S.Marino, Grosseto, Fortitudo, Parma: ecco come le ha viste Nanni nel “Blue F Ball”

15 04 2008

di MAURIZIO ROVERI

Per tradizione al torneo Blue F Ball di Bologna le squadre fanno le prove generali per l’imminente inizio del campionato di A1. L’edizione di quest’anno della manifestazione organizzata dalla Fortitudo si presentava particolarmente interessante per la presenza di quattro delle sei squadre che si contenderanno l’accesso ai playoff. San Marino-Grosseto è stata la finalissima, con i Titani che hanno sorpreso i campioni d’Italia (3-1). Già cantano bene le mazze della squadra sammarinese di Doriano Bindi. Al terzo posto la Fortitudo Bologna che nella “finalina” non ha concesso quasi niente (2-0) ad un Cariparma ancora indietro nel box di battuta.
Considerazioni, riflessioni, personaggi, novità, conferme, sorprese e… mezze delusioni di questo torneo che introduce l’Italian Baseball League. I “più” e i “meno”: è un giochino che facciamo, avvalendoci delle valutazioni tecniche di Marco Nanni il capoallenatore della Fortitudo.
L’analisi parte proprio dal team bolognese, uscito dal torneo senza una reale sconfitta. La partita del sabato contro Grosseto era terminata 2-2, punteggio rimasto invariato anche dopo un inning supplementare. Il regolamento del torneo stabilisce che, in caso di parità dopo 10 inning, va avanti la squadra che ha battuto il maggior numero di valide: 8 sono state quelle dei campioni d’Italia, appena 3 quelle di Bologna.

“Sono contento dello stato fisico di tutti i lanciatori, un po’ meno soddisfatto per la produttività dell’attacco. Come ogni anno, all’inizio di stagione stentiamo nel box di battuta”.

Prime valutazioni di Nanni sui nuovi biancoblù. “Ho visto belle cose da parte dell’interbase Rayner Bautista, che ha confermato le ottime referenze come difensore. In un ruolo-chiave della difesa. In battuta non ha avuto fortuna, ma c’è da dire che aveva saltato alcuni allenamenti a causa dell’estrazione del dente del giudizio, ed è stato un intervento abbastanza complicato. Richard Austin ha subito fatto vedere chi è con la mazza nelle mani. Ha battuto valido, dimostrando sicurezza nel box. Credo sia un ottimo acquisto sia dal punto di vista atletico sia sotto l’aspetto della potenza. E poi è un personaggio carismatico: è stato l’ultimo arrivo ma si è integrato immediatamente nel gruppo, ha sempre parole belle e incoraggianti per i compagni di squadra. Un uomo positivo. Si trova maggiormente a suo agio sulle palle dritte, tuttavia mi ha rivelato che ultimamente nel periodo che ha giocato in Messico per circa un mesetto gli tiravano sempre palle curve. Lanci carichi di effetti. E lui, sapendo questo, lasciava correre le palle dritte e batteva le breaking ball. Dimostrando così che anche la palla curva non lo mette a disagio. Mi è piaciuto molto questo atteggiamento. Ho capito che è un battitore che sa selezionare i lanci, quando si presenta nel box riflette, non si lascia trascinare dall’istinto, sa cosa girare e cosa no”.

CON ANGRISANO NON SI RUBA – Si alternerà con Manuel Gasparri nel ruolo di ricevitore. Juan Pablo Angrisano, italoargentino nato a Buenos Aires, è un buon innesto per la nuova Fortitudo. Un investimento, anche, poiché nel 2009 potrà giocare da italiano. Viene dalla A2, potrebbe essere la rivelazione dell’anno. “Io sono stracontento di lui – afferma con decisione il suo allenatore – sono davvero contento, sincero sincero. S’impegna come un dannato, ha braccio e riflessi, tira in seconda base con una rapidità che va da 1 secondo e 78 a 1 secondo e 85. In allenamento”.

Presumibilmente la strategia di Marco Nanni prevederà Manny Gasparri catcher in gara1, considerando che Angrisano viene dalla A2 e pertanto gli si dovrà concedere il tempo di abituarsi a ricevere palle veloci – da 90 miglia e oltre – come quelle di Matos e di Vargas. Nella serie inferiore trovava pitcher da 80 miglia… Juan Pablo dunque riceverà nelle altre due gare, con Gasparri battitore designato (ma per il ruolo di dh sono in lizza anche Landuzzi e Bonci).

