IBL, il pagellone della settimana: Bologna e San Marino in primo piano. Cossar, 14 valide concesse e 10 pgl in 5 inning…

6 05 2008

di MAURIZIO ROVERI

Personaggi, squadre, numeri. Il terzo turno del massimo campionato italiano di baseball ha proposto forti emozioni e momenti di baseball-spettacolo: dalle intense e splendide battaglie di Rimini fra i Pirati romagnoli ed il Nettuno (con due gare sul filo del rasoio e “decise” agli extrainning) all’exploit del San Marino a Grosseto; dal primo posto solitario in classifica della regolarissima Fortitudo Bologna (tripletta contro Godo) alle quarantatre battute valide del Cariparma che ha sconfitto tre volte Redipuglia ma ha corso un rischio enorme in gara3. Ecco il “pagellone” di un week end vivace che ha richiamato una apprezzabile e incoraggiante affluenza di pubblico sui diamanti della IBL:

DIECI – Alla Fortitudo Bologna. Per la sua regolarità (otto vittorie consecutive). Per il buon baseball che propone. Per un attacco potente e pericoloso dal primo all’ultimo uomo del lineup. Per gli 8 fuoricampo fabbricati nelle 9 gare di quest’avvio di stagione. Per l’equilibrio con il quale il gruppo di manager Nanni tiene il campo. Per un monte di lancio che concede pochissimo (e che fra una ventina di giorni ritroverà la sua stellina Matteo D’Angelo, di ritorno dall’America). E, soprattutto, per una difesa impeccabile. La Fortitudo viaggia con un eccellente 983 di percentuale difensiva, ha commesso appena 3 errori in nove partite, presenta un diamante da guanti d’oro: Giovanni Pantaleoni a difendere l’angolo caldo di terza base ha la tecnica, lo stile, i riflessi del “grande maestro” Sheldon; Rayner Bautista è interbase di alta qualità e lo si sta scoprendo anche ottimo battitore (467 di average nel trittico contro Godo); Joe Mazzuca è una certezza; il prima base Lino Connell – vecchia volpe che “vede” e intuisce il gioco come nessun altro – si disimpegna egregiamente anche in seconda base quando è chiamato, in gara2, a rimpiazzare Mazzuca: ebbene, proprio una fantastica presa di Connell con perfetta assistenza in prima, tirando da terra, ha scatenato cinque minuti di applausi venerdì sera al Falchi. E Lele Frignani, il capitano, non è da meno: anch’egli autore di un “numero” difensivo strepitoso nella partita dei lanciatori oriundi, quando da esterno passa ad interpretare il ruolo di prima base (e lo fa con straordinaria naturalezza, come avesse sempre giocato in quella posizione…). E’ la Fortitudo dal solido monte di lancio: Cody Cillo e Fabio Betto hanno vinto 3 partite su 3. Davvero notevole la media-PGL di Cillo (0.50) in quest’inizio di stagione. Addirittura il rilievo Chris George e il closer Fabio Milano non hanno concesso alcun punto (ancora a zero di pgl). Dicevamo dell’interbase Bautista: lui viene schierato da leadoff, dopo le prime tre settimane del suo primo campionato in Italia batte come fosse un… cleanup: 364 di average e 568 di slugging pct (25 basi conquistate in totale). Ma l’uomo in più, bella rivelazione di quest’avvio stagionale, è Diego Bonci: gambe veloci per coprire tanto spazio all’esterno centro o all’esterno sinistro, mazza da 308 di MB (addirittura 417 in questo week end). Attenzione: tutto questo non significa che la squadra bolognese sia al top. No, c’è qualcosa da migliorare: il gioco sulle basi principalmente (pochissime le rubate) e occorre ridurre i numero degli strikeout.

