Opening Game della MLB a Tokyo: tutti gli occhi su Matsuzaka e il suo “gyroball”

25 03 2008

di MAURIZIO ROVERI

Per Tokyo oggi è un giorno speciale. Da vivere con eccitazione, con fierezza. Al Tokyo Dome va in scena quando comincia a far sera (per la precisione le sette di sera nella capitale del Giappone, che sono le 6 del mattino a Boston e nella costa est degli Stati Uniti, le 11 in Italia) l’Opening Game della stagione 2008 della Major League statunitense. Con la prima delle due sfide fra i Boston Red Sox vincitori delle World Series 2007 e gli Oakland Athletics. Un grande evento, che Tokio ha già ospitato in altre due occasioni: la prima volta nel 2000 (Chicago Cubs contro New York Mets il 29 e 30 marzo, col punteggio di 5-3 per i Cubs in gara1 e di 5-1 per i Mets in gara2; cinquantacinquemila spettatori per ogni partita, sold out, biglietti “bruciati” in poco meno di cinque ore quando vennero messi in vendita nel gennaio del 2000), la seconda volta il 30 e 31 marzo 2004 con i New York Yankees che persero per 8-3 gara1 contro Tampa Bay Devil Rays ma si riscattarono il giorno successivo trionfando per 12-1, sempre davanti a 55 mila spettatori.

La MLB sceglie nuovamente il Giappone per l’Opening Series. Ma stavolta l’Evento ha un sapore davvero particolare per il Paese del Sol Levante, che sente intimamente sua quest’apertura della Major League americana. La partita di questa sera è qualcosa di imperdibile. Gli occhi dei 55 mila dentro il Tokyo Dome e di tutti gli appassionati giapponesi davanti ai televisori saranno fissati su di lui, l’icona del baseball nipponico, l’uomo dal braccio d’oro, il fuoriclasse partito da Tokyo per andare a vincere l’anello in America con i Boston Red Sox.

Lui è Daisuke Matsuzaka, il pitcher da 100 milioni di dollari, il personaggio sportivo giapponese fra i più popolari al mondo. Amatissimo a Tokyo, dove sono orgogliosi di lui e del suo successo. Qui in Giappone lo chiamavano “Il Mostro”. Negli Stati Uniti lo hanno etichettato “Dice-K”.

Si respira davvero una eccitazione straordinaria per il ritorno a casa di Daisuke. Stavolta come ospite nella sua terra. Matsuzaka è stato scelto dai Red Sox come lanciatore “partente” (dopo il prblema alla schiena che ha consigliato Josh Beckett a rimanere a casa) per la primissima partita della stagione 2008. Un grande onore e una pesante responsabilità. Il mondo intero lo guarda.

In America, in tante parti della “Red Sox Nation” (cioè il popolo di fede bostoniana) la gente farà il breakfast e al tempo stesso vedrà Matsuzaka in TV, mentre a migliaia di chilometri di distanza nel continente asiatico quei fortunati che avranno un posto al Tokyo Dome vivranno una notte effervescente e stimolante, incitando, urlando, cantando. E la grande fascinosa arena giapponese sarà tutta un lampeggiare di flash. Daisuke è un “eroe” per la gente di Tokyo. Tutti hanno ancora negli occhi i suoi successi e le sue performances con la casacca dei Seibu Lions. Fece il suo debutto nel mondo professionale del baseball giapponese proprio al Tokyo Dome nel 1999. Vincendo quella partita contro i Nippon Ham Fighters. Il primo strikeout della sua carriera professionale fu ai danni di Kataoka Atsushi, “messo a sedere” al primo ining di quella gara con una fastball da 155 km/h.

In un’atmosfera così coinvolgente ed eccitante, c’è il rischio che Matsuzaka possa venire travolto dall’emozione? Chi lo conosce bene, assicura di no. Daisuke è giovane (26 anni), però ha un carattere forte e sufficiente esperienza per essere padrone dei nervi. La sua solidità mentale è una garanzia. Chiaro, sarà eccitato ma, soprattutto, concentrato.

E se – come si crede – avrà il totale controllo del monte, sarà uno spettacolo strepitoso vedergli tirar fuori tutto l’arsenale di lanci in suo possesso. Daisuke Matsuzaka è un lanciatore capace di imprimere alla pallina gli effetti più incredibili e più imprevedibili. I lanci del suo repertorio: una “four-seam fastball” che raggiunge le 92-95 miglia (148-153 km/h) e che spezza il piatto di casabase con un brusco movimento; una “two-seam fastball” che arriva ad una velocità calcolata fra i 145 e i 150 km/h; una “cut fastball” sui 140 km/h; una “curva” sui 129 km/h; uno slider da 135-138 km/h; una “splitter” da 140; la “forkball”; e poi un tipo di lancio del quale sono specialisti i grandi pitchers giapponesi e che si chiama “shuuto” (una rasoiata che sembra tagliare l’aria e che mette particolarmente in crisi i battitori destri). Matsuzaka inoltre usa una perfida “screwball” come cambio di velocità.

Dulcis in fundo, ecco la caratteristica che sta rendendo famoso il pitcher nipponico dei Red Sox: è il “gyroball”, un lancio velenoso, e misterioso perchè Daisuke non ne svela il segreto. E’ un lancio con una rotazione su un asse che coincide con la direzione della palla, però l’abilità diabolica di Matsuzaka è quella di saper variare quest’asse con una inclinazione di qualche grado in modo da ottenere un improvviso e determinante cambio di direzione proprio in prossimità del piatto di casabase. Ingannando completamente il battitore. Tutto questo con la stessa velocità della fastball. Per dare l’idea di un “gyroball” è stato detto che ha la stessa rotazione di una pallottola sparata da una pistola.

Cercando di farvi comprendere meglio il caratteristico gyroball di Daisuke Matsuzaka, vi propongo il video giapponese (con sottotitoli in inglese) che trovate qui sotto. Cliccate, guardate e ascoltate.


Annunci

Azioni

Information

6 responses

25 03 2008
John C. Rotondo

Forza boston!!!

25 03 2008
Migno

un matsuzaka evidentemente emozionato… e un po’ giù di condizione (ci ha messo due inning per incominciare a mettere in strike le breaking… gyroball compresa) ha iniziato una partita difficile per Boston che deve dire grazie ai due rilievi (Okajima e Lopez) ma soprattuto alle prestazioni nel box del rookie Moss e di un impressionante Manny Ramirez che ha salvato la baracca con 4RBI sui 6 punti portati a casa dai ragazzi di Francona & Co.

Speriamo (noi tifosi di Boston intendo) in una partita più tranquilla domani (ovvero un Jon Lester già in partita) e con un Big Papi più lucido di quello odierno!
A domani!

26 03 2008
Renè

Gent.mo Dott. Roveri,
la gyroball non esiste, nella pratica, e Matsuzaka di certo non la lancia. Sarebbe bene puntualizzare questo. Analizzando il Pitch F/X del 2007 si vede chiaramente che Daisuke si limiti a lanciare rising fastball, sinker, slider, curveball, cutter, splitter, changeup. Non sono pochi lanci, è chiaro, ma la gyroball non c’è. Anche nel video da lei allegato, il lancio effettuato è una cutter o una slider e non c’è nessuna particolarità nel lancio, a meno che non si voglia dire che la gyroball venga lanciata da un centinaio di lanciatori di MLB: il movimento non è dissimile dalle cutters e sliders di decine e decine di lanciatori di Major League.
Matsuzaka ha ammesso di non lanciare la gyroball, e la teoria proposta da Himeno (che è mostrata solo parzialmente in questo video) prevede che il lancio venga effettuato con doppio spin (ci si riferisce all’azione di anche/schiena/spalla e di braccio/polso). Al di là della complessità dell’azione (che dovrebbe essere simulabile al computer e da macchinari appositamente tarati, un po’ meno da un essere umano che deve anche nascondere il lancio che sta per effettuare), ci sono problemi per quanto riguarda la fisica del lancio. Come ogni appassionato saprà, su una palla lanciata operano 3 forze, ossia:
1) Quella impressa dal lanciatore, sostanzialmente la velocità.
2) La forza di gravità (che spinge ogni lancio verso il basso).
3) La resistenza dell’aria, che ne rallenta la traiettoria (in genere una palla rallenta dalle 8 alle 10 miglia dal momento del rilascio a quella d’arrivo sul piatto, a seconda dell’umidità e rarefazione dell’aria).
Sulle palle lanciate con spin agisce anche una quarta forza, denominata forza di Magnus. Questa forza spinge a 90 gradi sulla palla a seconda della direzione di rotazione in base all’asse di rotazione. Per semplificare, una fastball (dotata di backspin) verrà spinta verso l’alto, contrastando la gravità. Una curva (con topspin) verrà spinta verso il basso, sommandosi alla gravità. Una slider (spin laterale) verso il lato, più tutti gli altri casi intermedi e via dicendo. Naturalmente gli angoli di rilascio non rendono ogni lancio perfettamente verticale ed è per questo che tutti i lanciatori siano particolari, ma questo è un altro discorso.
Bene… lo spin dei proiettili (e dei palloni da football) è studiato appositamente per ANNULLARE la forza di Magnus e permettere al pallone, o al proiettile, di andare via perfettamente dritto. Questo è perchè l’asse di rotazione della palla o del proiettile è parallelo alla direzione. Si immagina se un proiettile (col supposto spin della gyroball) dovesse curvare all’ultimo dopo essere stato sparato???
Una gyroball dunque non avrebbe alcuno spin se lanciata senza inclinazione dell’asse. Se invece l’asse venisse inclinato, il movimento del braccio del pitcher sarebbe facilmente riconoscibile dal battitore (la consistenza è importantissima per mascherare i lanci), inoltre lo spin sarebbe comunque abbastanza minimo.
Il fatto inequivocabile che nel 2007 Matsuzaka non abbia effettuato neanche un lancio particolarmente diverso dalle slider e cutter degli altri lanciatori MLB dovrebbe concludere la discussione, in ogni caso ho comunque interpellato un professore universitario di fisica (e studioso di baseball), che mi ha confermato l’impossibilità di eseguire un lancio di quel tipo senza ulteriori accorgimenti. Adesso sta approfondendo i concetti descritti da Himeno (non nel video, ma nei suoi scritti) per vedere se con altre modifiche sia possibile, ma almeno fino ad oggi è assolutamente da escludere che qualsiasi pitcher di Major League lanci la gyroball. Se sia lanciabile in assoluto è un altro discorso ed è comunque improbabile.