VARGAS IL SOTTOMARINO – Martin Vargas, il rilievo di Jesus Matos, è dominicano. Ma ha giocato nella Lega Maggiore giapponese (la più importante e prestigiosa dopo quella americana), 3 stagioni con i Chunichi Dragons, e si è presentato a Bologna tirando esclusivamente da sotto. Vargas, il submariner. “E’ un tipo di lancio – racconta Marco Nanni – che lui ha imparato e perfezionato proprio in Giappone. Credo che sabato abbia un po’ abusato della palla dritta lanciata da sotto, che tuttavia è un tipo di lancio prezioso: non da strikeout, ma generalmente si usa – facendo muovere la pallina verso l’interno – per far battere per terra e favorire un doppio gioco. Può darsi che non abbia particolarmente impressionato alla sua prima apparizione, ma io so che Martin tira anche da sopra e quando lo fa vi assicuro che… sono fucilate. Nel lancio da sopra ha una potenza che fa raggiungere alla pallina una velocità di 94 miglia. Velocità autentica. Misurata con la pistola”.

CILLO E MAZZUCA – “Cillo è Cillo. Come Betto è sempre Betto. Nel senso che sono lanciatori di notevole regolarità e in uesta ccasione entrambi hanno tirato alla grande. Pitchers affidabili che sanno come si sta sul monte di lancio. Cody Cillo ha fatto vedere padronanza del mound, ha fatto vedere controllo, ha fatto vedere che è lui che gestisce le sue prestazioni. L’altro giocatore arrivat dal Godo come Cillo è Joseph Mazzuca, battitore che cerca sempre la battuta profonda. Attualmente è un po’ indietro nella preparazione offensiva e pertanto non riesce a fare quegli aggiustamenti che, sul conteggio di due strikes, in certe situazioni bisogna fare per mettere pressione sulla difesa. Appena recupererà il suo ritmo, farà vedere per intero tutta la sua utilità. Frattanto è una sicurezza a livello difensivo, con un buon range in seconda base: lui e Bautista formano una buona cerniera. Quando dovrà rimanere giù Mazzuca per far posto all’altro oriundo, il catcher Juan Pablo Angrisano, possiamo spostare Lino Connell in seconda base: ruolo nel quale ha giocato prima di venire qui da noi. Come interno abbiamo anche Francesco Alaimo, ragazzo interessante: e mi dispiace enormemente non averlo potuto verificare in precampionato, ha avuto un infortunio ed è dovuto rimanere fermo, adesso è recuperato, avevo la tentazione di metterlo in campo nel Blue F Ball, poi alla fine ho preferito di no: il roster non è lungo, non posso rischiare di perdere un giocatore per una eventuale ricaduta”.

Delgado e Paoletti, gli altri lanciatori nuovi. Per gara3.Come vanno? “Alfredo Delgado è in netta crescita. Ha vasta esperienza, penso che in campionato lo utilizzeremo un po’ in due partite: è la strategia che prevediamo per lui. Riccardo Paoletti nel torneo Blue F Ball è stato impiegato per pochi lanci, però mi è piaciuto avendo dimostrato padronanza e determinazione”.

GIOVANI PITCHERS ITALIANI – Mori del Parma, Tonellato del San Marino, Paoletti della Fortitudo, Lucati e Panerati del Grosseto. Giovani talenti italiani del monte di lancio. Chi è stato, secondo Nanni,  il più convincente nel torneo di Bologna?
“Mi ha impressionato tantissimo il diciottenne Lucati. Ha talento, velocità, tira veramente bene. A luglio andrà negli Stati Uniti, con l’Organizzazione degli Houston Rockets, come Panerati che invece ha firmato per Cincinnati Reds. Faranno un’esperienza importantissima. Per quanto riguarda gli altri tre, Tonellato è il più veloce, pur con qualche ball di troppo. Subito dietro a Tonellato, ma con le stesse potenzialità, metto il nostro Paoletti: Riccardo quando è tranquillo, quando ha l’agonismo positivo per sfidare il battitore avversario con la giusta sfrontatezza, fa viaggiare la palla a 88-90 miglia. Se invece hai un po’ di timore, succede inevtabilmente che perdi fluidità e anche 3-4 miglia di velocità. Mori ha pure lui buone potenzialità, ma lo metto sul terzo gradino”

LA SPLIT DI NATALE – Il pitcher oriundo del Cariparma ha lasciato tutti a bocca aperta. Rivelazione del torneo precampionato bolognese. Premiato come miglior lanciatore. Un ragazzo dallo strikeout facile. Commenta Marco Nanni: “Michael Natale lancia una split finger che è decisamente sopra le righe e che disturberà tutti i battitori. Se continuerà a tirare strike con questa efficacia, diventa un lancio in grado di mettere in difficoltà chiunque. La sua split finger è un misto fra un forkball e un dritto. Nella fork la pallina s’impugna proprio fra l’indice e il medio, inforcandola fra le due dita e quindi ha un notevole effetto a cadere seppure con una velocità non tanto elevata. Nella split finger non s’inforca completamente in mezzo alle due dita: si tira con l’indice e il medio abbastanza divaricati, perché la pallina deve comunque uscire da lì, però c’è una pressione più forte delle dita. Pertanto la split va veloce come una dritta e cade come una forkball, non propriamente con la stessa angolatura della fork ma con lo stesso effetto. Mike Natale usa questo lancio raggiungendo una velocità di 87-88 miglia. Ha fatto parecchi strikeout con questo tipo di lancio, sia nel nostro torneo, sia la settimana prima contro Nettuno: un po’ perché molti battitori in questa fase non hanno ancora trovato il ritmo, un po’ perché ancora nessuno lo conosce. Comunque, lui è veramente bravo: non è semplice, usando la split finger, metter dentro tanti strikes come sa fare Natale. Per fare degli esempi: Cueto, nostro secondo lanciatore straniero nel 2006, tirava la split, mentre Wakita il fortissimo giapponese che abbiamo avuto nel 2001 lanciava splendidamente la forkball”.

