Tonino Micheli si candida alla presidenza della Federazione: sarà lui l’anti-Fraccari

21 04 2008

di GIORGIO GANDOLFI

Allora, Tonino Micheli, è vero che ti candidi alla presidenza della FIBS in alternativa a Riccardo I° o Riccardo II° che dir si voglia ?
“ Sì, sto facendo un giro d’orientamento in Italia, ho ascoltato varie opinioni, ora deciderò in materia ma sono sul punto di dire che mi candido”.
Non mi sembra che sia la prima volta…
“ Anche sei anni fa feci parte di una squadra o meglio di un gruppo nel quale però c’erano troppi leader, per cui finii col rinunciare. Stavolta penso di correre da solo, eventualmente con un paio di attuali consiglieri ma con una formazione completamente nuova di gente che ha le idee chiare e soprattutto una caratteristica: vuol bene al baseball e al softball. Gente di A-2, di serie D, dei due nostri sport, gente che si sta preoccupando perché hanno l’impressione che i loro sport stiano scomparendo al di là di certe esagerazioni, di programmi fragorosi però privi di sostanza. Quando tutti sappiamo che non è così”.

“Se continuiamo su questa falsariga le nostre serie C e D sono destinate a morire: mancano i giovani, giocano soltanto gli ultratrentenni. Nei campionati giovanili c’è una situazione assurda. Nei giorni scorsi ero a Bolzano dove mi hanno detto che la loro squadra giovanile era stata inserita nel gruppo con Cairo Montenotte. Lo sapete dov’è questa località? In Liguria. Ma come, si sono chiesti a Bolzano, perché non ci fanno giocare con le squadre dell’Emilia-Romagna o della Lombardia, dobbiamo proprio andare a Cairo Montenotte ? “
Soltanto queste motivazioni spingono te, uomo del softball, a presentare questa candidatura contro Riccardo I° ( II°) ?
“ Anche questa è una valutazione che mi scoccia e che mi costringe ad una precisazione. Uomo del softball ma soprattutto del baseball. Lo sapete che sono l’unico italiano inserito nella Hall of Fame mondiale del baseball-softball ? Parlo di quella mondiale. Qualcuno dimentica che ho giocato 17 anni a baseball dove ho conquistato come giocatore tre promozioni con San Saba ed Edipem, sì quella famosa di Armellino il lanciatore che giocava con noi e poi prendeva l’aereo per essere il lunedì in ufficio a New York. Altri tempi, quelli di Beneck. Ho vinto la promozione come allenatore dei Condor, poi m’hanno felicemente incastrato gli amici del softball ed ho vinto un buon numero di titoli italiani ed internazionali. Lo sapete che quando è arrivato a Roma l’anello prestigioso dell’Hall of Fame per circa un anno è rimasto abbandonato in un cassetto della Federazione e quando si sono decisi a consegnarmelo, negli uffici della stessa Federazione da parte di Fraccari, l’hanno fatto in gran segreto…”

D’accordo uomo del baseball e del softball. Altre motivazioni ?
“ Faccio un altro piccolo esempio, riallacciandomi al softball. Mia figlia Elena l’anno scorso ha esordito in serie A poi essendo giovanissima è stata utilizzata nella formazione giovanile. Ebbene ha giocato la semifinale scudetto quasi subito per cui m’ha chiesto: “ Papà, è tutto qua il softball ?”
Complessivamente ha giocato quattro partite con tre vittorie per cui m’ha ripetuto: “ Tutto qua il softball?”. Ecco perché dico che ora di sradicare questi giovani, toglierli dalle play station, dal chattamento, portarli sui diamanti assieme ai genitori, creare attorno ai nostri sport quel movimento che è essenziale per il loro futuro. Altrimenti siamo morti. Sviluppare campionati minori importanti, estesi, con dirigenti federali responsabili dei vari tornei per cui alla fine dell’anno siano messi di fronte alle loro responsabilità”.

Micheli, cos’hai da contrapporre a Riccardo I° (II°) ?

