Bologna completa la tripletta (8-1), per Parma 27 ko di fila al Falchi. Grand Slam di Austin. Bravo Cillo, Natale esce con 8 pgl

27 04 2008

di MAURIZIO ROVERI

E ventisette. Sono ventisette le partite perse consecutivamente, in questi anni, dal Parma a Bologna. La “maledizione del Falchi” continua. La squadra della città ducale soffre psicologicamente la Fortitudo, un condizionamento mentale che porta talvolta i parmigiani a subire anche sul loro campo, allo stadio Europeo. Com’è avvenuto, appunto, in questo week end. Dominato da Bologna. Più convinta, più potente, più sicura.

La Fortitudo ha vinto due gare sul diamante di Parma (13-0 e 4-2), poi ha concluso trionfalmente il trittico davanti al proprio pubblico – in una domenica pomeriggio meteorologicamente gradevolissima – imponendosi con un limpido 8-1. E dunque anche Bologna ha firmato uno sweep in questa seconda settimana dell’Italian Baseball League, come hanno fatto il Montepaschi Grosseto a Nettuno, il Rimini in trasferta contro Redipuglia e il San Marino in casa ai danni del Godo.
La partita del “Falchi”, riservata ai lanciatori oriundi, ridimensiona Mike Natale che esce stordito e con qualche certezza in meno dall’impatto con le mazze di Austin, Pantaleoni, Gasparri, Liverziani.
Domenica gonfia di inquietudine per il lanciatore oriundo del Cariparma alle sue prime partite nell’Italian Baseball League, ma per crescere è anche utile passare attraverso esperienze dolorose come questa. Natale fa conoscenza con il “bastone” di Richard Austin. Gli tira una palla veloce, dritta, un po’ alta, estremamente gradita al poderoso bomber fortitudino, il quale ringrazia e fulmina Natale. Giro di mazza vorticoso, la Wilson colpita bene e con grande energia vola nel cielo e scompare laggiù, dietro i tabelloni pubblicitari, nel punto più profondo del Falchi. Un fuoricampo da 125 metri, circa.
Ma non è semplicemente un fuoricampo, è il massimo della vita (e del godimento…) per un battitore: un Grand Slam, cioè homerun a basi piene. Vale 4 punti. Una performance che ha trasformato in un big inning il secondo turno d’attacco della Fortitudo, che già s’era prodotta in un sorpasso con 2 punti battuti a casa da un reattivo Giovanni Pantaleoni (dopo essersi trovata in ritardo 0-1 in apertura di gara per un singolo di Bertagnon che aveva spnto a casabase Munoz). La prodezza di Austin dava consistenza all’assalto bolognese e ne saltava fuori un inning da 4 valide (Frignani, Bonci, Pantaleoni, Austin) e da 6 punti. Crudele per Mike Natale, che vedeva palline volare di qua e di là e si disuniva: fra una battuta e l’altra, mandava pure in base Gasparri (colpito) e Liverziani (quattro balls).
Negli inning successivi il ragazzone californiano, l’anno scorso con la casacca di Orange County in Independent League, riusciva a spegnere l’incendio. La Fortitudo non spingeva più di tanto in attacco, limitandosi a difendere con grande sicurezza il 6-1. Perfetta la cerniera interbase-seconda base (Bautista-Connell).

Al settimo attacco, Bologna decideva di sparare allegramente qualche altro mortaretto: Connell singolo a sinistra, Frignani singolo al centro, poi tremenda battuta di Manuel Gasparri con la pallina che sembrava avere gli occhi e, scendendo quasi al confine con la linea di foul, andava a cercare l’angolino più nascosto in fondo a destra. Un “triplone” che portava a casa Connell e Frignani, mettendo la parola fine alla partita di Mike Natale.