LA COMPATTEZZA DEL GROSSETO – Guardi il Montepaschi e ti propone l’immagine di squadra robusta, solida, organizzata, che sa quel che deve fare. E che saprà “graffiare” nei momenti che contano della stagione. Come ha fatto nel campionato scorso. C’è tutta la sapienza di personaggi esperti e di forte personalità come Lincoln Mikkelsen, Jairo Ramos, Kelli Ramos, Jorge Nunez, Raul Marval. Con questa gente qui si va sul sicuro. Manager Mazzotti propone un monte di lancio con parecchi oriundi, avendo deciso di rinunciare al secondo pitcher straniero (una scelta in funzione della Coppa dei Campioni, il cui regolamento impone tre soli giocatori stranieri).
Marco Nanni presume che “Anthony Ferrari farà il closer, per chiudere sia la partita di Mikkelsen sia quella degli oriundi. Credo che Cooper verrà utilizzato come uomo tattico. I due D’Amico? Sono  sincero: mi piace di più l’ex di Rimini. Suo fratello Yovani in quel po’ che ho visto non mi ha convinto del tutto”.

I BOMBER DEL TITANO – Aveva già un lineup rispettabilissimo, il San Marino. Ma quest’anno appare ancor più forte, con l’innesto del fortissimo Wuilliams Vasquez (arrivato sconosciuto l’anno scorso in Italia, ma in grado di accendere fuochi d’artificio con la casacca dell’Avigliana). La mazza di Vasquez va ad aggiungersi a quelle di De Biase, Rovinelli, Matamoros, Buccheri, La Fera, Sheldon. Una bella banda di battitori. I Titano bombers.
Il problema del San Marino era un monte di lancio di quantità più che di qualità. La quantità è rimasta e s’è aggiunta un po’ di qualità con Marrone e con Lucena. “Vedo già brillante, in forma, Matthew Marrone – osserva Nanni – ma lui parte sempre forte. Il problema è che ha sempre fatto parte di squadre dove c’era molto bisogno di lui e finivano per tirargli il collo, cosicché a metà stagione calava. A San Marino ha i cambi e pertanto Marrone potrà essere gestito in una maniera più equilibrata. Ho visto Tiago Da Silva, mi aspettavo che tirasse un po’ più forte. Comunque è un acquisto che sarà prezioso, per la duttilità del ragazzo: può essere utilizzato come lanciatore, come interbase, come interno, anche come pinch-hitter”.

PARMA, PROBLEMA ORTIZ – Non è ancora arrivato. A Parma lo stanno aspettando, Javier Ortiz. Riconfermato lanciatore straniero, dopo l’ottimo campionato scorso. Ortiz, secondo indiscrezioni, sta ancora giocando in una Lega e la sua squadra pare si sia qualificata per la seconda fase. Lui doveva già essere ripartito per l’Italia, ma si dice che gli abbiano fatto una proposta per rimanere dov’è. La situazione non è chiara. Parma comincerà presumibilmente la stagione senza Javier Ortiz e pertanto il “partente” sarà Romero, che non ha brillato nel torneo di Bologna. All’appuntamento con l’avvio del campionato (sentitissimo derby contro Rimini) potrebbe mancare anche Stefano Bazzarini, che ha problemi al gomito.
Pascual Matos, che dietro casabase ha preso il posto di Rosario, è considerato nella Repubblica Dominicana un catcher da Grande Lega, cioè da Major League. Però… non viene ritenuto battitore di consistenza. Per alti livelli. Ora bisognerà valutare come si adatterà ai lanciatori del campionato italiano. Se Pascual Matos non dovesse risultare la mazza affidabile che a Parma sognavano, la squadra di Gibo Gerali potrebbe avvertire in maniera pesante l’assenza di un uomo preziosissimo come Laidel Chapelli. Anche se Garcia Bellizzi, tornato in Italia a distanza di due anni, si è ripresentato in maniera estremamente convincente.

Annunci

Azioni

Information

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: