IBL, il pagellone: Castrì il più bravo nel primo trittico. La rivelazione è Messineo

21 04 2008

di MAURIZIO ROVERI

Le pagelle. Un giochino che stuzzica la curiosità degli appassionati, dei lettori. Un modo per coinvolgere e per fare discutere. Dieci voti, uno specchietto che riassume “il più e il meno” del primo week end dell’Italian Baseball League. Chi ha cominciato bene, chi ha cominciato peggio. Personaggi nuovi da scoprire o… da aspettare, vecchi draghi già protagonisti oppure ancora in rodaggio. In dieci voti ecco che cosa ci ha convinto, e che cosa no.

DIECI – Ad un italiano, Andrea Castrì, che toglie fuori dal fango il Nettuno in una soffertissima partita a Godo (due delle tre gare sono state molto più insidiose del previsto) e “fa la differenza” alla faccia delle superstar Menechino, Cruz, Carrara. Il prima base della squadra di Ruggero Bagialemani ha un impatto fortissimo sul campionato. Confezionando “numeri” esaltanti che lo spingono ad essere il leader della IBL 2008 nei “punti battuti a casa” (5), nei fuoricampo (2), per un totale di 10 basi conquistate in tre partite. Castrì vive, in particolare, un pomeriggio magico in gara2. C’è il Godo che osa picchiare duro su Carrara e non se l’immaginava nessuno, poi picchia ancor più duro su Victor Arias rimanendo aggrappato alla partita. Ad incrociare però il cammino del battagliero Godo c’è la mazza di Castrì, che gira vertiginosa e implacabile: fuoricampo da 1 punto sul secondo attacco nettunese e ancora fuoricampo (stavolta da 3 punti) nell’inning successivo. Infine, a respingere i Goti della Romagna che s’erano portati sul 7-8, il singolo alla nona ripresa con il quale il veterano pugliese (che dieci anni fa firmò per l’organizzazione dei New York Yankees) apre la strada all’homerun del giovane talento Paolino Ambrosino.

NOVE – A Lincoln Mikkelsen, gran maestro del monte di lancio. Uno scienziato del baseball. Tecnica, intelligenza, controllo, solidità mentale da pitcher da Major League. Ma alla Major non ci si è mai avvicinato. Una vita in Independent, perché gli scout che lavorano per le franchigie di MLB nel valutare un lanciatore prendono in considerazione soprattutto la voce “velocità”. Talvolta è sbagliato. Mikkelsen, con la classe che possiede, avrebbe meritato una chance. Sta dimostrando a Grosseto, da quarantenne, quanto è grande il suo spessore tecnico. Sa mescolare benissimo i lanci, cambia i ritmi e le location, di ogni battitore individua i punti vulnerabili. Decisivo per lo scudetto 2007 del Montepaschi. Si ripropone con sei inning perfetti: non concede nulla ai Rangers che arrivano dalla Venezia Giulia. Zero basi su ball, zero battute valide, zero punti. E fabbrica cinque strikeout. Bello avere un pitcher così. Il nove a Mikkelsen comprende tutto il monte di lancio del Grosseto che chiude il primo trittico con 0.75 di ERA (media PGL): davvero eccellente, soprattutto se raffrontato al poco convincente 4.67 fatto registrare dal monte nettunese sul diamante di Godo. Complimenti doppi a Mikkelsen, perché lui nel Grosseto fa anche il pitching coach (assieme a Fabio Toniazzi).

OTTO – A Leonardo Zileri e Orlando Munoz. Due certezze di un Parma che si permette di sconfiggere due volte i Pirati di Rimini. Molti sostengono che il 2008 sia “l’anno-carriera” per Leo Zileri. Il ventitreenne parmense di Sala Baganza, che ha cominciato la sua quinta stagione in A1, è già una bella realtà dalla stagione scorsa quando ha battuto 324 ed è stato premiato come All Star 2007 nella posizione di esterno sinistro. Venerdì sera, in gara2, Zileri ha sparato un fuoricampo decisivo nella Casa dei Pirati e poi è andato a salvare la vittoria di Parma salendo sul monte di lancio. Significa avere orgoglio, personalità, entusiasmo, duttilità. E’ diventato un leader. Affiancandosi, in questa dimensione, all’eterno Orlando Munoz. All’età di 37 anni (compiuti una quindicina di giorni fa) e al suo dodicesimo campionato in Italia, il magico Orlando si ripropone alla grande: risultando i migliore del Cariparma come media battuta (500), come slugging pct (643), come percentuale di arrivi in base (533), come numero di battute valide (7), come numero di doppi (2), come numero di basi conquistate (9). E nell’angolo caldo di terza base non sbaglia nulla. Visto che sa fare di tutto… a Parma stanno pensando di metterlo anche alla cassa a “fare i biglietti” prima delle partite. Un otto andrebbe anche ad un altro “mestierante” di grande classe, Raul Marval, l’interbase venezuelano del Montepaschi Grosseto, che esce dal primo trittico di IBL con uno strepitoso 571 di media-battuta.