NOVE – Al San Marino. Che si esalta ogni volta che affronta il Grosseto. Oppure è il Grosseto che “soffre” la formazione del Monte Titano, fin da quella volta che andò a portargli via la Coppa dei Campioni allo “Jannella”. Questo T&A San Marino ha già vinto una gara a Bologna, due in Maremma, insomma fa tremendamente sul serio. Possiede battitori con la capacità di essere decisivi. Gente come Dean Rovinelli (il più incisivo nel trittico di Grosseto, autore della volata di sacrificio che ha permesso a Buccheri di firmare l’1-0 di garauno), Max De Biase che in garadue ha accolto il debutto di Yovany D’Amico fulminandolo immediatamente con un impressionante fuoricampo. Senza dimenticare Wuilliams Vasquez. Ma San Marino non significa solo potenza del lineup. Anzi, la caratteristica tecnica più interessante della squadra di Doriano Bindi è l’aggressività sulle basi. Squadra che corre. Molto e bene. Squadra che ruba. Tantissimo. Venti rubate (se ventidue tentativi) in nove gare (6 su 6 Buccheri, 5 su 5 Matamoros). E poi, l’abilità di manager Bindi nella rotazione dei lanciatori. Per la trasferta in Maremma gli mancava il numero uno: Juan Figueroa. Nessun problema. Looney partente (7 innng, 0 pgl), rilievo vincente di Tiago Da Silva, chiusura affidata ai lanci di Nyari. Strategia molto simile in garadue: parte Matt Marrone, rilievo (vincente) di Pedro Orta, poi un inning di Da Silva e chiusura di Nyari. Da tener conto che ancora non è pronto Lucena, sul quale San Marino ha investito forte. L’uomo-chiave si sta rivelando il ventiduenne italobrasiliano Tiago Da Silva: è giovane, viene dalla A2, debuttante nella massima serie, ma ha talento e personalità. Bindi lo usa per 1 o 2 inning ogni volta che ne ha bisogno sulla collinetta e il ragazzo non ha ancora concesso un punto. E’ l’utility del San Marino: quando ve ne sarà la necessità, lo scopriremo anche come interbase e battitore.

OTTO – A Frank Menechino e a Manny Alexander. Abbiamo ammirato dal vivo, nella Casa dei Pirati, la loro sfida. Bellissima. Emozionante. Da applausi. Vengono da un altro pianeta, e si vede! Menechino per sette anni è stato interprete nel magico mondo della Major League americana, indossando le casacche di Oackland e Toronto (complessivamente 302 battute valide, 36 homeruns). Alexander fra i big c’è stato addirittura per undici stagioni: interbase da 594 partite in Grande Lega, con 6 diverse formazioni: Baltimore, Chicago Cubs, New York Mets, Boston, Texas, San Diego. Sono questi i personaggi di grande spessore che possono accendere l’interesse attorno all’Italian Baseball League. Tozzo, massiccio, concreto, impostazione tipica da bomber, Menechino è il duro del Nettuno. Tipo carismatico. Battitore non di grande media, ma da extrabase. Il suo score, nel trittico di Rimini dove Nettuno ha vinto due volte, registra 6 punti battuti a casa. Garadue la decide lui, con un doppio da 3 pbc all’undicesimo inning. Manny Alexander è tutt’altro tipo di giocatore: artista della difesa, una delizia per gli occhi, grandi riflessi anche a 37 anni, elegante e tempista nel correre sulle basi. Con la mazza in mano non è particolarmente potente ma sa perfettamente quel che deve fare: la battutina te la piazza sempre, o quasi (già 14 valide e 13 punti segnati nelle prime nove partite…).

SETTE – Al Nettuno. In condizioni d’emergenza, privo degli infortunati Nelson Cruz e Massimiliano Masin, e con un Giovanni Carrara indietrissimo e a mezzo servizio (che non sarebbe neppure stato utilizzato se gara2 non fosse arrivata agli extrainning), la squadra di Ruggero Bagialemani ha strappato due importanti successi a Rimini. Vittorie d’orgoglio, di carattere. Chiedendo ai lanciatori partenti di resistere il più possibile: Florian e Arias hanno risposto bene, Carlo Richetti è stato addirittura super con una vincente “partita completa”. Tre partite gonfie di emozioni, la Telemarket di Mike Romano è stato avversario valoroso. Due buone squadre, ma… con una differenza sostanziale: Nettuno ha i fuoricampisti, Rimini no. Quattro gli homeruns realizzati dalla Danesi Caffè nel week end romagnolo: Menechino e Mazzanti in gara1, Camilo in gara2 (più un triplo di Castrì e un doppio di Menechino da 3 RBI); Ramon Tavarez da 3 punti in gara3.
Rimini ha un lineup che di battute valide ne fa, però non possiede l’esplosività del lineup nettunese. E’ impressionante vedere, l’uno dopo l’altro nel box di battuta, battitori tempestosi come Ramon Tavarez, Frank Menechino, Juan Camilo, Peppe Mazzanti. Gente che te la può buttar fuori in qualunque momento. E se il giovanissimo Renato Imperiali continua a prodursi con questa sicurezza e a confezionare valide, è davvero un attacco – quello della Danesi – che mette paura e pressione a tutte le difese. Ci sono ancora diverse cose da sistemare. Ma quando Nelson Cruz sarà a posto fisicamente, quando Giovannone Carrara sarà un po’ dimagrito e ritroverà una buona condizione fisica, quando Carlos Duran si sarà meglio ambientato e avrà preso le misure ai lanciatori del campionato italiano, il Nettuno potrebbe veramente diventare la squadra più forte della IBL 2008. Una curiosità: Frank Menechino, pur afflitto da dolori alla schiena, ha già prodotto in quest’inizio di stagione 10 “punti battuti a casa” (solo Leo Zileri, del Cariparma, ha fatto meglio: 11).

