Maestri forse a Daytona come “partente” in High A, D’Angelo impeccabile nella NCAA

27 03 2008

di MAURIZIO ROVERI

Oggi parliamo dei ragazzi italiani che si stanno facendo rispettare nella loro avventura americana. A caccia del Grande Sogno. In particolare voglio aggiornarvi sulla situazione di Alessandro Maestri allo spring training dei Chicago Cubs in Florida e di Matteo D’Angelo nel campionato NCAA di I Divisione con Winthrop University (South Carolina). Stanno lavorando duro, stanno lavorando forte. Dimostrando solidità mentale. E quella predisposizione al sacrificio e al rigoroso allenamento giornaliero sviluppata negli anni dell’Accademia di Tirrenia.
Alessandro Maestri, 22 anni, sta per cominciare la sua terza stagione negli Stati Uniti. Il 20 marzo scorso è stato nuovamente inserito (com’era avvenuto una decina di giorni prima) in prima squadra, cioè convocato per una partita dei Chicago Cubs di Major League. E’ partito con i big per un’amichevole di spring training in trasferta. C’era da affrontare i Giants.
E’ stata la seconda emozionantissima esperienza di questo tipo per Alessandro. Il ragazzo romagnolo di Viserba, che – ricordiamolo – è un prodotto della scuola di baseball di Torre Pedrera, non è sceso in campo neppure questa volta. Ma ci è andato vicino, vicinissimo. Il pitching coach prima della partita lo aveva avvertito: potrebbe esserci spazio per te. Immaginatevi il tourbillon di sensazioni forti provate da Maestri: euforia, emozione, fierezza, tensione, anche preoccupazione. Mille pensieri galoppavano nella sua testa. Gli avevano detto che forse c’era una possibilità di salire sul monte in una partita fra squadre di Major League.
Ed effettivamente, da parte del pitching coach dei Chicago Cubs, c’era davvero l’intenzione di verificare il ragazzo italiano.
Non è stato possibile. Perché la partita era molto “stretta”, costantemente in bilico e i Chicago Cubs stavolta ci tenevano a vincere. Cosicché lo staff tecnico ha preferito utilizzare sul monte soltanto i giocatori di Major League e non c’è stato spazio per gli esperimenti. I ragazzi delle Minors magari si erano illusi, invece hanno dovuto guardare. La partita è finita 4-2 per i Cubs.
Poi, il 24 marzo, al camp sono stati comunicati i roster ufficiosi per le squadre di Minor League affiliate ai Chicago Cubs. Non sono le formazioni ufficiali, possono esserci ancora delle modifiche, delle promozioni o delle retrocessioni.
Comunque, Alessandro Maestri dovrebbe cominciare la stagione 2008 in A+ (High A, tradotto in italiano Singolo A avanzato). E si tratterebbe di un passettino avanti rispetto agli anni scorsi, quando giocava a Peoria in Singolo A.
La squadra alla quale Alessandro sembra destinato è quella di Daytona, in Florida. Forse Maestri si aspettava (o ancora si aspetta) qualcosina di più. Sogna il Doppio A, che è il suo obiettivo per questo 2008 (potrebbe anche arrivarci nel corso dell’anno). Ma la notizia interessante e stuzzicante è che l’Organizzazione dei Chicago Cubs lo manderebbe a Daytona per affidargli il ruolo di lanciatore “partente”. Pare dunque che ci sia una precisa strategia dietro questa scelta. Evidentemente i Cubs vogliono vederlo, verificarlo, collaudarlo come starter pitcher. Una prospettiva estremamente stimolante per il ventiduenne romagnolo.

Dallo spring training d’una franchigia di MLB spostiamoci al campionato universitario. E a Rock Hill, con la casacca delle Aquile della Winthrop University, sta vertiginosamente crescendo di quotazione e di credibilità Matteo D’Angelo. Il ragazzo di Latina, ventenne, grande rivelazione della serie A1 l’anno scorso a Bologna con la Fortitudo, migliora di settimana in settimana dopo il necessario periodo di ambientamento e di adattamento alla nuova realtà.
Viene impiegato come setup o come closer (ma suppongo che presto lo staff tecnico di Winthrop si accorgerà che Matteo è anche un buonissimo partente). E nelle ultime tre apparizioni è stato IMPECCABILE. Ve le raccontiamo brevemente:
23 marzo, a Rock Hill. Winthrop batte Wagner 4-1. D’Angelo rileva Mullins. Lancia 2.2 inning, affronta 9 battitori, confeziona 6 strikeout (in quattro vanno addirittura “a sedere” guardando…), nessuna base su ball, nessuna battuta valida concessa, nessun punto concesso.

21 marzo, ancora a Rock Hill. Winthrop batte Wagner 10-6. Matteo viene utilizzato da closer: 1.1 riprese, 4 battitori affrontati, 3 strikeout, 0 bb, 0 bvc, 0 punti concessi.
19 marzo, Winthrop University gioca in trasferta. Sul campo di Prairie View. E lì gli Eagles vincono nettamente, con un perentorio 16-1. D’Angelo in questa occasione viene schierato come primo rilievo del “partente” McBride. Matteo impeccabile: 2 riprese lanciate, 6 battitori affrontati, 1 strikeout, 0 bb, 0 bvc, nessun punto subito.

Totale delle ultime tre apparizioni del giovane pitcher fortitudino: 6 inning, 10 k, 0 bb, 0 bvc, 0 punti. E’ il D’Angelo che conosciamo. Principe del controllo. Non avevo dubbi.
Winthrop Eagles ha già giocato 23 partite del campionato NCAA. Viaggia con 8 vittorie e 15 sconfitte, ma è in recupero dopo una serie negativa di 9 ko (ci sono stati problemi con i pitcher partenti, e in attacco la squadra ha dei limiti).
Matteo è salito sul monte 8 volte. Un avvio così così. Ma attualmente possiede la seconda media-pgl (2.92) fra i 15 lanciatori di Winthrop. Ed è il lanciatore che concede ai battitori avversari la peggior media-battuta: contro di lui battono 133.
Bravo, Matt. Continua così.

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2 responses

27 03 2008
DD

Ciao Maurizio,
ringrazio a nome di Matteo per i tuoi lusinghieri commenti. Ultimo aggiornamento di questa notte:
26 Marzo, Winthrop ha battuto The Citadel, una squadra di Universita’ militare a Charleston SC, con il punteggio di 11 a 6. Winthrop ha impiegato 8 lanciatori e Matteo ha chiuso la partita affrontando 2 battitori che con 7 lanci sono finiti K swinging. Continua quindi l’ottimo periodo di forma e la costante concetrazione di Matteo.

Complimenti per il tuo articolo. E’ veramente interessante verificare quali risultati possono ottenere due prospetti italiani come Matteo e Ale che hanno scelto due percorsi diversi per cercare di realizzare i propri obiettivi.

Avendo conosciuto da vicino il duro lavoro ed i sacrifici che i ragazzi fanno in Accademia a Tirrenia, almeno chi lo fa’ seriamente, sono sicuro che anche altri ragazzi potranno reggere benissimo il confronto con i kids americani ed attirare un po’di luce sul nostro baseball.

A presto.
Dom

27 03 2008
John C. Rotondo

Speriamo si facciano valere!!!

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