SETTE al collegiale terribile Kyle Messineo, felice scelta del Godo. In questo campionato di stelle e stelline, che presenta nei roster dei club principali diversi giocatori dal passato importante in Major League, ecco farsi largo uno studentello che ha appena finito il college, ha giocato nella NCAA con la Monmouth Univeristy, nel New Jersey. L’occhio lungo del club ravennate nel “pescare” interessanti prospetti da oltreoceano non si smentisce. Kyle è un ragazzone che ha fisico, potenza, temperamento. Arriva in Romagna e subito fa tremare il grande Nettuno, proponendosi in un trittico da 500 di average, 857 di slugging, e un totale di 12 basi conquistate (frutto di 4 singoli, 2 doppi, 1 fuoricampo, 1 base su ball). Un sette da dividere con Fabio Betto, lanciatore della Fortitudo Bologna, che in garatre al Falchi addomestica i “Titano bombers” confezionando 6 inning magistrali per sapienza tattica, controllo, varietà di lanci. Betto concede appena 2 valide al lineup del San Marino. E firma 6 strikeout (addirittura tre di fila nel quinto inning). Sarebbe da maglia azzurra.

SEI – A Fabio Milano, closer della Fortitudo. Meriterebbe un voto più alto, ma le caselle sono già occupate. Milano salva la vittoria di Betto e la partita dei biancoblù bolognesi, che gli infelici rilievi di Delgado e Paoletti stavano mettendo in serio pericolo. Salito sulla collinetta in una situazione delicatissima, Fabio Milano si è destreggiato con intelligenza e tanto “mestiere”. Come sempre. Ma stavolta la sua “salvezza” vale doppio: infatti il mancino italoamericano, a causa di un infortunio alla spalla, aveva perso un mese di preparazione, era in fase di recupero e dunque per precauzione non era stato utilizzato in nessuna amichevole precampionato. La sua ultima partita ufficiale risaliva all’1 agosto scorso (serie di semifinale). Da allora sono passati nove mesi e mezzo e Fabio non era ancor salito sul mound per una gara. Soltanto un po’ di bullpen la settimana scorsa. Però lui è lo specialista delle chiusure e delle salvezze: deve essere lì, nei momenti di difficoltà della squadra. Due inning magistrali, concludendo con uno strikeout. La classe è classe.

CINQUE – A Adolfo Gomez, l’interbase del Cariparma, perché 5 errori sono veramente tanti. Strano, non è da Gomez. Le sue incertezze portano la squadra di Gibo Gerali ad avere la peggior media difesa (940) dopo il primo trittico.

QUATTRO – A Giovanni Carrara. L’anno scorso giocava da straniero, ed è stato molto forte. Quest’anno gioca da oriundo e tutti sostengono che farà la differenza. Un lusso avere un ex-majorleaguer per gara2. Ma sorprendentemente Carrara nella sua prima partita da oriundo ha prodotto una delle sue peggiori prestazioni da quando è in Italia. Ha dovuto lasciare il monte dopo cinque inning. E’ vero che è sceso con il Nettuno in vantaggio, però non è da Giovanni Carrara concedere al Godo 6 valide e 4 punti. Per una media-PGL di 7.20

TRE – Al pubblico (?) di Rimini. Cento spettatori venerdi sera, centoventi sabato. Desolazione. E’ questa la maniera di accogliere un personaggio come Manny Alexander, che ha giocato 11 anni in Major League? Il presidente Zangheri ha portato in Romagna un nome di grande prestigio, un campione che ha indossato le casacche dei Baltimore Orioles, dei New York Mets, dei Chicago Cubs (108 partite nel 1998 e 90 nel ’99), dei Boston Red Sox (101 gare nel 2000 con i “calzini rossi”), Texas Rangers, San Diego Padres. Un personaggio così dovrebbe essere valorizzato come uomo-immagine per promuovere il baseball nel territorio riminese. Pensate alla malinconia che può avere assalito Alexander – uno che ha giocato nel Fenway Park di Boston e allo Shea Stadium di New York – nel vedere cento spettatori dentro la Casa dei Pirati. Vien da chiedersi: dov’è finita la competenza dei riminesi?

DUE – A Juan Melo e a Pascual Matos, due stranieri che battono 077 (1 su 13). Scandalo. Strano per quanto riguarda Melo, espertissimo dominicano del Rimini, conosciuto come ottimo battitore. Problemi di adattamento? Il catcher di Parma si sa che ha un braccio da Lega Maggiore, però è modestino nel box di battuta. Parma può permettersi uno straniero che non batte?

UNO – Alla RAI e alla FIBS. La prima trasmissione della nuova stagione è di grande malinconia. Vero che c’è la pioggia. Vero che tira vento. Fa anche freddo. E manca il pubblico (nel boxe score di Grosseto-Redipuglia, gara1, sotto la voce attendance è scritto 350. Con un bel po’ di fantasia…). Le attenuanti esistono. Tuttavia la trasmissione non ha ritmo. Anche le immagini non aiutano. Per forza: anticipare il collegamento (mezzora prima della partita!), senza proporre alcuna iniziativa, è stato controproducente. Solo tempo sprecato. A cosa serviva? A rendere tutto ancor più triste? Oppure a Fraccari e C. per farsi una bella propaganda elettorale? Ma c’è chi ha sicuramente cambiato canale…

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5 responses

22 04 2008
Leonardo Schianchi

Caro Maurizio, volevo farti i complimenti per questo tuo articolo.
Grande competenza, grande equilibrio, grande professionalità.
Credimi.
Giornalisti come te nel baseball italico sono sprecati.
Predicano al vento

22 04 2008
paolo palmieri

Il pezzo mi e` piaciuto , complimenti .

22 04 2008
The Big Brown

Buongiorno Sig. Roveri.
Innanzitutto i miei complimenti per l’esauriente pagellone dove possiamo trovare nomi nuovi e meno nuovi con le loro imprese sportive.
Mi permetto di dare un paio di voti per e motivazioni di quanto ho personalmente visto:

1) voto 10 con lode ai circa 20-30 spettatori bagnati e infreddoliti (chissà quanti di loro paganti o pagati per far numero), rappresentanti della “stupenda cornice di pubblico” del telecronista rai… Una bella tribuna politica per il presidente; un commento scadentissimo…
Mentre sul canale NASN c’era Cardinals-Brewers.

2) voto 0 al cassiere del Gianni Falchi che continua a chiedermi 8 € a partita, dandomi continuamente il biglietto ridotto per pagare meno SIAE. Forse non si è accorto che le persone che vengono a vedere le partite, sono sempre meno. E dei presenti venerdì e sabato, mi piacerebbe sapere quanti sono stati gli effettivi paganti.

Non creda sia la mia crociata personale, perchè in tanti la pensano come me…

Una buona giornata a tutti..

Luca

22 04 2008
mariagrazia

Caro Maurizio commenterò solo l’ultimo voto, l’unico che posso giudicare: un bel 10 a te che hai dato quell’1 (poteva essere anche 0).
E’ stata solo noia, noia, noia.
Non condivido la diretta, perchè nel nostro sport la sintesi è FONDAMENTALE.
Vorrei sentire una voce svelta e accattivante come quella di Schiroli, per esempio, che rende piacevole l’ascolto.
Regalerei a tutti per la serata delle riprese il biglietto GRATIS, portandone anche nelle scuole, nei bar, ecc., regalerei anche un panino e una coca, se necessari, perchè DEVE esserci pubblico: chi accende la tv, deve pensare che questo sport è bello e quando la spegne esserne convinto.

23 04 2008
LUDOVISI fRANCO

Forse questo commento non andava inserito a commmento del “pagellone”. Ma riguarda comunque partite del primo turno di campionato.
Ero presente alla prima ed alla seconda partita del trittico Fortitudo – S.Marino e mi va di fare qualche considerazione.
La prova di Matos:
molti dicono che non è più lui.
La sua prova è stata più che corretta per le prime quattro riprese:
nella quinta una base su ball e tre valide consecutive sono costate tre punti. Qui avrei fatto terminare la sua gara, che non è stata positiva, ma certamente non supportata dall’attacco della Fortitudo assolutamente sterile sui lanci di Figueroa. Il quale Figueroa si dimostra ottimo lanciatore, così come ci aveva fatto vedere quando lanciava a Bologna.
A Bologna Figueroa non era partente e quando lo ha fatto ha impressionato al pari di Matos. Vale sicuramente Matos.
Nessun paragone con Vargas lanciatore estroso e vario che va rivisto per una valutazione più precisa.
L’attacco del S.Marino è sembrato formidabile nella prima gara per spegnersi nella seconda con l’eccezione di De Biase assolutamente straordinario.
I giocatori del Titano si sono dimostrati impeccabili nel rispetto della regola che vieta al battitore di uscire dal box durante il turno alla battuta:
quelli della Fortitudo meno.
Attenzione: la regola viene fatta applicare anche in A1!
Infine una novità in assoluto: nella seconda gara (nella prima non ero ancora presente) la Fortitudo non fa infield prima della gara.
Impossibile quindi un confronto con il perfetto prepartita del S.Marino.

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