Vecchi draghi e nuove stelle: chi sarà l’uomo chiave dell’Italian Baseball League 2008? Rispondete al sondaggio

14 04 2008

di MAURIZIO ROVERI

Ultimi allenamenti per mettere a posto il giro di mazza, per capire se il braccio è tonico, per verificare se la “palla veloce” è già abbastanza veloce e per collaudare curve, slider, split, sinker, cambi di velocità. L’Opening Day della stagione 2008 è ormai dietro l’angolo. Giovedì 17 aprile si parte. L’Italian Baseball League comincia da Grosseto, con due anticipi: quello televisivo (inizio ore 21) che mette a confronto il Montepaschi campione d’Italia alla matricola Redipuglia, e quello dello stadio Europeo di Parma dove in un primo avvincente derby dell’Emilia Romagna si fronteggeranno (con inizio alle 20,30) il Cariparma forse senza il suo grande pitcher Javier Ortiz e la Telemarket Rimini dei “nuovi big” Manny Alexander e Juan Melo.
Si annuncia un campionato appassionante per il forte equilibrio che lo caratterizzerà al vertice: sei squadre attrezzatissime, veramente competitive, si batteranno aspramente – partita dopo partita, settimana dopo settimana – per conquistare i quattro posti che portano ai playoff. Peccato che due di queste forti formazioni (Grosseto, Nettuno, Rimini, Fortitudo, San Marino, Parma) dovranno uscire presto – troppo presto – dalla scena del campionato, il 26 luglio quando terminerà la regular season.

Difficile ipotizzare le “quattro” che entreranno nella post-season. E ancor più difficile prevedere chi vincerà lo scudetto, nella serie finale in programma la prima settimana di settembre (ed ecco l’altro peccato: quest’anno, progettando una formula “differente”, ci sarebbe stato lo spazio per occupare una bella fetta del mese di settembre. Ma… si dice che la Federazione abbia imposto di terminare il campionato non oltre il 6 settembre. Così si dice fra gli addetti ai lavori…).

La stagione 2008 ripresenta campioni collaudati, affidabili che già conoscono il baseball italiano. Al tempo stesso propone personaggi nuovi: alcuni sono tutti da scoprire, altri sono vecchi draghi che hanno alle spalle una storia importante nelle Grandi Leghe americane.
Ebbene: nella settimana che porta all’inizio dell’avventura vogliamo coinvolgervi, cari affezionati lettori di Doubleplay. Vogliamo coinvolgervi proponendovi un sondaggio: chi sarà, a vostro parere, l’uomo-chiave del campionato 2008? Cioè, il personaggio che farà la differenza e che spingerà il proprio team alla conquista del titolo di campione d’Italia 2008.

Potrebbe essere ad esempio Frank Menechino, seconda base e interbase, il nome più altisonante fra le nuove stelle, colpo grosso del Nettuno, un passato con sette stagioni da interprete importante in Major League indossando le casacche di Toronto e Auckland (più un’attività intensa in Minor League, ad alto livello, giocando per le Organizzazioni di Chicago White Sox, San Diego Padres, New York Yankees, Cincinnati Reds, Colorado Rockies). Tesserato quest’anno da straniero, ma destinato a diventare oriundo perché le radici di Menechino sono italiane, nonni originari di Napoli. Frank, fra l’altro, vive a Brooklin in un quartiere di tutti italiani.

Però… l’uomo-chiave del nuovo campionato potrebbe essere Manny Alexander, che il presidente Rino Zangheri è riuscito a portare a Rimini. Se Menechino ha giocato sette stagioni nel magico mondo della MLB, Alexander ne ha addirittura collezionate undici! Straordinario. Un interbase da 594 partite di Grande Lega con 6 diverse formazioni (Baltimore Orioles, Chicago Cubs, New York Mets, Boston Red Sox, Texas Rangers, San Diego Padres) e oltre 1200 gare in Minor League. Luminosa carriera ventennale, però in Major faceva il backup, non era un titolare come invece lo è stato Menechino.