SEI – Ai Rangers Redipuglia, che hanno evidenti limiti, ma si battono coraggiosamente e sfiorano il colpaccio in quel prestigioso tempio del baseball che è lo stadio Europeo di Parma. I Rangers della Venezia Giulia “picchiano” parecchio in gara3: 15 battute valide, con 11 RBI (Carvajal 4 su 4, Baez 4 su 4, Cechet 2 su 5 con 3 RBI, Cecotti 2 su 6), con la mazza fra le mani si fanno decisamente rispettare. Peccato che… il monte di lancio non sia da A1.

CINQUE – Al Montepaschi Grosseto. Soffre psicologicamente (e anche tecnicamente) il San Marino. Perse una Coppa dei Campioni organizzata in casa, proprio contro la squadra del Titano. E nuovamente si fa sorprendere, cedendo due partite su tre allo Jannella. Tira fuori gli artigli il sabato notte, facendo vedere che quando gioca con la giusta tensione agonistica il Grosseto è sempre il Grosseto. Ma quando Jairo Ramos e compagni hanno cali d’intensità, come in gara2, perdono buona parte della loro compattezza e diventano irriconoscibili. Il Montepaschi nelle prime 9 gare di campionato ha commesso già 18 errori difensivi. Troppi (ben 15 più della Fortitudo). E’ strano per una squadra allenata da Mazzotti.

QUATTRO – A Filippo Mori e alla difesa del Cariparma. Ha 21 anni, Filippo Mori. Lanciatore destro. Giustamente la società parmense gli sta dando fiducia e spazio. Usandolo come partente. Ha qualità interessanti, che attualmente fatica a mostrare. Sabato notte sta sul monte appena 2 inning, il tempo per concedere 5 punti (guadagnati). Cosicché le sue statistiche aggiornate dicono: 12.54 di media PGL, nessuna partita vinta e due perdute. Il Cariparma deve anche necessariamente registrare la difesa: con la percentuale di 951 è l’ultima della A1, dietro a Redipuglia e Grosseto.

TRE – A Cossar e a Zorzenon, lanciatori di Redipuglia. In gara1, a Parma, Diego Zorzenon in 5 riprese lanciate subisce 12 valide e 10 punti (8 pgl). Il giorno successivo Andrea Cossar (che era dominante gli anni scorsi in A2) decide di farselo suo il record negativo: 5.2 rl, 14 valide concesse, 11 punti subiti, 10 pgl.

DUE – A Mauro Salciccia e a Carlo Pezzullo, che dovevano farsi trovare pronti in un periodo d’emergenza quando maggiormente c’era bisogno di loro. Nettuno ha Nelson Cruz fuori per uno stiramento inguinale, anche Masin è fermo, Carrara non è in condizione. Ebbene, è soprattutto in questi momenti che un manager ha bisogno di “cambi” affidabili. Invece… Maurone Salciccia è più in ritardo di Carrara, in tre settimane di campionato si affaccia sul monte per un totale di 3 inning e si ritrova con 24 di media pgl! Pezzullo sta meglio, venerdi notte rileva un buon Florian, se la cava benone sull’ottavo e nono attacco riminese, poi all’improvviso si spegne la luce e permette ai Pirati di fare batting practice: singolo di Crociati, doppio di Amaury Garcia, singolo di Chiarini, singolo di Melo, Chiarini ruba, base su ball a Campanini. A quel punto sale sul monte il ragazzino Retrosi.

UNO – Niente di cattivo, sia chiaro. E’ un “uno” che vuol servire da stimolo per Pierpaolo Serra, leadoff del Redipuglia che è ancora alla ricerca della prima battuta valida. In 26 turni non c’è ancora riuscito. Insisterà. Deve affrettarsi, però, a imparare perché ha già 38 anni, non c’è più tanto tempo…

Annunci

Azioni

Information

9 responses

5 05 2008
Exterior Mundi

Un piccolo appunto, non me ne vorrà.
Nel pagellone manca un voto alto ai giovani del Parma.
De Simoni .333, Zileri .351 (con 3 hr!), Bertagnon .407.

A Parma il monte di lancio non funziona e gli stranieri non battono. Però il futuro è roseo ugualmente.

5 05 2008
Zambo

Molto interessanti le sue pagelle, sig.Roveri.
Un appunto, però, prima che Pantaleoni lo si possa paragonare a Sheldon ce ne vuole ancora, anche se ammetto che quest’anno sia migliorato molto (forse più motivato?) e che sia un buon terza base. Speriamo che continui così.
Saluti

5 05 2008
Francesco Sandoni

Condivido le pagelle (un po’ ingeneroso l’1 al leadoff del Redipuglia!)

Però Richetti e Pezzullo sono Carlos, e non Carlo: non sono affatto italiani, come invece tutti vogliono far credere (fibs, mangini in tv, ecc….)

5 05 2008
Maurizio Roveri

Leo Zileri in particolare, ma anche Bertagnon e De Simoni meriteranno un servizio speciale che Doubleplay farà molto volentieri: sia perchè sono bravi, sia perchè sono giocatori di scuola italiana. E io sostengo che di italiani veri e bravi, nelle squadre della IBL, ce ne sono diversi. E anche qualche interessante prospetto in A2. Vanno valorizzati il più possibile: lo DEBBONO fare le società, lo DEVE fare la Federazione, lo DEVE fare la Nazionale.
Condivido l’opinione di Exterior Mundi sul rendimento, fino ad ora mediocre, del monte di lancio del Parma. In attesa dell’arrivo di Ortiz. Gli stranieri nel box di battuta: Orlando Munoz fa il suo, mentre Adolfo Gomez è partito decisamente sotto tono. Per valutare Pascual Matos si porti ancora un po’ di pazienza, ma tutto lascia pensare che non sia quel battitore che il Cariparma andava cercando…

5 05 2008
poderosa2

forza pierpaolo serra, merita 10 non uno

5 05 2008
LUDOVISI fRANCO

Seconda partita del trittico Fortitudo-Godo:
con un corridore in prima il battitore della Fortitudo esegue una smorzata “di sacrificio” per consentirne l’avanzamento in seconda.
Esegue la smorzata sul lato destro dell’infield e nel percorrere la seconda metà della distanza fra casa e prima corre all’interno della linea di faul. La palla giocata dalla difesa lo colpisce sul corpo e impedisce al difensore che sta ricevendo il tiro in prima di trattenerla.
L’arbitro chiama il battitore/corridore out e lo speaker specifica che ciò avviene per interferenza.
Il corridore che inizialmente era in prima raggiunge la seconda e ci resta perché “aveva già raggiunto la seconda al momento dell’interferenza”.
Tutto è possibile, compreso che la frase virgolettata sia stata realmente detta dall’arbitro.
Vado a memoria, ma mi pare che la penalità per l’interferenza sia: corridore eliminato e palla morta.
Se è così il corridore giunto in seconda doveva ritornare in prima.
Altrimenti quale sarebbe la penalizzazione per il battitore/corridore “scorretto” che sarebbe stato sicuramente eliminato senza l’interferenza?
Il “sacrificio” ha avuto esito positivo anche attraverso una azione scorretta e sanzionata!
Se la mia ipotesi è esatta che voto diamo agli arbitri e al coach del Godo?

5 05 2008
Maurizio Roveri

Non sfugge mai nulla, al sapiente Ludovisi. Meticoloso, preciso, puntiglioso, “Ludo” ha… catturato questo episodio singolare, dubbio, controverso, che si presta a dubbi e a discussioni.
Un argomento che proponiamo, appunto per aprirne con i lettori e con gli addetti ai lavori una discussione.

6 05 2008
micio

5.02 Dopo la chiamata di “gioco” dell’arbitro, la palla è viva ed in gioco e tale rimane fino a quando non diventa “morta” per un motivo stabilito da questo regolamento o per la chiamata di “tempo” da parte dell’arbitro che sospende il gioco. Mentre la palla è morta nessun giocatore può essere eliminato, nessuna base può essere conquistata e nessun punto può essere segnato, eccezion fatta per i corridori che possono avanzare di una o più basi per effetto di azioni verificatesi mentre la palla era viva (come, ad esempio ma non limitatamente, nel caso di un fallo (balk), un tiro pazzo, un’interferenza, una battuta punto o altra battuta buona fuori del campo di gioco). Se una palla dovesse aprirsi parzialmente durante una partita, essa è in gioco finché il gioco non è concluso.

Quindi, se l’interferenza viene chiamata nel momento in cui il corridore non permette al difensore di raccogliere la palla, gli avanzamenti degli altri corridori sulle basi – essendo avvenuti con la palla ancora viva – rimangono salvi.

6 05 2008
LUDOVISI fRANCO

Bisognerebbe allora sollevare il dubbio se il corridore in prima poteva, su una smorzata di sacrificio, avere già raggiunto la seconda nel momento dell’interferenza.
Resta il fatto che, nel caso citato, conviene sempre dire al battitore/corridore di… restare fuori dalla sua corsia, di interferire, di essere scorretto:
out lo sarebbe comunque.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: