IBL, Grosseto-Bologna: il confronto fra le squadre attualmente più solide e concrete Questa sera Mikkelsen contro Matos

16 05 2008

di MAURIZIO ROVERI

La squadra campione d’Italia, Montepaschi Grosseto, contro l’attuale capolista dell’Italian Baseball League, quella Fortitudo Bologna che viene da 11 vittorie consecutive. Supersfida stasera, domani pomeriggio e domani in notturna allo stadio “Roberto Jannella” della città maremmana. Tanti i motivi che rendono particolarmente attraente questo trittico. Ad esempio il nuovo “faccia a faccia” fra due principi del monte di lancio: Lincoln Mikkelsen con le sue velenose curve dai mille effetti e Jesus Matos che possiede lo slider più micidiale. Si sono già affrontati quattro volte e ha sempre prevalso Mikkelsen, beniamino dei grossetani, in virtù d’una grande sapienza tattica (nelle due partite della regular season 2007 il pitcher americano del Montepaschi in complessive 17 riprese lanciate non concesse alcun “punto guadagnato” alle mazze bolognesi!). Il dominicano Matos è campione orgoglioso e insegue una rabbiosa rivincita.


E poi, la sfida degli ex. A Grosseto è andato formandosi un bell’angolo di quella Fortitudo Italeri che vinse lo scudetto nel 2005: manager Mauro Mazzotti, i dominicani Kelli Ramos e Jorge Nunez, il seconda base Davide Dallospedale. Con la casacca di Bologna sc ende in campo un maremmano doc, Manuel “Manny” Gasparri, che ha giocato per un decennio nella sua Grosseto.
Inoltre: si presentano allo Jannella, con la casacca della Fortitudo, i due giocatori che erano il sogno della dirigenza grossetana. Cody Cillo e Joe Mazzuca, i due campioni lanciati dal Godo, sembravano ad un passo dall’entrare nel mondo del Montepaschi l’autunno scorso. Il blitz della Fortitudo ha cambiato le carte in tavola: un’operazione rapida e improvvisa, così a sorpresa Mazzuca e Cillo sono arrivati sotto le Due Torri. E a Grosseto si sono sentiti beffati. Banchi e C. non l’hanno presa bene.
Mancano per infortuni giocatori importanti nell’appuntamento più importante di questa settimana dell’Italian Baseball League: Grosseto è ancora orfano di Junior Oberto e di Raul Marval e dovrà fare a meno anche di Riccardo De Santis; Bologna potrebbe avvertire tantissimo l’assenza di Claudio Liverziani, mentre il capitano Lele Frignani è in forte dubbio.
Però i toscani presenteranno il nuovo straniero (il quinto “visto” che avevano ancora disposizione). E c’è davvero grande curiosità per vedere in azione Brant Ust, il belga-inglese-americano che ha stupìto tutti (con la maglia della Gran Bretagna) agli Europei dell’anno scorso furoreggiando con oltre 600 di media-battuta e meritando il riconoscimento di most valuable player della manifestazione. E’ arrivato in settimana, il trentenne Ust (cresciuto negli Stati Uniti, buone stagioni in Triplo A) e manager Mazzotti gli affiderà immediatamente le chiavi del delicato ruolo di interbase. In attesa del pieno recupero di Raul Marval.

Bologna comanda la classifica dopo quattro settimane di campionato con 11 partite vinte e 1 (la primissima) perduta. Grosseto è seconda con 10-2 (e ha firmato quella performance di vincere tre volte allo Steno Borghese di Nettuno).

Perché Fortitudo e Montepaschi sono al vertice? Primo punto: sono le due squadre che stanno esprimendo, sotto l’aspetto tecnico, il baseball migliore. Secondo punto: sono due squadre gonfie di giocatori di vasta esperienza, a differenza di altri club che – per scelta o per necessità – hanno usato e usano dei giovani (e anche dei giovanissimi) come titolari. La Fortitudo capolista è formazione con “mestieranti” che giocano da una vita a baseball: gli stranieri Connell, Matos, Vargas, Bautista, Austin e italiani collaudatissimi come Liverziani, Frignani, Pantaleoni, Gasparri, Betto, Milano, Landuzzi, tutta gente ai quali non devi insegnare niente, sanno perfettamente quel che debbono fare. L’innesto poi di uomini di classe come gli oriundi Cillo, Mazzuca, Angrisano, nonché i progressi di Chris George e dell’utilissimo Diego Bonci, hanno dato ancor più solidità ad una squadra che è immagine di compattezza ed equilibrio. Dopo 12 partite, la Fortitudo è prima per media-battuta, per media-difesa e nella media-pgl. Rispetto agli anni scorsi ha più continuità nel box di battuta ed ha recuperato la capacità della “battuta utile” nel momento giusto. In questa stagione possiede un vero interbase, Rayner Bautista, laddove un anno fa c’era Alvarez che non era uno specialista del ruolo. Adesso Bologna ha finalmente il fuoricampista (Richard Austin), cioè quel tipo di battitore che nel 2006 e nel 2007 le mancava. Insomma, una squadra concreta. Se proprio si vuol trovarle punti vulnerabili, dico che tende a rubare poco (soltanto sette le basi rubate) e dunque mi sembra ancora un po’ statica nel gioco sulle basi.
Una curiosità: in dodici partite la Fortitudo ha eseguito un solo bunt, tipo d’azione che evidentemente rientra poco nella filosofia tecnica di Marco Nanni, mentre è invece una caratteristica del baseball di Mauro Mazzotti.

