TECNICA, come lancia Jesus Matos

30 04 2008

di FRANCO LUDOVISI

Matos c’è. Jesus Matos c’è. Lui ha risposto a chi se lo chiedeva.
Sei riprese, zero basi su ball, 21 battitori affrontati, zero punti subiti, solo quattro arrivi in base e, per finire, 11 strike out. Anzi, per finire… Gomez, Zileri e Munoz kappa di seguito: tre out.

Le valide concesse sono state solo tre di cui una è un’ ingiusta penalizzazione per Jesus mentre è un premio insperato per Zileri che ottiene una valida e per Connell che ha così evitato un errore. Ero allo stadio Europeo di Parma e ho visto la prima gara, quella dei lanciatori stranieri, fra Cariparma e Fortitudo.
Come abbastanza spesso gli accade Jesus Matos parte lento, o freddo se volete. Ma poi arriva caldo, caldissimo.

In questa occasione il suo attacco lo ha sorretto ampiamente ed allora per lui il compito è diventato ancor più semplice. Se anche contro S.Marino (nell’unica partita perduta dai bolognesi in quest’avvio di campionato) l’attacco Fortitudo avesse funzionato un poco, quel tanto da restare in partita, forse Matos si sarebbe espresso diversamente.

A Parma la palla curva di Matos è stata strabiliante: se lanciata interna costringe il battitore a esitare;
se rilasciata esterna è impossibile batterla.
Lo sa bene Zileri a cui Jesus ne lancia tre consecutive che Leo prova a battere senza riuscirci andando incontro ad uno strikeout molto inusuale. Non soltanto la curva. Jesus lo si conosce bene, è già alla sua quinta stagione italiana. sa variare i lanci, usando anche la fast (seppure non proprio veloce veloce) e un’ottima slider.

Matos, Jesus Matos c’è.
L’attacco Fortitudo lo sorregge, dicevamo, e si fa sentire al quinto inning in maniera perentoria:
dopo l’eliminazione di Landuzzi primo del turno, ma ottimo nel complesso, doppio di Bonci, doppio di Bautista, Pantaleoni colpito, homer di Liverziani, base ad Austin, Connell secondo out e singoli a seguire di Mazzucca, Gasparri e Landuzzi. Sei punti. Partita decisa. Ancora notevoli, in aggiunta, i fuoricampo di Austin e Bautista ad aumentare il punteggio già pesante.
Parma ricorre a quattro lanciatori in questa gara e la sostituzione di Romero che mi era sembrata troppo ritardata (sei valide, un colpito e una base per ball prima del cambio sul monte) trova spiegazione nel comportamento assai scadente dei rilievi.
Matos c’è, statene certi. E se l’attacco bolognese assomiglierà a quello di gara1 (e anche di gara3) allora potremo dire che anche la Fortitudo c’è.

Ho visto anche Martin Vargas. Ha concluso lui la gara per Matos. Non vale certo Matos (ma è difficile essere su quel livello, lo è stato nel 2005 Juan Figueroa che fu preziosissimo strategicsmente per lo scudetto bolognese del 2005 e che ora è grande interprete sul Monte Titano). Tuttavia Vargas è un lanciatore vario ed astuto. Vario perche i suoi lanci possono arrivare indifferentemente da sopra oppure da sotto, “alla giapponese” per intenderci. Astuto perchè le sue attese sul monte fra un lancio e l’altro variano dai DIECI/UNDICI secondi ai VENTOTTO quando fare aspettare l’avversario significa metterlo in tensione: il solo Orlando Munoz se ne è accorto e ha chiesto tempo per ripartire da capo.

