Se lo sponsor non arriva, la Fortitudo non metterà la scritta Bologna sulle casacche

3 04 2008

di MAURIZIO ROVERI

Una divisa bianca. Senza nome. Neppure la scritta Bologna. Vuol essere un messaggio forte, o una sorta di provocazione. Appariranno, in un angolo delle casacche, soltanto otto marchietti. Quelli dei partners. Potrebbe cominciare la stagione così, la Fortitudo Baseball. Che ancora non ha il main sponsor.

Rimasta orfana di Italeri, l’azienda bolognese produttrice di modellini in scala, compagna di viaggio del club biancoblù dal 1995 fino all’anno scorso, la Fortitudo Baseball sta faticando a trovare un’altra felice opportunità. Ci lavora sopra da tempo, la dirigenza. Che nel frattempo s’è assicurata (o mantenuto) diversi piccoli e medi partners, in grado di permetterle la costruzione d’una squadra decisamente interessante. Però lo sponsor “grosso” non c’è. Non si trova.

Sono in piedi due-tre contatti, a confortare il presidente Marco Macchiavelli e i suoi collaboratori. Qualcosa d’importante potrebbe realizzarsi, anche se forse non nell’immediato.

La Fortitudo è l’unico club del massimo campionato di baseball a non avere lo sponsor. Succede a Bologna e questo suona strano. In una delle città fra le più sportive d’Italia (per la grande “presenza” di società e per una copertura di sport quasi totale) manca la disponibilità ad investire in maniera efficace su un prodotto di prestigio come la Fortitudo Baseball. Parliamo di una società che ha 55 anni di storia e che ha vinto sette scudetti, due Coppe dei Campioni, quattro Coppe Italia, una supercoppa italiana. Com’è possibile?Si fa tanto sport a Bologna. Però questa città, che si è un tantinello ingrigita, ha sicuramente perso qualcosa sul piano della sensibilità e della disponibilità.
E’ di stretta attualità il “botta e risposta” tra Alfredo Cazzola e il Sindaco Cofferati.
Il proprietario e presidente del Bologna Calcio ha lamentato una certa lontananza delle Istituzioni cittadine nei confronti della società calcistica rossoblu. Cazzola auspicava un incontro per discutere sul futuro del calcio a Bologna e dunque sulla necessità di una maggior tutela, di un coinvolgimento più intenso. Considerando anche il valore che una società calcistica, soprattutto se in serie A, è in grado di dare alla città e all’intero territorio sul piano dell’immagine. Ma il Sindaco ha gelato Cazzola, rispondendo “Il Comune ha già dato”. Nel senso: “Gli ho dato una mano sul Dall’Ara. Al Bologna abbiamo fatto lo sconto, rivedendo la convenzione fra il Comune e il Club per l’utilizzo dello stadio”. Cofferati non parteciperà ad alcun dibattito. E allora Cazzola ha ironizzato, accennando alla provenienza del primo cittadino di Bologna (è cremonese) e alla sua fede calcistica interista.

Prendiamo spunto da questa “querelle” per cominciare un’intervista con il presidente della Fortitudo Baseball, Marco Macchiavelli. Sulla città, sul prossimo campionato di baseball, sulle prospettive per il futuro.

Presidente Macchiavelli, il Sindaco e il patron della principale realtà sportiva di Bologna non sembrano in sintonia. E con la Fortitudo Baseball com’è la situazione?
“A noi Cofferati non ha dato nulla. Nè Cofferati, né altri, da un punto di vista politico. Soltanto un po’ la Provincia ci è vicina”.
Eppure la Fortitudo Baseball è un club di prestigio, a livello di vertice. Parliamo di 7 scudetti e 2 Coppe dei Campioni. Dal 2001 è regolarmente nei playoff. Meriterebbe maggiore considerazione…
“Per quanto riguarda lo sponsor, è un problema che abbiamo adesso e del quale, in passato, per molti anni, non avevamo dovuto preoccuparci. La presenza, fedele, di Italeri ci assicurava tranquillità permettendoci di programmare bene la nostra attività. I risultati si sono visti. Il patron dell’azienda, il signor Manservisi, ci ha sempre supportato. Diventando un nostro tifoso. Era disponibile a proseguire la sponsorizzazione anche quest’anno, poi si sono verificate situazioni aziendali che lo hanno portato a ritirarsi dal baseball. Seppure avesse già dato, a fine ottobre-inizi novembre, la sua disponibilità. Soltanto in quel momento abbiamo cominciato a muoverci su altre strade. Prima, non ce n’era mai stato bisogno. E neppure sarebbe stato corretto nei confronti di Italeri se, in passato, fossimo andati a cercare alternative. Il patron di Italeri è sempre stato disponibile ad aiutarci. Quest’anno non è stato più possibile. Nel momento in cui ci siamo trovati senza il nostro abituale sponsor, tutto il consiglio direttivo della Fortitudo si è attivato. Ciascuno cercando di usare le proprie conoscenze personali. E poi affidando a dei professionisti e a delle agenzie specializzate questo tipo di lavoro e di ricerca. A tutt’oggi, però, non abbiamo avuto ancora riscontri sul main sponsor. Di trattative avviate ce ne sono. Qualcosa si realizzerà? Lo spero ardentemente, è chiaro, ma non è detto che ci si riesca. A questo punto dell’anno, molte aziende il loro budget lo hanno già investito. Accordi di sponsorizzazione di questo tipo spesso vengono programmati con un anno d’anticipo. In considerazione anche del fatto che il nostro sport si svolge tutto in un anno solare, al contrario di quasi tutti gli altri sport che vanno in scena a cavallo di due anni”.
Vi siete trovati in una situazione di difficoltà. Tuttavia, siete riusciti a costruire ugualmente una squadra competitiva…
“Sì, credo proprio che la Fortitudo 2008 sia una formazione competitiva. E’ chiaro che se non avremo uno sponsor che possa supportare questo tipo di impegno che ci siamo sobbarcati, vorrà dire che per il futuro dovremo fare delle valutazioni diverse. C’è un notevole sforzo da parte della società. Vorrei far notare che non abbiamo perso soltanto Italeri, ma anche qualche sponsor minore. A causa dell’andamento tutt’altro che brillante dell’economia italiana in questo momento. Altre città, come ad esempio Grosseto e Nettuno, hanno la fortuna di avere degli sponsor importanti. E anche una minore concorrenza da parte di altri sport. Bologna ha il calcio, ha il basket, ha tante altre discipline sportive, pertanto è più difficile muoversi. Abbiamo firmato di recente, su iniziativa della Provincia di Bologna, il Consorzio dello Sport. Siamo in 19 società, di diversi sport, a farne parte e questo già rende l’idea della concorrenza che esiste nel territorio bolognese. Ci sono numerose realtà ai vertici dei campionati nazionali. In Emilia Romagna non c’è uno sport dove non ci sia una realtà di primo piano, anche a livello internazionale. Pensiamo anche all’automobilismo e al motociclismo. Chiaro che il bolognese, e l’emiliano-romagnolo in generale, è predisposto per lo sport. Però l’offerta è talmente ampia che… la gente ha una vasta possibilità di scelta”.
D’accordo, ma la Fortitudo Baseball resta sempre la Fortitudo Baseball, con la sua storia, il suo prestigio, la sua credibilità
“Dovrebbe essere così. E’ da otto anni che andiamo regolarmente nei playoff. Abbiamo vinto lo scudetto nel 2003 e nel 2005, siamo stati finalisti nel 2004 nonché vicecampioni d’Europa. Ora abbiamo formato, assieme ad altre società del territorio, la franchigia bolognese del baseball. Insomma, penso di poter dire che la Fortitudo Baseball stia lanciando un messaggio importante. Se non viene recepito e se tutto rimarrà com’è adesso, cominceremo il campionato con un vuoto sulle maglie. Non metteremo neppure la scritta Fortitudo Bologna. E se ciò accadrà, vuol dire che i problemi ci sono”.
In questa malaugurata eventualità, cosa comparirà sulle casacche?
“Niente. Ci saranno soltanto i marchi dei partner che per quest’anno hanno dato la loro disponibilità. Chiaro che abbiamo lasciato lo spazio perché possa apparire, anche nel corso della stagione, l’eventuale sponsor principale”.
Il Consorzio dello Sport e Schematre potranno essere d’aiuto?
“Lo spero. Confido che qualcosa di positivo si possa realizzare. Attraverso l’assessore Strada ci sono dei contatti che Schematre sta portando avanti”.
Il Gruppo La Fortezza, sponsor della Virtus Pallacanestro e della Zinella Volley, potrebbe entrare nel mondo del baseball e diventare un vostro importante compagno di viaggio?
“Potrebbe, potrebbe. In realtà La Fortezza è già nostro partner, tant’è vero che il nome di quest’azienda comparirà sui nostri giubbotti da riscaldamento. Per il momento, però, si sono limitati ad un discorso di partnership. Vedremo se ci saranno sviluppi”.
I costi di gestione di un Club di baseball di alto livello arrivano ai 600-700 mila euro. Gli incassi, al botteghino, difficilmente superano i 30 mila euro in una stagione: il 5% del fatturato. Significa che il resto deve venire coperto dagli sponsor, piccoli e grandi che siano. Per attirare più pubblico, ed avere eventualmente un maggiore incasso, avete allo studio delle iniziative?
“Sì. Diversamente dal passato e dalla formula del classico abbonamento, quest’anno vogliamo sottoporre ai nostri tifosi varie proposte. E sarà un ventaglio di idee abbastanza ampio. Ci sarà l’abbonamento speciale per le famiglie, ci saranno dei pacchetti privilegiati con sconti sul merchandising. E’ nostra intenzione realizzare “promozioni” per le donne. E per quanto riguarda i ragazzini, ingresso gratuito fino ai 14 anni. Inoltre, ci sarà una promozione interessante a livello di Franchigia: nel senso, appunto, di dare un’impronta anche sul discorso della franchigia bolognese che abbiamo costituito a febbraio assieme ad altre società del territorio bolognese”.
Con le scuole bolognesi che tipo di collaborazione ha la Fortitudo Baseball?
“Nelle scuole noi siamo presenti già da diversi anni. C’è un gruppo di lavoro, che sta operando molto bene. E segnalo una realtà che mi piacerebbe venisse sottolineata: la Fortitudo Baseball è l’unica società che disputa tutti i campionati, a tutti i livelli. Significa che di giovani ne abbiamo tanti. E se ci scelgono, non è soltanto per il nome o per la storia che abbiamo”.

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4 responses

4 04 2008
gideon12

Salve a tutti,
reputo molto triste che la Fortitudo Bologna non abbia ancora trovato lo sponsor principale. Speriamo che possa trovarlo al più presto per avere anche una solida base economica.

P.S: Ho aperto anche io un blog sul baseball: http://grandeslam.wordpress.com/

4 04 2008
fabio

sono stati fatti tanti tentativi purtroppo non andati a buon fine.Dispiace perche’la Fortitudo merita per la sua grande storia molto di piu’ da una citta’ sorda, ahime’, al batti e corri nonostante una fetta di aficionados sempre presente sulle tribune del Falchi

7 04 2008
firuzzella

non straziatei i cuore. Il base ball è uno sport di 4^ categoria con la classe dirigente incapace di farlo “lievitare”. Ogni anno ci sono socità costrette a rinuciare ai vari campionati e i dirigenti a cosa pensano: al professionismo. Dio salvi il baseball.

7 04 2008
Maurizio Roveri

Dio salvi il baseball da gente che scrive queste sciocchezze…
Mi dispiace, firuzzella (che presumo sia uno pseudonimo), ma bisognerebbe – quando si fanno delle critiche – cercare di essere costruttivi se si vuole veramente bene al baseball. Possibile che non si riesca a pensare in positivo?

Dev’essere chiara una cosa: il baseball italiano ha necessità di guardare avanti. Ha necessità di guardare al professionismo, per diventare almeno professionale. Ha necessità di liberarsi di quella vecchia mentalità che in passato gli ha sempre impedito di fare il salto di qualità. Il baseball italiano ha necessità di avere idee nuove, spirito d’iniziativa, comunicazione, organizzazione. Ci si arriverà, un po’ alla volta. Se c’è entusiasmo. Qualcosa si sta muovendo. Le potenzialità ci sono. Occorre uscire da una certa mentalità dopolavoristica. Possibile che nel 2008 non si riescano a comprendere queste cose?
L’attuale gestione federale può aver commesso degli errori (e potrebbe commetterne ancora), però si muove, è attiva, ha progetti, guarda avanti, ha rapporti con la Major League, programma Grandi Eventi come lo sarà il Mondiale del 2009. Si può discutere su certe scelte (l’Italian Baseball League, ad esempio, merita e meriterà maggiore valorizzazione e visibilità), ma indubbiamente è Federazione dinamica, di lavoro ne fa. E anche le società cominciano a darsi una struttura più professionale, seppure il cammino verso il professionismo sia tutt’altro che semplice: prima bisogna cambiare completamente mentalità.

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