“ Un esempio per tutti. Ho visto il bilancio dell’Accademia srl che è un dato pubblico, nessun mistero. Nel 2006 ha avuto un fatturato di un milione e 33mila euro, adesso chi vuole sbizzarrirsi può pensare quello che vuole su come siano stati spesi quei soldi. Nel 2007 mi dicono che il bilancio è salito a un milione e 400 mila euro. Socio unico dell’Accademia srl è la Federazione . Non faccio commenti. Ribadisco che abbiamo la necessità di un tutor, qualcuno che ci aiuti per fare quel salto di qualità che è indispensabile sia al baseball che al softball, ma non basta chiamarci Italian Baseball League oppure Italian Softball League quando ti danno centomila dollari per spenderne quattrocentomila quando ti accorgi che all’Accademia nella migliore delle ipotesi ci sono 8 prospetti validi, attenzione dico prospetti e non talenti. Intanto ci troviamo immischiati in regole astruse con l’italo-americano, l’italo-venezuelano, l’italo-colombiano, l’italo-australiano, presto avremo l’italo-giapponese. Sabato ero ad Avigliana a bordo campo nel match con il Bollate: ebbene, ho sentito in campo parlare ben poco d’italiano. Attenzione perché fra Asi ed italiani sta arrivando una gran confusione. Non si guarda in basso ma soltanto in alto, chi non guarda la storia e ne fa buon uso, non ha futuro. Sento parlare soltanto di Major League, vedo adunate di piazza con tanti giovani che il giorno dopo scompaiono, Io voglio che mia figlia, ed è un esempio generico, mi venga a dire che ha perso dopo trenta partite e non dopo quattro !”.

“Io ho l’impressione – prosegue Tonino Micheli – che questa Federazione abbia soltanto un concetto, quello di apparire e non di essere. Una Federazione che si ricorda delle società soltanto quando ci sono le elezioni che magari vengono fatte a Caserta se non a Palermo in modo che la maggioranza delle società restino a casa e consegnino deleghe che hanno una fine ben precisa. La Federazione deve essere fatta nel rispetto di tutte le società come concordava Vic Luciani che come me ama sempre questo sport, al punto di allenare in A2 il Bollate. “

Dunque, un concetto basilare: rilanciare certi vecchi valori ?
“Esatto. Meglio vedere una bella foto su una rivista, e ricordo in proposito il “ nostro” Tuttobaseball che è stato affossato da questa Federazione e grazie al quale abbiamo conservato la storia dei nostri sport, piuttosto che una fotina tre centimetri per quattro su un sito. Ecco quella è la dimensione dei nostri sport. Oltretutto ci siamo inimicati l’unico giornale sportivo che conta…Quando penso che le grandi società si sono ridotte a vendersi per quattro divise ( oltretutto brutte:ndr) non so cosa rispondere, non posso certo promettere il paradiso ma sono sicuro che le risorse si possono trovare a costo di rinunciare a qualche cosa, a cominciare dalle manie di grandezza. A questo punto mi chiedo perché non facciamo a Malta il prossimo Congresso. Perché a Caserta come sussurrano alcuni ? Perché non lo facciamo a Livorno, così il presidente è più comodo ma sono più comode anche tutte le società del nord. Perché a Caserta il 40 per cento dei club non vengono ed è facile capire il perché. Ad ogni modo andremo anche a Caserta per dire quello che pensiamo su questo movimento che continua a parlare di grandi progetti dimenticandosi che gli spalti del grande baseball durante il campionato sono vuoti, che il softball è completamente ignorato dalla stampa nazionale e vivacchia con gli articoletti locali. Se a qualcuno sta bene tutto questo, io, ripeto, non sono d’accordo e con me ci sono tanti altri decisi a dare una sterzata importante”.

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15 responses

22 04 2008
paolo palmieri

scusate , forse e` un`errore di scrittura , ma la serie D nel baseball non esiste piu` da trent`anni , sempre che sia esistita . Se il sig.Micheli vuole riesumare quella gente , allora voto per lui !! ( sto scherzando ).

