Parma, la “fabbrica dei talenti”, è pronta a lanciare la sfida della scuola italiana

7 04 2008

di MAURIZIO ROVERI

Quando si parla di Parma, nel baseball, si pensa immediatamente alla sua rinomata “scuola” che ha formato e cresciuto generazioni di giocatori. Scuola di vita, innanzitutto, per i ragazzi del territorio. E poi “fabbrica di talenti” perché tanti sono i campioni che il Parma Baseball ha prodotto nella sua storia. E continua a produrne, lavorando con rigorosa professionalità su un settore giovanile che è un grande motivo d’orgoglio. Nel rispetto della “filosofia” che da sempre caratterizza il Club della città ducale. Buona parte del roster 2008 del Cariparma è composta da giocatori formati o valorizzati a Parma e zone limitrofe. Sotto questo aspetto è la società più italiana del baseball italiano.

Quando si parla di Parma balzano alla mente personaggi che hanno scritto un bel pezzo di storia del nostro baseball. Come Giorgio Castelli, il più completo di tutti i tempi: tecnica, potenza, stile, fisicità, atletismo, leadership, grande catcher, tempestoso battitore, veloce sulle basi, uomo-immagine. Esteticamente una certa somiglianza con il Derek Jeter “bandiera” attuale dei New York Yankees. Il numero di casacca di Castelli, il mitico 24, è stato ritirato dalla società. Come il numero 9 di Gianni Gatti, il numero 1 di Claudio Cattani. E il 22 di Massimo Fochi, giocatore sublime, il migliore del baseball parmense dopo Castelli. Per tecnica, armonia, concretezza, duttilità: lanciatore, interbase, seconda base e forte battitore. Senza dimenticare, poi, campioni di un passato più o meno recente come Luigi Ugolotti, Fabrizio Fornia, Claudio Iaschi, Stefano Manzini, Claudio Corradi.

Quando si parla di Parma, nel baseball, è inevitabile farsi impressionare da un palmares che ti butta negli occhi 13 Coppe dei Campioni (conquistate nel periodo che va dal 1977 al 1999), 9 scudetti (dal 1976 al ’97), 6 Coppe Italia, 1 Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa CEB, 3 Coppe del Mediterraneo, 1 Coppa dei club.
Al Parma Baseball è stata assegnata la medaglia d’oro del Comune di Parma, nonché la Stella d’Oro, d’argento e di bronzo al Merito Sportivo da parte del Coni.

CULTURA DEL BASEBALL – In questa città, dove il baseball è cultura, si è pronti a vivere una nuova appassionante stagione. L’anno scorso il Cariparma, in forte rilancio, e tecnicamente gestito in maniera efficace dal manager Gilberto Gerali, ha interpretato un eccellente campionato. Superiore alle previsioni. Vincendo addirittura la regular season, per poi cedere il passo al Nettuno nella serie di semifinale.
Saprà ripetersi a quei livelli nel 2008? O anche migliorare arrivando alla serie finale per il titolo di campione d’Italia? La concorrenza appare spietata: altri Club hanno sparato fuochi d’artificio sul mercato, portando in Italia personaggi prestigiosi con un passato in Major League. Parma no. Parma ha fatto un mercato logico, con discrezione, spendendo quel che poteva spendere e mantenendosi coerente con la propria linea. Quella della valorizzazione dei giocatori di scuola italiana. Un po’ per virtù, un po’ per necessità.

FOCHI RACCONTA IL PROGETTO – Massimo Fochi, il vicepresidente, “istituzione” del baseball parmense, è persona che gode di grande credibilità. A Parma e nel baseball italiano. Per il suo equilibrio, per il suo buon senso, per la sua competenza. E per il grande passato da giocatore.
Max spiega la strategia del Club.
“Abbiamo voluto, in questi anni, ricostruire una base solida di ragazzi indigeni. Gente che viene dalle nostre zone, o che ha fatto della città di Parma una scelta di vita come ad esempio Roberto Corradini che è nato a Verona ma è di Parma a tutti gli effetti: si è trasferito nella nostra città, vive qua dodici mesi all’anno, lavora qua. Il motivo di soddisfazione è constatare che il nostro progetto va avanti. Ben definito. Ed è stato bello, durante la preparazione invernale, vedere quattordici giocatori italiani che si allenavano. Tutti insieme. Un fatto decisamente raro, al giorno d’oggi, in un club di vertice. La nostra è una politica “controcorrente” rispetto alla linea scelta da altre realtà del massimo campionato. Noi siamo contenti così. Fieri che tanti ragazzi del nostro territorio siano fortemente affezionati alla maglia del Parma Baseball”.

LA SBP E LA FRANCHIGIA – Proprio pochi giorni fa, al Campus universitario di Parma, Guido Pellacini (tecnico conosciutissimo e apprezzatissimo) ha presentato la SBP: Scuola Baseball Parmense. Che coinvolge 300 bambini dai 6 ai 12 anni. La SBP è stata fondata su iniziativa di queste società: Parma Baseball, Crocetta BC, Junior Parma, Oltretorrente BC, Collecchio, Sala Baganza, Langhirano. Hanno poi aderito Colorno e Brescello.
“La SBP – spiega Max Fochi – ha finalità di franchigia per l’attività iniziale: prebaseball, ragazzi, fino alla categoria allievi. In questa scuola i giovanissimi seguono dei corsi particolari, concentrati principalmente sull’apprendimento dei fondamentali. Questo è l’obiettivo. Abbiamo a disposizione tecnici molto validi, fra i migliori in zona per lavorare con i bambini e con i ragazzi. Credo che sia un passo importante. Poi, stiamo sviluppando il progetto di franchigia vera e propria a livello maggiore, con tutte le Società del territorio. Questa franchigia prevede inoltre un discorso tecnico che verrà gestito unitamente e si occuperà, come indirizzo e come filosofia, di tutta la parte dall’Under 21 in su. In modo da gestire i giocatori a seconda della miglior collocazione che si possa dare per la loro crescita”.

ROMERO E MATOS – Tornando al Parma Baseball, analizziamo la prima squadra e le scelte che la società ha fatto per la stagione 2008. Cominciando dal ruolo importante di catcher. Non c’è più Melvin Rosario dietro casabase, a “chiamare” e ricevere i lanci. Al suo posto la dirigenza ha preferito un altro dominicano, Pascual Matos. “Sì, abbiamo cambiato il catcher. E anche il secondo lanciatore straniero scegliendo Josmir Romero, che proviene dai Tigres Aragua, al posto di Roman Roque. Ci è venuto a mancare un giocatore oriundo di buon valore come Laidel Chapelli, ma abbiamo in più Vicente Garcia Bellizzi che buone cose aveva fatto a Rimini e ora torna in Italia e ci sarà sicuramente utile. Chris Di Roma è passato alla Telemarket Rimini, comunque il nuovo lanciatore Michael Natale è molto interessante. Per quanto riguarda i giocatori di scuola italiana dobbiamo registrare alcune defezioni come quelle di Saccardi per fine attività e di Michele Toriaco che per motivi di lavoro ha scelto di fare il pitching coach all’Oltretorrente, rimanendo dunque all’interno del progetto-Parma. In sostituzione di Toriaco ci affidiamo al braccio di Stefano Bazzarini. Sono rientrati Ettore Finetti e Michele Gerali. Dal Sala Baganza è arrivato l’interno Fanoni e dal Cus Brescia l’esterno Biasetti. Pensiamo di aver fatto delle scelte oculate. Sarà poi il campo a dire se abbiamo visto giusto”.

SULLA RAMPA DI LANCIO – Sarà l’anno di Filippo Mori? E’ giovane, 22 anni, tira forte, un talento emergente da verificare. E’ venuto il momento di dargli spazio. “Anche per Mori – racconta il vicepresidente del Parma Baseball – come per tutti i giocatori giovani inseriti in questi anni, abbiamo programmato un percorso di crescita. Sicuramente Mori quest’anno sarà maggiormente coinvolto, riteniamo che ora sia pronto per essere messo di fronte a responsabilità più forti”.

ORTIZ, MUNOZ, GOMEZ – Javier Ortiz è stato riconfermato come lanciatore straniero partente. I collaudatissimi Orlando Munoz (terza base) e Adolfo Gomez (interbase) sono “gli intoccabili”, le certezze assolute, gli idoli del competente ed esigente pubblico dello stadio Europeo di Parma.
Munoz sta per cominciare la sua dodicesima stagione italiana (10 con la casacca di Modena e 2 con Parma). Viaggia verso le 800 battute valide nella sua carriera italiana.

MONTE DI LANCIO – Si annuncia di qualità. Ma pare poco profondo. Sette buoni lanciatori: Ortiz, Romero, Natale, Corradini, Bazzarini, Mori, Salsi. Ma sette non sono pochi? Altri club ne hanno nove, dieci, chi perfino undici.
Fochi ammette che il mound non è propriamente profondo, però nessuna preoccupazione. “Noi riteniamo di non essere lunghissimi, ma con tre partite la settimana mi sento di dire che il nostro è un numero giusto se tutti i lanciatori daranno l’apporto che ci si aspetta da loro. Anche perché se fai un monte più profondo, rischi di trovare poco spazio per i più giovani”.

LO STAFF TECNICO – “Gibo Gerali – afferma Fochi – è l’allenatore ideale per sviluppare un progetto come il nostro. Al suo fianco sono stati riconfermati Enrico Facchini, che è reduce dallo spring training con i Colorado Rockies, il fedelissimo Sal Varriale che è qui dal 1973. Da Piacenza viene a fare gavetta Marenghi, giocatore del Piacenza ma ormai a fine carriera e durante la settimana sarà con noi per darci una mano e cominciare a studiare da tecnico. Siamo in attesa dal pitching coach cubano. Inoltre, è tornato come preparatore atletico Luigi Peracca”.

LE ASPETTATIVE – Chiaro che a Parma sono notevoli, dopo il bel campionato 2007. La “piazza” tuttavia non mette eccessiva pressione sulla società e sulla squadra, sa che c’è un progetto in evoluzione e sa anche che la concorrenza per i primi posti (Grosseto, Nettuno, Rimini, Bologna, San Marino) è agguerrita. Il pubblico dell’Europeo l’anno scorso s’è divertito. Vuole divertirsi ancora. Con le performances di Munoz e Gomez (la coppia delle meraviglie), con gli strikeout di Ortiz. Aspettando con curiosità di vedere “le novità” Romero, Natale, Bazzarini, Pascual Matos. E confidando soprattutto nella consacrazione a “stella” di Leo Zileri (che viene dalla sua migliore stagione) e in un altro salto di qualità di giovani emergenti come De Simoni (che sarà l’esterno centro titolare), Scalera, Biagini, Bertagnon.

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One response

7 04 2008
marco

Complimenti per il bellissimo articolo

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