San Marino cala l’asso: Da Silva è cittadino italiano, giocherà lanciatore e interbase

25 03 2008

di MAURIZIO ROVERI

San Marino gioca l’asso. Tiago Da Silva, giovane fenomeno brasiliano del baseball, non è più straniero. Sposato da due anni e mezzo con Katia, bella ragazza giuliana e giocatrice di softball, Da Silva ha ora ottenuto la cittadinanza italiana. Il regolamento dela Federazione non gli permette per il momento di essere considerato “asi” (cioè giocatore di scuola italiana), lo sarà dopo il 2010. Tuttavia, con il doppio passaporto, può scendere in campo come oriundo. E il San Marino, che nei mesi scorsi lo ha prelevato dal Marina di Ravenna, lo utilizzerà in due ruoli: lanciatore in gara2 (alternandosi sul monte con Marrone, Orta, Palanzo) e interbase in gara3 quando Seth La Fera – che è utilizzato da giocatore di scuola italiana – prenderà posto nel bullpen, pronto a salire sulla collinetta ogni volta che sarà necessario.
Grande strategia, quella del club del Titano. Per tre motivi:

1) Rinunciando al quinto straniero per inserire Da Silva, da affiancare ad un nutrito cast di oriundi e di “naturalizzati italiani”, San Marino ha costruito una squadra adattissima alla Coppa dei Campioni dove – per regolamento – non possono essere utilizzati più di tre stranieri (mentre nel campionato italiano ne possono essere tesserati cinque). Ciò significa non dover modificare l’assetto della squadra, salvaguardando pertanto gli equilibri. A parte Brian Looney, che secondo logica sarà l’unico “sacrificato” per la Coppa, San Marino potrà affrontare a giugno la principale competizione europea con la stessa formazione del campionato. Utilizzando i vari De Biase, Rovinelli, Da Silva, La Fera, Buccheri, Orta, Nyari, Sheldon, Marrone, Palanzo, Lucena (giocatori oriundi e “italianizzati”) accanto agli italiani di scuola italiana (Martignoni, Tonellato, Albanese, Suardi, Benvenuti, Imperiali, Illuminati, Colicchio, Lonfernini) e agli stranieri Figueroa, Matamoros, Vasquez.
2) Ingaggiando Da Silva, ventiduenne, la società sammarinese s’è assicurata uno dei più interessanti prospetti del baseball non soltanto italiano ma addirittura europeo. Nella stagione scorsa il ragazzo brasiliano ha indossato la casacca dei Marina Waves, la squadra di Marina di Ravenna interprete di un buon torneo in A2. Tiago ha concluso il campionato con queste statistiche: 138 turni alla battuta, 53 battute valide, 21 RBI, 24 punti segnati, 384 di media battuta, 486 di media bombardieri, soltanto 9 strikeout subiti, 24 basi su ball guadagnate (+ 7 intenzionali), 957 di media-difesa giocando nel ruolo di interbase, con 78 eliminazioni, 122 assistenze e appena 9 errori. Era serie A2, si potrà obiettare. Sì, ma sono comunque “numeri” importanti.
3) Da Silva nel San Marino giocherà una partita (la terza di ogni trittico) da interbase. E in una gara (quella degli oriundi) salirà sulla collinetta perché se la cava bene anche come pitcher, rendendo così ancor più profondo il monte di lancio del San Marino. Che proporrà ben 11 lanciatori al via del campionato 2008: Figueroa, Looney, Marrone, Da Silva, Orta, Palanzo, Nyari, Lucena, Tonellato, Martignoni, La Fera.

