MLB opening series: Harden domina dal mound e Oakland si riscatta in gara2

26 03 2008

di MAURIZIO ROVERI

Rich Harden, lanciatore destro degli Athletics, ha dominato la scena dal monte di lanci del Tokyo Dome. Trascinando Oakland a un limpido successo (5-1) in gara2 della MLB Opening Series 2008 in Giappone. Red Sox ko, stavolta. Dunque, immediato riscatto degli Athletics che in gara1 avevano ceduto ai campioni del mondo di Boston al decimo inning (6-5 il punteggio di martedì a favore di Manny Ramirez e compagni).
Harden, lanciatore di qualità ma sfortunato nel 2007 quando una serie di problemi al braccio ha limitato la sua stagione ad appena sette apparizioni, ha dimostrato in questa occasione di essere in piena salute. Mostrando tutto il suo valore. Un avvio di stagione, dunque, estremamente confortante e promettente per il pitcher degli Oakland Athletics.
Harden ha lanciato 6 inning. Confezionando 9 strikeout e concedendo soltanto 3 battute valide. Annullare battitori della consistenza di David Ortiz, Youkilis, Pedroia, Varitek e quel Moss che la sera prima aveva battuto fuoricampo, è sicuramente un’impresa. Gli altri pitcher utilizzati dal manager Bob Geren – cioè Casilla, Foulke ed Embree che si sono alternati con un inning a testa dopo Harden – hanno magistralmente completato il lavoro. Insieme hanno concesso 2 sole valide e nessun punto.
Tutti si sono complimentati con il ventiseienne canadese di Victoria (British Colombia) per questa notevole performance. Lo stesso Terry Francona, manager dei Boston Red Sox campioni del mondo, ha commentato: “E’ stata una partita davvero esplosiva, questa che il lanciatore di Oakland ha prodotto”.
Starting pitcher degli Athletics dal luglio 2003, Rich Harden ha vinto al Tokyio Dome la sua trentaduesima partita da quando è in Major League (contro 18 sconfitte).
Rich è un pitcher la cui fastball raggiunge le 98 miglia di velocità (è arrivato anche a 100…). Inoltre, è in possesso di un tipo di lancio che è una combinazione di splitter e di knuckleball e per questo è stato definito “ghost pitch”. Nell’occasione ha fatto buon uso anche del changeup (un cambio di velocità che ha molto infastidito i battitori di potenza di Boston).
Il protagonista di gara2 si è fatto apprezzare anche per la modestia, sottolineando a fine partita i meriti del suo ricevitore. “Kurt Suzuki, il mio catcher, ha chiamato magistralmente i lanci. Lui ha interpretato una grande partita”.
Ovviamente il 5-1 degli Athletics è stato prodotto anche da una efficace prestazione offensiva: il line-up della squadra di Oakland ha lavorato bene. 9 battute valide (2 a testa per Sweeney e Suzuki) 5 RBI (3 di Brown), un fuoricampo (autore Brown, da 1 punto), 3 doppi.

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