27 03 2008
overseas

grazie a René per la interessante lezione di fisica , mi fa molto piacere leggere persone competenti e non soltanto polemiche inutili .
Sarebbe molto costruttivo se persone come lei organizzassero corsi o brevi stage ( ammesso che non so se lei gia` li fa ), per le categorie giovanili sulla biomeccanica e fisica del lancio. Mi piacerebbe che la FIBS cercasse di incentivare questo o altri tipi di specializzazioni , so che qualcosa gia` e` stata fatta in sedi regionali e sicuramente si insegna presso l`Accademia , ma credo sia necessario per migliorare i nostri tecnici , per prevenire infortuni e per aumentare il bagaglio tecnico , scusate se mi ripeto , di coloro che vanno in campo siano essi giocatori o allenatori .
Penso inoltre che se gli atleti vedono che il loro allenatore ” ne sa ” siano piu`rispettosi del ruolo e siano stimolati maggiormente nell`impegno . Una migliore conoscenza delle cose permette a chi ha la responsabilita` di far crescere i ragazzi di concentrarsi sui talenti singoli , intendo di ogni singolo ragazzo o bambino , cioe` di esprimere il meglio che possono dare in quel momento e prospettargli un futuro che non sia illusorio ma concreto . E`distruttivo spremere un ragazzo sul monte solo perche`tira forte: ad una miglior visione il talento di quell`atleta potra` rivelarsi meglio in altri ruoli , invece se i nostri tecnici rimangono dei dopolavoristi ( nessuno si offenda , lo sono anch`io ), preparati solo su quello che gli era stato insegnato tempo fa, non abbiamo molte speranze. Specie se veramente prendera` corpo il professionismo .
p.s. il professionismo comincia dai dirigenti e dagli allenatori prima che dai giocatori , spero che lo abbiamo capito tutti . Grazie .

27 03 2008
Renè

overseas, la ringrazio tantissimo per i complimenti. Sfortunatamente di biomeccanica e fisica non ritengo di sapere abbastanza per parlarne professionalmente. In genere mi occupo di sabermetrica ed analisi oggettiva (negli ultimi tempi soprattutto di Pitch F/X) di MLB visto che di baseball italiano non so granchè (per non dire niente).
Comunque concordo sul fatto che in generale per migliorare un movimento serva una preparazione approfondita. Senza dubbio il baseball italiano potrebbe beneficiare da studi simili dettagliati.

29 03 2008
LUDOVISI fRANCO

Il primo intervento di “René” sulla gyroball mi è piaciuto moltissimo.
La mia personale esperienza di lanciatore che si affidava soprattutto alle curve non possedendo una fast decente mi fa assentire a tutte le affermazioni dell’autore. Il secondo intervento invece ha acceso la mia curiosità:
la sabermetrica è uno studio del baseball che non conosco.
Ne ho sentito parlare e ho letto qualcosa al riguardo, ma non molto.
Mi farebbe piacere saperne di più. Lei si sente di raccontarci qualcosa?
Un grazie anticipato.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: