazzotti. Ad eccezione di Yovany D’Amico, l’unico ad aver lanciato bene: ma poi suo fratello Leonardo gli ha rovinato la festa lanciando da schifo.

TRE – Al “non pubblico” di Buttrio per Redipuglia-Nettuno: 62 spettatori per la partita del sabato sera, sì e no un centinaio nel pomeriggio. E’ vero, era una giornata autunnale e a tratti pioveva. Ma la formazione di Redipuglia, che si sta battendo in un campionato al di sopra delle proprie possibilità tecniche ed economiche, meriterebbe un briciolo in più di calore e di affetto. C’era il Nettuno, il club più prestigioso del baseball italiano. A Buttrio non ci aveva mai giocato. Doveva essere considerato un evento. Ma lì la risposta è stata negativa. Il venerdì, a Ronchi dei Legionari per gara1, c’era stata ben altra affluenza: 386 spettatori.

DUE – Allo staff tecnico del Cariparma. Che ha commesso un errore – a mio parere – imperdonabile a questi livelli. Ingenuità che presumibilmente farà perdere a tavolino il successo che la squadra si è guadagnata meritatamente sul campo in garadue: 13 a 8. Il San Marino (specialista nel cogliere in fallo chi non rispetta il regolamento) ha avvertito immediatamente l’arbitro e a fine gara ha presentato riserva scritta. L’episodio avviene al nono inning, ultimo attacco sammarinese, Parma in difesa decide di cambiare catcher e manda il battitore designato Pascual Matos (straniero) a ricevere al posto di Bertagnon (italianissimo). Alt, dice il San Marino. Il Parma ha solo 4 “asi” (giocatori di scuola italiana) in campo: Leo Zileri, Michele Gerali, Luca Scalera, Stefano De Simoni. I sammarinesi lo fanno notare subito all’arbitro De Franceschi sottolineando quanto dice il regolamento a proposito dell’utilizzo dei giocatori Asi: per la serie A1 il vincolo è di 5 “Asi” SEMPRE in campo. Per “in campo” – precisa la regola 4.3a – si dovrà intendere la presenza di un giocatore Asi nel lineup; quindi ai fini della norma dovranno essere considerate tutte le (eventuali) dieci posizioni nel lineup.
San Marino sostiene che l’ingresso del dominicano Pascual Matos in difesa abbia lasciato il Cariparma con soli 4 giocatori di scuola italiana. L’interpretazione della norma da parte del Parma (Bertagnon sarebbe stato il primo battitore del nono) è che l’ultimo attacco parmense lo avrebbe aperto nel box un giocatore Asi.
Ebbene, il nono attacco di Parma era solo un’ipotesi eventuale, probabilmente non ci sarebbe stato poiché la squadra di Gerali (che giocava in casa) stava vincendo per 13 a 8.
A me risulta che se si manda il dh (battitore designato) a difendere, si rinuncia al designato. E batte, al posto del dh, il lanciatore. Ecco il punto: il lanciatore in quel momento non era più l’italianissimo Salsi, ma un “non Asi”: l’oriundo Mike Natale. Pertanto, effettivamente, in quel momento Parma aveva solo quattro Asi nel lineup. Sarebbe bastato, dopo avere inserito Matos in difesa, togliere Natale inserendo un “Asi” e tutto sarebbe stato regolare. Mi sembra che sia stata commessa una notevole ingenuità. In perfetta buona fede, ovviamente: Parma la partita l’aveva praticamente già in tasca. Comunque, la parola ora passa al Giudice Sportivo della FIBS.

UNO – A Juan Melo, dinoccolato prima base dominicano del Rimini. Ha un passato importante, ma la sensazione che ci dà nel vederlo giocare è che questo passato sia un… passato remoto. Giocatore di classe, certo, ma anche con un bel po’ di ruggine. E un tantinello pigro mentalmente. Doveva fare la differenza nel box di battuta. L’avevano preso per quello. Dopo 15 partite di campionato batte un misero 211 (12 valide su 57 turni), appena 303 di slugging, soltanto 6 pbc. O si sveglia, o lo mandano a casa.


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7 responses

19 05 2008
gideon12

Proprio bella questa rubrica, complimenti!!!!
Trovo giusto assegnare i primi tre posti a una Fortitudo veramente devastante.
Sono d’accordo anche riguardo alle altre valutazione e sto pensando al clamoroso errore commesso dal Parma.
In un campionato così corto dove ogni vittoria è un passo per la post-season, la squadra di Gerali commette un errore madornale. Chissà a cosa stavano pensando…..

My Website: http://grandeslam.wordpress.com/

19 05 2008
tylermets

concordo con le pagelle, scrivo per uno chiarimento, perchè redipuglia gioca il venerdi da una parte e il sabato dall’altra?

20 05 2008
John C. Rotondo

Bologna inarrestabile!!!!

20 05 2008
Lercker

Aver previsto l’attuale andamento delle gare del campionato di serie maggiore, sarebbe stato da maghi. La Fortitudo, pur efficace nelle prime gare e forte anche con le squadre più qualificate, si sta rivelando la squadra più in forma e forse quella realmente meglio assortita. In questo conta sì la bravura, ma molto del rendimento è legato agli allenamenti, alla distribuzione delle forze e tantissimo all’affiatamento fra i giocatori. Probabilmente quest’ultimo aspetto è quello che si è consolidato giocando insieme un po’ di partite, ma è certamente dovuto alla presenza di giocatori che stanno volentieri insieme .
Complimenti Fortitudo, i tuoi spettatori ti amano così (bella forza!).

20 05 2008
prince

macche affiatamento e voglia di stare insieme, cose importanti che nella che nella fortitudo ci sono sempre state perche si tratta di un gruppo di amici da una vita, staff tecnico compreso. La spiegazione del “salto di qualità” è semplice: Austin Bautista Mazzuca Cillo Angrisano per Conti Alvarez Passalacqua. Poco?

20 05 2008
caulada

Redipuglia, non avendo campo illuminato, ha scelto di giocare le sue partite interne sui due campi illuminati “agibili” della regione, anche se la scelta di giocare le due partite del sabato a Buttrio si sta rivelando poco felice in quanto a richiamo di pubblico. E’ pure vero che stupide beghe di campanile hanno fatto sì che a Ronchi dei Legionari, piazza sicuramente con maggior seguito in fatto di pubblico, si giocasse solamente la gara del venerdì sera. Un bagno di umiltà tra le dirigenze dei Rangers Redipuglia e dei Black Panthers Ronchi dei Legionari non farebbe altro che bene al baseball e soprattutto alla squadra dei Rangers che potrebbe sicuramente contare su una degna cornice di pubblico in ogni partita se anche al sabato si trovasse un accordo per giocare a Ronchi. Un ultimo appunto: non mi pare che negli altri campi il numero di spettatori sia tale da far considerare un record negativo i 62 spettatori di Buttrio… !!!!

21 05 2008
Maurizio Roveri

Perfetta la risposta di Caulada al giusto interrogativo posto da Tylermets. Io posso aggiungere che, inizialmente, c’era in zona l’idea di costituire – con la promozione del Redipuglia in A1 – la squadra della Venezia Giulia nella IBL. E Redipuglia aveva chiesto la collaborazione delle altre società del territorio, l’idea era quella di trovare un accordo per formare una squadra competitiva che potesse essere una bella vetrina per il baseball della Venezia Giulia. Quel tipo di accordo non mi pare sia andato a buon fine. Collaborazione sì, almeno in parte, come indicano la disponibilità del Ronchi dei Legionari e del Buttrio ad ospitare le partite del Redipuglia (che non può giocare sul suo diamante, essendo sprovvisto di impianto di illuminazione).Tra l’altro, la distanza fra i due centri è minima, anche se Ronchi dei Legionari è in provincia di Gorizia e dunque Venezia Giulia mentre Buttrio è in provincia di Udine ed è Friuli. Ma… sarebbe opportuno superare questo “campanilismo” all’interno della stessa regione e costituire una franchigia.
Questa è una regione che nel baseball ha storia, tradizione, entusiasmo. Ricordo con piacere la Cuminicucine degli anni settanta. E, qualunque sia il destino del Redipuglia in questa stagione dove… fa quel che può, penso che il Friuli Venezia Giulia dovrà ancora trovare il suo spazio nell’Italian Baseball League.
In quanto a Buttrio (cittadina che ha passione per il baseball e dove da quarant’anni esistono gli White Sox, ora allenati da un grande personaggio qual è l’amico Rolando Cretis) sono rimasto deluso nell’apprendere – dal box score ufficiale del Comitato Classificatori della FIBS – che erano presenti appena 62 spettatori sabato scorso. Sì, è un dato negativo. Indubbiamente il meteo non era granchè, ma da una città che ama il baseball si poteva pretendere un coinvolgimento maggiore, visto che c’era l’opportunità di veder giocare il Nettuno. Vale a dire, il club più prestigioso nella storia del baseball italiano.

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