Fraccari: “Voglio più correttezza nei rapporti fra Club e arbitri. Sanzioneremo pesantemente tutte le intolleranze”

6 05 2008

Il Presidente della Federazione Italiana Baseball Softball, Riccardo Fraccari, all’inizio dei Campionati ritiene necessario intervenire ancora una volta sulla regolamentazione dei rapporti tra Ufficiali di Gara e tesserati.
“Vorrei partire dall’ovvio – spiega Fraccari – ovvero che mi aspetto la massima correttezza nei rapporti in campo tra gli atleti e i loro tecnici da una parte e gli arbitri dall’altra. Com’è noto, il Consiglio di Presidenza ha varato una proposta di modifica al REGOLAMENTO DI GIUSTIZIA che sanziona pesantemente comportamenti di intolleranza che niente hanno a che fare con lo sport giocato, soprattutto quando questi gesti si concretizzano in aggressioni verso gli ufficiali di gara. Sono fenomeni che ci sono estranei e debbono rimanere fuori dal nostro mondo”.

“Senza arrivare a questi eccessi – prosegue il Presidente Federale – esistono comunque anche altri comportamenti, anch’essi censurabili, e che contribuiscono a dare una brutta immagine di tutto il nostro movimento. Parlo, ad esempio, delle frequenti proteste sui giudizi arbitrali. Chiarisco subito un concetto: i giudizi dell’arbitro vanno accettati in quanto tali. Certo, ci possono essere errori da parte degli arbitri; come da parte dei giocatori e dei tecnici, peraltro: rientra nelle casistiche di una partita. In particolare, le proteste sulle chiamate di strike e ball servono solo ad allungare inutilmente i tempi delle gare. Di fatto, quindi, danneggiano tecnici, i giocatori stessi e il loro pubblico, senza dare alcun vantaggio alle squadre che protestano. Rientra ovviamente nella logica che i manager (ma non i giocatori) chiedano chiarimenti sull’area dello strike, o su altri giudizi, ma mi aspetto che questo avvenga nei cambi campo o in altri momenti di pausa”.

Fraccari tocca un altro punto delicato: “Quanto accade in campo è questione che riguarda giocatori e tecnici. Mi preme particolarmente sottolineare che i tesserati che non scendono in campo in divisa (ad esempio i dirigenti accompagnatori od il personale medico) non hanno nessun titolo per rivolgere proteste agli arbitri, ai quali raccomando di non tollerare l’ingresso in campo di personale non in divisa (a meno che un atleta debba essere assistito per un infortunio) e di evidenziare nei loro referti comportamenti che vanno nel senso contrario, in modo da consentire al Giudice di intervenire con la necessaria durezza”.

Il Presidente invita comunque tutti i tesserati al dialogo: “Tuttavia, le osservazioni sull’operato degli arbitri da parte delle società sono ben accette, ma devono arrivare al CNA; starà ai dirigenti del settore farne tesoro e trasmettere eventuali problematiche al Consiglio Federale.
Ricordo, infine, che anche i classificatori sono Ufficiali di Gara, che devono rispondere delle loro decisioni solamente agli organi tecnici del Comitato Nazionale Classificatori. Pur concependo un rapporto dialettico di atleti e dirigenti con lo scorer, è opportuno che eventuali osservazioni vengano fatte formalmente al CNC e non direttamente al classificatore sul campo di gara.

Conclude Riccardo Fraccari: “Sono certo che tutti assieme, atleti, tecnici, dirigenti e arbitri, se riusciamo a rispettare queste poche regole di un normale vivere civile, riusciremo a conquistare sempre più pubblico e ad evidenziare la bellezza del baseball e del softball come spettacolo sportivo”.

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5 responses

6 05 2008
Alfredo

E’ tutto giusto quello che dice il Presidente, ma perchè non c’è una commissione che giudica anche gli arbitri che sbagliano,sanzionando anche loro? Non deve essere però una commissione di ex arbitri, altrimenti fanno come i compari…..(si danno ragione tra di loro) ma una commissione creata appositamente che assiste alle partite e referta agli organi di competenza (ex giocatori,ex arbitri ed ex tecnici)una commissione insomma all’altezza che giudichi l’operato degli ufficiali di gara serenamente. Faccio un esempio che a mio avviso è l’essenza di tutto e cioè: ci sono degli arbitri bravi sulle basi ed altri bravi a casa base. Coloro che si trovano meglio a dirigere sulle basi non debbono necessariamente arbitrare a casa base se non sono all’altezza. Molte volte ad alcuni tecnici e giocatori è permesso tutto, ad altri no: come parlano vengono espulsi. No, non dev’essere così. La legge deve essere uguale per tutti.
Ripeto, questo è un mio modesto parere, perchè a volte (per non dire anche molte volte) le partite vengono stravolte da errori arbitrali gravi. E’ assurdo che in un Campionato di appena 8 squadre, quindi significa 4 trittici a settimana, non si riesca ad arbitrare in 4 per ogni partita. Cerchiamo di agevolarli, mettend in condizione ogni arbitro d’essere responsabile della propria base: cosi verrà giudicato. Servirebbero soltanto 4 arbitri in più per la massima serie.
Comunque devo dire che l’operato di quest’anno mi è sembrato buono ma ho visto solo 3 partite…..vedremo,sperando che non si ripeta quanto accaduto lo scorso anno ai Play Off.
Buon Campionato a tutti e che vinca il MIGLIORE

