IBL, il “vecchio drago” De Franceschi con un fuoricampo da 3 punti regala al Godo la prima vittoria stagionale. Rimini sciupa

16 05 2008

di MAURIZIO ROVERI

Abbiamo assistito, allo stadio del baseball di Godo, alla prima vittoria stagionale della De Angelis rimorchi. Realizzata in rimonta, meritatissima, con la forza del gruppo e dell’orgoglio. Partita appassionante e veloce, filata via gradevolmente, due ore e mezzo di gioco (nonostante “sonnifero” Beech: quando c’è lui sul monte, fra un lancio e l’altro, fai in tempo ad andare al bar a prenderti un caffè…).
Godo ci mette il cuore. Rimini è bella senz’anima. Eroe della serata un “intramontabile” del nostro baseball, Roberto De Franceschi, vecchio guerriero senza tempo. Ha quasi 43 anni, ha cominciato ad aprile la sua venticinquesima stagione nella massima serie. Nozze d’argento con il baseball. Da festeggiare con un fuoricampo che ha un sapore tutto speciale, quello di giovedì notte: legnata secca sull’appena entrato Gustavo Martinez, un grande lampo che ha regalato il sorriso alla coraggiosa banda della piccola frazione ravennate. Homerun da 3 punti, poiché sulle basi c’erano Mike Lockwood e Danilo Sanchez.

Era il sesto inning, Rimini in vantaggio per 1-0 in virtù di un fuoricampo confezionato in apertura di partita dal leadoff Filippo Crociati sul secondo lancio di Baerlocher. Poi, i romagnoli della riviera s’erano fermati, gettando al vento – con stupidaggini sulle basi – occasioni favorevoli. I romagnoli di campagna, invece, continuavano a combattere. Con determinazione e umiltà. Manager Zoli e i suoi giocatori capivano qual era la strada per riaprire la partita: mettere sotto pressione tartarugone Beech e l’arma era quella del bunt. Già al quinto inning un bunt di Francesco Fuzzi s’era trasformato in un singolo interno. E in apertura del settimo attacco del Godo un efficace bunt di Manuel Marussich costringeva il lanciatore Matt Beech a commettere un errore difensivo (il pitcher americano della Telemarket Rimini è rigido e goffo quando deve piegarsi per raccogliere la pallina su una smorzata). La base su ball che Beech successivamente concedeva a Lockwood spingeva Marussich in seconda ed era il segnale che il tempo per il “partente” del Rimini era scaduto. Scendeva dalla collinetta Beech (che non è stato comunque il perdente) e saliva Gustavo Martinez, palla pesante, palla decisamente più veloce. Scelta difesa su battuta di Danilo Sanchez, scelta difesa anche su Lockwood “salvo” in seconda perché Rimini preferiva eliminare Marussich in terza, su bella assistenza di Crociati ad Amaury Garcia.
In una situazione di due out, due corridori sulle basi, si presentava nel box di battuta Roberto De Franceschi. Ecco cosa vuol dire l’esperienza, ecco cosa vuol dire il “mestiere”. E l’astuzia, la sapienza tattica, i venticinque anni di serie A. Il nettunese aveva già “inquadrato” i lanci di Martinez, che spara fucilate ma tira quasi esclusivamente la dritta. Lo ha studiato per bene, poi ha girato la mazza perfettamente, sul lancio che si aspettava. Intuizione felice da parte della “vecchia volpe”. E quando una palla veloce la colpisci in pieno, l’impatto è forte, la spinta profonda e la pallina vola, vola, vola fuori dal campo. Esplode d’entusiasmo lo stadio “A.Casadio” di Godo. Vanno a punto Lockwood, Sanchez, e De Franceschi fa il giro delle basi vivendo un altro momento di gloria d’una carriera straordinaria.
Veramente straordinaria. Perché questo “grande romantico” del baseball è detentore del maggior numero di battute valide nella storia del campionato italiano: autore di ben 1470 battute valide (alla fine della stagione scorsa), record assoluto in serie A. In questo campionato ne aveva prodotte 6, poi quella “magica” di ieri notte. E diventano 1477. Impressionante. Come i 308 doppi, i 40 tripli e gli 87 fuoricampo. Ecco, l’ottantasettesimo homerun in carriera è presumibilmente fra quelli che gli hanno trasmesso le emozioni più forti. Perché ha regalato al Godo quella vittoria che beffardamente era sfuggita la settimana scorsa al quindicesimo inning d’una grande battaglia contro i campioni d’Italia di Grosseto. E che finalmente spezza la “maledizione” di 12 sconfitte consecutive.
Ogni nuova stagione è per Roberto De Franceschi una sfida con se stesso, una sfida estrema, un mettersi alla prova per capire se è venuto il momento di smettere oppure continuare ancora.
Roberto, finchè hai la forza per capovolgere una partita e finchè riuscirai ad essere un esterno sinistro impeccabile, puoi andare avanti ancora. Il baseball italiano ha bisogno di campioni e, soprattutto, di Uomini così.
L’esperienza al servizio della squadra. Per aiutare il Godo (paese di 3500 abitanti, unica frazione della massima serie) nel suo “miracolo di provincia”.
De Franceschi l’eroe d’una grande notte per i Goti. Ma anche gli altri hanno messo la firma su questo successo. Il lanciatore “partente” Ryan Lee Baerlocher aveva avuto un avvio da incubo: al suo secondo lancio vedeva la pallina battuta da Crociati alzarsi nel cielo e perdersi dietro la recinzione. Fuoricampo a sinistra. Poi, singolo di Amaury Garcia e doppio di Juan Melo. Un pugno nello stomaco. Però si riprendeva bene, Baerlocher. Recuperando i suoi equilibri, lavorando con abilità con le curve e sui fili del piatto. Riusciva così ad addomesticare Alexander e compagni, che progressivamente perdevano aggressività e si ingrigivano. L’homerun iniziale del leadoff riminese Crociati restava l’unico punto concesso da Baerlocher in 6.1 riprese lanciate. E’ stato lui il lanciatore vincente. Anche se il bravissimo Kyle Collina ha avuto il merito, con le sue fucilate, di non permettere al Rimini neanche una reazione. Non gliene ha dato il tempo. Collina è un signor pitcher. Quando Rimini all’ottavo attacco ha messo due uomini sulle basi (Chiarini e Melo), Collina ha fatto battere male Balgera per un out al volo e poi ha chiuso l’inning mettendo “a sedere” un Gigi Carrozza che comincia a non veder più i lanci.
Altri importanti interpreti del Godo gli esterni. Sull’ultimo assalto dei Pirati manager Mike Romano ha giocato la “carta” Jack Santora come pinch bitter, al posto di Camargo. Gli è andata male. Santora ha battuto, ed era anche un legno insidiosetto, sulla sinistra dove c’era De Franceschi in agguato che non s’è fatto sorprendere battezzando con abilità la traiettoria della battuta. Dopo la base su ball a Mattia Campanini (buona la sua partita, a parte un paio di ingenuità), Crociati ha battuto verso l’esterno centro: pallina che poteva anche cadere nella “terra di nessuno” ma Paolo Tanesini è stato bravo ad “inquadrarla” correndo molto bene in avanti e afferrandola con sicurezza. Presa al volo per nulla semplice. E poi, sbracciata potente verso la prima per cogliere (in collaborazione con Lockwood) Campanini staccato dal cuscino. Doppio gioco difensivo. Doubleplay, la maniera più bella per chiudere vittoriosamente un incontro.
E ancora a proposito di esterni: mi ha impressionato il braccione di Kyle Messineo. Al sesto inning dall’esterno destro ha fulminato Campanini in terza con un’assistenza formidabile. A proposito di Messineo: giovane oriundo atletico e aggressivo, ha battuto una valida e rubato due basi.
Rimini in trasferta sembra avere poca personalità. E poi, sciupa troppo. Regala. Si avventura, osando anche contro ogni logica, come ha fatto ad esempio Alexander alla terza ripresa: dopo un singolo, ha voluto proseguire per la seconda base pretendendo una cosa impossibile e infatti è stato “fatto fuori” di due metri abbondanti. A volte questa Telemarket gioca un baseball goliardico.

SUCCESSIONE PUNTEGGIO
Rimini: 1 0 0 0 0 0 0 0 0 = 1
Godo : 0 0 0 0 0 3 0 0 x = 3

Battute valide: Godo 5, Rimini 9
Errori difensivi: Godo 1 (Fuzzi), Rimini 2 (Camargo, Beech)
Fuoricampo: Crociati da 1 punto al 1°, De Franceschi da 3 p. al 6°

Lanciatori
Baerlocher (Godo), lanciatore vincente, 6.1 rl, 5 so, 3 bb, 8 bvc, 1 pgl; Collina (Godo), salvezza, 2.2 rl, 2 so, 2 bb, 1 bvc, 0 pgl.
Beech (Rimini) 5.1 rl, 2 so, 2 bb, 3 bvc, 1 pgl; Martinez (Rimini), lanciatore perdente, 2.2 rl, 2 so, 1 bb, 2 bvc, 1 pgl.


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2 responses

16 05 2008
giorgio

bell’articolo

16 05 2008
paolo palmieri

sono d`accordo sula valutazione di De Franceschi , persone cosi`esemplari sono uno stimolo per i giovani . Bravo Roberto!
Bene Rimini che ha fatto giocare Campanini , meglio lui dei fenomeni d`oltreoceano che , al momento , rendono sotto le aspettative. Pero`noi siamo malati di “stranierite” e questo e` un problema , perche` ci aspettiamo sempre molto da loro, quando invece diversi vengono in Italia solo per soldi e curiosità: non sono collaborativi e non desiderano essere un esempio per tutto il movimento. Solo pochi hanno lasciato il segno dove hanno militato,non solo tecnico ma anche umano.
Cari presidenti , so che il nome famoso porta gente , ma per favore rischiate di piu`sul mercato italiano. Cari tecnici , so che volete vincere ad ogni costo( giustamente), ma anche voi date piu`fiducia ai ragazzi, fateli crescere, non buttateli dentro all`ottavo inning con la partita compromessa perchè vi assicuro che e` il primo passo verso l`inattivita`.

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