La storia di Tiago – Può sembrare strano che un brasiliano di San Paolo, con il papà allenatore di calcio, abbia scelto il baseball. Com’è successo? Tiago era un bimbetto e, come tutti i ragazzini brasiliani, amava il calcio. Sognando magari di diventare un giorno un giocatore del Sao Paulo Futebol Clube o del Palmeiras. Ma fu proprio suo padre che gli suggerì di provare prima con il baseball, perché conoscesse anche un altro sport. Così, all’età di 7 anni, Tiago Felipe Da Silva prese in mano mazza e guantone. E gli piacque. Gli piacque subito immensamente. Al punto da non staccarsene più. Quello sport gli era entrato nell’anima. E lui aveva talento.
Era appena ventenne, Tiago, o forse non ancora, quando nel marzo del 2005 arrivò in Italia. Ingaggiato dai Rangers Redipuglia. A consigliargli il club del Friuli Venezia Giulia era stato il suo allenatore di baseball in Brasile, Santana, che conosceva bene Pantoha il tecnico cubano del Redipuglia.
Tiago arriva in terra giuliana, prende contatto con la sua nuova realtà e… in un attimo conosce Katia. Lei, Katia Boscarol, nativa di Monfalcone, ha la sua stessa età, gioca interbase nel Porpetto di serie A1 ed è tifosissima dei Rangers Redipuglia, anche perché suo padre è stato uno dei fondatori del Club. Katia e il ragazzo appena arrivato dal lontano Brasile s’incrociano dopo gli allenamenti, uno spuntino, ci si mette a parlare di baseball, si scambiano opinoni e consigli (anche perché giocano nello stesso ruolo), si conoscono meglio e scatta il classico colpo di fulmine. E’ amore vero, intenso. Qualche tempo più tardi, il matrimonio. Tiago continua a giocare nel Redipuglia e Katia nel Porpetto. Fino all’anno scorso.
Succede che nella Repubblica di San Marino le Hornets di softball hanno grandi ambizioni, fanno la A2 ma sognano la promozione nella massima serie. E contattano la Boscarol. Che è giovane, ha solo 21 anni ma l’esperienza di diversi campionati di A1. La proposta delle Titano Hornets è interessante, stimolante. Katia accetta di trasferirsi ma a patto che suo marito possa seguirla. Ed ecco che in Romagna si fanno avanti i Marina Waves di A2, che ingaggiano Tiago. Lei gioca sul Titano, lui in riviera. Prendono casa a Ravenna. E si trovano bene. Le Hornets sammarinesi, con il contributo di Katia Boscarol salgono in A1. Tiago confeziona un ottimo campionato con Marina di Ravenna. Poi anche per lui arriva la A1: sulle qualità di questo ragazzo brasiliano investe il San Marino. Il direttore sportivo Alberto Antolini se lo porta sul Titano. Giusto in tempo perché arrivi la cittadinanza italiana, per matrimonio. Tutti i documenti sono a posto. La settimana scorsa, a Redipuglia, il giuramento. Tiago Felipe Da Silva è italiano a tutti gli effetti.
Sorride San Marino. Con gli occhi felici di Tiago e Katia, giovani stelle del baseball e del softball della più antica Repubblica del mondo. Fiera di avere due squadre in A1.

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7 responses

25 03 2008
Mauro Zio

La ripropongo
http://www.rangersredipuglia.it/notizie/notizia.php?id_news=310
Leggete bene contratto quinquennale,depositato in federazione.

25 03 2008
Micio

Scusi signor Mauro Zio, ma continuo a non capire a cosa si riferisce: puo’ essere più chiaro?
Se Da Silva giocherà a San Marino, avrà un tesseramento regolare, o no?

26 03 2008
Mauro Zio

Il tesseramento di Tiago Da Silva è regolare, la mia era una semplice curiosità: uno che accetta un contratto quinquennale, anche se straniero,è libero l’anno successivo oppure no?

26 03 2008
Bob_21

Cos’e’ un nuovo caso Sforza?
Che coinvolse San Marino e Grosseto?
Non credo che San Marino e tantomeno il suo DS Antolini, si espongano a situazioni del genere od a ripercussioni una volta chiusi i tesseramenti.
Ed a farci caso, il Redipuglia, neanche si e’ fatto sentire.
Credo che rescissioni e di conseguenza nuovi accordi siano nella logica del mercato, anche in uno sport con dei minori come il nostro.

Ma a dirla tutta, potete star certi che se c’e’ qualche gabola, qualcuno dal 18 aprile in poi, la fara’ saltar fuori.

26 03 2008
Exterior Mundi

Un giocatore straniero che non viene confermato entro il 31 gennaio è libero di andare dove crede.
Per evitare che Da Silva andasse a San Marino il Redipuglia avrebbe dovuto confermare il suo tesseramento entro quella data.