22 04 2008
Alfredo

Pensavo che su questo articolo ci fossero più commenti, prendo atto che nel baseball e nel softball, non c’è voglia di cambiamento, allora teniamoci questo Presidente e questa Federazione, continuiamo a giocare un Campionato ad 8 squadre con Play Off da ridere, 4 squadre che giocano solo per 3 mesi e altre che discuteranno lo scudetto, se cosi lo vogliamo chiamare……..
Vorrei un campionato a 14 squadre senza tutti questi FALSI ASI, ma con giocatori di scuola Italiana veri e 5 tra oriundi e stranieri. Vorrei un campionato senza retrocessioni, perchè cosi facendo si indebitano le Società, con un progetto e una Nazionale tutta Italiana con qualche rinforzo solo sul monte di lancio,come quando primeggiavamo in Europa e siamo arrivati 4 al Campionato del Mondo,gente che tiene alla maglia e lotta per conquistarla.
Gli oriundi distruggono Società e vivai: è troppo facile, basta un documento e via, viene buttato all’aria il lavoro dei tecnici delle giovanili che si sono sacrificati per anni. Molte società preferiscono avere 20 oriundi piuttosto che lavorare con i ragazzi del posto perchè troppo difficile. Allora quando è cosi, dove vogliamo andare?… E’ la morte del nostro sport, poi si fanno programmi trionfalistici, si vende fumo con l’America ma dove sono i giocatori Italiani di scuola Italiana? In Italia saranno una trentina e mi sono allargato, dove vogliamo andare? Siamo seri, lavoriamo davvero – tutti quanti – per il nostro sport.
Non sono contro Fraccari e non sono a favore di Micheli. Sono solo per il Baseball: spero che migliori e che veramente ed arrivi ad esprimersi ad alti livelli. State certi che durante la Regular Season non ci sarà quasi nessuno a vedere le partite, è stato venduto tanto fumo sulle finali dell’anno passato ma quello è stato un caso e comunque quando c’è il Nettuno in finale lo spettacolo è sempre garantito: lo abbiamo visto negli anni 90 e sempre cosi sarà, perche questa è la Patria del Baseball, anche Grosseto offre un bel colpo d’occhio. Ma le altre? Sono sicuro che quando Zangheri lascerà (per esempio), Rimini sparirà dal panorama Nazionale. Non si lavora per garantire futuro e stabilità per gli atleti, tutto è molto approssimativo. I risultati? Si preferiscono gli oriundi perchè tanto dopo tornano al loro paese e, dopo aver guadagnato, del nostro baseball non gli frega proprio niente…..
Comunque auguro un Buon Campionato a tutti e W il Baseball Italiano

22 04 2008
Maurizio Roveri

Alfredo, o jonnysessantatre, condivido al mille per mille ciò che dici. Hai fatto un’analisi perfetta, esatta, precisissima della situazione del baseball italiano. Hai messo a nudo la reatà del movimento e lo hai fatto con competenza massima, con equiibrio, e con la passione di chi ama questo sport e lo conosce bene e vorrebbe vederlo differente.
Parole sagge, le tue. Indicazioni giuste. Spero che il presidente Fraccari le legga e ne tenga conto. Spero che la Federazione abbia l’umità di ascoltare la voce dei “veri” innamorati del baseball e di chi sa che cosa va fatto per migliorare il prodotto.

Mi complimento ancora, Alfredo, per la tua analisi: schietta, rigorosa, forse un po’ spietata, ma… è la verità. Hai dato una lezione a tanti che parlano, parlano, parlano…
La tua linea, Alfredo, è anche il mio pensiero. E’ esattamente come vorrei che fosse il baseball italiano. Come vorrei che diventasse. No, non è un sogno irrealizzabile. Ci si può arrivare, se c’è gente che ha a cuore il futuro del baseball italiano e del PRODOTTO ITALIANO.

22 04 2008
homerun

il baseball purtroppo ha perso ormai molti treni
se vogliamo ripartire da zero ancora una volta OK
ma servirà?
ne dubito molto
qui si vuole fare il passo + lungo della gamba
ma a fare cosi si finisce a gambe all’aria
(ma non forse, lo siamo già).

E’ vero che si buttano via i soldi con in giocatori stranieri. Troppi!
Poi abbiamo gli oriundi che vanno in nazionale anche se giocano un solo mese in Italia.
Ma che stimoli avrai mai un giovane italiano sapendo che tanto succederà cosi?
E nel campionato cosa lasciano? Niente
Prendete la A2 ci sono certe squadre che hanno 7-8 stranieri e non pagano i rimborsi spese ai giovani italiani (che si fanno un c…. grossocome una casa tra studio, lavoro e famiglia per poter giocare un po’…..) perchè devono pagare lo stipendio agli stranieri che vengono da noi in vacanza!
E poi tutto questo proliferare di campionati giovanili qundo non si ha il numero per fare le squadre?
Facciamo poche cose, ma fatte bene!