Solidità e concretezza sono anche, ovviamente, le risorse principali del Montepaschi Grosseto. Che è la squadra campione d’Italia. E come tale penso che abbia una mentalità vincente e una personalità superiori alla Fortitudo. Talvolta Grosseto accusa dei cali di tensione, particolarmente durante la regular season. Però quando tutte le sue “primedonne” decidono di fare tremendamente sul serio e di concentrarsi al massimo per ottenere un risultato o centrare un obiettivo, non falliscono quasi mai. Dipende da come sentono l’avvenimento. Spesso il loro destino è nelle loro mani. Nelle mani cioè di gente espertissima e smaliziata come Mikkelsen, Jairo Ramos, Kelli Ramos, Davide Dallospedale, Raul Marval, Jorge Nunez, Riccardo De Santis, Emiliano Ginanneschi, Gabriele Ermini, Luca Bischeri. Senza dimenticare Andrea Sgnaolin e Andrea De Santis.
Poi ci sono i “nuovi”. E qui c’una interessante considerazione tecnica da fare e che dimostra come Mazzotti ancora una volta si riveli più avanti dei suoi colleghi. Il manager del Montepaschi Grosseto guarda oltre e sta seguendo una strada nuova per il baseball italiano. Aveva cominciato a farlo già l’anno scorso, adesso sta completando il discorso. E’ la strategia dei giocatori polivalenti, duttili. Quelli capaci di interpretare diversi ruoli. I cosidetti “utility”. Grosseto è all’avanguardia in questo senso. Vediamo: Jorge Nunez, una vita passata all’interbase, viene utilizzato in Maremma da esterno destro ma chiaramente in caso di necessità può recuperare il suo ruolo d’origine; Andrea Sgnaolin è partito come seconda base e ora gioca in terza e se la cava anche come interbase; Anthony Caracciolo può essere usato indifferentemente da interno e da esterno; Gabriele Ermini può essere impiegato in terza base e all’esterno sinistro; Andrea De Santis gioca in qualunque posizione all’esterno (dove c’è bisogno); Luca Biascheri è un catcher che si adatta bene a fare il battitore designato; Lorenzo Avagnina è un esterno che potrebbe, più avanti, venire usato anche come lanciatore; David Preziosi è lanciatore, esterno, interno e anche buon battitore; Chris Cooper (particolarmente utile in questo periodo sul monte di lancio) può fare il partente, il rilievo lungo, il rilievo corto e il closer. E poi l’ultimo arrivato, Brant Ust, il più polivalente di tutti: interbase, terza base, seconda base, esterno centro e anche catcher. Ed è fortissimo battitore. Da ragazzo, ai tempi della high school, giocava contemporaneamente a baseball, a basket, a football americano.Talmente duttile, talmente tecnico, talmente atletico da essere selezionalto dai New York Yankees nel draft del 1996. La Major League non l’ha mai vista, però è stato una stella in Triplo A. Un campione in più a disposizione dell’ambiziosissimo e costoso Grosseto di Mazzotti.

IL PROGRAMMA

Grosseto-Bologna gara1, stasera ore 20,30. Gara dei lanciatori stranieri. Partenti: Mikkelsen per Grosseto e Matos per Bologna
Grosseto-Bologna gara2, sabato pomeriggio ore 16 (lanciatori oriundi). Partenti: Cooper o Yovany d’Amico per Grosseto; Cillo per Bologna (con rilievo di George)
Grosseto-Bologna gara3, sabato sera ore 20,30 (lanciatori italiani). Partenti: Panerati per Grosseto, Betto per Bologna.

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4 responses

16 05 2008
gideon12

Prima di tutto, complimenti per l’articolo!!!!
Speriamo di portare a casa almeno una vittoria per mantenere la vetta ma se ne dovessero venire due…beh si accettano volentieri!!!!

My website: http://grandeslam.wordpress.com/

17 05 2008
cuche

Bell’articolo indubbiamente, ma io non vedo affatto tutta questa superiorità tattica nella composizione della rosa grossetana quanto a “utilities”, e non lo dico da tifoso biancoblù. Un esempio: Nunez avrà passato una vita a giocare interbase ma era evidente che il ruolo non gli è poi così congeniale già quando giocava da noi a Bologna, tant’è vero che piuttosto che far giocare lui interbase per due settimane Mazzotti si è giocato l’ultimo visto con Ust. Di giocatori che possono giostrarsi tra i tre ruoli di esterno ce ne sono parecchi in campionato, noi stessi in Fortitudo ne abbiamo diversi… e onestamente, non mi sembra una gran specialità per un giocatore sapersi riciclare come DH, dal momento che si presuppone che tutti sappiano battere.
Onore al Grosseto che effettivamente ha in rosa diversi giocatori in grado di ricoprire ruoli disparati, ma da qui a estendere tale caratteristica all’intera rosa, e da qui a dare merito a Mazzotti anche per giocatori che erano a Grosseto da ben prima di lui, secondo me ce ne corre.

17 05 2008
Maurizio Roveri

Non ho mai parlato di superiorità tattica. Ho indicato la “filosofia” che sta seguendo Mauro Mazzotti nella costruzione del Grosseto: vale a dire che, nel cercare nuovi giocatori da inserire in un roster collaudato, ha privilegiato la scelta di giocatori duttili, polivalenti. Anthony Caracciolo e Dave Preziosi (indipendentemente dal fatto che siano o no dei fenomeni) sono giocatori di questo tipo. L’ultimo arrivarto, Brant Ust, è addirittura il più polivalente di tutti: il suo profilo dice che, quand’era alla high school, poteva ricoprire indifferentemente le posizioni di terza base, interbase, seconda base, catcher ed esterno centro.
Chiaro, non è prerogativa soltanto di Mazzotti. Però mi sembra che il manager del Montepaschi Grosseto sia decisamente orientato verso questa linea e l’ho segnalato perchè è indubbiamente un fatto tecnico interessante di questa stagione.
Anche la Fortitudo ha alcuni giocatori di questo tipo: campioni di vastissima esperienza che, proprio in virtù dell’esperienza e della classe, sanno interpretare più di un ruolo: Claudio Liverziani è impeccabile sia come prima base sia come esterno destro; il prima base Lino Connell si destreggia con abilità anche in seconda base (la cosa non mi sorprende perchè so che in passato, prima di venire in Italia, il suo ruolo principale era proprio quello di seconda); Landuzzi è un catcher che si è trasformato in un bravissimo esterno sinistro. A proposito del ruolo di ricevitore: l’acquisto di Juan Pablo Angrisano si sta rivelando – sempre più – importantissimo. Sia per la sua indiscutibile capacità in questo ruolo che è fondamentale (tra l’altro, Angrisano il prossimo anno è atleta ASI), sia perchè il suo arrivo permette a Gasparri di prodursi (bene) nel ruolo di “battitore designato” e senza avvertire la forte pressione addosso di chi deve sobbarcarsi tre partite la settimana da catcher.
Facendo un attimo un salto indietro nel tempo, non sono d’accordo sul fatto che il ruolo di interbase nonfosse congeniale a Jorge Nunez. ha giocato lì per una vita. A Bologna ha fatto cose splendide. Tendeva sì a commettere un certo numero di errori, ma nel baseball i “numeri” vanno interpretati. Nunez aveva un range straordinario, copriva una vastissima zona, era molto mobile e attivo, correva su palline difficili, è evidente che tutto questo lo portava a commettere qualche errore in più rispetto ad altri giocatori che nello stesso ruolo sono più statici. Aldilà degli errori, a me Nunez piaceva dal punto di vista difensivo (nonchè come corridore), mentre non mi ha mai convinto come battitore (neanche in quei periodi in cui batteva sui 300). Nel box non mi ha mai dato la sensazione di consistenza. Comunque Mazzotti lo ha voluto a Grosseto, dove però Nunez ha trovato un interbase ancor più bravo di lui: Raul Marval. E’ possibile che adesso, dopo una stagione intera passata all’esterno, Nunez abbia avuto difficoltà a recuperare il ritmo, l’occhio, il tempismo per riprendere confidenza con il suo vecchio ruolo. E pertanto (prolungandosi l’infortunio di Marval) ciò ha spinto lo staff tecnico del Grosseto a puntare su Brant Ust. Avendo la società maremmana ancora un “visto” a disposizione.

17 05 2008
cuche

Non per niente ho scritto “superiorità tattica quanto a utilities”: mi riferivo esattamente a questa “lungimiranza” a cui lei fa riferimento.
A me Nunez non ha mai entusiasmato come giocatore in generale: correva, è vero, e chiaramente, quando era nostro, se giocava bene e batteva sui 300 faceva ovviamente piacere… ma non lo consideravo una pedina incedibile del nostro roster, e gli ho visto commettere determinati errori che per quanto mi riguarda lo rendono un interbase non di livello. Già aveva poco dell’interbase quando ci giocava fisso, non mi stupisce che abbia faticato a riprendere adesso.
Ust poi potrà essere il più poliedrico di tutti ma attualmente mi risulta avere un contratto di due settimane, quindi è da vedere se la squadra di Mazzotti potrà beneficiarne appieno o meno…
Non so come dire, il Grosseto ha una squadra indubbiamente tra le più competitive dell’IBL, e ha tantissimi elementi di pregio, sicuramente anche molti giocatori poliedrici, ma il discorso generale mi sembrava un tantino “forzato”… o almeno, dovendo individuare personalmente il punto di forza del Grosseto che potrebbe favorirli rispetto agli altri, probabilmente non sceglierei la poliedricità, non direi che Mazzotti “è più avanti dei suoi colleghi”, ma sceglierei altri fattori.
Punti di vista.

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