IBL, Jairo Ramos con un fuoricampo al 15° inning salva Grosseto nel lungo venerdì notte di Godo. Il Nettuno domina Parma

10 05 2008

di MAURIZIO ROVERI

In una notte senza tempo, al quindicesimo inning di un estenuante braccio di ferro sul diamante di Godo, lo smaliziato Jairo Ramos “legge” il lancio di Kyle Collina e trova la forza di fabbricare un tempestoso swing. Dopo quasi tre ore e mezzo di esasperante battaglia. Palla colpita in pieno, che vola e se ne va, scompare agli occhi di tutti uscendo dalla recinzione nella zona dell’esterno destro. Homerun, da 2 punti, perché in base c’era Davide Dallospedale (base su ball). La prodezza di Jairo fa respirare manager Mazzotti e fissa il punteggio sul 5-3, togliendo dai tormenti la squadra campione d’Italia costretta dal Godo ad un sofferto cammino in salita (3-0 al primo inning, con i Goti aggressivi a sorprendere Mikkelsen).

Jairo Ramos avvelena la vita alla formazione ravennate, interprete d’una partita coraggiosa e capace per quattordici lunghi inning di tener testa allo squadrone maremmano. Il quindicesimo assalto dei toscani è stato fatale alla De Angelis Godo. Kyle Collina, dopo 7.2 riprese lanciate alla grande (10 strikeout e appena 4 battute valide concesse… prima di quella che ha spento il sogno), non aveva più nel braccio l’energia e la potenza per essere ancora dominante. La base su ball concessa a Dallospedale in apertura di quindicesimo inning ha impedito al manager Zoli e a Collina di ripetere la strategia usata felicemente alla dodicesima ripresa quando – con Avagnina in seconda base ma anche due out – il Godo ha preferito concedere a Jairo Ramos la base intenzionale. Scegliendo di “giocarsi” l’altro Ramos, Kelli, tranquillamente eliminato al volo dall’esterno centro.

Jairo, occhi di tigre, era lì in agguato. Aspettava il momento per vestirsi di luce. Per essere lui a lasciare il segno su questa interminabile sfida. Il trentasettenne mancino di La Guaira (Venezuela), italianizzato, a Grosseto dal 1998, è uno di quelli ai quali non devi insegnare nulla. Sa tutto di baseball. E in più, ci mette la sua astuzia, il suo opportunismo, il suo intuito. Nei momenti-chiave, Jairo Ramos Gizzi c’è. A lasciare i graffi della sua vasta esperienza sulla pelle degli avversari.
Jairo, venerdì, ha accesso di magìa la notte del Montepaschi. Una vittoria artigliata in rimonta, al sesto inning supplementare, confezionando il fuoricampo numero 63 della sua decennale carriera italiana.
E’ un leader, Jairo Ramos. Il regista occulto. Infatti Mauro Mazzotti l’ha voluto come suo preziosissimo collaboratore, anche se per ora non appare ufficialmente nello staff tecnico. Va ancora bene, anzi benissimo, nel roster: “prima base” affidabile che – con la mazza nelle mani – quando c’è da colpire, colpisce.

Il Godo è arrivato ad un passo da quella che, contro la squadra campione d’Italia, sarebbe stata la vittoria più bella e importante di queste sue tre stagioni nella massima serie. In ogni caso, rimane la valorosa prestazione: una delle migliori partite nella storia di questo club. Il forte impatto sulla gara da parte di Lockwood e compagni ha trovato impreparato perfino un “maestro” del monte di lancio come Lincoln Mikkelsen. Lento ad entrare nel ritmo-partita: base su ball a Marussich, colpito Skrehot, doppio di Lockwood, singolo di Sanchez, singolo di De Franceschi. Tutto in sequenza. E sono entrati 3 punti: due “battuti a casa” da Lockwood e uno da Danilo Sanchez. Clamoroso, il Godo subito sul 3-0.
Aggrappata ad una apprezzabile solidità difensiva (1 solo errore in 15 innings) e al buon rendimento di Ryan Baerlocher su monte, la formazione ravennate ha tenuto sotto controllo con efficacia gli assalti dei maremmani campioni d’Italia. Ai quali ha concesso il primo punto soltanto alla settima ripresa (a casabase Andrea De Santis, su singolo di Jorge Nunez). All’ottava Baerlocher ha dato segni di cedimento e manager Zoli lo ha rilevato con Kyle Collina dopo una base su ball concessa a Jairo Ramos. Un singolo di Kelli Ramos dava il benvenuto a Collina, che si rifaceva lasciando al piatto Bischeri (secondo out). A quel punto Mauro Mazzotti ha avuto una felicissima intuizione. Ha inserito, soltanto per quell’unico turno in battuta, Raul Marval al posto di Caracciolo. Viene da un infortunio, Marval, dal quale non ha ancora pienamente recuperato. Non ancora pronto per riprendere il suo posto all’interbase o per correre. Ma il manager del Grosseto gli ha chiesto soltanto di battere. Una battuta. Gli bastava. E così è stato. Gran legno sulla sinistra, doppio da 2 punti, piombavano a casa base i due Ramos per il pareggio. Marval, soddisfatto, strizzava l’occhiolino a Mazzotti e riprendeva posto nel dugout lasciando il campo a Dave Preziosi.