22 04 2008
mariagrazia

Maurizio, mi hai rubato parola per parola il commento che mi sorgeva spontaneo leggendo le righe di Alfredo.
Conosco solo la realtà del softball, ma credo che entrambe le discipline siano nello stesso esatto punto, cioè come un gatto che si morde la coda: diminuendo ad 8 le squadre che possono giocare in serie A1, c’è maggiore corsa al giocatore oriundo, ritenuto necessario per arrivare nelle prime 4, ma anche per non retrocedere.
Naturalmente non sono d’accordo e la penso esattamente come voi, però nel campionato di softball attuale ci sono squadre che hanno 6-7 straniere e ho compreso tutte, anche oriunde e ASI.
Per me, chi vive studia lavora fuori dall’Italia e non parla l’italiano, viene qui qualche mese, a volte solo qualche settimana e magari finisce pure nella nostra Nazionale, non è comunque ITALIANA.
Nel softball le società che investono sul proprio vivaio sono rare e preziose, ma non sempre vengono apprezzate.
Commentando certe partite a me verrebbe spontaneo dire: hanno vinto/perso le….., ma in campo c’erano 5 straniere su 9; hanno vinto/perso le….,ma in campo c’erano 5 under 25 e questo è il risultato che conta, perchè domani saranno ancora tutte QUI!

22 04 2008
Theobserver

Complimenti ad Alfredo, a Maurizio ed a Paolo che pensano di cambiare il baseball ed il softball nostrano senza però macchiarsi di rinnegare il gestore che governa le attuali sorti…..anzi adirittura Paolo …scherza!
insomma uno 0 a 0 fino al milionesimo inning…..nè contro nè a favore ma le cose odierne non funzionano…..purtroppo la loro è la esatta sintesi del popolo che soffre ( oppure è forse meglio dire, s’offre…..) in questo sport…qualcuno e nemmeno poi uno qualsiasi, ci sta indicando una strada da percorrere …..ma dai! meglio guardare il dito!
una strada sulla quale è difficile trovarsi in disaccordo perchè è evidente ed i commenti tuttavia ne sono testimonianza e tutti ne siamo consapevoli…ma……non parlarne male ……sei ascoltato… e siccome penso che questa intervista sia l’amo del ns PREOCCUPATO, Presidente….alloro vi do appuntamento alla prossima puntata…. capire è facile e lamentarsi altrettanto …….. schierarsi è da uomini…!

22 04 2008
Maurizio Roveri

Theobserver, se veramente sei un buon “observer” avrai notato che IO mi schiero esclusivamente PER IL BASEBALL. Non ne faccio una questione di nomi. Non sto troppo a guardare se a dirigere la Federazione c’è Fraccari o Micheli o qualcun altro: tengo ovviamente i giusti rapporti professionali. E uso rispetto. L’importante è che, chiunque sia a gestire il baseball, lo faccia nella maniera migliore possibile. Ripeto il concetto: IO STO DALLA PARTE DEL BASEBALL! E spero di poter apprezzare il gruppo dirigente (che può essere anche quello attuale, perchè no?, oppure un altro) CAPACE di far compiere al baseball italiano il necessario salto di qualità. Aspetto che ciò si verifichi.

22 04 2008
massimo casorati

Ma cos’è questa recrudescenza di Xenofobia? State attenti perché verrete immediatamente tacciati di provincialismo, di non voler vedere il “bel gioco” portato dai fenomeni d’oltre oceano, di non volere gli stadi pieni come ora di folle attonite per le giocate straordinarie dei Ceriani e dei Norrito.
Non vorrete vedere la nazionale perdere magari contro la Svezia, perché senza quelli arrivati solo per giocare in nazionale non si potrà mai vincere. Non vorrete mica vedere i nostri poveri giovani mandati al massacro, magari contro gli USA, come è accaduto agli ultimi mondiali. Date retta a me, continuiamo sulla strada che abbiamo intrapreso con successo, quella dello sviluppo della scuola italiana, quella che può annoverare nei suoi ranghi Franklyn Torres, Oberto Junior, Chris Di Roma e chi più ne ha più ne metta…

23 04 2008
Alfredo

Ciao a tutti, io sono di Nettuno e tifo Nettuno finchè morte non mi separi,ma sono innamorato di questo sport e mi dispiace vedere buttare al vento il lavoro di tanta gente e di tanti ragazzi “NOSTRI” e per nostri intendo Italiani di tutta Italia e non solo di Nettuno. Egoisticamente potrei essere contento perchè il Nettuno è una grande squadra e in questo periodo della nostra storia stiamo bene anche economicamente, quindi potrei fregarmene, ma non è cosi: amo troppo questo sport per ragionare in questo modo. Pertanto preferisco che i soldi vengano investiti nei vivai piuttosto che buttati per un anno (senza fare nomi) ai vari oriundi e stranieri,tanto non portano a niente,solo a far fare a questa gente un anno di vacanza e un bel gruzzolo da riportare a casa. Spero solo che Mazzieri (che ha fatto parte per un periodo della grande squadra Azzurra)chiuda la porta a questi mercenari e investa su i ragazzi Italiani Nati e Cresiuti in ITALIA, perchè loro giocherebbero con il cuore e farebbero sicuramente meglio di chi pensa solo al portafogli.
Per il resto ogni persona è libera di pensarla come vuole tanto il campo non dice mai bugie…
Ogni uno di noi deve essere tifoso della propria squadra accettando i risultati del campo, ma tutti dobbiamo volere lo sviluppo del nostro sport e non guardare solo al proprio orticello e la Nazionale Italiana deve essere il Fiore all’occhiello del nostro sport, altrimenti si muore. Noi non siamo il Calcio o altri sport, noi sonnecchiamo tra il coma e la vita………
Saluti a tutti.

23 04 2008
Marco Mignola

Io penso solamente che è da due anni che mi sono avvicinato al baseball “politico” e sento solamente PAROLE, PAROLE e PAROLE da tutti i fronti… fraccariani e non fraccariani.
Alla fine credo che ci sia bisogno di un salto generazionale anche nella gestione (non solo nei giocatori, caro amico di Nettuno) e persone competenti a dirigere le strutture. E quando intendo competenti intendo gente con i titoli di studio per farlo, non solo anni di militanza nel movimento baseball, o amico di…. fratello di… figlio di….
Un’altra cosa è quella di uscire dal tunnel dei ricordi, pensare di ritornare ad una autarchia che nel mondo globalizzato è un NONSENSE… Ci sono nazioni che con i coloured e con gli oriundi ci hanno vinto lo scibile sportivo (v. Francia, GB etcc) e il discorso mi sembra molto impostato in chiave xenofoba da chi lo porta avanti (Carrara non mi sembra di purissimo sangue italico).
Alla fine basterebbe volere più bene a questo sport, lasciare stare i territorialismi e i campanilismi e lavorare tutti per il progetto.
Siamo l’unico paese in cui si lavora contro l’istituzione che alla fine da qualcuno viene votata… se vincerà Fraccari di nuovo sarà buonsenso aiutare il suo progetto fidandosi… se fallirà lo giudicherà la storia o quantomeno il movimento alle prossime elezioni…
Per quanto riguarda l’intervista di Micheli: se non l’essere contro Fraccari, di nuovo non si vede un granchè…

24 04 2008
Alfredo

Guarda, caro amico, che hai quasi detto le mie cose,a parte sugli oriundi. Da parte mia non c’è nessuna vena razzista, stai tranquillo, però tu non puoi prendere in giro nessuno, per lo meno chi da tanti anni segue qualsiasi tipo di sport. La Francia, l’Olanda e le altre Nazioni compresi gli USA è vero che hanno costruito la loro storia sportiva con i coloured, ma questa gente è nata e cresciuta nei Paesi per i quali hanno giocato, soprattutto erano e sono residenti (ci vivono), mentre i nostri – finiti i 5 mesi – tornano al Paese di loro appartenenza e arrivederci all’anno prossimo (se qualcuno li chiama…). Per Giovanni Carrara invece non è un problema di Nettuno, noi ne faremmo volentieri anche a meno, ma le regole non le abbiamo fatte noi, cosi come anche per Richetti o per gli altri che sono ASI: ci sono queste regole e allora si approfitta di ciò. Sai che cosa ti dico inoltre, questo però è soltanto un mio personalissimo pensiero… queste leggi le ha inventate l’attuale Consiglio Federale che non rappresenta Nettuno e proprio per il discorso dell’orticello pensava di trovare agevolazioni da queste leggi. E invece si sono trovati a rafforzare proprio la loro diretta rivale, cioè il Nettuno. Questo però è dovuto alla grande abilità dello staff dirigenziale del Nettuno. La società nettunese, oltre a lavorare in questo senso, sarebbe comunque pronta ad affrontare qualsiasi tipo di campionato: con americani, oriundi e anche solo con Italiani. Questo per dirti che quando si lavora per amore di questo sport e con la voglia di vincere, gli stimoli li trovi comunque. Perchè chi pensava che il Nettuno fosse finito, non ha fatto bene i conti con questa città, con la storia e l’amore per il Baseball. Nettuno negli ultimi anni non ha vinto solo perchè era finita una generazione di CAMPIONI. Si è corsi al riparo ed anno dopo anno, oltre ai giocatori già affermati, ne stanno uscendo degli altri. E’ cosi che si lavora e ricorda soprattutto una cosa: qui da noi le chiacchiere non si sono mai fatte, qui si bada al sodo e si lavora 365 giorni l’anno per il baseball. Ciao e Forza a tutti per un grande CAMPIONATO

24 04 2008
massimo casorati

Rispondo a Marco, vorrei citare il tuo Presidente:

“ho letto con soddisfazione quanto lei ha scritto relativamente agli oriundi ed alla ricostituzione del nostro patrimonio di atleti italiani, depauperatosi in anni di insensata politica sportiva sia da parte della Federazione che anche, però, delle società.”

“Gli oriundi, a mio avviso introdotti UNICAMENTE per risolvere i problemi della nazionale, oggi non sono più una soluzione.”

”Io credo che questa politica abbia fallito e abbia distrutto il poco che rimaneva, vista la ricerca affannosa dell’oriundo da parte di tutti i clubs, con la conseguenza di oriundi ‘discutibili’ in legittimità (per le lungaggini richieste per l’ottenimento di passaporti regolari) ed in valenza tecnica.”

Riccardo Fraccari

Mi pare che quanto tu affermi sia in netto contrasto con quanto si legge nella citazione, perciò attribuire alla stessa persona intenzioni così contrastanti non mi pare esercizio di accuratezza. Tanto più che le affermazioni citate sono state a più riprese ed anche recentemente confermate dallo stesso Fraccari e da altri componenti lo staff della Federazione. Il consigliere Castagnini si colloca, nelle dichiarazioni, sullo stesso piano, così come viene plaudito il convocare giovani italiani di scuola italiana da parte di Mazzieri. Quanto poi alla scuola italiana, mi pare che tu faccia confusione (non so se volontariamente o malignamente) con il passaporto: chi difende la Scuola Italiana, non lo fa per difendere delle carte di identità, non frega nulla che il ragazzo formato in Italia sia Ugandese di nascita, vale molto di più lui, come conferma che una scuola esista, di mille Norriti o Ceriani.

24 04 2008
Paolo Castagnini

“Il consigliere Castagnini si colloca, nelle dichiarazioni, sullo stesso piano, così come viene plaudito il convocare giovani italiani di scuola italiana da parte di Mazzieri”

Mi piacerebbe capire questo passaggio visto che sono stato chiamato in causa senza aver mai partecipato a questa discussione.

Altra cosa trovo assolutamente scorretto citare frasi al di fuori del contesto in cui sono state scritte o dette.

24 04 2008
mariagrazia

Se il presidente Fraccari disse quelle frasi, perchè dovrebbe essere scorretto farle conoscere a tutti? Non so in che contesto le abbia pronunciate, forse non era in un contesto pubblico?!
Comunque, ciò che conta è che c’è stato un tempo in cui anche lui la pensava come molti di noi.
Inerente a questo argomento vi inviterei a dare un’occhiata al link della Nazionale olandese di Softball:http://www.dutchsoftballteam.com/schedule.htm
Oltre ad un sostanzioso programma pre-olimpico, in cui è ancora annoverata l’Elite Cup, che invece non si farà, nel roster ci sono 23 olandesi su 24, nate in Olanda e che vivono in Olanda.

28 04 2008
Paolo Castagnini

Mariagrazia,
intendevo dire che non è corretto estrapolare pezzi di frasi senza specificare quando e in occasione di cosa si è fatto un determinato ragionamento e soprattutto tagliando il resto dell’articolo. Tutto qua. Non volevo entrare nel merito dell’argomento.

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