6 05 2008
Maurizio Roveri

Il Presidente della Federazione, Riccardo Fraccari, ha ritenuto necessario fare questo intervento. Per mettere subito in chiaro le cose e puntualizzare che il nuovo Regolamento di Giustizia sanzionerà pesantemente ogni comportamento di intolleranza. In particolare sono inaccettabii quei gesti che si concretizzano in aggressioni verso gi ufficiali di gara: fenomeni – dice il presidente della FIBS – “che ci sono estranei e debbono rimanere fuori dal nostro mondo”.

Ha fatto bene Fraccari a lanciare un messaggio per una maggiore correttezza. Però è impreciso (o incompleto) nel suo intervento quando accenna solo al rapporto di giocatori e tecnici con gli arbitri. E i dirigenti? Li ha dimenticati. Oppure preferisce non coinvolgerli… Sbagliato. La verità è che sono soprattutto i DIRIGENTI delle società a brontolare, a lamentarsi, a protestare, a urlare, a condizionare, arrivando talvolta ad avere comportamenti incivili o intollerabili. Parte da lì una certa mancanza di rispetto nei confronti degli arbitri. Gli atleti in campo, come succede quasi sempre nello sport, spesso sono i più puri e i meno colpevoli. E’ fondamentale capire questo concetto.

7 05 2008
Wadi

Giusto.
Ad ogni partita si vedono incacchiature e proteste da parte di coaches e giocatori, verso chiamate arbitrali.
Non vorrei che il baseball diventasse uno sport incivile.
In Italia c’è già il calcio per quello….

7 05 2008
Max

bravo Alfredo !!!

Il problema è che “loro” possono sbagliare e scrivere quello che vogliono, tanto “loro” rimangono sopra come l’olio !!!

Anche a me non è successo di vedere dei grossi errori in queste poche partite ma delle piccole incertezze sì e questo dà la misura della poca conoscenza della “loro” categoria.

Una commissione può anche andare bene, ma forse quando ci sono dei “dubbi” su come ha arbitrato uno di “loro”, basterebbe sospenderlo per un weekend per fargli RIDARE l’esame. E vediamo cosa si ricorda del regolamento.

7 05 2008
Maurizio Roveri

Hai ragione, Wadi (o meglio, Luca). Chi ama veramente il baseball deve battersi affinchè mantenga l’immagine bella e gradevole di uno sport che è diecimila volte più intelligente del calcio. E infatti è per questo che in Italia non è mai riuscvito a sfondare: è un gioco troppo intelligente per la cultura sportiva (?????) troppo calciofila che abbiamo nel nostro Paese. Mi dispiace dover fare questa considerazione, dal momento che io sono nazionalista e dunque amo la mia Nazione, ma purtroppo è la verità. In Italia non esiste una vera cultura dello sport. L’educazione sportiva è scarsa. La parola “ultras” (o ultrà) non dovrebbe neanche esistere nella terminologia sportiva.

Per fortuna, il baseball in Italia non è stato contaminato dalle cose peggiori del calcio e presumibilmente non accadrà mai perchè è un mondo piccolo piccolo. In ogni caso, anche se certi rischi non li corriamo, è sempre bene controllare e sorvegliare. Si faccia in modo che il baseball rimanga sempre, da noi, uno sport corretto, pulito, intelligente.
Detto questo, un attimino di flessibilità va tollerata. Se durante una partita dal dugout parte qualche lieve malumore e un poco di disapprovazione per una chiamata arbitrale ritenuta sbagliata, credo che sia lecito (l’importante è non sconfinare nel volgare o nell’offensivo). Legittimo anche che, una volta ogn tanto, il manager d’una squadra decida di andare a parlare con l’arbitro di casabase, confrontandosi civilmente, discutendo anche, ma non a lungo e sempre in maniera corretta. Ci sta. Fa parte del gioco, se si rimane dentro i giusti limiti.
Ho la sensazione, invece, che quando accadono veri episodi d’intolleranza, ci siano sempre (o quasi sempre) di mezzo i dirigenti. Ecco il punto. Nel baseball italiano c’è una classe dirigenziale che andrebbe un tantinello rinnovata. Modernizzata. Per superare i campanilismi ed avere una maggiore apertura mentale.

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