Si arrivava agli extra inning, con la mazza che pesava sempre di più nelle mani dei battitori. Affaticati. Cosicché erano i lanciatori a dominare la scena: 6 strikeout confezionava Kyle Collina dal decimo al quattordicesimo inning. Addirittura mostruoso Chris Cooper sul monte del Grosseto: 3 strikeout al nono inning, 1 al decimo, 2 all’undicesimo, 3 al dodicesimo, 1 al quattordicesimo: totale 10. Prima di lasciare la chiusura a Leo D’Amico, per il quindicesimo inning, l’ultimo della lunga notte.

Nelle altre gare di venerdi un Nettuno concreto, intenso, in evidente crescita, non ha mai concesso al Cariparma di essere in partita (7-1 il punteggio finale). I nettunesi di Ruggero Bagialemani hanno folgorato gli emiliani già al primo inning con un Grand Slam (fuoricampo da 4 punti) di Vincent Parisi. Arrotondando poi al 7° con un punto di Juan Camilo su un doppio di Renato Imperiali (il ragazzino è già una bela realtà) e all’8° con Menechino arrivato a casabase su lancio pazzo di Bazzarini, e con Camilo spinto a punto da una volata di sacrificio di un eccellente Parisi (per il catcher 3 su 3 nel box e ben 5 PBC).
Parma ha confezionato 8 battute valide, ma s’è dovuta accontentare di un solo punticino (segnato da Pascual Matos su un errore di Parisi, unica nota stonata della serata ruggente del catcher nettunese).

La capolista Fortitudo Bologna s’è prodotta in una allegra galoppata a Ronchi dei Legionari, di fronte a quasi settecento spettatori, seconda affluenza di questa serata dopo quella di Nettuno. Un limpido 8 a 1 per Austin e compagni, i quali nelle riprese iniziali non hanno fatto altro che aspettare i regali di George Henrique Delgado, il debuttante lanciatore dei Rangers Redipuglia che ha concesso 8 basi su ball in 4 inning! Poi, le mazze bolognesi si sono scatenate su Roberto Iezzi (8 valide e 6 punti subiti in 3.1 riprese lanciate, poco sorretto dalla difesa).

I Pirati di Rimini, dopo aver vinto gara1 nell’anticipo televisivo di giovedì sul loro campo, si sono ripetuti andando a vincere gara2 sul diamante sammarinese di Serravalle. La squadra di Mike Romano s’è imposta per 4-2, sfruttando con abilità i 4 errori della difesa avversaria (2 del grande Sheldon in una partita, clamoroso!).Molto bene Chris Di Roma, interprete di un rilievo pulito e lanciatore vincente.

RISULTATI DI VENERDI SERA

Nettuno-Parma 7-1
Godo-Grosseto 3-5 (al 15°)
Redipuglia-Bologna 1-8
San Marino-Rimin 2-4

CLASSIFICA
Bologna 900 (9 vittorie, 1 sconfitta); Grosseto 800 (8-2); Rimini 636 (7-4); Nettuno 600 (6-4); San Marino 545 (6-5), Parma 500 (5-5), Godo e Redipuglia 0 (0-10)


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