Lanciatore-rivelazione in pre-season e nella prima settimana di campionato, Natale stavolta ha conosciuto l’altra faccia della medaglia. Ci sono anche i giorni difficili e tristi. Come questo. E’ sceso dalla collinetta con 11 battute valide concesse e 8 “punti guadagnati” su di lui. Se la ricorderà per un bel pezzo questa domenica pomeriggio.

Viceversa, c’è stata gloria per Cody Cillo.Che ha vissuto una giornata ben diversa da quella di Mike Natale.
Sicuro, preciso, sereno, reattivo, il pitcher oriundo della Fortitudo ha imposto sulla partita il marchio della sua tecnica e della sua personalità. Si è fatto sorprendere per qualche attimo in avvio, poi ha trovato il suo ritmo ed ha abbassato la saracinesca. Anche perché il Cariparma nel box di battuta è squadra con chiari limiti.

La differenza fra Cillo e Natale. Il pitcher di Parma (28 anni) ha braccio potente, possiede indubbiamente una bella velocità, seppure con qualche problemino di controllo (e mi riferisco anche al controllo dei nervi, delle emozioni). Usa prevalentemente la fastball. Cody Cillo (27 anni e alla sua terza stagione nel campionato italiano dopo le due di Godo) è più vario, dimostra più sicurezza, ha una gamma di lanci affidabile e ampiamente collaudata. Non ha una palla particolarmente veloce e, per questo motivo, non dispone di un lancio veramente risolutore. Tuttavia, sa imprimere alla pallina diversi effetti. E’ una pallina che “si muove” e spesso si batte male. Lanciatore intelligente e di apprezzabile controllo, sempre sereno, alterna con abilità curve, slider, qualche dritta e un ottimo cambio. Soprattutto lavora di testa.

Il convincente trittico della Fortitudo contro Parma fa registrare “numeri” notevoli: qualcosa come 25 punti, 36 battute valide, 5 fuoricampo. Richard Austin ha interpretato bene il suo ruolo di cleanup, il battitore di potenza: magari discontinuo (5 su 14 in totale nel trittico) però quando colpisce… colpisce duro. Per lui due fuoricampo e 7 punti battuti a casa.
Decisamente efficace anche Claudio Liverziani: 6 su 13, 4 PBC, 1 fuoricampo. E 5 i punti battuti a casa da Rayner Bautista, per lui anche 1 homerun. Ma quel che è importante è come Bautista si muove in difesa: è un piacere per gli occhi vedere come interpreta il ruolo di interbase. Trasmette sicurezza. E grandi applausi, nella gara del Falchi, ha meritato Lino Connell autore di un paio di spettacolari interventi difensivi: uno da seconda base e l’altro in prima. Due “giocate” di classe, con un’agilità sorprendente per un omone dal fisico massiccio come l’utilissimo Lino.

LO SCORE

Cariparma: 1 0 0 0 0 0 0 0 0 = 1
Fortitudo : 0 6 0 0 0 0 2 0 x = 8

Battute valide: Bologna 12, Parma 5.
Errori difensivi: Bologna 0, Parma 1.
Note: gran slam di Richard Austin al 2° inning.

Lanciatori
Cillo (BO) 6 rl, 7 so, 2 bb, 5 bvc, 1 pgl
George (BO) 2 rl, 0 so, 1 bb, 0 bvc, 0 pgl
Paoletti (BO) 1 rl, 0 so, 1 bb, 0 bvc, 0 pgl

Natale (PR) 6.2 rl, 6 so, 2 bb, 11 bvc, 2 colpiti, 8 pgl
Salsi (PR) 0.1 rl, 1 so, 0 bb, 0 bvc, 0 pgl
Corradini (PR) 1 rl, 1 so, 0 bb, 0 bvc, 0 pgl

Tutti i risultati del secondo turno

Cariparma-Fortitudo Bologna 0-13, 2-4, 1-8 (giocata a Bologna)
Danesi Nettuno-Montepaschi Grosseto 2-4, 1-6, 7-8 (12 riprese)
Rangers Redipuglia-Telemarket Rimini 3-10, 2-13, 1-4
T&A San Marino-De Angelis Godo 5-0 (giocata a Godo), 10-5, 9-4

La classifica

Montepaschi 1000 (6 vittorie-0 sconfitte); Fortitudo 833 (5-1); Telemarket e T&A 667 (4-2); Danesi 500 (3-3); Cariparma 333 (2-4); De Angelis e Rangers 0 (0-6)

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2 responses

28 04 2008
cavina fabrizio

Signor Roveri, secondo lei Bautista è il miglior interbase degli ultimi 10-15 anni arrivato a bologna? Cosa ne pensa di George? Grazie

29 04 2008
Maurizio Roveri

Ciao Fabrizio, rspondo volentieri alle tue domande.

Punto primo, e fondamentale: Rayner Bautista è un “vero” interbase. A differenza del Jimmy Alvarez della scorsa stagione che era un interno/utility, da sempre abituato a spostarsi un po’ qua e un po là ma non uno “specialista” del ruolo importantissimo di shortstop (Alvarez, inoltre, era stato fermo abbastanza a lungo per un infortunio e infatti faticava a trovare il senso della posizione e il ritmo-partita).

Punto secondo: è ancor presto per una valutazione profonda di un giocatore nuovo per le nostre scene, sono appena state giocate sei partite di questa IBL 2008. Posso dire che mi piace la coordinazione di Bautista, l’armonia della sua azione nell’andare verso la palla e negli spostamenti laterali, come la raccoglie e soprattutto la precisione millimetrica delle sue assistenze. Jorge Nunez era più veloce di gambe, dunque più scattante e con un maggiore range: copriva un territorio più ampio, l’ho visto correre ad acchiappare palline anche in zona di competernza degli esterni. Bautista è lineare, molto composto, interprete di un baseball essenziale e concreto. Nel box di battuta è giocatore che tende ad andare strikeout, perchè gira un po’ tutto, però sembr che si sa adattato bene ai lanciatori del campionato italiano: infatti sta viaggiando con 310 di media-battuta e 483 di slugging %. I numeri difensivi, dopo le prime due settimane di campionato, parlano di 23 assistenze, 7 eliminazioni dirette e 2 errori.
Nelle ultime quindici stagioni, cioè dal 1994, i principali interbase della Fortitudo sono stati, in ordne cronologico: Luis Martinez, Matteo Dall’Olio, David Dalton, Fausto Solano, Jorge Nunez, Jimmy Alvarez e Rayner Bautista.
Luis Martinez era bravo. Dall’Olio affidabilissimo. Nunez nell’interpretazione del ruolo di interbase è stato probabilmente il migliore. Ma penso che Bautista abbia il potenziale per diventare il più bravo di tutti questi. E prima del 1994? C’era Bebe Messori, tecnica sublime. Un grande, un campione di quelli che rimangono nella storia del Club. Andando ancor più indietro neltempo arriviamo a Jerry Mondalto, straordinario come difensore e come attaccante. E chiudo con il più bravo, il più spettacolare interbase che ho visto nella storia della Fortitudo, e forse in assoluto nel baseball italiano: Vincenzo “Vic” Luciani. Vic shortstop, con Toro Rinaldi a difendere l’angolo caldo di terza base: un’accoppiata così non s’è mai più vista. A mio parere.

Per quanto riguarda Chris George, vedo che sta prendendo sempre più confidenza con il campionato italiano e con la sua dimensione di rilievo/closer. Possiede la palla veloce per questo suo ruolo da 3 inning. Non ha ancora concesso punti nelle 6 riprese lanciate in queste due prime settimane di campionato. La partita dei lanciatori oriundi è teoricamente quella più sicura per la Fortitudo Bologna, potendo disporre di una coppia di lusso formata da Cody Cillo e da Chris George.

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