E che dire di Juan Melo, altro interessantissimo acquisto del Rimini, giocatore che fra il 1993 e il 2007 ha disputato 15 stagioni in Minor League totalizzando più di 5000 presenze nel box di battuta, più di 1500 battute valide, più di 100 fuoricampo, più di 100 basi rubate. Nell’inverno scorso Melo (interno duttile, può giocare indifferentemente in prima base e in terza) è stato il miglior battitore della Lega invernale Professionale dominicana, facendo meglio di diversi giocatori di Major League che hanno partecipato a quel campionato. Juan Melo inoltre ha partecipato alla Caribbean Series con le Tigres del Licey, la squadra dominicana che ha vinto il titolo.

E se a “fare la differenza” fosse Richard Austin? Poderoso mancino statunitense, nato nello stato di New York, voluto dalla Fortitudo Bologna con la speranza che sia lui il cleanup (l’uomo delle pulizie…) che mancava al line-up bolognese l’anno scorso. Fisico massiccio, compatto, personalità da leader, bel giro di mazza, sembra avere tutte le caratteristiche per essere un battitore di potenza. Da inserire nella posizione numero 4 dell’ordine di battuta, fra Liverziani e Connell.

Nelle sue prime uscite precampionato ha sbalordito tutti il giovane pitcher oriundo Mike Natale del Cariparma. Palla veloce, lanci carichi di effetto, Natale è un tipo dallo strikeout facile. Non sarà semplice per nessuno prendergli le misure.

A proposito di lanciatori: occhi puntati sull’altro colpaccio realizzato da Alberto De Carolis a Nettuno. Il direttore sportivo del club laziale si è assicurato le prestazioni di Nelson Cruz, un personaggio che ha lanciato per 6 anni in Major League passando dai Chicago White Sox ai Detroit Tigers, dagi Houston Astros ai Colorado Rockies (pensate che la franchigia di Colorado gli offrì un contratto da 700 mila dollari). Alle sei stagioni in MLB aggiungetene una decina nelle Minors e vi renderete conto che razza di lanciatore sia il dominicano Nelson Cruz. Il monte di lancio non ha segreti per lui: sa dove piazzare la pallina, sa trovare il punto vulnerabile di ogni battitore, ha controllo, esperienza, malizia, orgoglio, intelligenza.

E se invece l’uomo-chiave dell’Italian Baseball League edizione 2008 fosse qualcuno che era già in Italia e che magari ha cambiato squadra oppure status?
Giovanni Carrara, italovenezuelano, non è più straniero. Tesserato da oriundo (avendo ora il doppio passaporto) ha permesso al Nettuno di ingaggiare per “gara1” appunto Nelson Cruz. E lui, il veterano Carrara dal braccio d’oro, lancerà in “gara2”. Cioè la partita dei pitchers oriundi. Dove potrebbe non avere rivali.

Wuilliams Vasquez è stato fra i più forti battitori del campionato scorso, con la casacca dell’Avigliana. Tipo concreto, solido, una media battuta sui 330 ma soprattutto la capacità di fabbricare extrabase. Ride San Marino che con tempismo, dopo la retrocessione del team piemontese, ha allungato le mani su Vasquez. Aggiungendolo ad altre mazze tempestose come quelle di De Biase, Rovinelli, Matamoros, Buccheri, Da Silva, senza dimenticare gli smaliziati Sheldon e La Fera. La formazione del Titano nel box di battuta ha davvero una compattezza e un equilibrio grandissimi.

La Fortitudo ha fatto arrivare a Bologna, da Godo, i due oriundi più affidabili di questi anni: il lanciatore Cody Cillo e l’interno Joseph Mazzuca. Due azzurri. Due certezze. Due ragazzi che valgono oro. Il club fortitudino inoltre s’è tenuta stretta il miglior lanciatore straniero – per continuità di rendimento ad alto livello – delle ultime quattro stagioni: Jesus Matos. Stava per perderlo, poi ha capito che non valeva la pena avventurarsi alla ricerca di qualcosa di nuovo, di diverso. Con Matos (che qualche mese fa era finito addirittura nel mirino degli Arizona Diamondbacks) si va sul sicuro. E se Jesus ripetesse una stagione super come quella del trionfale 2005 bolognese?

Un altro che saggiamente ha preferito non cambiare strada è Mauro Mazzotti. Ha fatto bene, benissimo il manager del Montepaschi Grosseto a riconfermare gli uomini fondamentali per lo scudetto 2007. Principalmente Lincoln Mikkelsen, grande campione, grande uomo. Uno del quale ti puoi fidare sempre. Bravissimo in partita, prezioso in allenamento dove fa anche da pitching coach mettendo tutta la sua sapienza al servizio del gruppo. Nella stagione scorsa Mikkelsen è stato l’uomo-chiave per il titolo dei maremmani: da solo ha vinto la metà delle gare del Montepaschi nei playoff. Dimostrando una eccezionale capacità di recupero a quarant’anni. E come non sottolineare le performances di Raul Marval, o di Kelli Ramos, o di Jairo Ramos nella serie finale di otto mesi fa? Tutti campioni che indossano ancora la casacca prestigiosa del BBC.

Amici lettori, adesso tocca a voi. Quelli che ho indicato sono personaggi “che contano”. Ma ce ne saranno sicuramente anche altri. E chissà, l’uomo-chiave della stagione potrebbe essere uno… inatteso. Perché no, una sorpresa. Aspetto con curiosità i vostri commenti a questo articolo, le vostre risposte al sondaggio.

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13 responses

14 04 2008
Mariagrazia

Tra quest’elenco prestigioso che ho letto fidandomi ciecamente delle tue indicazioni, non c’è il mio italianissimo idolo: Davide Dallospedale.
Spero proprio diventi lui la stella che cerchi.

14 04 2008
max

Non ci sono dubbi che di personaggi da tenere d’occhio ce ne siano tanti ma io punto sui “Vecchi Draghi” e mi riferisco a quelli che sono qui da tempo: Italiani, Oriundi o Stranieri che siano, nessun nome in particolare ( anche per non portare sfiga a qualcuno ).

14 04 2008
Maurizio Roveri

Mariagrazia, mi fa piacere che hai voluto indicare un giocatore di scuola italiana. A maggior ragione trattandosi di un campione come “Dallo”, che conosco bene. L’ho visto giocare per anni a Bologna, apprezzandone la classe e la professionalità. Una delizia per gli occhi. Ho avuto il piacere di raccontare le sue prodezze. Davide Dallospedale è un giocatore che in carriera ha confezionato 707 battute valide in 534 partite, con 314 punti battuti a casa. Ma dove il piacentino è formidabile è soprattutto in difesa, nell’interpretazione del ruolo di seconda base: senso della posizione, tempismo, un guanto d’oro, coperture, doppi giochi. Con il passare degli anni, l’esperienza ha dato – via via – sempre più consistenza alla sua tecnica. Fino a far diventare “Dallo” un giocatore quasi infallibile. Lo dicono i numeri: dal 2004 al 2007 ha commesso appena 25 errori in 212 partite di campionato. Giocando in club di alto livello (Fortitudo Bologna e Grosseto) e, pertanto, spesso sotto pressione. Ciò significa possedere anche una notevole solidità mentale. Nelle 7 intensissime battaglie della serie-scudetto dell’agosto 2007 fra Grosseto e Nettuno (partite gonfie di tensione), Davide non ha commesso alcun errore. Impeccabile. E 1 soltanto nelle 5 gare di semifinale contro la sua ex-squadra, la Fortitudo (una serie che per lui era psicologicamente molto delicata). In attacco è stato il miglior battitore del Montepaschi nella regular season con 333 di average. Vorrei ricordare il 462 di media-battuta che Dallospedale fece registrare nelle finali-scudetto del 2003, quando fu fra i trascinatori della Fortitudo Italeri che vinse il titolo sconfiggendo Modena, grande rivelazione di quella stagione. E c’è stata – forte, importante – la sua firma anche sullo scudetto bolognese del 2005: “Dallo” battè 417 nella serie di semifinale (contro Rimini), con 1000 di media-difesa.
Chiaro che nelle indicazioni che ho dato per il SONDAGGIO ho voluto soprattutto presentare le “nuove stelle” del campionato: quei giocatori che la gente conosce poco o che ancora non ha visto.
Dovendo fare degli esempi, non sono stato a citare quei forti giocatori INDIGENI che tutti conosciamo e apprezziamo da tempo. E dei quali bisogna essere orgogliosi.
Per la mia cultura sportiva, per il mio modo di pensare e l’amore per il baseball, vorrei tanto che a “fare la differenza” fossero i giocatori italiani. Intendo gli italiani “VERI”: quelli che la Federazione ha il DOVERE di tutelare e che le società (di qualunque serie) DEBBONO costruire, produrre, lanciare. Tutto questo, se possibile, senza ricorrere a IMPOSIZIONI. Che non sono mai piacevoli. Dovrebbe valere la regola del buon senso.
Qualche notte fa, guardando su NASN la seconda partita della serie al Fenway Park fra i Red Sox e i “miei” Yankees, ho ammirato una strepitosa (per prontezza di riflessi) presa di Robinson Cano su una palla molto velenosa a causa di un rimbalzo alto: il seconda base degli Yankees è stato bravissimo a non farsi sorprendere, fermando la pallina sulla sua destra e, in perfetto equilibrio, assistendo con grande rapidità in prima. Mi è venuto in mente che di “giocate” di questo tipo ne ho viste fare parecchie a Davide Dallospedale.
“Dallo” è il giocatore italiano che ha compiuto i maggiori progressi negli ultimi cinque anni. Una stella. Come da anni è una grande stella il suo amico Claudio Liverziani, che è rimasto a Bologna e che è e sarà ancora la colonna della Fortitudo Baseball. Da un bel po’ di tempo Liverziani si porta dietro l’etichetta di miglior giocatore italiano. E’ stato un fenomeno. E’ tuttora bravissimo, però il lavoro (molto impegnativo) e la famiglia finiscono per non permettergli più di affrontare a tempo pieno gli impegni del baseball. E infatti s’è anche trovato a rinunciare (a malincuore) alla maglia azzurra, lui che della Nazionale era il capitano. Comunque la professionalità e la classe di Liverziani sono tali da consentirgli di confezionare ancora cose sublimi. L’anno scorso, ad esempio, nelle 5 partite di semifinale contro Grosseto, Liverziani è stato mostruoso. Sembrava un super della Major League piombato all’improvviso sui diamanti della IBL: 647 di average, 882 la percentuale come slugger, 700 la percentuale di arrivi in base. E impeccabile in difesa. Un marziano! Vorrei ricordare, ancora a proposito della stagione scorsa, il 1000 di media-difesa di Lele Frignani nella posizione di esterno sinistro. E nessuno dica che il capitano bolognese ha un range d’azione limitato perchè non è vero.
Fra tanti giocatori di scuola straniera (“italianizzati” compresi), sarebbe bello vedere GIOVANI TALENTI ITALIANI recitare un ruolo di primo piano. Ce ne sono di bravi. E stanno crescendo. Un esempio significativo: Matteo D’Angelo. E’ prodigioso quel che ha fatto l’anno scorso il ragazzo di Latina, cresciuto nel settore giovanile degli Yankees di San Giovanni in Persiceto, coltivato all’Accademia di Tirrenia (dove ha imparato tantissimo) ed entrato poi nella “prima squadra” della Fortitudo dopo un anno di parcheggio in serie B nel Longbridge Bologna. Avete mai visto, nel campionato di massima serie, un debuttante di 19 anni guadagnarsi 14 partenze in reguar season, vincendo 7 partite (2 sole le sconfitte), chiudere la stagione regolare con 1.94 di media-PGL (fino all penultima di campionato era un testa a testa per il primo posto con l’oriundo Oberto del Grosseto) e concedere ai battitori avversari un modestissimo 162 di opposite bat average? Sembra impossibile, ma un ragazzo italiano di 19 anni ha saputo fare questo l’anno scorso. E poi, Matteo è andato in Nazionale ed era lui il lanciatore partente nella grande impresa realizzata dalla nazionale italiana ai Mondiali di Taiwan quando gli azzurri, con ragazzi come D’Angelo, Maestri, Corradini sul monte di lancio, hanno sconfitto gli Stati Uniti pieni di giocatori professionisti di grande spessore. Io credo che quella vittoria sia stata l’impresa più straordinaria nella storia del baseball italiano: andava maggiormente pubblicizzata e valorizzata. Almeno quanto vengono enfatizzate sui giornali le prestazioni della Nazionale di rugby, che al 6 Nazioni perde quasi sempre… Comunque, per rispetto nei confronti del rugby che è uno sport “europeo” e per rispetto del 6 Nazioni che è manifestazione di antica tradizione, io dico: se merita delle pagine il rugby quando la Nazionale partecipa al Mondiale o al 6 Nazioni, altrettanto deve essere fatto (e mi riferisco in particolare ai giornali sportivi) quando l’Italia del baseball realizza qualcosa d’importante.

14 04 2008
marco

La mia speranza per questo 2008 è quella che tutte le società investano sull’informazione (giornali, tv locali, internet, manifesti ecc.) fino ad asfissiare la gente come fanno quelli del rugby, in modo da riempire gli stadi anche durante la regular season, perchè in ogni giornata di questo campionato si potranno vedere partite bellissime ricche di tanti campioni, speriamo siano tutti all’altezza per farci divertire.

14 04 2008
fabio

2 nomi su tutti secondo me:
1) Per le grandi ambizioni da scudetto del NETTUNO sicuramente Giovanni Carrara. Averlo come lanciatore in gara 2 è un lusso che nemmeno Grosseto si puo’ permettere.
2) Per la corsa play-off della FORTITUDO e forse anche qualcosa in piu’ Claudio Liverziani, giocatore fantastico e ragazzo davvero d’oro, di un’educazione straordinaria e con un amore verso il batti e corri con pochi eguali

14 04 2008
fabio

Caro Maurizio, un altro grande talento che hai potuto vedere al Blue F Ball sabato sera è il diciottenne pitcher Andrea Lucati del MPS, ragazzo che si allena come in passato Maestri e D’Angelo all’Accademia di Tirrenia. La sua palla veloce e’ stata ufficialmente misurata a 92 mph! Nessun pitcher italiano è mai arrivato a questa velocità, tanto meno a 18 anni.Tra l’altro il controllo pare eccellente. Andrea Lucati puo’veramente diventare un fenomeno (e di solito non sono abituato a sbilanciarmi).Cmq l’Accademia in 4 anni ha già tirato fuori Maestri,il grande Matteo (D’Angelo ovviamente) e Lucati.Questa struttura è davvero un esempio

15 04 2008
Giacomo

gentile signor roveri
rispondo al suo sondaggio con quattro nomi che secondo me saranno una costante ed anche una sorpresa di questo campionato

giovanni carrara
jairo ramos
richard austin
giuseppe mazzanti

15 04 2008
Giovanni Colantuono

Caro Maurizio, noto con piacere che ancora una volta i tuoi sondaggi scatenano le fantasie e la voglia di scrivere degli appassionati di questo meraviglioso sport. Da addetto stampa della Danesi Nettuno non può che farmi piacere constatare che le nelle risposte dei tuoi lettori ci sono molti giocatori del Nettuno. Indubbiamente nessuna altra squadra di A1 potrà contare nella gara degli oriundi su un braccio come quello di Giovanni Carrara. Mi fa altresi piacere che sia stato fatto il nome di Giuseppe Mazzanti. In un campionato, che come da te sottolineato, sarà ricco di stelle d’oltreoceano, voglio veramente sperare che sia un giocatore di scuola italiana ad essere determinante. Il nostro Mazzanti ha tutte le carte in regola per esserlo, ed il premio di MVP della scorsa stagione lo dimostra. Sui nomi mi fermo qui, sottolineando quelli già fatti dai tuoi lettori per non entrare in conflitto con la mia posizione in seno alla Danesi Nettuno. Voglio però aggiungere due parole su un argomento citato anche in un altro intervento di un attento appassionato del baseball italiano, la comunicazione. Sacrosanto e vero che le società devono investire in questo senso. Promuovere il movimento, informare, far girare la propria immagine con attività di promozione. Questo è un discorso che qui a Nettuno è stato capito, la nascita della Nettuno Baseball Promotion ha dato vita ad una serie di attività che non hanno precedenti. I risultati li stiamo vivendo giorno per giorno,con bambini entusiati di vedere le stelle del Nettuno nelle scuole, a consegnare le tessere invito per il campionato. I giornali e le testate giornalistiche locali in generale si stanno avvicinando al Nettuno. Alla conferenza stampa di presentazione della squadra avevamo una nutrita rappresentanza di giornalisti e TV. Insomma insistendo in questo senso si può fare molto per diffondere la conoscenza del baseball. Non mi resta che augurare buon campionato a tutti, addetti ai lavori e tifosi, con la speranza che quello che sta per iniziare sia il più bel campionato di sempre visti i nomi che calcheranno i diamanti italiani. Fateci divertire ed appassionare, ed alla fine vinca il migliore!

15 04 2008
LUDOVISI fRANCO

Carissimo Maurizio,
ci chiedevamo come mai alcuni pezzi apparsi sul sito non trovassero risposte da parte di chi legge.
Come vedi in questo caso è l’argomento trattato che porta la partecipazione dei lettori alla discussione.
Double play è stato presentato non come un semplice sito in cui si parla di baseball, ma come un “salotto” in cui discutere del nostro sport e dei suoi avvenimenti.
Se un argomento “pizzica”, può dare fastidio a qualcuno ( semmai così importante da poter reagire male), se si devono prendere delle posizioni non in linea, se si fa polemica, anche questo secondo me provoca interventi che arricchiscono il dialogo.
Se per contro invece si rincorre la cronaca di quanto avviene puntigliosamente, rigorosamente, con anche precise ed interessanti documentazioni questa viene seguita, letta, apprezzata, ma non commentata perchè è impossibile commentare la cronaca per sua natura rispondente ai fatti e non alle opinioni.
Può darsi che quanto dico sia opinabile, ma proprio per questo da discutere, semmai.
Fatelo.

15 04 2008
Daniele

Ecco i “magnifici” 7 (per me):

1 Claudio Liverziani
2 Williams Vasquez
3 Giovanni Carrara
4 Richard Austin
5 Jesus Matos
6 Cody Cillo
7 Manny Alexander

15 04 2008
Bob_21

Lucena e Marrone, il mound del San Marino rinforzato sara’ la vera differenza nel campionato (mi perdonera’ il conte Max?)
Insieme al Grosseto che schiera un bullpen lunghissimo e di grandissimo rispetto.
Sui nuovi stranieri, e’ un terno a lotto.
Non mi piace altresi’ chi scrive nomi di pezzi da 90 come Beppe e Dallo: loro la differenza l’han sempre fatta e chi li mette nella lista mi sa che non ne ha viste molte di partite.
Buon campionato a tutti.

19 04 2008
gualtiero

caro bob 21
non sapevo che in verità il tuo sinonimo nascondesse la vera identità di joe torre….scusa se qualcuno si “permette” di mettere mazzanti e dallospedale tra i giocatori che secondo lui faranno la differenza in campionato.
se leggi bene l’articolo e il sondaggio si chiede proprio chi farà la differenza quest’anno….è quindi forse sbagliato mettere mazzanti o dallospedale?
a me pare proprio di no. chi metteresti tu? marussich? se sei così bravo e hai visto così tante partite…forse allora vuol dire che non sai leggere?
a me altresì invece non piace la gente che spara giudizi come te.

19 04 2008
Giulia

Questo è un blog dove si parla di baseball, non si fa polemica….se uno vuole mettere dallo e mazzanti perchè non lo può fare? Altri utenti e lo stesso roveri hanno apprezzato. Perchè uno che ne capisce come gli altri deve sparare giudizi?! Il titolo del post è Vecchi draghi e nuove stelle, chi farà la differenza! Giocatori che l’hanno sempre fatta, non possono continuare a farla?!
Utilizziamo questo spazio per parlare del nostro sport e non per polemizzare!

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