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4 responses

30 04 2008
paolo palmieri

Non sono d`accordo riguardo ai lanciatori che fanno aspettare troppo . Non e` una questione tattica , ognuno puo`agire come crede , e` solo troppo noioso per uno spettatore che non e`addetto ai lavori . Il duello (anche psicologico) pitcher-hitter e` una cosa che rende il baseball unico e , per certi aspetti , ne e` l`essenza , ma toglie tempo allo spettacolo se rallenta eccessivamente il gioco: e se noi vogliamo proporre un baseball fluido e gradevole per il pubblico medio , lanciatori cosi` e`meglio che non ve ne siano .
Noi siamo la “periferia” del baseball , dovremmo cercare giocatori che attirano/incuriosiscono la gente , non che la fanno scappare dalla noia . In USA o nel Caribe possono esistere , perche`la gente ne capisce , ma da noi no.
Inoltre non capisco perche`gli arbitri permettano cio`. Da undici ai ventotto secondi……ma scherziamo! ci sono regole che impongono il lancio entro un certo tempo , cosi`come dicono che le squadre devono entrare in campo entro pochi secondi ( sapete , sono atleti , dovrebbero correre…. ) invece di pascolare come fossero a spasso per il centro del paese . Dobbiamo dare un esempio ai giovani e a coloro che ci guardano: essere piu`veloci ci fa fare solo bella figura .
Ultima cosa , spero che Jesus Matos renda ai livelli con cui ha abituato il pubblico , pero` tecnici e giocatori lo conoscono e al primo calo lo toccheranno duro , sempre che arrivi integro fino alla fine del campionato .

1 05 2008
LUDOVISI fRANCO

Una rilevazione del tempo che intercorre fra un lancio e l’altro dei pitcher conclude che in media passano 19/23 secondi.
Vargas, se perde tempo quando “spazia” per 28 secondi recupera poi quando esegue a 10/11.
Vargas ha lanciato a 10 battitori, nella partita dela Fortitudo a Parma, quindi probabilmente ha eseguito 50 lanci.
Se anche avesse lanciato 25 lanci a 28 secondi e i rimanenti a 10, la sua media sarebbe stata 19: perfettamente in linea con la statistica.
Vargas non ha quindi fatto perdere tempo e crescere la noia.
Vargas non è il modello di lanciatore a cui mi ispirerei.
Rimane il fatto che si comporta da lanciatore “consumato”.

1 05 2008
Maurizio Roveri

Grande “Ludo”, la Bibbia del baseball. Sei sempre straordinariamente lucido e preciso nelle tue considerazioni e valutazioni.
Qualcuno, in Federazione, sarebbe bene che avesse la tua stessa scrupolosità. So infatti che da tempo segnali certe imprecisioni statistiche che… invece non vengono mai corrette. Cosicchè anch’io, accennando alle medie PGL di Craig Gioia e di Mike Romano nel campionato 1978, ho riportato dati inesatti avendoli ripresi dallo yearbook 2008 dell’Italian Baseball League. Scritto in rosso (per evidenziarlo come record) appare uno 0.24 nello yearbook della Federazione accanto al nome di Craig Gioia. Questo dato è sbagliato. Franco Ludovisi, che non perde un colpo e che tiene rigorosamente tutte le statistiche, assicura che nel 1978 Gioia fece registrare una media PGL di 0.54 e che Mike Romano, nello stesso anno, fece meglio: 0.51. E’ questo di Romano la migliore performance dal 1970 a oggi.
Il record di tutti i tempi appartiene a Giulio Glorioso, con lo straordinario 0.46 di media PGL nel campionato 1961 (e non lo 0.23 come appare erroneamente nelle statistiche che la FIBS ci propone).
Sarebbero gradite le correzioni.

25 05 2008
Craig A. Gioia

ActuallyI did have an era of 0.24 in 1978. With a 17-1 record and 148 innings pitched with 172 strikeouts. Mike Ramona a great pitcher had an era in 1978 of 0.55 and a record of 9-2 with 112 strikeouts and 97 innings pitched. I remember my time in Italy fondly and some of the best times ever. I still keep in touch with Dan Miele as he is still a very dear friend. My best wishes and thoughts to all of the Italian Baseball players and associates.

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