26 03 2008
Micio

Abbia pazienza, anche a me piacerebbe capire solo per curiosità.
Ricapitolando: Da Silva ha firmato un contratto di 5 anni nel 2005 con i Rangers, contratto depositato in Federazione.
Nel 2007 Da Silva ha giocato a Ravenna, presumo che ci sia stato un accordo fra le due società, o no?
Ora, il San Marino, per assicurarsi Da Silva per il 2008, ha rilevato il contratto dai Rangers o c’è stato un altro tipo di accordo?

Certo che se ci fosse, dato che siamo nell’era di internet, un Database Federale in cui vengono specificate le “proprietà” degli atleti sarebbe tutto più semplice da capire.
Invece purtroppo non ci è dato sapere nemmeno se il tal atleta che gioca in una tal squadra è di proprietà di un’altra società o meno, oppure se è libero proprietario del proprio “destino”.
Forse gli addetti ai lavori saranno a conoscenza di tutto, ma se una società volesse acquisire le prestazioni ad esempio di Sgnaolin attraverso lo svincolo, quindi con l’accordo con l’atleta, deve chiedere all’atleta se gioca in prestito a Grosseto, se è “di proprietà” del Grosseto, o se è libero?

26 03 2008
Maurizio Roveri

Il discorso riguardante Tiago Da Silva è in realtà di semplice interpretazione. Il giocatore, avendo cambiato “status” (da straniero a cittadino italiano) è automaticamente libero. E dunque non esiste alcun “caso”. Ma anche se fosse stato ancora straniero, avrebbe potuto scegliere dove giocare: infatti gli stranieri sono, di anno in anno, confermati oppure no. Una società deve comunicare entro il 31 gennaio alla Federazione i giocatori stranieri confermati e quelli che vengono lasciati liberi. Redipuglia non ha inserito Da Silva fra i confermati. Presumo che il giocatore fosse in prestito l’anno scorso a Marina di Ravenna. La società giuliana avrebbe voluto riportare nuovamente il giovane talento brasiliano a Redipuglia, ma evidentemente non c’erano le condizioni per il ritorno di Tiago in Friuli Venezia Giulia. Lui s’è trasferito in Romagna nl 2007 per rimanere a assieme a sua moglie, Katia Boscarol, ingaggiata dalla società di softball di San Marino. Lei interbase nel Titano Hornets (squadra che poi ha conquistato la promozione in A1) e Tiago interbase nei Marina Waves. Lui nel frattempo ha trovato un lavoro (che non intende lasciare), nè potrebbe permettersi di viaggiare nei week end per andare a giocare altrove poichè non possiede ancora la patente di guida. Per motivi evidenti, un eventuale trasferimento di Da Silva a Redipuglia appariva improponibile. Lo ha capito anche la società giuliana, parlandone con il San Marino. Il club del Titano era anche disposto – per venire incontro alle necessità del ragazzo nato a San Paolo – a tesserarlo come suo quinto straniero per la stagione 2008. Non è stato necessario. E’ arrivata infatti la cittadinanza italiana (per matrimonio: Katia e Tiago sono sposati dal 2005). Tiago Da Silva cambia “status” e a maggior ragione è libero di accasarsi dove vuole. Riparte da zero. Quando uno straniero diventa italiano, non ha più alcun vincolo con la società precedente. Se ci sia stata nel 2005 una eventuale “scrittura privata” che impegnava Da Silva, questo è un discorso che riguarda il rapporto fra il giocatore e il Redipuglia ma non coinvolge minimamente San Marino.
Per ora Tiago non può giocare da “asi”: in base al regolamento FIBS potrà essere considerato giocatore di “scuola italiana” dopo aver giocato minimo 6 campionati in Italia (i prossimo sarà il quarto). San Marino utilizzerà Tiago Da Silva come oriundo: sul monte di lancio in gara2 (le partite dei lanciatori oriundi) e da interbase in gara3, quando La Fera (titolare del ruolo di interbase) lascerà la sua abituale posizione per essere inserito nel cast dei lanciatori italiani.

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